Niente e così sia è un saggio di Oriana Fallaci sulla guerra del Vietnam, pubblicato nel 1969 e vincitore del Premio Bancarella nel 1970.

Il libro, che nasce come riflessione per rispondere alla domanda La vita, cos'è?,, 1969, p. 26. è la testimonianza di un anno passato a Saigon, in Vietnam, a cavallo tra il 1967 e il 1968, dalla Fallaci come corrispondente di guerra per L'Europeo, insieme al fotografo Gianfranco Moroldo., 1969. pag. 3.

La prefazione al libro riporta la testimonianza di alcuni soldati americani che parteciparono al massacro di My Lai e di altri sopravvissuti., 1969. pag. 6.

Contenuto

In forma di diario, l'autrice narra la propria esperienza nel Vietnam del Sud assieme a François Pelou, Felix Bolo, Claude Lorieux, François Mazure, giornalisti della Agence France Presse e le loro opinioni sulla guerra, generalmente considerata una guerra che ha prodotto morti inutili. La Fallaci scrive le interviste fatte ad alcuni protagonisti della guerra, soldati del Fronte di Liberazione Nazionale, soldati dell'esercito degli Stati Uniti; riporta due diari scritti da due soldati del Vietnam del Nord, uno ignoto e l'altro è Le Vanh Minh, entrambi morti.

Durante i combattimenti della battaglia di Dak To, la Fallaci si fa raccontare dai soldati americani che vanno all'attacco sulla collina 875 la paura di morire, l'indifferenza dinanzi alla desolazione e all'orrore, e le emozioni che si provano ad uccidere il nemico. L'indifferenza è tale che alla conta dei morti non sanno neanche quanti sono; dopo aver preso la collina 875 a costo di 358 morti, essa viene abbandonata., 1969. pag. 47.

Non si fanno prigionieri in Vietnam, perché loro sono capaci di farsi saltare in aria con una bomba pur di ammazzare due o tre accompagnatori., 1969. pag. 49.

Nel capitolo secondo si legge l'intervista a Nguyen Van Sam, colui che fece saltare il ristorante My Canh due anni addietro, provocando 25 morti in pochi secondi. Nguyen Van Sam dopo aver fatto ad Hanoi la scuola di sabotaggio, ha preso parte a 29 attentati, dal 1º marzo 1965 al 10 luglio 1967, con 58 morti e 196 feriti in poco più di due anni. Catturato ha paura di morire anonimo sconosciuto e per ottenere il riconoscimento ufficiale che gli dà il processo e la fucilazione, racconta tutto al generale Nguyễn Ngọc Loan., 1969. pag. 92.

Nel capitolo terzo la Fallaci prende in considerazioni Thích Quảng Đức e i buddisti che si sono fatti bruciare vivi, per protesta contro l'amministrazione del presidente del Vietnam del Sud, il cattolico Ngô Đình Diệm, e la sua politica di oppressione della filosofia buddhista. La Fallaci intervista la Venerabile Madre Thich Nhu Hué a proposito del suicidio rituale col fuoco di Huyn Thi Mai, per protesta contro un governo che non è voluto dal popolo ma solo dagli americani, i quali sono la causa principale dell'infelicità del popolo sudvietnamita, dice la Venerabile Madre. Intervista anche il monaco buddista Thích Trí Quang, nemico acerrimo degli americani e del governo che essi hanno voluto., 1969. pag. 161.

Il libro si conclude con la cronaca del massacro degli studenti in rivolta, avvenuto a Tlatelolco il 2 ottobre 1968 durante la XIX Olimpiade in Messico, dove la giornalista viene ferita da una raffica di mitra in piazza a Città del Messico., 1969. pag. 691.

Edizioni

Niente e così sia. Prefazione di Lorenzo Cremonesi, con un estratto dell'intervista di Alessandro Cannavò a François Pelou, Collana Opere di Oriana Fallaci, BUR, Milano, I ed. ottobre 2010, ISBN 978-88-17-03882-9, pp.XVI-428; Collana Best Bur, BUR, Milano, I ed. novembre 2014.

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