L'enigma di Otilia (Enigma Otiliei) è un romanzo in stile balzacchiano scritto dall'autore rumeno George Călinescu nel 1938.

Trama Felix Sima, un giovane di 18 anni, arriva a Bucarest da suo zio Costache Giurgiuveanu per frequentare la Facoltà di Medicina. Giunto all'indirizzo indicato, viene accolto da Otilia, la figliastra del vecchio, che lo invita a entrare in casa, dove incontra gli altri membri della famiglia: zia Aglae, zio Simion e i loro figli Titi, Aurica e Olimpia, il genero Stănică Rațiu e l'amica di famiglia Leonida Pascalopol. Il giorno dopo, Otilia gli mostra la casa, e lui nota il modo giocoso della ragazza e si sorprende quando trova una lettera indirizzata a lei, Otilia Mărculescu. La ragazza è ambita da Leonida Pascalopol e invidiata da tutti i membri della famiglia Tulea. Felix, incuriosito dall'enigma del nome Mărculescu scopre il destino di Otilia, che non è molto diverso dal suo. La ragazza è rimasta orfana da bambina ed è stata cresciuta dal suo patrigno, il vecchio Costache. Pascalopol, che, dopo aver incontrato la madre di Otilia, l'ha aiutata molto. Otilia dimostra una stima eccezionale per lui. Pregato da Aglae, Felix impartisce ripetizioni a Titi che è stato bocciato, e in queste circostanze sua sorella Aurica si affeziona al giovane. Lui, però, è sempre più attratto da Otilia, che ammira e con la quale trascorre sempre più tempo. Vede un rivale in Pascalopol. All'inizio di agosto Olimpia, la primogenita di Aglae, fa la sua apparizione in casa assieme a Stanica, il suo concubino, col quale ha un figlio. Simion non riconosce sua figlia e si rifiuta di darle una casa e la dote. Stanica, attraverso bugie e lettere, in cui minacciava di spararsi, indirizzate al signor Pascalopol, riesce a raccogliere abbastanza soldi da tutti e a convincere Simion a cedere la dote ad Olimpia, convincendolo che ormai gli rimangono pochi mesi di vita. Su invito di Pascalopol, Felix e Otilia si recano nella sua tenuta, e lì i giovani approfittano del tempo da trascorrere insieme, per poi tornare a casa due settimane dopo. Nel frattempo muore il figlio di Olimpia e Stănică, Aurel Rațiu, e il padre, addolorato, pubblica la notizia del decesso sul giornale, ricordando il lutto a tutti i suoi parenti, sperando di ottenere il maggior sostegno finanziario possibile. Stanica è interessato alla fortuna del vecchio Costache, e a questo scopo fa venire un medico qualsiasi, Vasiliade, per far diagnosticare una malattia a Costache. L'unico che scopre il piano è Pascalopol, che avverte il vecchio.

Tra Felix e Otilia si costruisce un profondo rapporto di amicizia e attaccamento. Felix le confessa il suo amore, e anche Otilia sembra emozionata, ma guarda il mondo in modo infantile. Il suo affetto per Felix sembra più quello di una sorella. Vergognandosi, Felix mette tutti i suoi sentimenti sulla carta, e invia la lettera a Otilia, ma lei non risponde. In un momento di gelosia, Felix chiede a Otilia di non incontrare più Pascalopol, ma persino lui, invitato da quest'ultimo a casa sua, si rende conto dell'errore commesso nei confronti di Otilia. In casa le discussioni sull'adozione di Otilia da parte del vecchio Costache scatenano una nuova ondata di scandali da parte di Aglae. Infine, la ragazza chiede al vecchio Costache di non finalizzare le formalità di adozione e parte con Pascalopol alla volta di Parigi, con grande stupore e sorpresa di Felix, che rimane molto deluso. Felix si rifugia tra le braccia di una cortigiana, Georgeta. Inoltre, ha l'opportunità di incontrare Weissmann, un compagno di università, che risveglia le sue insospettate passioni per la poesia. I discorsi tra i due rivelano la difficile situazione economica dello studente, ma anche il suo spirito pratico, poiché fa iniezioni e visita diverse persone per mantenere i suoi fratelli e sorelle. La cena al ristorante del signor Iorgu, in occasione del compleanno della figlia minore, riunisce allo stesso tavolo Georgeta e il generale, Stanica, Olimpia, Aglae, Titi, Felix e il vecchio Costache. Aglae sembra molto interessata al futuro della figlia dei due ospiti, nella speranza che si possa arrangiare un matrimonio con Titi, mentre Felix si sente sempre sempre più offeso dal comportamento di Georgeta. All'inizio, dopo una lieve crisi, la famiglia Tulea ignora il comportamento di Simion, che aveva iniziato a dare i numeri, ma vedendo che la situazione diventava man mano sempre più insostenibile, Aglae, aiutata da Stanica e Weissmann, lo porta in un sanatorio. Titi è al centro dell'attenzione per via di Aglae, che cerca di sistemarlo come meglio può, con grande delusione da parte di Aurica e Olimpia. Una sua nipote sedicenne, Lili, esprime il suo desiderio di sposarsi, e Stanica raccomanda Felix Sima a suo padre, soprattutto perché vuole far entrare persone colte nella sua famiglia. Felix sogna Otilia mentre suona il piano, ma con sua grande sorpresa è tutto reale. Vedendosi di nuovo, i due parlano a lungo, mentre Felix si sente sempre più attratto da Otilia e dal suo cambiamento. Il vecchio Costache ha i suoi piani per i due giovani, inizia a raccogliere materiali da costruzione per una casa dove i due, Felix e Otilia, avrebbero vissuto dopo la sua morte. Stanica presenta Felix a Lili, fatto che fa innervosire Titi, che è attratto dalla ragazza e che non capisce perché sono tutte attratte dal figlio del dottor Sima. A causa di un leggero colpo di sole e di uno sforzo, il vecchio Costache ha un malore, dopodiché l'intera famiglia Tulea trascorre due giorni a casa del vecchio ignorando la sua malattia. Pascalopol porta un medico certificato, professore all'università, che raccomanda al paziente molta quiete e riposo.

Il vecchio Costache si riprende e caccia di casa tutta la famiglia Tulea, concordando con la proposta di Pascalopol di aprire un conto in banca a nome di Otilia e depositarvi la somma di 300.000 lei, ma lui non gli dà i soldi, confidando nella propria salute. Il proprietario apre il conto e deposita 100.000 lei a nome di Otilia. Dopo l'infarto, il vecchio Costache ha sempre più paura della morte, paura a cui contribuisce anche Stanica, che gli racconta disgrazie di ogni sorta. Consulta vari medici, segue persino una cura spendendo soldi in medicinali e invita preti a benedire la casa. In seguito vende alcuni immobili e assume una domestica di nome Paulina, ma che non rimane a lungo poiché il vecchio scopre il suo interesse per il suo patrimonio. Aurica si confessa al prete Țuică, confessandogli il desiderio di sposare un ebreo, vale a dire Weissemann, mentre Stănică esorta Otilia a convincere Felix a sposare Lili. Il vecchio Costache dà a Pascalopol altri 100.000 lei per Otilia. Stanica, dopo lunghe ricerche, scopre il luogo in cui è nascosto il denaro e lo ruba. Il vecchio Costache viene colpito da un altro infarto, a causa dello sforzo, e muore. Stanica divorzia da Olimpia e sposa Georgeta, e successivamente entra in politica. Otilia sposa Pascalopol e i due vanno a vivere a Parigi insieme. Felix, con l'arrivo della guerra, diventa medico, poi professore universitario, si sposa ed entra a far parte dell'alta società. Incontra Pascalopol per caso sul treno e scopre che ha divorziato da Otilia, e che lei ora è sposata con un riccone di Buenos Aires. La foto che Pascalopol fa vedere a Felix non mostra più nulla di quello che era Otilia. I ricordi di quella vita idilliaca si sgretolano nelle parole del vecchio Costache: "Nessuno abita qui".

Personaggi La rappresentazione dei personaggi avviene attraverso la tecnica balzacchiana di descrizione dell'ambiente e della fisionomia. Così, i classici stereotipi (avaro, ipocondriaco, geloso) vengono inseriti in un contesto sociale che conferisce loro una dimensione psicologica, trasformando il realismo tradizionale in una commedia umana.

L'autore rende ambigui i personaggi e mostra inoltre un particolare interesse per i processi psicologici devianti basati sull'eredità e sull'ambiente circostante: alienazione, senilità (naturalismo). Queste sono caratteristiche dell'estetica moderna.

Otilia Mărculescu Il personaggio omonimo del romanzo, Otilia, è la figlia adottiva di Costache Giurgiuveanu, avuta in seguito al secondo matrimonio. In pieno stile balzacchiano, il suo aspetto è catturato con precisione dall' "occhio da esteta" di Felix: "la ragazza sembrava avere circa 18-19 anni. Viso olivastro, con il naso piccolo e gli occhi molto azzurri, sembra ancora più infantile tra i tanti riccioli e il colletto di pizzo. Ma in quel corpo magro, dalle delicate e perfette ossa di levriero, senza quella debolezza "macchiata" di Aurelia, c'era una grande libertà di movimento, una perfetta padronanza di sé”. Indirettamente caratterizzata dall'ambiente circostante, si distingue per contrasto in una società borghese snob e negligente, essendo sempre attenta alle apparenze. Per antitesi, Otilia appare come l'opposto di Aurica, per la sua femminilità misteriosa e raffinata.

Socialmente, Otilia diventa rapidamente la vera padrona della casa in cui Felix si abitua ad andare ogni volta che si presentava un problema. Questo la pone in una posizione opposta a quella della famiglia Tulea nel conflitto finanziario già esistente, e si ritrova dunque ad essere loro rivale nella contesa della fortuna di Costache.

Felix Sima È il protagonista, personaggio dinamico e complesso, che partecipa all'azione come testimone e portavoce del narratore. Il suo status sociale e psicologico lo colloca nella categoria degli intellettuali autentici e d'élite. Uno dei due piani su cui si sviluppa il romanzo è il processo di formazione di un giovane, ovvero Felix Sima. La carriera di Felix si realizza brillantemente (diventa medico), ma il matrimonio non lo avvolgerà in quell'armonia cosmica che è un privilegio esclusivo delle coppie formate per amore.

Leonida Pascalopol Il padrone di casa è un aristocratico che cerca la via d'uscita all'indifferenza attraverso il lusso e la raffinatezza spirituale. Vive anche lui un complesso senso di paternità, al quale ha trovato una cura nella famiglia del vecchio Costache. Si descrive da solo in una conversazione con Felix: «Io, signor Felix, lascia che mi confessi a te come a un amico, non ero felice nel mio matrimonio. La mia prima moglie non mi ha dato l'onore che meritavo. C'è un po' di romanticismo nascosto nel mio cuore di banale proprietario. Conosco Otilia da quando era piccola e posso dire che è cresciuta sotto ai miei occhi. Se Dio mi avesse dato la libertà di rendere mia moglie come volevo, l'avrei resa come la signorina Otilia. La amo a modo mio, caro signor Felix, Otilia intendo, e forse non mi sbaglio quando ti dico che anche lei mi ama. Non è nemmeno difficile, perché una persona delusa come me è anche senza pretese. Non ho mai chiesto niente alla signorina Otilia e non sono rimasto troppo a lungo a distinguere cosa è paterno e cosa è virile nel mio amore. [...] Tra di noi si è formata una parentela sui generis...»

«Signor Felix, lei ha oscurato la mia esistenza, le dico la verità, ha rovinato delle innocenti abitudini da scapolo. Ho bisogno della signorina Otilia, è il mio piccolo vizio sentimentale. Se non posso essere un'amante, rimango sempre un amico e un genitore inestimabile.»

Costache Giurgiuveanu