Centuripe (Centorbi in siciliano, CentuorbiCon dittongazione della sillaba tonica. La tendenza a pronunciare [t͡ʃɛn-] è un'ipercorrezione frutto del prestigio linguistico della sua dizione italiana, sempre più prevalente rispetto alla pronuncia autoctona [t͡ʃɪn-]. in dialetto locale.) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Enna in Sicilia.

La cittadina, di origine sicula, fu presto ellenizzata e dal IV secolo a.C. entrò nell'orbita di Siracusa, godendo di grande floridezza in età ellenistica e romana attestata da importanti vestigia.

Geografia fisica Territorio Centuripe dista circa 65 km da Enna (41 km in linea d'aria) ed è il comune più a est del libero consorzio comunale. Si trova a 46 km da Catania, se si percorre la strada statale 121, e a 30 km in linea d'aria. Situato sulla linea di sommità di una formazione montuosa, ha la forma di una stella marinaPaolo Orsi vi ravvisava la forma di una zampa di gallo; l'altitudine media di 733 m s.l.m. permette di scorgere il versante occidentale dell'Etna, la valle del Simeto e parte della Piana di Catania.

Centuripe confina con i comuni di Adrano, Biancavilla, Paternò, Bronte, Randazzo, Castel di Iudica, tutti appartenenti alla città metropolitana di Catania, e con Catenanuova e Regalbuto che fanno parte della ex provincia di Enna. Il suo vasto territorio, quasi del tutto montagnoso, si estende per 17 295 ettari tra le vallate dei fiumi Dittaino e Salso. Il fondovalle è sulla direttrice autostradale Palermo-Catania. Il territorio è costituito di arenarie e di rocce argillose e conglomeratiche.

Clima

Storia Preistoria Le remote origini di Centuripe affondano le radici nella preistoria; è attestata la colonizzazione stanziale a quote più basse e in varie parti del territorio nel Neolitico; meno chiara la documentazione sul Paleolitico.. Si rileva l'aumento dell'antropizzazione durante il periodo del bronzo antico, ma la località sembra spopolarsi durante il bronzo medio e finale.

Nell'età arcaica è un centro abitato indigeno siculo (Tucidide VI, 94, 3)..

Della Centuripe d'età arcaica si conosce poco anche perché il sito è coperto dalle costruzioni. Parlano tuttavia i ricchi corredi funerari delle tombe scavate in contrada Piano Capitano, nel vallone Gelso, della contrada Casino, nel vallone Difesa, e della contrada Madonna. La consistenza della necropoli indica con sicurezza l'esistenza del centro abitato che supera le dimensioni del semplice villaggio.. Sono tombe del tutto simili a quelle indigene di altre località, scavate nell'arenaria di cui sono costituiti i fianchi dei rilievi montuosi; risultano utilizzate a partire dagli ultimi anni dell'VII secolo a.C. al IV secolo.. Dal VI secolo si desume comunque certa la presenza di un centro urbano nello stesso sito moderno; ne sono testimonianza necropoli e rinvenimenti in varie aree superficiali.

Gli scritti di Tucidide, che la definisce ancora sikelikon polisma alla fine del V secolo, nonché quelli di Polibio, attestano la presenza nella penisola italiana di popoli chiamati Ausoni, Enotri o Morgeti che risultano presenti anche in Sicilia. Si ritiene che un secolo prima della fondazione di Roma i Siculi, popolazione d'origine osco-umbra che emigrò in Sicilia probabilmente in epoca anteriore al X secolo a.C., abbiano scelto il luogo in posizione militarmente inespugnabile, per edificarvi la cittadina.

L'esistenza di un legame tra i popoli protolatini e i Siculi è confermata da un'iscrizione oggi ritenuta la più importante nella comprensione delle origini dei Siculi, contenuta su un famoso askos centuripino del VI secolo a.C. L'iscrizione contiene inequivocabili elementi di stretta affinità con la lingua latina.

Età antica

L'antica città sicula lentamente divenne ellenizzata, assunse il nome Κεντόριπα (Kentóripa) in greco antico ed ebbe notevole importanza nel periodo greco alternando periodi di tirannia e di libertà; la sua importanza si mantenne nella prima età romana.

Verso il 404 a.C. Centuripe cadde sotto la tirannia di Damone alleato di Dionisio I di Siracusa.

La città si dotò di una propria moneta, segno di prosperità economica e di prestigio.. La zecca centuripina iniziò a coniarla nel 346 a.C.

Nel 368 prese il potere Nicodemo che governò fino al 339 a.C., anno in cui Timoleonte lo costrinse a fuggire e deportò gli abitanti a Siracusa ripopolando la città con nuovi coloni.. Ventisette anni dopo la città cadde sotto il brutale controllo del tiranno siracusano Agatocle. Diodoro afferma che intorno al 312 a Centuripe era presente una guarnigione militare siracusanaDiodoro, XIX 103, 3.

Nella seconda metà del IV secolo a.C. si sviluppò un'importante officina di produzione ceramica artistica con un grande repertorio figurato, caratterizzata da un particolare gusto per il cromatismo. Nel secolo successivo la produzione raggiunse alti livelli; si producevano vasi di grandi dimensioni policromici e con decorazioni plastiche riportate.. Ma sarà il III secolo a.C. il momento della ricchissima produzione di statuette fittili in terracotta dette tanagrine, per decorazioni funerarie, la cui grazia e ricercatezza di soggetti, come eroi, dei e animali varrà a Centuripe il titolo di Tanagra della Sicilia. Due bellissimi esemplari si trovano nel Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani. L'importanza raggiunta dalla città è dimostrata anche dalla ricca produzione di monete del periodo.

Nel 263 a.C. i consoli romani Manio Valerio Massimo Messalla e Manio Otacilio Crasso iniziarono la campagna contro i Cartaginesi; Centuripae si sottomise spontaneamente e venne dichiarata città libera (civitas immunis ac libera). ed esentata da qualunque tassa (civitas sine foedere), come dichiara Cicerone nelle sue Verrine. Da questo momento conobbe un grandissimo sviluppo e divenne una delle più importanti città romane della Sicilia. Lo attestano sia le dichiarazioni di Cicerone che la definisce totius Siciliae multo maxima et locupletissima (di gran lunga la più grande e più ricca di tutta la Sicilia) precisando che nel I secolo la sua popolazione avrebbe raggiunto le 10 000 unità circaCicerone, Verrine II, 4, 50., sia la grande quantità di vasellame e gli imponenti resti monumentali.

Interessante un'iscrizione in greco del II secolo a.C. con il racconto di una missione diplomatica centuripina a Roma e a Lanuvio e una parte del trattato con Lanuvio con cui risulta gemellata per le comuni originiG. Manganaro, Un Senatusconsultum in greco dei Lanuvini e il rinnovo della cognatio con i Centuripini, in "RendAccNapoli", xxxviii, 1963, pp.51-64.

Tra il 38 e il 35 a.C. Sesto Pompeo la prese d'assedio e la distrusse per la sua fedeltà a Ottaviano che ne aveva fatto il caposaldo della sua azione, ma questi la fece ricostruire e diede ai suoi abitanti la cittadinanza romanaStrabone, VI, 4, 272C. La Centuripe di età romana imperiale è quella che ha lasciato le vestigia più imponenti. Grandiosi resti monumentali, un ricco complesso di sculture, numerose iscrizioni: tutta una serie di elementi sembrano segnare i successi di una famiglia locale che nel II secolo è arrivata a esprimere un console, a sua volta figlio di uno dei componenti dell'entourage dell'imperatore Adriano. L'epoca di massimo sviluppo monumentale è quella tra Adriano e gli Antonini.. Una grande quantità di monumenti è andata perduta a causa dell'incuria e del sistematico depredamento che ha rifornito collezionisti e raccolte di ogni dove. Oggi rimangono il Tempio degli Augustali del I-II secolo che si affacciava, sopraelevato, su una via colonnata e due tombe monumentali a torre, la Dogana, di cui è visibile solo il piano elevato e il castello di Corradino. A nord-ovest del paese, in contrada Bagni, una strada lastricata conduce ai resti di un ninfeo, sospeso sul vallone del torrente sottostante, di cui rimane una parete in mattoni con cinque nicchie, resti di una vasca di raccolta delle acque e parti dell'acquedotto. Inoltre reperti dall'VIII secolo a.C. al Medioevo come le statue provenienti dal tempio degli Augustali, riferibili a imperatori e familiari, una testa dell'imperatore Adriano appartenuta a un'enorme statua di almeno 4 metri, due urne funerarie della famiglia degli Scribonii, terrecotte di produzione locale dal III al I secolo a.C. oltre a tante maschere teatrali.

Notevoli sono le emissioni monetali di età romana repubblicana.

Anche i ritrovamenti nelle campagne testimoniano i periodi di prosperità economica di Centuripe che coincidono con l'età ellenistica e poi repubblicana e proto imperiale; cessano completamente dal XIII secolo a causa della sua distruzione..

Età medievale Le sorti della città seguirono quelle dell'impero romano. Verso il 1000 venne assediata dai musulmani che uccisero 40 monaci basiliani dell'omonimo convento. Nel 1061 fu sottoposta ad assedio da Roberto il Guiscardo ma la strenua resistenza degli abitanti, unita all'imponenza della cinta muraria, lo convinsero a desistere. La successiva conquista normanna portò solo un breve periodo di pace nel quale la città rifiorì. In periodo svevo, nel 1232, a seguito di una rivolta Federico II espugnò la città e ne deportò gli abitanti nella nuova città di AugustaSecondo il Patané furono deportati a Palermo. Cfr Rosario Patanè, Centuripe dalla preistoria alla distruzione medievale. Op. cit.. Sembra che la deportazione non sia stata totale perché tra il 1267 e il 1270, ai tempi di Corradino di Svevia, la città fu nuovamente assediata dagli Angioini che, dopo averla espugnata, ne trucidarono gli abitanti e distrussero del tutto quanto rimasto.. Il sito venne dimenticato e rimase disabitato fino alla metà del XVI secolo.

Nel 1408 un forte terremoto e una grande eruzione dell'Etna devastarono molte zone attorno a Catania, per cui alcune famiglie si insediarono a Centuripe tra i resti della città distrutta.

Età moderna Nel 1548 avvenne la rifondazione vera e propria della città, che prese il nome di Centorbi, ad opera dei Moncada della Contea di Adernò, dei quali rimase feudo. Venne eretta la chiesa madre, completata però solo agli inizi dell'Ottocento. Nel 1628 Centorbi contava circa 800 abitanti. Nel XVIII secolo le rovine imponenti attrassero l'attenzione di visitatori quale il pittore Jean-Pierre Houël che ne fece oggetto di alcuni suoi dipinti e Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, che intorno alla metà del XVIII secolo intraprese a titolo privato scavi archeologici a Centuripe, Castrogiovanni e Camarina i cui reperti gli permisero di istituire un ricco museo, secondo solo a quello dei Borboni..

Età contemporanea Nel XVII secolo la Sicilia passò sotto il dominio dei Borbone che, a partire dal 19 aprile 1819, adottarono un nuovo sistema amministrativo dividendo la Sicilia in sette province: Palermo, Messina, Catania, Girgenti, Noto, Trapani e Caltanissetta. Centorbi fu innalzato a capoluogo di circondario e furono posti sotto la sua giurisdizione Regalbuto, Catenanuova e Carcaci. Con l'arrivo di Giuseppe Garibaldi in Sicilia, nel 1860, anche i centuripini accorsero volontari; una lapide ricorda che egli ebbe a definire Centuripe "balcone della Sicilia".

Il Regio Decreto: Centorbi cambia il suo nome in Centuripe Stabilitasi l'Unità d'Italia, il 25 novembre 1862 il consiglio comunale deliberò di abbandonare il nome Centorbi assumendo quello antico di Centuripe. La ratifica giunse con il Regio Decreto n. 1140 del 22 febbraio 1863 che, però, incorse in un banale errore, indicandolo come Centurupi. Il Regio Decreto n. 1205 del 15 marzo 1863Regno d'Italia, Regio decreto n. 1205 del 15 marzo 1863: Regio decreto che autorizza il Comune di Centorbi ad assumere una nuova denominazione. vi pose rimedio.