Biografia Entrambi i genitori sono originari della bassa novarese: il padre Luigi di Nibbiola e la madre di Vespolate. Laureato in giurisprudenza all’Università di Milano, ha intrapreso la carriera accademica ed è divenuto docente ordinario di diritto romano e diritti dell'antichità presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino.

Nel 1992, con il libro Studi sul magister populi. Dagli ausiliari militari del rex ai primi magistrati repubblicani ha vinto il Premio internazionale per la storia delle istituzioni politiche e giuridiche conferito dalla presidenza della Corte costituzionale. È stato direttore scientifico della rivista giuridica Studi giuridici europei edita dall’Università Europea di Roma, nonché preside del corso di laurea in giurisprudenza dello stesso ateneo.

Ha curato l'edizione online pubblicata da Giappichelli dei lavori della Assemblea Costituente.

Attività politica

Gli inizi Dopo essere entrato, nel 1993, nel direttivo della Fondazione Bruno Salvadori, che - guidato dall'allora ideologo della Lega Nord Gianfranco Miglio - scrisse un progetto di riforma in senso federale dello Stato, nel 1995 aderisce ad Alleanza Nazionale (AN) di Gianfranco Fini, dove nel 1996 fonda assieme a Pinuccio Tatarella "Oltre il Polo" per la costruzione in Italia di una destra "gollista e federalista".

Nel giugno 2000 diventa assessore all'Istruzione e all'edilizia scolastica nella giunta provinciale di Milano presieduta da Ombretta Colli, mantenendo l'incarico fino a luglio 2001. Nel 2001 viene nominato Responsabile del dipartimento Scuola e Università della presidenza di AN.

Elezione a senatore Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato al Senato della Repubblica nel collegio maggioritario di Rho, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Casa delle Libertà in rappresentanza di Alleanza Nazionale, dove viene eletto per la prima volta senatore con il 44,19% dei voti.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato confermato senatore nella circoscrizione Lombardia con AN, dove nella XVI legislatura diventa segretario della 7ª Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali e della Commissione parlamentare per l'infanzia.

Alle politiche del 2008 viene riconfermato senatore, tra le liste del Popolo delle Libertà (lista elettorale dove AN confluisce) nella medesima circoscrizione. Riconfermato segretario della 7ª Commissione Cultura, è tra l'altro relatore al Senato della legge n. 240/2010 di riforma dell'università italiana, colloquialmente detta "Riforma Gelmini".

Nel 2009 segue la confluenza di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, ma nel 2010 aderisce a Futuro e Libertà per l'Italia di Gianfranco Fini, divenendone il coordinatore regionale in Lombardia.

Dal 2013 al 2022 Non candidatosi nelle elezioni politiche del 2013, nel 2018 si avvicina alla Lega per Salvini Premier e, nello stesso anno, diventa capo dipartimento Formazione superiore e ricerca del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca guidato dal ministro Marco Bussetti, rimanendo in carica fino al 2019. A settembre 2022 diventa consigliere politico del segretario federale della Lega Matteo Salvini. Candidatosi alle elezioni politiche del 25 settembre 2022 con la Lega, non risulta eletto.

Ministro dell'Istruzione e del merito In seguito alla vittoria della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche del 2022 e il successivo incarico di formare un governo affidato a Giorgia Meloni, il 21 ottobre 2022 viene indicato quale Ministro dell'Istruzione rinominato "Ministro dell'Istruzione e del merito" in quota Lega.

Come ministro, ha promosso una riforma sperimentale degli istituti tecnici, introducendo il cosiddetto modello “4+2”, che prevede la riduzione del percorso negli istituti tecnici a 4 anni e l’introduzione di un biennio specializzante presso gli Istituti Tecnici Superiori (ITS Academy), con l'obiettivo di legare maggiormente il corso di studi al mondo aziendale. Vengono aumentate le ore di apprendistato formativo e di alternanza scuola-lavoro, oltre a prevedere che vi possano essere docenti esterni esperti di una particolare materia e provenienti dal mondo produttivo. Ha inoltre creato il “Liceo del Made in Italy”, con potenziamento di diritto, economia e storia dell’arte e riduzione delle ore di lingua straniera rispetto al liceo economico-sociale I due nuovi corsi di studio hanno un numero di studenti non elevato, soprattutto per il liceo Made in Italy con poche centinaia di studenti iscritti in tutta Italia.; il 22 maggio 2025 il ministro ha così firmato un decreto che stanzia 151 milioni di euro a favore delle scuole superiori, con un focus particolare su istituti tecnici e scuole che hanno aderito al modello 4+2.

Per quanto riguarda le altre scuole ha promosso un ddl a propria firma che prevede la reintroduzione dei giudizi sintetici nella scuola primaria al posto delle valutazioni descrittive introdotte nel 2020, la reintroduzione del voto in condotta nelle scuole di ogni grado (con bocciatura in caso di insufficienza), l’introduzione dell’obbligo di svolgere lavori socialmente utili in caso di sospensioni superiori ai due giorni e l’introduzione di multe fino a diecimila euro per reati commessi contro il personale scolastico.

A gennaio 2025 il Ministro annuncia una riforma scolastica per i programmi delle scuole primarie e secondarie, suscitando molteplici reazioni.

Nel gennaio 2026 il Consiglio dei Ministri commissaria le regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna perchè non hanno approvato i piani di dimensionamento scolastico. Nel settembre 2026 queste regioni sono state escluse dai fondi per le supplenze Ata, e hanno descritto questa esclusione come una forma di ritorsione .

Opere principali

, trad. inglese Washington - London, Academica Press, 2020.

Premi e riconoscimenti 1992 - Premio internazionale per la storia delle istituzioni politiche e giuridiche, Presidenza della Corte Costituzionale

Note

Voci correlate Governo Meloni Ministri dell'istruzione della Repubblica Italiana Matteo Salvini Università Europea di Roma Università degli Studi di Torino Paola Frassinetti (politica)

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