Rinascita Basket Rimini, nota anche con l'acronimo RBR, è una società di pallacanestro italiana con sede a Rimini.
Fondata nel 2018, RBR rilevò nel maggio 2020 lo storico codice di affiliazione del vecchio Basket Rimini, a sua volta nato ufficialmente nel 1947.
Nel periodo compreso fra il 1978 e il 2011, il club disputò 32 stagioni fra la prima e la seconda serie nazionale, con una sola eccezione in Serie B1 nel 1990-91. A partire dal 2022-23 è tornato a militare in Serie A2.
Storia Gli inizi Sebbene si consideri ufficialmente e comunemente il 1947 come anno di fondazione della società, la nascita del club avvenne di fatto nel 1950 con la creazione della sezione cestistica della polisportiva Libertas Rimini, che si iscrisse al campionato di Serie C. All'epoca la sede societaria era – e lo fu anche per i successivi decenni – un edificio di via Dante che fino al secolo precedente svolgeva la funzione di cappella religiosa, mentre il primo campo da gioco era rappresentato da uno spazio all'aperto situato proprio in prossimità della sede.
Nella stagione 1963-64 la squadra, guidata dal ventisettenne Filippo "Pippo" Manduchi nella doppia veste di giocatore e di allenatore, iniziò a giocare i propri incontri casalinghi presso uno spazio adibito a palestra rappresentato dalla Sala Mostre del Teatro Galli. L'anno successivo, con Dido Guerrieri al suo unico anno da allenatore di Rimini, la squadra arrivò vicina per la prima volta alla promozione in seconda serie, obiettivo sfumato solo alla fase interregionale contro Genova. Nei tre anni a seguire il tecnico fu l'ex nazionale Luigi Rapini, poi nel 1968-69 Manduchi tornò per un anno ad avere il ruolo di allenatore-giocatore.
Nel 1969-70 il tecnico Lelli venne esonerato a stagione in corso e sostituito dal professor Gian Luigi Rinaldi, insegnante di educazione fisica alla scuola media "Panzini": egli allenò dal 1960 al 2002 occupandosi prevalentemente delle squadre giovanili, tuttavia nel 1971-72 condusse la prima squadra alla conquista della prima storica promozione dalla Serie C alla Serie B dell'epoca. L'esordio nella seconda serie nazionale coincise anche con l'avvento del primo sponsor, l'azienda di cucine Sarila, destinata a campeggiare sulle maglie riminesi per otto anni. Al debutto in Serie B Rimini si salvò, ma altrettanto non riuscì a fare l'anno successivo, quando la squadra non solo retrocedette in Serie C per via del penultimo posto in classifica, ma fu addirittura punita con la Serie D d'ufficio a causa del tentativo di illecito con il playmaker del G.D. Bologna Di Nallo, il quale sarebbe stato contattato per influenzare (inutilmente) il risultato dell'importante partita contro i felsinei.
Per la ripartenza dalla Serie D venne ingaggiato come allenatore Alberto Bucci, che nel giro di un anno riuscì a riportare la squadra in Serie B grazie anche al regolamento dell'epoca che consentiva un doppio salto di categoria.
Il Flaminio e la Serie A2
Nell'estate del 1977 si ritirò il capitano Riccardo Cervellini, il quale iniziò a rivestire quel ruolo di direttore tecnico che mantenne per più di vent'anni al fianco del già DS Gian Maria Carasso. Il 1977-78 fu un anno di svolta nella storia del Basket Rimini, poiché nella cornice del nuovissimo Palasport Flaminio i ragazzi di coach Bucci disputarono la stagione della prima promozione in Serie A2, arrivata matematicamente il 9 aprile 1978 sul campo dell'Olimpia Firenze.
L'esordio in A2 coincise anche con l'arrivo dei primi giocatori stranieri, due da regolamento: la dirigenza optò per Mark Crow e Steve Mitchell, ma quest'ultimo morì a dicembre per un mix di alcol e droga proprio durante la sua permanenza al Basket Rimini. Al suo posto venne chiamato l'atletico Otis Howard, già autore di un provino pochi mesi prima, che chiuderà quel campionato con 26,8 punti e 13,5 rimbalzi di media a gara, oltre ad avere un 57,3% al tiro.
L'ambizione della società portò per il 1979-80 a ingaggiare l'allenatore Arnaldo Taurisano, che solo nel marzo precedente aveva condotto per la terza volta Cantù a vincere la Coppa delle Coppe. Oltre a lui, fu confermato Howard e arrivarono tra gli altri anche i giocatori della nazionale Domenico Zampolini e Renzo Vecchiato, ma nonostante le aspettative la Sarila chiuse solo al decimo posto. Ciò portò Taurisano ad essere esonerato nel successivo precampionato malgrado avesse ancora un anno di contratto.
Nelle tre stagioni seguenti cambiò lo sponsor (il marchio Sarila fu sostituito da quello dell'acqua minerale Sacramora) e cambiarono gli allenatori, prima Filippo Faina e poi il suo vice Paolo Rossi che aveva chiuso a Rimini la sua carriera da giocatore, ma in tutti e tre i casi la squadra rimase fuori dai play-off.
La conquista dell'A1
La rosa della stagione 1983-84 venne allestita con un budget minore rispetto a quello degli anni precedenti. Fu la prima annata dello sponsor Marr, società di distribuzione di prodotti alimentari fondata da Corrado Sberlati, il quale divenne poi anche uno storico patron del club. Allo stesso tempo, fu la prima annata anche per il nuovo tecnico Piero Pasini, altra figura destinata a scrivere pagine di storia del basket riminese. A livello di stranieri, il confermato Gig Sims venne affiancato dall'altro lungo Ernst Wansley. Dopo un avvio difficile con sole 3 vittorie su 9 partite, un ruolino di 8 vittorie su 9 incontri riportò i biancorossi in piena corsa per il quarto posto che significava promozione. L'8 aprile 1984 la Marr sbancò il campo di Vigevano con il punteggio di 68-74 e poté festeggiare l'agognato salto di categoria davanti a oltre mille riminesi giunti in Lombardia per l'occasione.
In vista dell'A1 la società si accordò con il centro Michael Cage, appena scelto con la 14ª scelta al draft NBA 1984, il quale sbarcò effettivamente a Rimini per qualche giorno d'estate per poi però tornare negli Stati Uniti per iniziare una lunga carriera in NBA. Il suo sostituto fu Reggie Johnson che, reduce da quattro stagioni e un titolo in NBA, andò a formare una coppia di lunghi con il confermato Wansley. La prima partita nel massimo campionato italiano vide la Marr andare a vincere in trasferta per 90-92 sul campo dei futuri campioni d'Italia della Simac Milano di coach Dan Peterson. Il bilancio di fine stagione fu di 14 vittorie e 16 sconfitte.
Nell'estate del 1985 il Basket Rimini conquistò a Viterbo il suo primo titolo nazionale giovanile, quello della categoria Propaganda riservata ai nati nel 1972. Negli anni a seguire arrivarono i titoli anche nelle categorie Ragazzi (1986), Allievi (1987), Cadetti (1989) e Juniores (1991), sempre con il gruppo di giocatori che comprendeva i vari Massimo Ruggeri, Franco Ferroni, Renzo Semprini e, in quelle categorie che includevano anche i nati nel 1971, Carlton Myers. Il responsabile di quel settore giovanile era lo spezzino Claudio Papini, che giunse nel club nel 1979 insieme a Taurisano, rimanendovi fino al 1998.
Per il campionato 1985-86 venne riconfermato gran parte del blocco dell'anno precedente dell'esordio in A1: oltre a coach Pasini rimasero infatti sia gli americani Johnson e Wansley, che gli italiani Benatti, Cecchini, Ferro, Ottaviani e Dal Seno. I biancorossi vinsero la metà delle partite (15 vittorie e 15 sconfitte) e chiusero la regular season all'ottavo posto. Agli ottavi di finale dei play-off i ragazzi di Pasini eliminarono la Cantine Riunite Reggio Emilia del trentacinquenne Bob Morse, che proprio nella decisiva gara 3 al Flaminio persa dai reggiani per 83-80 (in quella che fu la sua ultima partita in carriera) divenne il nuovo miglior marcatore della storia della Serie A. L'avventura della Marr in quei play-off terminò ai quarti di finale contro la Simac Milano, formazione che qualche settimana più tardi sigillò un nuovo scudetto.
L'estate del 1986 coincise con una vera e propria rivoluzione visto che, oltre allo sponsor, cambiò anche la guida tecnica e parte della rosa: la panchina venne affidata a Dado Lombardi, mentre furono ingaggiati la guardia Jeff Lamp (proveniente dall'NBA, dove poi tornò a fine stagione), il giovane centro Olden Polynice (che dopo Rimini collezionò presenze in NBA), il naturalizzato ex Milano e Pesaro Mike Sylvester e il centro della nazionale Marco Ricci. Nonostante la dispendiosa campagna acquisti, l'Hamby si rese protagonista di una disastrosa annata da 4 vittorie e 26 sconfitte, chiudendo ampiamente all'ultimo posto in classifica e scendendo dunque in Serie A2. Eloquente fu la striscia di 16 sconfitte consecutive iniziata alla 12ª giornata di andata (quando la stagione era già compromessa) e interrotta solo alla 13ª giornata di ritorno.
La ripartenza dalla A2 nel 1987-88 fu anch'essa difficile, si adottò un basso profilo complice anche l'iniziale assenza di uno sponsor, e infatti il campionato dei biancorossi cominciò con un -33 in trasferta contro la Fortitudo Bologna. Dopo la seconda giornata, lo jugoslavo Rajko Žižić fu tagliato e rimpiazzato dagli americani Dave Hoppen e Andre Goode, che si alternarono in campo per qualche giornata fintanto che al fianco di Mark Smith non venne definitivamente scelto lo stesso Goode. L'ultimo posto in classifica con 1 vittoria e 8 sconfitte spinse la dirigenza a esonerare Claudio Vandoni in favore dello statunitense John McMillen, mentre l'azienda di caldaie Biklim divenne il nuovo sponsor. Un buon girone di ritorno permise alla truppa di McMillen di giocarsi la salvezza matematica all'ultima giornata al Flaminio contro la diretta concorrente Dentigomma Rieti, partita decisa dal canestro allo scadere fuori equilibrio di Maurizio Ferro. La coppia Smith-Goode rimase anche l'anno successivo, culminato con una comoda salvezza.
Il campionato 1989-90 vide l'esonero di McMillen dopo la sesta giornata, sostituito da Ezio Cardaioli. I risultati continuarono tuttavia a non arrivare, quindi il centro Paul Fortier prese il posto di Brad Wright. La situazione di classifica rimase deficitaria, ma una mini-striscia di tre vittorie nelle ultime tre giornate consentì alla Marr di chiudere penultima a pari punti con la Braga Cremona. Il regolamento dell'epoca non considerava gli scontri diretti, così venne disputato uno spareggio salvezza in gara secca al PalaVerde di Treviso. A nove secondi dalla fine, sul 60-59 per i lombardi, gli arbitri fischiarono un discutibile quinto fallo a Mark Smith che aveva appena catturato il rimbalzo: questa decisione provocò un lancio di oggetti dal settore di pubblico riminese, con giocatori cremonesi ed arbitri che corsero ad imboccare il tunnel degli spogliatoi. La partita terminò ufficialmente 20-0 a tavolino e Rimini scese in Serie B1.
La permanenza in terza serie fu però breve. In panchina tornò Piero Pasini, l'allenatore della promozione in A1, e si iniziò un nuovo ciclo. La Marr si piazzò al primo posto in regular season, dunque nel play-off promozione fu opposta alla Burghy Modena quarta in classifica. Gara 1 al Flaminio finì 77-76 per i padroni di casa, ma in gara 2 i modenesi pareggiarono i conti. Si arrivò così alla decisiva gara 3 a Rimini, che promosse i biancorossi che si imposero con un perentorio 80-57 con 23 punti di un ventenne Carlton Myers. Lo stesso Myers e i ragazzi della nidiata dei nati nel 1972 vinsero nel frattempo il titolo nazionale Juniores, battendo al PalaFiera di Forlì la Stefanel Trieste che annoverava tra gli altri anche Fučka e De Pol.
Gli anni novanta e l'Europa