LAudi A3 8V è la terza generazione dell'Audi A3, un'autovettura di fascia medio-bassa (Segmento C) prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi dal 2012 al 2020.

Storia e profilo Debutto Un'anteprima degli interni della generazione 8V della compatta di Ingolstadt si ebbe nel gennaio del 2012 al Consumer Electronics Show di Las Vegas.https://www.automobilismo.it/nuova-audi-a3-2012-questi-sono-gli-interni-video-32820 La presentazione ufficiale della vettura si ebbe invece il 6 marzo dello stesso anno al Salone di Ginevra.https://www.motorionline.com/audi-a3-video-intervista-a-michael-frisch-al-salone-di-ginevra-2012/ Come già nelle generazioni precedenti, anche in questo caso, la vettura debuttò inizialmente solo con carrozzeria a due volumi e a tre porte, per poi essere proposta successivamente anche in altre varianti di carrozzeria.

Design esterno ed interno Per quanto riguarda l'impronta stilistica conferita a questo nuovo modello, si scelse ancora una volta la strada della sobrietà unita ad una nutrita dose di eleganza. L'impostazione generale del corpo vettura, per quanto riguarda la distribuzione dei volumi e delle linee, rimaneva pressoché invariata rispetto al modello precedente ma cambiava in quanto la terza generazione mostrava linee ancora più tese e spigolose. Si era ormai lontani dalle forme morbide tipicamente di metà anni '90 della prima generazione, mentre dalla generazione 8P ci si stava distaccando più gradualmente, consci del successo ottenuto da quel modello e quindi cercando di non rischiare con eccessive e troppo brusche evoluzioni stilistiche. Gli ingombri esterni aumentarono ancora: circa 10 cm in più rispetto alla precedente A3 a tre porte, ma appena un centimetro e mezzo in più in larghezza. Più spigoloso divenne quindi il frontale, con gruppi ottici più affilati e una calandra che pur non rinunciando al vistoso formato "single frame", divenne più spigolosa, specie nella parte superiore, tendendo così alla forma esagonale. Anche il paraurti anteriore appariva come un'evoluzione stilisticamente più "graffiante" di quello della precedente A3, così come pure la fiancata, sempre con una linea di cintura decisamente alta, passaruota sempre bombati e in cui la nervatura laterale appariva tanto calcata ed evidente da andare a costituire lo scalino posteriore in cui andare a modellare i gruppi ottici in coda. Questi ultimi, sempre a sviluppo orizzontale, sarebbero stati di forma quasi rettangolare se non fosse stato per la loro maggior larghezza sul lato esterno. La pulizia delle linee rimase comunque sempre un imperativo ed anzi, vennero compiuti sforzi non indifferenti allo scopo di aumentare la percezione di purezza stilistica. Un esempio fu il lavoro di saldatura al plasma e di spazzolatura della giunzione fra tetto e fiancata, efficace a tal punto da far apparire la carrozzeria nel sup insieme come se fosse costituita da un pezzo unicoAuto, febbraio 2013, Conti Editore, pag.94. Da questi affinamenti in chiave più moderna derivò una personalità più decisa per la A3 8V, ma senza esagerazioni, sempre all'insegna di quella sobrietà che caratterizzava i modelli della casa di Ingolstadt.

Pur confermandosi su buoni livelli, l'abitabilità interna non rimase esente da pecche, specie se confrontata con altri modelli concorrenti che nel frattempo si erano evoluti migliorando in particolare sotto quel profilo. Se infatti è normale che l'accesso al divano posteriore risulti più scomodo in una versione a tre porte rispetto a quella a cinque (anche considerando i 23 mm in più di passo), va comunque osservato come altre vetture della stessa fascia di mercato potessero offrire qualche centimetro in più per i passeggeri posteriori. Gli interni vennero comunque ridisegnati in chiave più moderna accentuando il livello di cura e finiture e rendendo la vettura ancora più elegante anche nell'abitacolo. Il posto guida poteva disporre di un ampio range di regolazioni per permettere a chiunque di cucirsi addosso la posizione di guida più congeniale. Il volante rinunciò al mozzo in stile "single frame" della generazione precedente per divenire tondo. Il gruppo plancia-cruscotto-console divenne interamente a sviluppo orizzontale, con bocchette di aerazione tonde e dal disegno a turbina. Nuovo il sistema multimediale con display da 5,8 pollici (o 7 pollici a richiesta). Se si eccettuano le versioni più basiche della gamma, i sedili avevano un disegno avvolgente e sportiveggiante, mentre sul versante della praticità il bagagliaio offriva una capacità di 365 litri, incrementabili a 1100 abbattendo il divano posteriore.

Struttura, meccanica e motori La terza generazione dell'Audi A3 nasceva sul nuovo pianale modulare MQB, condiviso tra l'altro con la Volkswagen Golf VII, lanciata in contemporanea, e con altri modelli del gruppo Volkswagen che sarebbero arrivati in seguito. Tale piattaforma, adattabile in lunghezza e larghezza, permetteva di realizzare più facilmente nuovi modelli adattandone le caratteristiche e risparmiando sui costi di produzione. La struttura a scocca portante venne progettata con un occhio particolare alla riduzione del peso. A questo scopo, per la scocca si utilizzarono acciai forgiati a caldo, di spessori differenti a seconda delle necessità. In ogni caso, la rigidezza torsionale non solo venne preservata, ma anzi migliorò rispetto a prima. Altri chilogrammi vennero risparmiati nell'abitacolo, mentre il cofano anteriore e i parafanghi vennero realizzati in alluminio. Come risultato si ottenne una riduzione variabile fra i 40 e gli 80 kg a seconda della motorizzazione e a parità di motorizzazione e allestimento rispetto al modello precedente.

La maggior leggerezza passò anche per la lega di alluminio utilizzata per le sospensioni, in particolare per l'avantreno, il cui telaietto ausiliario e i cui bracci divennero sensibilmente più leggeri. Anteriormente era previsto il consueto schema MacPherson opportunamente perfezionato, mentre al retrotreno venne riconfermata la soluzione multilink a quattro bracci per le versioni più potenti e a ruote interconnesse nel retrotreno, con molle elicoidali, barra antirollio e ammortizzatori a gas su entrambi gli assi e per entrambe le configurazioni di retrotreno. L'impianto frenante era a disco sulle quattro ruote, con i dischi anteriori autoventilanti e quelli posteriori pieni. Lo sterzo era a cremagliera con servocomando elettromeccanico ad assistenza variabile.

Al suo debutto, l'Audi A3 di terza generazione venne prevista nelle seguenti motorizzazioni, tutte ad iniezione diretta e sovralimentate mediante turbocompressore:

1.4 TFSI: motore da 1395 cm3 con potenza massima di 122 CV; 1.8 TFSI: motore da 1798 cm3 con potenza massima di 180 CV; 2.0 TDI: motore turbodiesel common rail da 1968 cm3 con potenza massima di 150 CV.

Tutti e tre i motori erano equipaggiati inoltre con un cambio manuale a 6 marce, ma in alternativa i due motori a benzina potevano essere ordinati con un cambio a doppia frizione a 7 rapporti, mentre per il 2 litri a gasolio era disponibile un cambio sempre doppia frizione ma a 6 rapporti. Le prime A3 di terza generazione erano tutte a motore anteriore trasversale e a trazione anteriore.

Allestimenti e dotazioni Gli allestimenti previsti per le prime A3 di terza generazione mantennero le storiche denominazioni adottate fin dalla prima generazione, ma ovviamente prevedendo dotazioni evolute al passo con i tempi:

Attraction: per l'allestimento di base erano previsti cerchi in acciaio da 16 pollici, volante a quattro razze, sedili standard con rivestimento in tessuto, sedile conducente regolabile in altezza e freno a mano elettromeccanico; Ambition: allestimento sportiveggiante comprendente cerchi in lega da 17 pollici, pneumatici con battistrada da 225 mm, assetto ribassato di 15 mm, volante sportivo a 3 razze rivestito in pelle, sedili sportivi e inserti in alluminio; Ambiente: allestimento di punta votato al comfort con cerchi in lega da 16 pollici, volante a quattro razze rivestito in pelle, cruise control, sensore crepuscolare, sensore pioggia ed altri dispositivi elettronici, più numerose prese per connettere lo smartphone o altri dispositivi.

Evoluzione della gamma I primi anni di carriera La produzione della serie 8V della compatta di Ingolstadt ebbe luogo inizialmente solo presso lo storico stabilimento sito nella città bavarese. Solo in seguito, come si vedrà, verrà estesa anche allo stabilimento di Győr, in Ungheria. Il via agli ordini fu dato a maggio, ma le prime consegne non si ebbero che il 24 agosto, ossia oltre sei mesi dopo la presentazione. Il tempo di arrivare a tale data e già la gamma venne ampliata verso il basso con l'arrivo di un motore 1.6 TDI da 105 CV, direttamente derivato da quello proposto nella precedente A3 ed in grado di emettere solo 99 grammi di CO2 per chilometro. A settembre cominciò invece la produzione della Sportback, ossia la versione a 5 porte, per la quale furono disponibili tutte le quattro motorizzazioni finora viste, ma non solo, poiché l'arrivo della Sportback, poi presentata al pubblico in occasione del Salone di Parigi, fu anche l'occasione per introdurre in gamma la trazione integrale, inizialmente abbinabile solo al motore 1.8 TFSI. La Sportback di terza generazione non fu però semplicemente la versione a 5 porte della A3: essa si basava infatti su una variante leggermente allungata del già citato pianale MQB, in cui il passo aumentò di 35 mm (58 mm in più rispetto alla precedente Sportback) per migliorare le doti di abitabilità. La A3 Sportback fu ordinabile fin dalla sua presentazione, ma anche in questo caso le prime consegne sarebbero avvenute solo alcuni mesi dopo, nel febbraio del 2013. Proprio in quel periodo si ebbe un'ulteriore espansione della gamma motori, con l'arrivo del 1.2 TFSI da 105 CV e di un altro 1.4 TFSI, stavolta in grado di erogare fino a 140 CV di potenza massima, ma soprattutto caratterizzato dal fatto di avere la possibilità di disattivare due dei suoi quattro cilindri quando la potenza richiesta è poca, in modo da contenere i consumi di carburante. Tale tecnologia, utilizzata anche da altri costruttori, è nota anche con la sigla CoD ('cylinders on demand, in italiano cilindri a richiesta).