Nel 2014, dopo essersi laureato in economia all'Università di Belgrano ed essere diventato professore di macroeconomia, è salito alla ribalta pubblica grazie alle sue numerose apparizioni come opinionista in alcuni programmi televisivi argentini, in cui ha più volte criticato apertamente l'establishment politico nazionale.
Alle elezioni parlamentari del 2021, Milei è stato eletto alla Camera dei deputati per La Libertà Avanza. Come deputato nazionale, ha limitato la sua attività legislativa al voto, concentrandosi invece sulla critica a quella che considerava l'élite politica argentina e la sua propensione all'alta spesa pubblica. Ha sconfitto il ministro dell'economia in carica, Sergio Massa, al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2023, con un messaggio che incolpava il peronismo come responsabile dell'attuale crisi monetaria argentina.
Milei è noto per la sua personalità eccentrica e la forte visibilità mediatica, data anche dall'uso del suo tormentone "¡Viva la libertad, carajo!". Politicamente viene collocato da diversi analisti all'interno della più generale ascesa della destra radicale a livello mondiale. Le sue posizioni sono state descritte generalmente come un peculiare connubio tra populismo di destra e libertarismo di destra. Sul piano economico Milei sostiene un modello laissez-faire, allineandosi in particolare ai principi minarchici e anarco-capitalisti: a tal proposito ha proposto una revisione completa delle politiche fiscali e strutturali del Paese, sostenendo un drastico ridimensionamento del ruolo dello Stato, e la pressoché completa eliminazione dello stato sociale. In materia ambientale ha sostenuto posizioni negazioniste sul cambiamento climatico. Sulle questioni sociali, si oppone all'aborto e all'eutanasia e sostiene il possesso di armi da fuoco da parte dei civili. Sostiene invece posizioni di liberalizzazione sulla politica delle droghe e sul lavoro sessuale. In politica estera sostiene relazioni più strette con gli Stati Uniti, Israele e gli altri paesi occidentali, mentre ha raffreddato i rapporti con i paesi dei BRICS.
Richiede durante il suo ufficio da Presidente la cittadinanza italiana; nel dicembre 2024 la ottiene, in virtù dei propri antenati emigrati dalla Calabria.
Biografia Infanzia e gioventù Javier Gerardo Milei è nato il 22 ottobre 1970 nel quartiere Palermo della città di Buenos Aires da Norberto Horacio Milei, autista di autobus di origini italiane, e Alicia Luján Lučić, casalinga di origini croate. La sorella minore, Karina Milei, per anni amministratrice del patrimonio del fratello, dal dicembre del 2023 ricopre l'incarico di Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Entrambi i nonni paterni di Milei erano calabresi, di Rossano (CS); la nonna materna era anch'ella italiana, mentre il nonno materno era di origini croate. In un'intervista al settimanale britannico The Economist, Milei ha dichiarato che decise di intraprendere lo studio dell'economia all'età di dieci anni, colpito dalla grave crisi valutaria che nel 1981 fece seguito ai tentativi di riforme economiche del ministro José Alfredo Martínez de Hoz.
Milei ha completato gli studi secondari presso la Scuola Cardenal Copello nel quartiere di Villa Devoto. In seguito si è trasferito con la sua famiglia nella città di Sáenz Peña, provincia di Buenos Aires. Nella tarda adolescenza, dal 1987 al 1989, è stato portiere dei Chacarita Juniors nelle divisioni inferiori. Milei ha anche cantato nel gruppo Everest, in cui ha suonato soprattutto musica dei Rolling Stones. Laureato in Economia presso l'Università di Belgrano, ha conseguito due master presso l'Istituto per lo Sviluppo Economico e Sociale (IEDES) e l'Università Torcuato di Tella.
Carriera È stato capo economista presso la Maxima Administradora de Fondos de Jubilaciones y Pensiones (AFJP), capo economista presso lo Studio Broda e consulente governativo presso il Centro Internazionale per il regolamento delle controversie in materia di investimenti (ICSID). È stato anche economista senior presso la HSBC. È membro di B20, il Gruppo di politica economica della Camera di Commercio Internazionale, e del World Economic Forum. È uno specialista in crescita economica ed è stato professore di diverse materie economiche nelle università argentine e all'estero. È autore di 9 libri.
Per più di 21 anni è stato professore di macroeconomia, economia della crescita, microeconomia e matematica per l'economia. Dal 2013 legge e tiene conferenze sulla scuola austriaca di economia. Dal 2016 ha cercato di fondere concetti della scuola austriaca con concetti del monetarismo, poiché secondo lui Ben Bernanke è stato il più grande banchiere centrale di sempre, un punto di vista rifiutato da molti economisti austriaci. Milei ospita il suo programma radiofonico settimanale intitolato Demoliendo mitos ("demolendo miti").
Carriera nei media Dal 2014 ha iniziato a rilasciare interviste in vari programmi televisivi e radiofonici, insieme al collega Diego Giacomini. In seguito, durante il governo di Mauricio Macri, è stato invitato in diversi media per fornire un'analisi della situazione economica. Milei si è sempre caratterizzato per il suo modo di discutere, di esprimersi e di confrontarsi con giornalisti e politici. La sua personalità e le sue interazioni, sia nei media che nei social network, l'hanno fatto conoscere molto bene al pubblico.
Dall'alta esposizione e dal suo modo efficace di comunicare i suoi contenuti analitici, la sua teoria economica e il suo pensiero ideologico, ha finito per essere un economista riconosciuto da un settore della gioventù argentina e dalla società in generale, tanto che molti canali YouTube sono dedicati a caricare frammenti delle sue apparizioni mediatiche sulla piattaforma.
Nel 2018 debutta come attore nella sua opera teatrale “El consultorio de Milei”, con Claudio Rico e Diego Sucalesca. Lo spettacolo è diretto da Nito Artaza. Nel 2019, ospite dei talk-show argentini, amava travestirsi da General Ancap (contrazione di "anarcocapitalista"), un supereroe da lui inventato. “La mia missione – dichiarava Milei, mentre agitava un bastone da mago – è quella di prendere a calci nel culo keynesiani e collettivisti”. Nello stesso anno la rivista Noticias lo ha nominato come una delle persone più influenti in Argentina. Anche altri riferimenti liberali, come Manuel Adorni o José Luis Espert, sono apparsi nella lista.
Secondo la società di consulenza Ejes de Comunicación, nel 2018 è stato l'economista più invitato dai canali argentini. Nel 2019, la rivista Noticias lo ha classificato tra le persone più influenti in Argentina.
A metà del 2020 Milei si è espresso a favore delle marce contro il governo del presidente argentino Alberto Fernández. Sulla base di queste manifestazioni, il funzionario Kirchnerista Leandro Santoro ha definito la nuova ideologizzazione e politicizzazione dei giovani in Argentina, che in parte si sta orientando verso il liberalismo, "da non sottovalutare". Santoro ha fatto questa dichiarazione in un'intervista con il canale ufficiale C5N.
Nel gennaio 2026, Milei ha partecipato al Festival Nacional de Doma y Folklore de Jesús María a Córdoba, esibendosi sul palco insieme al cantante Chaqueño Palavecino nel brano Amor Salvaje.
Ingresso in politica Nel 2021 Milei entra in politica fondando la coalizione "La Libertà Avanza", che ottiene il 17% alle elezioni parlamentari dello stesso anno. Milei è così entrato in parlamento in rappresentanza della città di Buenos Aires. Nel corso del mandato ha donato il suo stipendio di deputato attraverso una lotteria mensile.
Presidenza della Repubblica Argentina Candidato per il partito La Libertà Avanza all'elezione presidenziale in Argentina del 2023, Milei si dichiara nemico giurato della "casta politica", propone l'abolizione della Banca centrale e la dollarizzazione dell'economia.
Il 22 ottobre durante le elezioni per la presidenza al primo turno è risultato il secondo candidato più votato dopo Sergio Massa con quasi il 30% dei voti riuscendo così a passare al ballottaggio, grazie a Patricia Bullrich che ha chiesto ai suoi elettori di sostenerlo il 19 novembre sconfigge Massa conquistando il 55,69% dei voti.
Il 10 dicembre 2023 ha prestato giuramento nell'aula del Camera dei Deputati, pronunciando subito dopo il discorso d'insediamento all'esterno del Palazzo del Congresso Nazionale, davanti alla folla. Il discorso è durato più di mezz'ora e ha messo in luce la difficile situazione economica, considerandola la “peggiore eredità della storia”.
Il suo governo è stato ridotto a nove ministri, rispetto ai venti del governo uscente. È composto da figure tradizionali della politica argentina, come il ministro dell'Economia, Luis Caputo, già segretario di Stato e poi ministro delle Finanze nel governo di Mauricio Macri (2015-2019), e il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, che già ricopriva questo incarico sotto il presidente Macri. Altri provengono dal settore privato, come Nicolas Posse, capo di gabinetto del nuovo capo di Stato, e Mariano Cúneo Libarona, ministro della Giustizia, entrambi ex dirigenti di Corporacion América, il conglomerato finanziario e mediatico di Eduardo Eurnekian, per il quale Javier Milei aveva lavorato anche come consigliere economico.
Nel febbraio 2025, il presidente Javier Milei è stato coinvolto in uno scandalo riguardante la promozione della criptovaluta $LIBRA. Dopo averne consigliato l'acquisto sui social media, la valuta ha subito un crollo significativo, portando a perdite finanziarie per molti investitori. Questo ha portato a richieste di impeachment da parte dei legislatori dell'opposizione e all'assegnazione di un'indagine al giudice federale María Servini. Milei ha successivamente cancellato il suo post promozionale, affermando di non avere alcun legame con la criptovaluta e di aver cessato la promozione una volta apprese maggiori informazioni sul progetto.
La Libertà Avanza, la coalizione politica di Milei, vince anche le elezioni parlamentari del 2025 di metà mandato, con oltre il 40% dei consensi.
Politica economica
Il 13 dicembre, a tre giorni dall’insediamento, annuncia le sue prime misure economiche, tra cui una svalutazione del peso argentino del 50% a partire dal giorno seguente. Allo stesso tempo, il governo ha annunciato tagli al bilancio per circa 20 miliardi di dollari, pari al 5% del prodotto interno lordo (PIL), in particolare riducendo i sussidi per i trasporti pubblici, l'elettricità, il gas e l'acqua. L'aggiustamento "ricadrà quasi interamente sullo Stato e non sul settore privato", ha spiegato il Presidente.
Pochi giorni dopo, il Presidente ha annunciato una serie di misure in materia di liberalizzazione e deregolamentazione tramite decreto d’urgenza (DNU), inviando poi al Congresso, convocato in sessione straordinaria fino al 31 gennaio 2024 a tal scòpo, un disegno di legge (Ley Omnibus) contenente svariate disposizioni, tra cui, soprattutto, quelle in materia di politica fiscale (in quanto modificabile, questa, solo con l’approvazione parlamentare) e prevedendo, per attuare tali interventi con l'obiettivo di ridurre la partecipazione dello Stato, uno stato di emergenza di due anni, prorogabile su richiesta del Presidente. Tali misure, tuttavia, hanno ben presto portato a proteste e scioperi generali, nonché a resistenze, contestazioni e scontri. Il DNU prevede la fine dei tetti agli aumenti delle assicurazioni mutualistiche e dei prezzi dei prodotti essenziali, la deregolamentazione dei servizi legati a Internet (per aprire le porte a Starlink, la società del miliardario Elon Musk, in Argentina) e del mercato immobiliare, in particolare con la fine dei tetti massimi agli affitti. Inoltre, facilita le privatizzazioni e rende più flessibile il diritto del lavoro: il periodo di prova per tutti i nuovi posti di lavoro viene esteso da tre a otto mesi e le indennità di licenziamento vengono ridotte.