Biografia Erede di una famiglia latifondista molto agiata d'origine francese, Gregorio nacque da Alfonso de Laferrère e Mercedes Pereda. Come i suoi fratelli ebbe i primi insegnamenti impartiti da un precettore; in seguito studiò al Colegio Nacional de Buenos Aires. Ottenuto il titolo, iniziò a scrivere per il periodico El Fígaro, sotto lo pseudonimo di Abel Stewart Escalda.

Fu politicamente attivo e, sostenuto dall'amico José María Miró (1867-1896), divenne membro del Partido Autonomista Nacional, finché nel 1891 fu eletto sindaco di Morón.

Fortuna Insieme al connazionale Roberto Payró e all'uruguagio Florencio Sánchez, Laferrère è uno degli autori più significativi del teatro rioplatense, e le sue commedie continuano a essere messe in scena con successo. L'opera del commediografo consiste prevalentemente in satire di costume. Scrisse anche alcuni racconti, usciti su riviste come Caras y caretas. L'unico romanzo, Andrea, fu vietato dalla censura e restò inedito. A Laferrère è intitolata un'omonima città della provincia di Buenos Aires.

Bibliografia Rosa A. Fabbri, Mi amigo Gregorio de Laferrère. Editorial Plus Ultra, Buenos Aires, 1981. Julio Imbert, Gregorio de Laferrère. Editorial Culturales Argentinas, Buenos Aires 1962. Adolfo Mitre: Laferrère. Señor de una época. In: Revista dd estudios de teatro, vol. 3 (1963), fascicolo 7, pp. 7–12. Dieter Reichardt (a cura di), Autorenlexikon Lateinamerika. Suhrkamp, Francoforte sul Meno 1992, ISBN 3-518-40485-7, p. 74. Ricardo Rojas, Historia de la litteratura argentina, vol. 8. Editorial Kraft, Buenos Aires 1957. David Viñas, Literatura argentinas y realidad política. La crisis de la ciudad liberal. Editorial Siglo Veinte, Buenos Aires 1973.

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