Biografia Ebbe i natali in un'antica dimora dei Tasso, in via Pignolo a Bergamo. Il padre Giuseppe, avvocato e deputato al Parlamento del Partito Popolare, era un appassionato conoscitore di musica e organizzatore di stagioni operistiche. La madre invece lo aiutò a familiarizzare con il teatro di prosa. Ancora fanciullo, sempre a Bergamo, il piccolo Gianandrea ascoltò l'opera Isabeau di Mascagni in compagnia della nonna, esperienza che segnò la vocazione futuraTra gli autori di cui "Massimo Mila lodava con affettuoso scherzo Gianandrea Gavazzeni per essersene fatto difensore", vi era anche Mascagni: Luigi Baldacci, Studi italiani. A.7 (N.1), 1995, pagina 100, Firenze [poi] Firenze, Franco Cesati Editore; Cadmo, 1995..

Studiò al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma ed entrò nel 1925 al Conservatorio di Milano, allievo nella classe di pianoforte di Renzo Lorenzoni e nella classe di composizione di Vincenzo Ferroni, Ildebrando Pizzetti e Mario Pilati. Gli anni dell'apprendistato e della formazione furono importanti anche sotto il profilo degli incontri. Gavazzeni ebbe modo di seguire tutti gli spettacoli diretti da Arturo Toscanini al Teatro alla Scala tra il 1924 e il 1929.

Compositore Gavazzeni esordì come compositore sulle orme del suo maestro Pizzetti. Frequenti nella sua produzione sono i riferimenti a Bergamo e alla bergamasca, dal Concerto bergamasco ai Canti per Sant'Alessandro (patrono della città), dalle Cantate su Iscrizioni di Meridiane (raccolte da Luigi Angelini) ai Notturni di bevitori bergamaschi, dal Dialogo per tenore, baritono e orchestra dedicato a Martinengo a i Concerti di Cinquandò (toponimo che indica una campagna sulle rive della Tremana dove i Gavazzeni trascorrevano le estati).

Nel 1935 Gavazzeni scrisse per la stagione lirica del Teatro Donizetti di Bergamo l'opera Paolo e Virginia su libretto di Mario Ghisalberti ispirato all'omonimo romanzo di Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre e incentrato sul dramma dell'amore totale e tragico di due giovani immersi in una natura incontaminata. L'opera fu importante soprattutto perché aprì le porte all'esperienza del Teatro delle Novità che prenderà avvio due anni più tardi su iniziativa di Bindo Missiroli e Franco Abbiati, con l'appoggio dello stesso Gavazzeni e di Sandro Angelini. Si trattò di un interessante e, per certi versi, unico tentativo, come affermò lo stesso Missiroli, di "incoraggiare i giovani musicisti a riavvicinarsi al teatro lirico nell'intento di non interrompere la tradizione e allo scopo di galvanizzare, vivificandolo, l'immenso patrimonio lirico nazionale che altrimenti corre il rischio di trasformarsi in materiale da museo".

Con il 1949 Gavazzeni interruppe la sua attività compositiva, giudicando la propria produzione "di astanza anacronistica" e costringendolo così ad "autosepoltura avanti sopravvenissero le "leggi eccezionali" dell'Avanguardia Ufficiale". A tale riguardo commentò Goffredo Petrassi, amico personale di Gavazzeni: "Con quella coscienza critica che lo distingue si è avveduto che la composizione non era nella sua natura e quanto scriveva gli appariva soprattutto un riflesso dell'esperienza di Pizzetti, di cui era stato allievo".

Direttore d'orchestra A partire dal 1933 ha inizio per Gavazzeni la sua attività di direttore d'orchestra. La prima occasione gli venne offerta dall'orchestra dell'EIAR di Torino mentre poco più tardi fu maestro sostituto alla stagione del Teatro delle Novità di Bergamo. Ebbe così inizio un'ininterrotta attività che lo porterà a dirigere nei teatri più importanti in Italia e all'estero.

Al Teatro Verdi di Trieste nel 1939 dirige Le nozze di Figaro con Giulietta Simionato, nel 1942 Risurrezione di Franco Alfano e La bohème con Mafalda Favero e Giuseppe Taddei e nel 1943 Fior di Maria di Renzo Bianchi e Fedra di Ildebrando Pizzetti.

Al Teatro La Fenice di Venezia nel 1942 dirige Rigoletto, Madonna Imperia di Franco Alfano e Cavalleria rusticana.

Il suo primo contatto con l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano risale al 1944 con l'opera Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari cui fecero seguito le direzioni di Mavra di Stravinskij e de La pulce d'oro di Ghedini.

Dopo la guerra, nel 1946 diresse Don Giovanni con Alda Noni a Venezia.

Nel 1948 Gavazzeni diresse a Bergamo la Messa da Requiem di Donizetti ponendosi così all'origine del fenomeno della "Donizetti's Renaissance": memorabile è tuttora giudicata la sua direzione di Anna Bolena con Maria Callas, che riportò nel repertorio mondiale il capolavoro dimenticato del maestro bergamasco. Sempre nel 1948 diresse il Trittico di Puccini nel Gran Teatre del Liceu di Barcellona e Hänsel e Gretel di Humperdinck a Trieste, dove nel 1949 dirige La Favorita con Ebe Stignani.

Altra importante occasione fu quella realizzatasi nel 1950 con la direzione della prima esecuzione moderna dell'opera di Rossini Il turco in Italia che ebbe come protagonista Maria Callas in un inedito ruolo buffo e Sesto Bruscantini nella prima rappresentazione nel Teatro Eliseo di Roma.

Nel 1951 diresse la prima rappresentazione nel Teatro Nuovo di Torino di Aida con Giorgio Tozzi; nel 1952 fu alla direzione della ripresa al Teatro Carlo Goldoni di Livorno di Parisina di Pietro Mascagni con Maria Caniglia. L'anno successivo diresse Lucia di Lammermoor con la Callas al Teatro dell'Opera di Roma e la prima rappresentazione di Giovanna d'Arco al rogo di Arthur Honegger al Teatro San Carlo di Napoli con Ingrid Bergman e Miriam Pirazzini.

Nel 1954 al Teatro Verdi dell'Isola di San Giorgio Maggiore, per il Teatro La Fenice di Venezia, realizzò la prima esecuzione assoluta di Resurrezione e vita (Ego sum resurrectio et vita) di Virgilio Mortari con Gianni Raimondi e Arianna con Antonietta Stella. Sempre lo stesso anno fu alla direzione de La figlia di Jorio di Ildebrando Pizzetti nella première nel Teatro San Carlo di Napoli.

Gavazzeni alla Scala Al Teatro alla Scala di Milano nel 1948 diresse le prime rappresentazioni di Daphnis et Chloé e di La valse di Maurice Ravel, nel 1954 la prima di Giovanna d'Arco al rogo per la regia di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman e Cloe Elmo, nel 1955 La fiamma di Ottorino Respighi, Il turco in Italia con Maria Callas e La fiera di Soročincy con Rolando Panerai, nel 1956 La figlia di Jorio con Ivo Vinco e Un ballo in maschera con Giuseppe Di Stefano ed Ettore Bastianini, Sansone e Dalila con Giulietta Simionato e Ramón Vinay, Fedora con Maria Callas e Franco Corelli e Giulio Cesare con la Simionato e Corelli, nel 1957 Manon Lescaut con Clara Petrella, Di Stefano e Fiorenza Cossotto, la prima assoluta di La donna è mobile di Riccardo Malipiero con Graziella Sciutti, Luigi Alva, Renato Capecchi e la Cossotto, Il signor Bruschino, Anna Bolena con la Callas e la Simionato e Iris con Di Stefano, nel 1958 Adriana Lecouvreur con Di Stefano e la Simionato, Mignon con la Simionato, Madama Butterfly, la prima assoluta di Assassinio nella cattedrale, Il convitato di pietra, Tosca con Renata Tebaldi e Di Stefano nella trasferta all'Expo 1958, un concerto verdianoPennisi, Giuseppe, Verdi e la paternità mancata, Nuova antologia : 610, 2266, 2, 2013. al Teatro Regio di Parma e Mosè in Egitto con Boris Christoff, Adriana Lazzarini e la Simionato, nel 1959 Ernani con Corelli, il Trittico di Puccini con Tito Gobbi e Renata Scotto, Francesca da Rimini con Magda Olivero e Mario Del Monaco e Fedra di Pizzetti con Régine Crespin, nel 1960 Andrea Chénier con Del Monaco, la Tebaldi e la Cossotto, nel 1961 la prima assoluta de Il calzare d'argento di Pizzetti con Di Stefano, Panerai e Wladimiro Ganzarolli e La battaglia di Legnano nella serata di gala per l'apertura della stagione nel centenario dell'unità d'Italia con Corelli, nel 1962 La favorita con la Cossotto e Nicolai Ghiaurov, Faust con Gianni Raimondi, Ghiaurov e la Scotto, Gli ugonotti con Joan Sutherland, Tozzi, la Simionato, Ganzarolli, Corelli e la Cossotto e Il trovatore con la Cossotto e Corelli nella serata di gala per l'apertura della stagione, nel 1963 Aida con la Cossotto, Leontyne Price, Carlo Bergonzi e Ghiaurov, e la serata di gala per l'apertura della stagione con Cavalleria rusticana con la Simionato e Corelli e L'amico Fritz con Mirella Freni e nel 1964 La fanciulla del West con Corelli, Mefistofele con Ghiaurov, Bergonzi e Raina Kabaivanska, La Cenerentola con la Simionato e Turandot con Birgit Nilsson e la Freni nella trasferta al Teatro del Palazzo dei Congressi al Cremlino di Mosca.

Nel 1965 si occupò della direzione di Norma con Leyla Gencer e la Simionato, della prima assoluta di Clitennestra di Pizzetti, La favorita con Bruscantini e la Cossotto, Simon Boccanegra con Ghiaurov, Gabriella Tucci e Panerai e La forza del destino con Bergonzi, la Simionato e Ghiaurov nella serata di gala per l'apertura della stagione scaligera.

Nel 1966 venne nominato Direttore artisticoBartoli Bacherini, Maria Adelaide, Noi soldà : Prosperi e la memoria salvata, Firenze : Polistampa, 2007. Antologia Vieusseux. GEN. DIC., 2007. fino al 1968 e diresse la prima assoluta di L'albergo dei poveri di Flavio Testi e Nabucco con Ghiaurov nella serata per l'apertura della stagione e Rigoletto con Luciano Pavarotti, nel 1967 Madame Sans-Gêne e Kovancina con Ghiaurov e nel 1968 Loreley con Elena Souliotis, Gianfranco Cecchele e Piero Cappuccilli.

Nel 1970 dirige I vespri siciliani con Ruggero Raimondi e la Scotto nella serata d'inaugurazione della stagione lirica, nel 1972 Linda di Chamounix con Enzo Dara, Alfredo Kraus, Carlo Cava e Renato Bruson, Alceste di Gluck, nel 1973 Boris Godunov con Ghiaurov, nel 1976 Luisa Miller con Pavarotti, Bruna Baglioni e Montserrat Caballé, nel 1983 Anacréon ou l'amour fugitif di Luigi Cherubini, nel 1984 Idomeneo e I Lombardi alla prima crociata con Ghena Dimitrova e José Carreras, nel 1985 due concerti con Viktoria Mullova, nel 1986 La sonnambula con Bonaldo Giaiotti e June Anderson, nel 1987 la Messa in fa maggiore “di Chimay” di Luigi Cherubini, nel 1988 I due Foscari con Bruson e Paulus, op. 36 di Felix Mendelssohn nella Basilica di San Simpliciano, nel 1989 la ripresa nella trasferta scaligera al Teatro Bol'šoj di Mosca di Adriana Lecouvreur con la Freni e la Cossotto, nel 1990 la Sinfonia n. 5 di Mendelssohn, nel 1991 La bohème con la Freni, nel 1994 La rondine con Denia Mazzola Gavazzeni e nel 1995 Stiffelio con Carreras.

Le altre direzioni d'orchestra Gavazzeni oltre al Teatro alla Scala era presente nei principali teatri, non solo italiani. Nel 1955 diresse la ripresa al Teatro Donizetti di Bergamo di Otello e la prima rappresentazione nel Teatro Comunale di Firenze di La fiera di Soročincy. Nel 1956 diresse la ripresa nel Teatro Carignano di Torino di Lucia di Lammermoor.

Al Teatro dell'Opera di Roma nel 1955 diresse la première di Burlesca di Antonio Veretti con la Elmo e la ripresa di Il tabarro con Tito Gobbi, nel 1956 la ripresa di Iris con Di Stefano e Christoff e la ripresa di Sansone e Dalila con Fedora Barbieri e nel 1978 la ripresa di Parisina di Pietro Mascagni con Ferruccio Furlanetto. A Edimburgo nel 1957 dirige Il turco in Italia nella trasferta della Scala con Bruscantini, la Cossotto e Fernando Corena. All'Opera di Chicago nel 1957 dirige La bohème con Jussi Björling e Anna Moffo, Mignon con la Simionato e la Moffo e Andrea Chénier con Gobbi, la Tebaldi e Del Monaco; nel 1959 La Cenerentola con Corena, Simon Boccanegra con Gobbi e Richard Tucker e Turandot con Leontyne Price, Di Stefano e la Nilsson; nel 1960 Tosca con Di Stefano, la Tebaldi e Gobbi e Madama Butterfly con Leontyne Price.

Al Wiener Staatsoper nel 1958 dirige Rigoletto con Gianni Raimondi, la Scotto e la Cossotto. Nel 1960 dirige la ripresa nel Teatro Nuovo di Torino di Aida. A Salisburgo nel 1961 dirige Simon Boccanegra con i Wiener Philharmoniker, Gobbi, Tozzi e Panerai.