I periodici bibliografici sono delle pubblicazioni periodiche nate con l'obiettivo di segnalare, recensire e illustrare le novità librarie. Essi, inoltre, comunicavano le principali novità e notizie del mondo scientifico ed erudito: risultati di esperimenti, scoperte, e relazioni di viaggi, osservazioni celesti o di altri fenomeni e aspetti naturali (insetti, piante, ecc…), nuove invenzioni, lettere, notizie di istituti accademici e culturali, elogi e scritti memorialistici di studiosi defunti.Nell'ambito degli studi bibliografici italiani i periodici hanno trovato spazio nelle riflessioni di Alfredo Serrai e Luigi Balsamo; si trovano citati rapidamente nel lavoro di Andrea Martinucci Guida alla bibliografia internazionale. Più ampio l'interesse mostrato tanto nell'ambito della storia del giornalismo e della stampa quanto nelle ricerche storico-letterarie, soprattutto locali e regionali. Per tutti gli approfondimenti si veda la Bibliografia finale. Recentemente l'interesse verso queste tematiche si è risvegliato, come ben documenta il convegno internazionale Periodici bibliografici tra passato e futuro, tenutosi nel 2018 a Bologna e organizzato da Fiammetta Sabba e Roberta Cesana. Gli Atti dell'incontro sono pubblicati in open access all'indirizzo https://bibliothecae.unibo.it/issue/view/763.

Storia

Origini

Il primo esempio di periodico bibliografico si ha in Francia nel 1665 con il Journal des Sçavans. La rivista fu fondata da Denis de Sallo e il programma editoriale prevedeva:

un catalogo dei libri recentemente stampati in Europa; elogi e scritti commemorativi, di taglio bio-bibliografico, di studiosi defunti; comunicazioni e segnalazioni di scoperte artistiche e scientifiche, di esperimenti di chimica e fisica, di osservazionid astronomiche e anatomiche; le principali decisioni prese dai tribunali secolari ed ecclesiastici e le novità in fatto di censura; segnalazione di tutto quello che poteva essere utile per i dotti ed eruditi del tempo.Informazioni desunte dall'avviso posto in apertura al Journal e riportato fedelmente da Alfredo Serrai, Storia della Bibliografia, v. 3, Vicende ed ammaestramenti della Historia literaria, a cura di Maria Cochetti, Roma, Bulzoni, 1991, p. 264-265.

Il Journal aveva di fatto inaugurato un nuovo genere letterario dai tratti bibliografici. Il successo ottenuto portò alla nascita di altri periodici, vuoi come traduzione o imitazione di esso, vuoi semplicemente in analogia o in concorrenza.

La diffusione in Italia

Il Giornale de' letterati di Roma e i periodici del Seicento La prima rivista bibliografica italiana fu pubblicata a Roma nel 1668 con il titolo di Giornale de’ letterati. Fondata da Francesco Nazari e Michelangelo Ricci sul modello della coeva esperienza francese, il periodico offriva estratti di libri, relazioni di esperimenti e osservazioni astronomiche, pubblicazioni di lettere, brevi articoli da altre riviste, come lo stesso Journal des Sçavans o le Philosophical Transactions - queste ultime pubblicate a Londra dalla Royal Society nel 1665. Il periodico romano, a partire dal 1675, si divise in due serie distinte: la prima proseguì fino al 1679 sotto la guida di Nazari, mentre l’altra terminò nel 1681 e fu diretta da Giovanni Giustino Ciampini.Per approfondire la storia e le vicende connesse al Giornale di Roma si veda Jean Michel Gardair, Le «Giornale de' letterati» de Rome (1668-1681), Firenze, Leo S. Olschki, 1984.

Il grande seguito ottenuto dal Giornale di Nazari portò, negli anni successivi, alla diffusione di altre imprese che ad esso guardarono tanto per i contenuti trattati quanto per la scelta del titolo. A Venezia nel 1671 comparve il Giornale veneto de’ letterati,Cfr. Rosanna Saccardo, La stampa periodica veneziana fino alla caduta della Repubblica, Padova, Tipografia del Seminario, 1942, p. 8-12. diretto da Pietro Moretti e segnato da un percorso editoriale discontinuo: interrottosi nel 1680, il periodico ricomparve nel 1687 per concludersi definitivamente nel 1690.

Dal 1686 al 1690, a Parma, Benedetto Bacchini e Gaudenzio Roberti collaborarono nella redazione di un altro Giornale de’ letterati; l’esperienza fu poi proseguita a Modena, dove furono pubblicate quattro annate (1692, 1693, 1696 e 1697). Al 1688 risale il Giornale de’ letterati di Rimini, in cui trovò coinvolgimento il presbitero Giuseppe Malatesta Garuffi. Tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento si collocano altre iniziative: la Galleria di Minerva di Girolamo Albrizzi; il Gran giornale de’ letterati e i Fasti del gran giornale letterario di Giovanni Pellegrino Dandi; il Genio de’ letterati del riminese Garuffi e di Giovanni Felice Dandi.Per le testate emiliane e romagnole si rimanda alle specifiche trattazioni presenti in La biblioteca periodica. Repertorio dei giornali letterari del Sei-Settecento in Emilia e in Romagna. Vol. I: 1668-1726, a cura di Martino Capucci, Renzo Cremante, Giovanna Gronda, Bologna, Il Mulino, 1985.

Il Giornale de’ letterati d’Italia e i periodici del Settecento Il percorso della stampa periodica di carattere bibliografico vide in Venezia uno dei centri editoriali più importanti. Qui, nel 1710, su impulso di Apostolo Zeno, Scipione Maffei e Antonio Vallisnieri fu pubblicato il Giornale de’ letterati d’Italia. Il periodico, pubblicato fino al 1740, forniva lunghi estratti delle principali novità editoriali del periodo e riportava un’ampia gamma di notizie erudite. Le modalità attraverso le quali si dava conto della notitia librorum erano essenzialmente due. La prima consisteva in lunghi ed articolati estratti in cui si illustrava e si discuteva il contenuto di un'opera. Vi era poi la sezione delle "Novelle Letterarie" dove, di città in città, si segnalavano le principali pubblicazioni stampate, o in procinto di esserlo.

L’esperienza del Giornale de’ letterati d’Italia stimolò la nascita di altre imprese che proseguirono il servizio dell'informazione e della comunicazione bibliografica. Tra le principali esperienze si ricordano le numerose iniziative editoriali veneziane di Angelo Calogerà: il Gran giornale d’Europa, la Storia letteraria di Europa, il Giornale de’ letterati d’Europa, la Raccolta di opuscoli scientifici e filologici, le Novelle della Repubblica delle lettere, le Memorie per servire all’istoria letteraria e le Novelle Letterarie.

A Firenze, a partire dal 1740, Giovanni Lami pubblicò le Novelle letterarie, mentre al 1742 risale il Giornale de’ letterati. Tra Modena, Venezia e Pesaro furono realizzate le imprese giornalistiche del gesuita Francesco Antonio Zaccaria, ovvero la Storia letteraria d’Italia, il Saggio critico della corrente letteratura straniera, la Biblioteca di varia letteratura straniera antica e moderna, gli Annali letterari d’Italia e la Biblioteca antica e moderna di storia letteraria. Sempre a Modena, dopo un inizio collaborativo, Girolamo Tiraboschi compilò autonomamente il Nuovo Giornale de’ letterati d’Italia, comparso nella capitale estense tra il 1773 e il 1790.Per una rapida carrellata sui periodici bibliografici del Seicento e Settecento si veda Fiammetta Sabba, I periodici bibliografici italiani dalle origini: prospettive di un censimento, «Bibliothecae.it», 7 (2018), 2, p. 8-55, https://doi.org/10.6092/issn.2283-9364/8936.

Nel corso del Settecento il periodico bibliografico si affermò sempre più come strumento di aggiornamento e informazione continua sulle nuove pubblicazioni. Al tempo stesso, tuttavia, esso andò mutando le proprie sembianze: così, ad esempio, all’aggiornamento scientifico si affiancò anche una componente più critico-letteraria e ideologico-dottrinale.Si pensi, ad esempio, all'immagine di 'tribunale inesorabile e terribile' affibbiata alla Storia letteraria d'Italia di Antonio Francesco Zaccaria. Cfr. Giovanna Gronda, Storia letteraria d'Italia (Modena, 1754-1755; Modena [ma Venezia], 1755-1759), in La biblioteca periodica. Repertorio dei giornali letterari del Sei-Settecento in Emilia e in Romagna. Vol. I: 1668-1726, a cura di Martino Capucci, Renzo Cremante, Giovanna Gronda, Bologna, Il Mulino, 1985, p. 31-57. Marino Berengo, al riguardo, parla di giornali di tendenza che «nella Repubblica delle lettere hanno una loro precisa battaglia da combattere, e che nei libri via via annunziati vedono il protrarsi di quei temi e di quelle discussioni cui i loro redattori sono pienamente partecipi».Marino Berengo, Giornali veneziani del Settecento, Milano, Feltrinelli,1962, p. 10.

Struttura Come visto in precedenza, le funzioni prevalenti del periodico bibliografico sono due: la comunicazione bibliografica e l’aggiornamento scientifico-letterario.

Comunicazione bibliografica La prima attività si concretizzò per mezzo di due sezioni spesso separate: gli estratti e gli annunci editoriali: L’estratto di libro prevedeva inizialmente la messa a fuoco dell’edizione trattata, attraverso l’indicazione dei suoi principali connotati bibliografici (titolo, autore, anno e luogo di pubblicazione, descrizione fisica, ecc.); successivamente se ne esponeva il contenuto attraverso un riassunto più o meno lungo; L’annuncio editoriale, spesso collocato nella sezione delle "Novelle" o "Novità letterarie", consisteva in brevi e sintetiche segnalazioni bibliografiche, disposte a testo continuo e suddivise le une dalle altre dal nome della città da cui provenivano.

Informazione di carattere scientifico-letterario Essa si basava su una grande mole di comunicazioni di varia natura, relative a quanto di utile e d'interessante accadeva nel contesto erudito del tempo. Si trattava di notizie abbastanza recenti, apparse quasi sempre ab origine nel periodico, ovvero senza sfociare in una effettiva pubblicazione a stampa. I contenuti presenti all’interno di questa cerchia erano diversi: elogi di studiosi, descrizioni di eclissi e altri eventi celesti, notizie di scoperte archeologiche, dissertazioni epigrafiche e numismatiche, relazioni, studi e osservazioni di esperimenti e fenomeni naturali, notizie relative a istituti accademici e culturali, nuove scoperte ed invenzioni, lettere e curiosità di varia natura.

Queste, dunque, le sembianze dei periodici bibliografici. Ma non le uniche. Infatti, nel corso del tempo si svilupparono altre modalità di trattazione dei contenuti e delle informazioni. Fu così che fece la sua comparsa, ad esempio, la recensione libraria, contraddistinta da un taglio più critico, personale e soggettivo.Giuseppe Ricuperati, Giornali e società nell'Italia dell'Ancien Regime (1668-1789), in La stampa italiana dal Cinquecento all'Ottocento, a cura di Carlo Capra, Valerio Castronovo, Giuseppe Ricuperati, Bari, Laterza 1986, p. 89-92. Durante gli anni venti del 1700 apparvero i primi giornali antologici, che offrivano ai propri lettori una selezione degli articoli e dei contributi più importanti provenienti dalle altre riviste, italiane e straniere.Esempi di queste riviste sono il Giornale de' letterati oltramontani (Venezia, 1722-1759), Il Gran giornale di Europa (Venezia, 1725-1726), la Storia letteraria di Europa (Venezia, 1726-1727), il Giornale de' letterati d'Europa (Venezia, 1727) e la Bibliografia generale corrente d'Europa (Cesena, 1779-1781). Infine, si ricordano quei periodici di impianto gazzettistico, dalla periodicità settimanale e in cui all’estratto si preferirono notizie bibliografiche più rapide e concise, ordinate topograficamente.Rientrano in questo gruppo il Gran giornale de' letterati pubblicato a Forlì nel 1701, le Novelle Letterarie di Giovanni Lami o le Novelle della Repubblica delle lettere uscite a partire dal 1729 a Venezia. Forme diverse di strumenti accomunati dallo stesso obiettivo: informare, aggiornare, comunicare, diffondere e far circolare le idee e il sapere.

Contenuti Il pubblico verso il quale le riviste bibliografiche si rivolgevano era quello dei letterati.