Biografia Le origini Nato a Ferrara in una famiglia ebraica (anche se lui dal punto di vista religioso si è sempre dichiarato ateo), era figlio di Valentino Foà e Dirce Levi. Segue la famiglia a Firenze, dove intraprende gli studi di economia e commercio. Durante il periodo universitario si interessa al teatro, frequentando i corsi di recitazione della scuola "Luigi Rasi" sotto la guida di Raffaello Melani. A vent'anni abbandona gli studi e si trasferisce a Roma, dove frequenta per qualche tempo il Centro sperimentale di cinematografia.

La guerra e le leggi razziali Nel 1938 Arnoldo Foà è costretto a lasciare i corsi presso il Centro sperimentale di cinematografia a seguito della promulgazione delle leggi razziali fasciste. Gli viene impedito anche di lavorare e per poterlo fare è costretto a usare nomi fittizi (tra cui "Puccio Gamma"); ricopre saltuariamente il ruolo del sostituto di attori malati (in gergo, il "pompiere"), riuscendo a lavorare nelle compagnie più prestigiose: Cervi-Pagnani-Morelli-Stoppa, Ninchi-Barnabò, Adani-Cimara, Maltagliati-Cimara.

Nel 1943 si rifugia a Napoli, dove diviene capo-annunciatore ed autore di Radio PWB, la stazione radio degli Alleati: spetta a lui la lettura dell'annuncio dell'armistizio l'8 settembre 1943. Alla fine della guerra torna al teatro e si unisce a molte e importanti compagnie: Ferrati-Cortese-Scelzo, Ferrati-Cortese-Cimara, Stoppa-Morelli-Cervi (dove collabora con Luchino Visconti) e la Compagnia del Teatro Nazionale (Teatro dell'Opera di Roma) lavorando per Guido Salvini. Nel 1945 entra nella compagnia di prosa della Rai, dove svolgerà un'intensa attività sino agli anni 1980Arnoldo Foà, la burbera voce ..

La sua lunga carriera artistica è brillante e costellata di numerosi successi e riconoscimenti in campo teatrale, cinematografico e televisivo.

Teatro

Intensa e prestigiosa la sua carriera in teatro: autori classici e contemporanei, registi come Luchino Visconti, Luigi Squarzina, Luca Ronconi e Giorgio Strehler. Le sue interpretazioni sono memorabili, incisive, esito di un attento studio, passione e misura drammatica elette. Da regista mette in scena spettacoli di prosa (tra i tanti La pace di Aristofane e Diana e la Tuda di Luigi Pirandello) e di lirica (Otello di Giuseppe Verdi, Histoire du soldat di Igor' Fëdorovič Stravinskij, e Il pipistrello di Strauss jr), e molte sue commedie, riscuotendo sempre enormi successi.

Nel 1957 esordisce come autore teatrale (Signori buonasera). Seguiranno, tra le altre, La corda a tre capiTeatro la Provvidenza Arnoldo Foà ., Il testimone, Amphitryon Toutjours (Festival di Spoleto 2000), e Oggi. Tra le sue ultime interpretazioni, il monologo Novecento di Alessandro BariccoArnoldo Foà dà voce al Novecento di Alessandro Baricco Corriere della Sera., con la regia di Gabriele Vacis, (2003/2005), successo straordinario di pubblico e critica, e Sul lago doratoArnoldo Foà ed Erica Blanc protagonisti di «Sul lago dorato» Corriere della Sera. di E. Thompson, con la regia di Maurizio Panici (2006-2008).

Il cinema e la televisione La sua filmografia presenta oltre 100 pellicole: tra i registi con cui ha lavorato figurano Alessandro Blasetti (Altri tempi - Zibaldone n. 1), Orson Welles (Il processo), Vittorio Cottafavi (I cento cavalieri), Jacques Deray (Borsalino), Marcello Fondato (Causa di divorzio), Damiano Damiani (Il sorriso del grande tentatore), Giuliano Montaldo (Il giocattolo), Giuseppe Ferrara (Cento giorni a Palermo), Giovanni Soldati (L'attenzione), Luca Barbareschi (Ardena), Paolo Costella (Tutti gli uomini del deficiente), Ettore Scola (Gente di Roma), Alessandro D'Alatri (La febbre), Antonello Belluco (Antonio, guerriero di Dio), Maurizio Sciarra (Quale amore), Citto Maselli (Le ombre rosse), Luciano Melchionna (Ce n'è per tutti). Sono stati realizzati due docufilm su Arnoldo Foà: nel 2007 Almeno io Fo... à di Alan Bacchelli e Lorenzo degl'Innocenti, premio Imaie 2008; nel 2011 Io sono il teatro. Arnoldo Foà raccontato da Foà di Cosimo Damiano Damato, presentato al Festival Internazionale del Film di RomaFestival Internazionale del Film Di Roma Io sono il Teatro. Arnoldo Foà raccontato da Foà ..

Foà è stato tra i protagonisti di alcuni dei più celebri sceneggiati televisivi della Rai, diventando uno dei primi divi del piccolo schermo: Le inchieste del commissario Maigret, Piccole donne, Capitan Fracassa, Le mie prigioni, Le cinque giornate di Milano, La freccia nera, L'isola del tesoro, Il giornalino di Gian Burrasca, I racconti del maresciallo, I racconti di padre Brown, Nostromo, Fine secolo, Il papa buono e per Mediaset Carabinieri - Sotto copertura. Nel 1985 ha partecipato alla parodia dei Promessi Sposi realizzata dal Quartetto Cetra, interpretando L'innominato. Per la Rai ha condotto anche il programma musicale Chitarra, amore mio e, per due stagioni, il varietà Ieri e oggi, nonché numerosi altri programmi.

Scrittore per la televisione, ha al suo attivo una intensa attività come pittore e disegnatore satirico.

Radio e doppiaggio

Arnoldo Foà contribuisce alla nascita, dalle ceneri dell'EIAR, della Rai Radio e partecipa a molte trasmissioni, sia di informazione che di intrattenimento, con attori, autori e registi importanti come Cervi, Morelli, Ninchi, Anton Giulio Majano, Umberto Benedetto.

Sulla Rete Rossa della Rai dei primi anni del secondo dopoguerra conduce Arcobaleno, una trasmissione di consigli agli italiani ideata da Vittorio Veltroni.

Nel 1972 partecipa come ospite fisso alla 24ª edizione della trasmissione Gran varietà.

Nel 1977 è il conduttore di Voi ed io: punto e a capo, musiche e parole provocate dai fatti su Radiouno Radiorai, tra luglio ed ottobre 1977 conduce il lunedì mattina Aria condizionata (per chi?...) rubrica satirica settimanale su Radiodue, nel 1978 la domenica all'ora di pranzo su Radiodue Radiorai presenta Il gambero (quiz alla rovescia), sostituendo Franco Nebbia alla conduzione (dopo una interruzione della trasmissione durata alcuni anni). Nel mese di luglio 1979 è nuovamente ai microfoni di Radiodue per dare la sveglia agli italiani alle 6 del mattino in Un altro giorno con Arnoldo Foà.

Dagli anni cinquanta diventa uno dei più importanti doppiatori, prestando la sua voce anche per numerosi documentari, tra cui Il Continente di ghiaccio di Luigi Turolla.

Il suo ultimo doppiaggio è stato quello per il personaggio negativo di Charles F. Muntz nel film di animazione Up (2009) di Pixar, pochi anni prima della sua scomparsa.

Registrazioni poetiche Celebri le sue dizioni poetiche da Dante, Lucrezio, Carducci, Leopardi, Neruda, García Lorca, che vengono registrate su disco in vinile negli anni cinquanta e sessanta (successivamente registrati anche su CD), divulgando moltissime opere, in particolare quelle di autori di lingua spagnola allora poco conosciuti in Italia, come Lorca e Neruda: il celebre Lamento per Ignacio Mejias di García Lorca fece vincere alla Fonit Cetra il Disco d'oro per aver superato il milione di copieDisco d'oro alla Fonit Cetra per lavoro di Foà .. Negli ultimi anni molte le registrazioni di poesie su CD, di diversi autori e per diverse produzioni. Dal 2002 ha realizzato alcuni CD di una collana con registrazioni di brani di poeti e filosofi, commentati da musiche appositamente create, e un CD di poesie scritte da lui stesso.

Esperienza politica e massonica Venne iniziato in massoneria nel 1947 presso la loggia Alpi Giulie n.150 all'Oriente di RomaVittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo Editore, 2005, p.124., giungendo ai massimi gradi.

Alle elezioni amministrative del 1960 fu uno dei tre consiglieri comunali eletti a Roma tra le file del Partito Radicale, che nell'occasione era alleato del PSI: gli altri due erano Leopoldo Piccardi e Antonio Cederna.

La morte Morì all'ospedale San Filippo Neri di Roma dopo un'improvvisa crisi respiratoria nel pomeriggio dell'11 gennaio 2014, all'età di quasi 98 anni. La camera ardente e i funerali furono celebrati con una cerimonia laica nella sala della Protomoteca del Palazzo Senatorio in Campidoglio, al quale parteciparono tanti volti noti della politica; successivamente, il feretro fu sepolto nel cimitero acattolico di Roma.

Vita privata Si è sposato quattro volte e ha avuto 5 figlie: Annalisa (1951-1995, anche lei attrice), Valentina, Rossellina, Giulia e Orsetta.

Filmografia Cinema Crispino e la comare, regia di Vincenzo Sorelli (1938) Ettore Fieramosca, regia di Alessandro Blasetti (1938) L'orizzonte dipinto, regia di Guido Salvini (1941) O sole mio, regia di Giacomo Gentilomo (1945) Il testimone, regia di Pietro Germi (1946) Un giorno nella vita, regia di Alessandro Blasetti (1946) Fuga nella tempesta, regia di Ignazio Ferronetti (1947) Fumeria d'oppio, regia di Raffaello Matarazzo (1947) La figlia del capitano, regia di Mario Camerini (1947) L'eroe della strada, regia di Carlo Borghesio (1948) Il grido della terra, regia di Duilio Coletti (1948) Yvonne la nuit, regia di Giuseppe Amato (1949) Marechiaro, regia di Giorgio Ferroni (1949) Al diavolo la celebrità, regia di Steno e Mario Monicelli (1949) Adamo ed Eva, regia di Mario Mattoli (1949) Il vedovo allegro, regia di Mario Mattoli (1950) Totò sceicco, regia di Mario Mattoli (1950) Il leone di Amalfi, regia di Pietro Francisci (1950) Il brigante Musolino, regia di Mario Camerini (1950) Domani è un altro giorno, regia di Léonide Moguy (1950) I cadetti di Guascogna, regia di Mario Mattoli (1950) Peppino e Violetta, regia di Maurice Cloche (1950) Bellezze in bicicletta, regia di Carlo Campogalliani (1951) Lorenzaccio, regia di Raffaello Pacini (1951) Verginità, regia di Leonardo De Mitri (1951) Il tradimento, regia di Riccardo Freda (1951) Amore rosso - Marianna Sirca, regia di Aldo Vergano (1952) Altri tempi, regia di Alessandro Blasetti, episodio Questioni di interesse (1952) Imbarco a mezzanotte, regia di Joseph Losey (1952) Processo contro ignoti, regia di Guido Brignone (1952) 5 poveri in automobile, regia di Mario Mattoli (1952) Viva il cinema!, regia di Giorgio Baldaccini ed Enzo Trapani (1952) La storia del fornaretto di Venezia, regia di Giacinto Solito (1952) Lucrezia Borgia (Lucrèce Borgia), regia di Christian-Jaque (1953) La mano dello straniero, regia di Mario Soldati (1953) Ivan, il figlio del diavolo bianco, regia di Guido Brignone (1953) Infame accusa, regia di Giuseppe Vari (1953) Viva la rivista!, regia di Enzo Trapani (1953) Sangue e luci (Sangre y luces), regia di Georges Rouquier e Ricardo Munoz (1954) Angela, regia di Edoardo Anton (1954) Il cardinale Lambertini, regia di Giorgio Pàstina (1954) Rosso e nero, regia di Domenico Paolella (1954) Il vetturale del Moncenisio, regia di Guido Brignone (1954) La figlia del forzato, regia di Gaetano Amata (1954) Cheri-Bibi (Il forzato della Guiana), regia di Marcello Pagliero (1955) Totò e Carolina, regia di Mario Monicelli (1955) Destinazione Piovarolo, regia di Domenico Paolella (1955) Non c'è amore più grande, regia di Giorgio Bianchi (1955) Avanzi di galera, regia di Vittorio Cottafavi (1955) Cantami "Buongiorno tristezza", regia di Giorgio Pàstina (1955) Difendo il mio amore, regia di Giulio Macchi (1956) Io, Caterina, regia di Oreste Paolella (1957) Ho giurato di ucciderti (La venganza), regia di Juan Antonio Bardem (1958) Ora X: Gibilterra o morte! (Silent Enemy), regia di William Fairchild (1958) Pia de' Tolomei, regia di Sergio Grieco (1958) La peccatrice del deserto, regia di Steve Sekely e Gianni Vernuccio (1959) La congiura dei Borgia, regia di Antonio Racioppi (1959) Le notti di Lucrezia Borgia, regia di Sergio Grieco (1959) Cartagine in fiamme, regia di Carmine Gallone (1959) Gli amanti del deserto (Los amantes del desierto), regia di Goffredo Alessandrini, Fernando Cerchio, León Klimovsky, Ricardo Muñoz Suay e Gianni Vernuccio (1959) Salambò, regia di Sergio Grieco (1960) La sposa bella (The Angel Wore Red), regia di Nunnally Johnson (1960)