Biografia Gli anni giovanili Nacque da Marcantonio Bocchi e Benedetta PezziL’atto di nascita, come altri documenti è stato trascritto in una ricerca di Paolo Ruzza e Monica Stefani. Cit. in Antonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.9. Il padre, disponendo di un cospicuo patrimonioAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.9, lo mandò a studiare fin da bambino a Padova, nel Collegio Bruntura. Il 16 luglio 1771 Carlo Bocchi si laureò in utroque iure cioè sia in Diritto canonico che Diritto civile presso l’Università di Padova. Il diploma di laurea venne sottoscritto dal Vicario episcopale Giovanni Battista Santonini, che in seguito diverrà vescovoSi veda la ricerca Ruzza-Stefani. . Negli anni successivi il Bocchi fece pratica come “ascoltante” nello studio del celebre avvocato Cesare Santonini, al fine di «imparare ad adattare le Leggi ai CasiSi legge così nell’indirizzo di G.B. Valeri sopra il Distichon di Carlo Bocchi per il vescovo C. Ravasi. Biblioteca comunale di Adria.». Nel 1785 sposò la nobile Laura Molin. Il 14 ottobre 1787 nacque il figlio Giovanni Battista, il quale disgraziatamente morì il 14 giugno 1790 preceduto dal nonno paterno settantatreenne Marcantonio Bocchi, che spirò il 3 dicembre 1789Si veda la ricerca Ruzza Stefani..
La carriera nella Repubblica di Venezia Il Senato Veneto, al fine di uniformare gli interventi e rendere più efficace la custodia e la manutenzione del Castagnaro, l’attuale Canalbianco nell’intero tratto del Polesine, istituì una Presidenza generale, composta da quattro patrizi veneziani e quattro di terraferma. Il Castagnaro venne diviso in sezioni e riparti, Carlo Bocchi venne nominato Presidente della parte destra del riparto Fossa-Adria, e si fece notare ben presto come il membro più attivo della PresidenzaF.A. Bocchi, Trattato Geografico Economico comparativo, Adria 1879, p. 439. . Grazie al suo incarico, il Bocchi maturò una notevole conoscenza dei problemi dell’assetto idraulico del Polesine, intrattenendo importanti rapporti politici col Magistrato delle Acque, giunto ad Adria dopo la rotta del Po nell’ottobre 1791Antonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.10. Il 28 luglio nacque sua figlia Anna Maria, che morì il 10 luglio 1794. Sua moglie Laura morì il 3 agosto 1793 all’età di 32 anni, inferma da mesiSi veda la ricerca di Paolo Ruzza e Monica Stefani. . Nel frattempo Carlo Bocchi continuò il suo incarico fino alla caduta della Repubblica Veneta esercitando anche l’avvocatura.
Il periodo francese Con l’avvento del primo regime francese, nel 1797, il Bocchi venne inserito nella Municipalità, i cui membri furono nominati dal generale Rusca il 14 maggio. Il 19, venne incaricato dell’amministrazione della Giustizia Civile, con le nuove Leggi francesi. Il 25 maggio 1798 venne designato «Giudice al Civile» dai Deputati della Comunità adriese, date le sue cognizioni e la stima di cui godeva presso gli abitanti della città e della provincia. Tale carica venne confermata dal regime austriaco che si era sostituito, dal gennaio 1798, a quello francese. L’insediamento avvenne in giugno insieme al collega, giudice al tribunale Criminale, Leonardo Medi. Per le udienze, di norma giornaliere, si utilizzarono i locali della casa del Bocchi stesso, che ospitò per qualche tempo anche il Tribunale Criminale. In quel periodo il Bocchi raccolse numerose stampe tra le quali quelle di Jacques Callot, che insieme a molte altre costituiranno una cospicua collezione artisticaLa notizia sulle stampe del Callot è ricavata da una lettera di Angelo Franciosi a Francesco Girolamo Bocchi del 9 maggio 1798. Antonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.11. Il suo impegno nell’amministrazione della giustizia fu notevole, come scriveva nel settembre 1799: «volendosi con esattezza, e sollecitudine adempiere ai doveri di così geloso ufficio quasi tutta trovasi occupata la giornataA. Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.11». Nell’ottobre successivo, gli vennero riconosciuti 40 ducati mensili a compenso dell’attività fino ad allora compiuta e per il lavoro futuro.
Nonostante la volontà del Bocchi di sostenere gli incarichi ricevuti, per la mole di lavoro fu costretto a nominare un suo supplente. La scelta ricadde su Pier Maria RenovatiAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.11. Il 22 gennaio 1801 i francesi tornarono ad Adria, che il 9 febbraio entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Il 29 gennaio 1802 Adria venne assegnata alla Vice-prefettura di Rovigo nella Repubblica d’Italia dipendente dal prefetto di FerraraRiguardo alle notizie storiche riguardo al periodo, si può vedere il fascicolo dattiloscritto Mostra di stampe del periodo napoleonico 1797-1815 (giudice Carlo Bocchi), Notizie storiche, a cura di Antonio Lodo (Città di Adria, 1983). . Pietro Brighenti, allora Commissario dei Tribunali, il 21 maggio 1801Antonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.12 nominò Carlo Bocchi Pretore del Comune di Adria. In occasione della duplice rotta del Mincio e del Canalbianco, che funestò gran parte del Polesine in novembre, dimostrò instancabile attività, zelo e autorità, col concorso di un’apposita Commissione, nel difendere i beni degli alluvionati da atti di sciacallaggio e nell’organizzare soccorsi e rifornimenti. La sua diligenza nell’applicare le direttive anche di natura politica e ideologica venne dimostrata dal divieto di consentire certe rappresentazioni e dall’intervento di dissuasione nei confronti delle cerimonie religiose. Per esempio, nel 1803, ricordò il divieto di rappresentare scene di assassinii, congiure e suicidi.
Il 25 aprile 1804 il Bocchi venne dispensato dalla carica e il suo successore fu Luigi Prosdocimi. In ottobre riprese l’esercizio dell’avvocatura. Il 15 marzo 1805 venne proclamato il Regno d’Italia; Adria restò nel Dipartimento del Basso Po, sotto il Distretto di Rovigo. Il 20 aprile al Bocchi venne comunicata la nomina, da parte del Consiglio Distrettuale di Adria, a Consigliere del Consiglio Dipartimentale di Ferrara. In maggio presentò una supplica a Napoleone, per conto della Comunità adriese, al fine di conservare la Giudicatura cioè l’Ufficio giudiziario di prima istanza e ottenere una Camera di CommercioAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p. 14. L’Imperatore scambiò qualche lettera con il BocchiCarlo Bocchi riuscì anche a incontrare Napoleone a Bologna durante un'udienza pubblica. Manuela Sgobbi (a cura di), Le Carte segrete di Carlo Bocchi, Adria, Apogeo editore, 2015, p.28.
Dopo la pace di Presburgo del 1806 i comuni di Adria, Cavarzere e Loreo vennero aggiunti al nuovo Dipartimento dell’Adriatico, con capoluogo Venezia. Il Bocchi decadde da consigliere del Basso Po e si dedicò alle faccende adriesi. Il 9 giugno 1808 morì all’età di 77 anni Benedetta Pezzi, madre di Carlo. Il 10 gennaio 1810 chiese notizie e documenti a Francesco Girolamo Bocchi sulle vicende idrauliche basso-polesane e sulle ragioni dell’allontanamento del mare da Adria, in modo da aumentare la sua conoscenza del territorioA. Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.14. Nel luglio 1811 venne nominato Podestà di Adria dal Consiglio Comunale. Egli tentò di declinare l’incarico ma i suoi sforzi si rivelarono vani; per perentoria disposizione del Vice-prefetto Giacomazzi, Carlo Bocchi si rassegnò ad affrontare l’ufficio.
La dominazione austriaca Tra ottobre e novembre 1813 le armate della Sesta coalizione antifrancese entrarono nel Regno d’Italia. Tra il 19 e il 21 novembre arrivarono ad Adria i soldati austriaci, accolti festosamente. Il 22 il comandante Georgies trasferì tutte le autorità, civili e militari, nelle mani del podestà Carlo Bocchi. Il 1º dicembre il conte Thurn, considerando la stima dei cittadini, nominò il Bocchi facente funzioni di Vice Prefetto del Distretto di AdriaAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p. 15 . Nel gennaio 1814 cessò il suo incarico di Vice-Prefetto, poiché il Distretto di Adria venne unito a quello di Rovigo costituendo il Dipartimento del Polesine. Il 20 ottobre 1815 l’imperatore Francesco I lo nominò personalmente Deputato alla Congregazione Centrale di Venezia per la classe degli estimati nobili della provincia del Polesine. Carlo Bocchi ricoprì la carica di Deputato per 9 anni, durante i quali ebbe la possibilità di frequentare figure molto in vista come Goëss e il Delegato ThurnAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.15.
Il Bocchi si occupò principalmente di questioni inerenti al territorio adriese e polesano, ma non trascurò, tra il 1817 e il 1821, le problematiche sui ponti, i fiumi e le strade del padovano, del bellunese, del trevigiano e del bassaneseAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p. 16. Nel gennaio 1817, in occasione della visita ad Adria del Viceré Ranieri, fece ristampare l’orazione di Porto Viro di Luigi Groto, il Cieco d’Adria, premettendo notizie storiche e dedicandola al Goëss, l’allora governatore del Lombardo-VenetoAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.16. Il 1º giugno 1819 dedicò alcuni versi in latino al conte Pietro Goëss, che stava lasciando il suo incarico da governatore. In agosto inviò al suo successore, Carlo Inzaghi, un opuscolo su come migliorare gli scavi archeologici adriesiLa Memoria diretta a migliorare il metodo degli escavi delle antichità nella Città di Adria, Tipografia Picotti, Venezia 1819. . Nel 1820 il Bocchi inviò un distico al ferrarese Giovan Battista Valeri, che pubblicò l’anno seguente, in occasione dell’insediamento nella cattedrale adriese del vescovo Carlo RavasiA. Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.16. Nel 1822 continuò a partecipare ai lavori della Congregazione Centrale; alla fine dell’anno discusse un piano generale sulle strade delle varie provincie veneteAntonio Lodo (a cura di), 240º anniversario dalla nascita di Carlo Bocchi (1752-1992), Adria (Ro), Tipolitografia Medici, 1992, p.18. Nel 1824 fu spesso a Venezia per ricevimenti imperiali, ma continuò a occuparsi delle questioni idrauliche del territorio polesano. Il 5 gennaio 1825 venne sostituito nella carica di Deputato centrale da Pietro Salvadego.
Gli ultimi anni Nel 1830, ormai ritrovatosi a vita privata, dedicò le sue cure, insieme ad altri fedeli alla ricostruzione della cattedrale fornendo il legname necessario. Il 23 marzo 1836 con una donazione inter vivos cioè ancora vivo, Carlo Bocchi donò al Municipio di Adria 100 campi con case coloniche, la propria casa dominicale con adiacenze e altri accessori, a condizione che ad Adria venisse costruito uno “stabilimento di educazione” in cui si potesse imparare e apprendere teologia.