È stato governatore dello Stato di San Paolo dal 1º gennaio 1995 fino alla morte. Il 22 gennaio 2001 si allontanò dalla carica per curare il tumore da cui era affetto ma, non avendo rassegnato le dimissioni, mantenne la condizione di governatore in congedo fino al decesso, avvenuto il 6 marzo successivo; in quel periodo lo Stato fu retto ad interim dal vicegovernatore Geraldo Alckmin.

Biografia Origini e formazione Nato a Santos, Mário Covas era figlio di Mário Covas Pérez e di Arminda Carneiro Neto. Da parte paterna era nipote del galiziano Jesus Covas Pérez, originario di Pontevedra, e della portoghese Ana Francisca Rodrigues Estaca; da parte materna, del portoghese Manuel Carneiro Neto e di Rosalina Marques, a sua volta figlia di portoghesi.

A quattordici anni manifestò il proprio interesse per la politica dicendo che avrebbe voluto diventare allenatore della squadra di calcio cittadina e sindaco di Santos. Frequentò la scuola primaria al Colégio Santista e quella secondaria al Colégio Bandeirantes di San Paolo. Ancora a Santos, a sedici anni conobbe durante una partita di pallacanestro Florinda Gomes, che sposò nel 1947 e che sarebbe stata la sua compagna di tutta la vita. In quegli anni si interessava di politica e di sport, dedicandosi in particolare al tennis e al calcio, da tifoso appassionato del Santos.

Nel 1947 si iscrisse alla Escola Técnica Bandeirantes, nel capoluogo paulista, per studiare chimica industriale; al terzo anno di corso sostenne l'esame di ammissione in ingegneria civile alla Scuola Politecnica dell'Università di San Paolo (POLI-USP), dove si laureò e dove ebbe come compagno di corso Paulo Maluf, che sarebbe divenuto il suo maggiore avversario politico. Fu all'USP che iniziò la militanza politica del giovane Covas, eletto vicepresidente dell'Unione nazionale degli studenti nel 1955. Una volta laureato lavorò come ingegnere per il comune di Santos fino al 1962.

Ebbe tre figli: Mário Covas Neto, che ne seguì la carriera politica dopo essere stato pilota della Stock Car Brasil; Silvia, morta in un incidente in motocicletta; e Renata Covas Lopes, madre di Gustavo e di Bruno Covas Lopes, anch'egli sindaco di San Paolo, morto come il nonno nell'esercizio della carica e anch'egli per un tumore.

Carriera politica Deputato durante il regime militare Iniziò la vita pubblica nel 1961, quando fu candidato sconfitto alla carica di sindaco di Santos, sua città natale; a questo proposito Covas era solito dire di non essere riuscito a farsi eleggere soltanto a due cariche, quella di presidente della Repubblica e quella di sindaco di Santos. L'anno seguente ottenne il primo incarico elettivo, quello di deputato federale, per il PST. Con lo scioglimento del pluripartitismo nel 1965, Covas fu tra i fondatori dell'MDB, unico partito di opposizione esistente durante la dittatura militare.

Nel 1968 Covas era capogruppo dell'opposizione alla Camera dei deputati, ma il 16 gennaio 1969, con l'emanazione dell'AI-5, fu privato del mandato e rimase per dieci anni con i diritti politici sospesi. Decaduto dalla carica, tornò a dedicarsi all'ingegneria.

Il ritorno in politica, sindaco di San Paolo e senatore più votato della costituente Nel 1979, riconquistati i diritti politici, Covas riprese la lotta contro la dittatura e divenne presidente dell'MDB. Fu rieletto deputato federale nel 1982 con il PMDB (successore dell'MDB), raccogliendo 300.000 voti. Con l'insediamento del governatore André Franco Montoro, nel marzo 1983, fu da questi nominato segretario di Stato ai Trasporti. Appena due mesi dopo, tuttavia, con l'appoggio dello stesso Montoro ebbe la meglio sul gruppo di Orestes Quércia all'interno del PMDB e fu nominato sindaco di San Paolo, carica che ricoprì da "sindaco bionico" (riferimento alla serie americana: The Six Million Dollar Man) fino al primo giorno del 1986, quando la cedette a Jânio Quadros. Da sindaco condusse un ampio programma di asfaltatura delle strade, di interventi nelle periferie e di risanamento degli enti e dei servizi pubblici.

Prima dell'arrivo del PMDB al potere i senatori e i sindaci di nomina governativa erano chiamati in senso spregiativo "senatori bionici" e "sindaci bionici": la legge n. 4.737 del 15 luglio 1965 consentiva infatti al governo militare di mantenerli in carica senza che fossero eletti a suffragio universale.

Nel 1986, anno in cui il presidente José Sarney istituì il Piano Cruzado — considerato dall'opposizione una "truffa elettorale" perché favoriva i candidati governativi — Covas fu eletto senatore con 7,7 milioni di voti, il risultato più alto mai ottenuto fino ad allora da un candidato a una carica elettiva in Brasile, anche grazie alla reputazione conquistata da sindaco. Fu capogruppo del PMDB al Senato durante l'assemblea che elaborò la Costituzione del 1988 e, nei lavori dell'Assemblea nazionale costituente, si schierò spesso con i gruppi della sinistra, opponendosi al cosiddetto Centrão.

Nel 1987 il governatore dell'Alagoas, Fernando Collor de Mello, propose a Covas la formazione di un ticket interno al PMDB per le successive elezioni presidenziali, in cui Covas sarebbe stato il candidato e Collor il suo vice: Covas rifiutò l'offerta.

I primi anni del PSDB Nel 1988 Covas fu uno dei principali animatori della scissione del PMDB: alcuni esponenti del partito, tra cui l'ex governatore Franco Montoro, insoddisfatti del dialogo politico con il presidente José Sarney e con l'allora governatore paulista Orestes Quércia, decisero di fondare un nuovo partito, il Partito della Social Democrazia Brasiliana (PSDB), di cui Mário Covas fu il primo presidente. Come indicato dal nome stesso, il PSDB nacque con una piattaforma socialdemocratica, favorevole al mantenimento del capitalismo in forma regolata, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e con la promozione di un'equa distribuzione del reddito. Rispetto al PMDB, alla fondazione il PSDB intendeva collocarsi più a sinistra, autodefinendosi partito di centro-sinistra. Alle elezioni presidenziali del 1989, le prime dal 1960, Covas fu il candidato del PSDB con Almir Gabriel come vice, classificandosi al quarto posto. L'anno seguente fu candidato sconfitto alla carica di governatore di San Paolo, arrivando terzo.

Da senatore, fin dall'inizio del mandato del presidente Fernando Collor de Mello (PRN), Covas — che alle elezioni del 1989 aveva sostenuto al ballottaggio il candidato del PT, Luiz Inácio Lula da Silva — si oppose alla sua amministrazione. Dal 1991, in difficoltà nel far approvare i propri progetti in Congresso, Collor iniziò a puntare sull'adesione del PSDB al governo, accordo che sarebbe passato dalla cessione di incarichi ministeriali: Covas fu una delle principali voci del partito a condannare qualsiasi trattativa con Collor e uno degli artefici del rifiuto, opposto non senza conflitti interni nel marzo 1992. Con l'emergere delle denunce di Pedro Collor in maggio, Covas e il PSDB raccolsero i frutti della propria scelta politica. Il senatore fu tra i protagonisti della commissione parlamentare d'inchiesta insediata dal Congresso per indagare sugli affari del presidente, che nella relazione finale approvata in agosto ne chiese l'impeachment. La Camera federale sospese Collor dalle funzioni il 29 settembre e il presidente consegnò la lettera di dimissioni il 29 dicembre, all'apertura del processo in Senato, per evitare la decadenza dai diritti politici per otto anni; le dimissioni non furono accettate, il giudizio proseguì e Covas votò a favore della decadenza, approvata a larga maggioranza.

Nel 1994 Covas fu nuovamente candidato a governatore di San Paolo e sconfisse al ballottaggio Francisco Rossi (PDT) con otto milioni di voti; nel 1998 fu rieletto per un altro mandato quadriennale.

Il governo dello Stato di San Paolo All'inizio del 1995 Mário Covas assunse il governo dello Stato di San Paolo dichiarando di aver ereditato numerosi debiti dalle gestioni precedenti e denunciando lavori pubblici bloccati e l'occupazione politica degli enti pubblici, all'origine — a suo dire — delle irregolarità commesse da quelle amministrazioni. Il Banespa, principale banca statale del paese, era sotto amministrazione controllata della Banca centrale per cattiva gestione: un intervento che, come emerse in seguito da una commissione d'inchiesta alla Camera dei deputati, si rivelò rovinoso per l'istituto, aumentando notevolmente il debito della banca verso lo Stato.

Covas licenziò quattromila dipendenti della Baneser, presunti "fantasmi"; tra loro figuravano tutti i sorveglianti scolastici e i dipendenti del Fondo sociale di solidarietà. Rinegoziò i contratti di servizio, rimasti bloccati, ridusse gli incarichi fiduciari e avviò un processo di riforma e ammodernamento amministrativo. Privatizzò una serie di imprese pubbliche, come l'Eletropaulo, e lunghi tratti di autostrade statali, attirando critiche per l'aumento del numero di caselli.

Nel settore delle infrastrutture idriche e fognarie Covas risanò i conti della Sabesp e sostenne il recupero e il disinquinamento del fiume Tietê, avviato sotto il governo di Fleury. Alla fine degli anni novanta la capacità di depurazione delle acque reflue crebbe con l'ampliamento dell'impianto di Barueri e con l'inaugurazione dei depuratori di Parque Novo Mundo, São Miguel e ABC.

Nel campo dell'istruzione Covas fu duramente criticato per aver introdotto nella rete scolastica statale il modello della progressione continua, che elimina la bocciatura in base al livello di profitto. Il modello è ampiamente apprezzato dai pedagogisti, ma è opinione condivisa che una sua corretta applicazione richieda un accompagnamento pedagogico molto strutturato, non sempre presente nella scuola pubblica: durante il mandato emersero diverse segnalazioni di ragazzi prossimi a concludere la scuola dell'obbligo di fatto analfabeti. Covas fu inoltre criticato per aver negato aumenti agli insegnanti e agli altri dipendenti pubblici.

Il 18 agosto 1997 fu insignito della Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique del Portogallo. Risultato della ricerca di "Mário Covas".

Lasciò il governo nel gennaio 2001 per curarsi e non vi fece più ritorno. Il suo vice, Geraldo Alckmin, gli subentrò e restò in carica fino alla fine del mandato, nel 2002, anno in cui fu eletto governatore, rimanendo così complessivamente sei anni alla guida dello Stato.

Le privatizzazioni Attraverso il cosiddetto PED (Programma statale di privatizzazione, istituito dalla legge n. 9.361 del 5 luglio 1996), il governo Covas privatizzò tra il 1995 e il 2000 le principali imprese e strade statali, garantendo 32,9 miliardi di real alle casse dello Stato. Tra i principali artefici dei piani di privatizzazione vi furono il segretario all'Energia di Covas, David Zylbersztajn, e Geraldo Alckmin (allora vicegovernatore), che all'epoca presiedeva il PED.

Banespa – Banco do Estado de São Paulo CESP – Companhia Energética de São Paulo CPFL – Companhia Paulista de Força e Luz Comgás – Companhia de Gás do Estado de São Paulo Eletropaulo – Eletricidade de São Paulo Elektro – Serviços de Eletricidade Fepasa – Ferrovia Paulista Empresa Bandeirante de Energia Rodovia dos Bandeirantes Rodovia dos Imigrantes Via Anchieta Via Anhanguera

Malattia e morte Covas soffriva di un grave tumore alla vescica. Il primo intervento chirurgico fu eseguito nel dicembre 1998: il tumore venne asportato e il governatore fu sottoposto a cicli di chemioterapia. La malattia si ripresentò però nell'ottobre 2000 e il 22 gennaio 2001 Covas si allontanò dalla carica per sottoporsi a un nuovo intervento, con l'asportazione di una parte dell'intestino. Morì poco dopo, il 6 marzo 2001, per insufficienza multiorgano all'InCor. Fu sepolto nel cimitero di Paquetá, a Santos.

Note

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