L'ospedale di Saint Mary (St Mary's Hospital) è un ospedale universitario di Londra, situato nel quartiere di Paddington, nella città di Westminster. Fu fondato nel 1845 ed è noto come il luogo di nascita di molti reali. Fu uno degli ultimi ospedali londinesi ad essere costruito grazie alle donazioni di filantropi inglesi. Il suo nome deriva dall'omonima chiesa situata nel quartiere.

La fondazione e i primi anni L'idea di fondare il Saint Mary nacque dalla preoccupazione di un gruppo di gentiluomini per la qualità della vita nella zona di Londra dove vivevano: West London. Questi filantropi credevano che fosse necessaria la costruzione di un ospedale per mostrare che il distretto di Paddington poteva offrire servizi civici adeguati ai cittadini. All'epoca, ogni anno morivano 4500 persone, tra le quali vi erano soprattutto lavoratori che non potevano mantenersi durante la malattia. Nel marzo del 1843, fu convocata una riunione in una scuola parrocchiale di Tichborne Street: settanta uomini e due donne stanziarono 1200£ per la costruzione di un nuovo ospedale e venne eletto un comitato provvisorio che sostenne la creazione di un reparto di maternità. Si iniziò a costruire una volta raccolte 15.000£. Nel 1845 il principe Alberto pose la prima pietra per iniziare i lavori di costruzione.. Il primo Presidente dell'ospedale fu il Duca di Cambridge e furono nominati quattro amministratori: il reverendo Campbell, Henry Kemshead, il capitano Madan e B.B. Cabbel..

Il Saint Mary fu il primo ospedale londinese a stabilire un programma che avrebbe permesso, grazie alle cartelle cliniche, di rintracciare le epidemie in tutto il distretto di Paddington. Infatti, nel 1859, quando Florence Nightingale iniziò la sua campagna per riformare gli ospedali e chiese all'ufficiale di Stato un aiuto per ottenere statistiche mediche, le venne consigliato il Saint Mary. Nel 1846 venne progettato il college e furono imposte regole di comportamento per i pazienti, gli infermieri e il resto del personale. I chirurghi fondatori del Saint Mary furono Samuel Lane e William Coulson. La prima operazione fu eseguita nel luglio 1985, quando William Coulson rimosse un calcolo dalla vescica di un bambino.. Alla fine del 1851 il St. Mary si era occupato di 348 pazienti con una percentuale di guarigione del 90% (mortalità del 10%). Nel 1852 nessuna partoriente morì e le operazioni chirurgiche restarono poche numerose, finché la sepsi non divenne una condizione evitabile: proprio per questo solo un giorno della settimana (il mercoledì) era dedicato agli interventi chirurgici.

La scuola medica La scuola medica del Saint Mary aprì ufficialmente nel 1854. Di solito il personale adulto teneva le lezioni generali e i corsi pratici ausiliari erano affidati agli assistenti. Nel corso degli anni nuove materie furono inserite nel programma di studi: l'istologia (1864), la psichiatria (1867), la medicina militare (come conseguenza dello scoppio della guerra di Crimea). La scuola disponeva persino di un museo finanziato dalle opere della scuola anatomica di Samuel Lane, insegnante di anatomia al Saint Mary.. La scuola medica divenne un emblema per le altre scuole di medicina inglesi poiché rifiutava l'apprendimento sistematico o teorico e mirava alla creazione di un'università che ruotasse intorno alla clinica e alla pratica medica. La didattica di Lord Moran Lo sviluppo dell'insegnamento medico portò ad un indubbio miglioramento del sistema universitario dell'Inghilterra. A ciò successe un conseguente miglioramento della ricerca scientifica. Con il passare del tempo, l'ampliamento e la specializzazione del sapere medico imposero l'introduzione di corsi più tecnici. Questo clima influenzò anche la scuola del Saint Mary. Il periodo del primo dopoguerra fu fondamentale per la crescita dell'università. Durante gli anni 20 Charles Wilson, il futuro Lord Moran e medico privato di Winston Churchill, iniziò a commercializzare la scuola di medicina del Saint Mary a importanti uomini d'affari e personaggi pubblici e a promuovere borse di studio. Infatti, quando divenne rettore, la scuola si trovava in uno stato di decadenza, ridotta così da una più ampia crisi dell'educazione medica e da una serie di cattive nomine. Lo studente W.W. Sargant dichiarò:

Erano necessari nuovi laboratori didattici più grandi, aule per seminari, strutture per studenti e una biblioteca. Moran ottenne abbastanza soldi dai benefattori per costruire una nuova scuola in un sito separato e poco lontano dall'ospedale: all'inizio degli anni trenta il Saint Mary aveva ormai una scuola di medicina e un complesso di scienze mediche all'avanguardia.

Inoltre, le borse di studio di Moran iniziarono ad attirare notorietà quando furono ridicolmente etichettate come “borse di studio di rugby”.. Molti non sarebbero potuti entrare nella facoltà di medicina senza le borse di studio: Stanley Peart era uno di loro. Quest'ultimo venne invitato a un colloquio da Moran, il quale, ignorando i suoi voti, gli chiese a che velocità corresse i cento metri. Peart sfacciatamente rubò quasi un quarto di secondo dal suo tempo migliore e così gli venne offerta una borsa di studio. I suoi successi accademici superarono notevolmente quelli del campo da rugby: divenne Sir Stanley Peart, professore di medicina al Saint Mary.. Dal punto di vista didattico, Moran ridusse le ore di lezioni teoriche e incrementò quelle di pratica medica. Tuttavia, ben presto tutti si accorsero che questo programma era precario e poco organizzato. Per questo motivo fu ideato un programma di insegnamento denominato “problem-based learning”. L'idea era quella di un insegnamento che avesse una componente teorica e che contemporaneamente incoraggiasse gli studenti ad imparare da soli, con poca supervisione dei docenti. Inoltre, gli esami si svolgevano sulla base di minori conoscenze, permettendo così agli studenti di dedicarsi maggiormente alla pratica e ad altre attività intellettuali.

Metodi di selezione e di ammissione Per quanto riguarda il sistema di selezione degli alunni del Saint Mary, esso mutò negli anni. Il metodo di selezione del rettore Moran si basò sulla meritocrazia, ma anche sull'elitarismo.: per realizzare il suo progetto di omogeneizzazione, egli escluse uomini di altre etnie e donne. Il calo del numero degli studenti divenne acuto durante la prima guerra mondiale. Nonostante il conto corrente della scuola fosse scoperto di oltre £1000 e il fallimento incombesse, nel dicembre 1915 il personale del Saint Mary votò contro l'ammissione delle donne. Tuttavia, quattro mesi dopo, le donne iniziarono a camminare nei corridoi del Saint Mary. Non era la prima volta che le donne si avvicinavano al Saint Mary: nel febbraio 1914 il consiglio di amministrazione dell'ospedale aveva deciso di accettare donne qualificate in un corso di venereologia. Le donne quindi si insinuarono gradualmente al Saint Mary, anche se spesso i risultati dei loro lavori risultano scomparsi dalla documentazione storica. Nel secondo dopoguerra le donne e le minoranze etniche diventarono così membri a pieno titolo della comunità del Saint Mary..

Nel 1979, Peter Richards, rettore dell'università, cambiò totalmente i metodi di ammissione. Mentre per Lord Moran, un bravo rettore sapeva riconoscere ad occhio un bravo studente, Richards riteneva che questo metodo potesse essere influenzato da pregiudizi. Per questo motivo propose ai suoi studenti dei questionari, che non erano basati solo su conoscenze prettamente tecniche, bensì anche su esperienze e interessi personali. Ben presto Richards coinvolse anche la BBC nelle operazioni di selezione dei suoi studenti, la quale creò un programma che seguiva i medici del Saint Mary in tutto il loro percorso universitario. Il programma è intitolato Doctors to Be, e va in scena ancora oggi..

Reparto di patologia Inizialmente quello di patologia era uno dei dipartimenti meno sviluppati dell'ospedale. Tuttavia, dopo che Pasteur ebbe sviluppato i vaccini contro la rabbia e l'antrace, aumentò l'interesse per i meccanismi che regolano la risposta immunitaria. Anche il St. Mary, come policlinico universitario, necessitava di assumere patologi e batteriologi specializzati. Furono costruiti nuovi laboratori di patologia più attrezzati e l’ospedale inserì nel programma di studio nuove lezioni di batteriologia pratica. Agli inizi del ventesimo secolo, il dipartimento diventò un vero e proprio baluardo di ricerca nell’ambito della patologia e della batteriologia. Nel 1896 la scuola assunse H.G. Plimmer e due ex studenti, F.J.Poynton e A. Paine: mentre questi svolgevano le lezioni, Plimmer si dedicava alla ricerca. Ecco perché Plimmer scrisse del St. Mary: Plimmer, Paine e Poynton avanzarono ipotesi sull'origine batterica di alcune malattie considerate non batteriche fino ad allora: il cancro e la febbre reumatica. Per continuare su questa linea di ricerca Plimmer lasciò la docenza al St. Mary; invece nel 1900 Paine e Poynton annunciarono di aver isolato il diplococco responsabile della febbre reumatica. Questa scoperta spinse William Osler e Clifford Allbutt ad annoverare sui libri di testo la malattia tra quelle di origine batterica. In seguito, fu Almroth Wright a dare lustro al dipartimento di patologia del St. Mary.

Almroth Wright

Quando Almroth Wright fu assunto al St. Mary, egli godeva già di una certa fama in Inghilterra. Infatti, si era dedicato allo studio della coagulazione del sangue, mettendo a punto test diagnostici per il tifo e la febbre maltese e sintetizzando un vaccino contro il tifo. Dopo l’arrivo di Wright al St.Mary, quattro piccole stanze dell’ospedale furono convertite in un unico grande laboratorio, attrezzato con centrifughe, autoclavi, incubatrici, sterilizzatori, microtomi. Qui egli elaborò una nuova teoria sull’azione battericida delle cellule del sangue. All’epoca, infatti, la scuola francese riteneva che i leucociti fossero responsabili dell’uccisione dei patogeni nell’organismo; al contrario la scuola tedesca attribuiva tale ruolo al siero del sangue. Tramite centrifugazione, Wright separò il siero dalla parte corpuscolare del sangue e dimostrò che l’azione battericida è svolta principalmente dai leucociti. Tuttavia, egli mostrò come il siero facilitasse l’azione dei leucociti: Wright definì il ruolo del siero come “effetto opsonico” e chiamò opsonine quelle proteine del siero che ricoprono tale ruolo. Fu così che iniziò a misurare in laboratorio il potere opsonico del sangue dei pazienti (indice opsonico)..

Nel 1905, il St. Mary gli offrì la possibilità di costruire un reparto di inoculazione terapeutica nella nuova ala (Clarence Wing) a patto di pagare ottocento sterline all’anno: l'accordo era prevalentemente di natura economica dal momento che l’ospedale non poteva permettersi di aprire la nuova ala al pubblico. Wright ottenne finanziamenti da numerosi filantropi facoltosi inglesi e poté affittare cinque stanze della nuova ala: furono realizzati due nuovi laboratori per le attività di ricerca quotidiane e uno per le lezioni rivolte agli studenti dal St. Mary. Inoltre, Wright assunse due assistenti: Captain Douglas e John Freeman. Ben presto, il dipartimento fu oberato di lavoro dovendosi dedicare sia alla conta degli indici opsonici che alla sperimentazione clinica: si pensi che nel 1907, lo staff del dipartimento, ormai costituito da sette assistenti, calcolò 16 399 indici opsonici. Negli anni successivi lo staff fu ampliato ulteriormente con l’assunzione di altri tre assistenti. Alla fine degli anni venti del novecento Wright era ormai considerato un “Grand Old Man” al St. Mary..

Alexander Fleming

La figura di Alexander Fleming è esemplificativa delle opportunità che un ospedale come il St. Mary poteva offrire a giovani intelligenti e motivati. Da giovane Fleming lavorò per un periodo come impiegato in un ufficio spedizioni, ma alla morte del padre utilizzò la sua eredità per pagarsi gli studi di medicina.