Biografia Abbracciò diciottenne la vita religiosa tra i silvestrini del monastero di San Benedetto a Fabriano assumendo il nome di Ilarione: studiò a Fabriano e Perugia, dove fu ordinato prete nel 1834. Fu lettore di filosofia presso lo studentato silvestrino di Fabriano e l'inquisitore generale per le Marche lo nominò consigliere teologico per la diocesi di Fabriano.
Stabilitosi presso la procura generale della sua congregazione a Roma, nel 1848 fu nominato procuratore generale e nel 1850 abate di Santo Stefano del Cacco. Rinunciò al suo ufficio nel 1857 per raggiungere il suo confratello Giuseppe Maria Bravi, missionario in Ceylon e vicario apostolico di Colombo.
Dopo la morte del vescovo Bravi, i vescovi Stefano Semeria e Clément Bonnand inviarono a Roma informazioni negative e accuse sull'azione dei missionari silvestrini con l'intento di far affidare il vicariato apostolico di Colombo ai missionari Oblati di Maria Immacolata: Sillani difese l'operato dei silvestrini, spingendo la congregazione di Propaganda Fide a inviare un amministratore apostolico a visitare il vicariato. L'amministratore, il carmelitano scalzo Carlo Giacinto Valerga, giudicò il vicariato apostolico di Colombo uno dei migliori delle Indie e propose l'abate Ilarione Sillani come nuovo ordinario del luogo.
Ilarione Sillani fu nominato vescovo di Callinico in partibus e vicario apostolico di Colombo da papa Pio IX il 22 settembre 1863 e fu consacrato a Kottar dal vescovo Valerga il 27 dicembre 1863.
Il nuovo vicario apostolico, promosse numerose iniziative che diedero un notevole impulso al cattolicesimo in Ceylon: aprì scuole in quasi tutte le parrocchie; promosse la costruzione di chiese, tra cui le cattedrali di Santa Lucia a Colombo, di Sant'Antonio a Kandy e di Santa Maria a Galle; aprì un seminario per la formazione del clero indigeno; istituì a Colombo il St. Benedict's College, affidato ai Fratelli delle scuole cristiane; chiamò a Kotahena le suore del Buon Pastore fondando per loro il Good Shepherd Convent; fondò il mensile in lingua singalese Gnanartha Pradeepaya e il settimanale in lingua inglese The Ceylon Catholic messenger, per la stampa dei quali aprì una tipografia cattolica a Colombo; si adoperò per sanare le ferite lasciate dallo scisma goano.
Rientrò in Italia nel 1870 per partecipare alla fase finale del Concilio Vaticano I.
Nel 1874 fondò a Kandy il primo monastero benedettino dell'Asia: dopo la chiusura del monastero di Montefano a causa delle leggi eversive italiane e fino alla sua riapertura nel 1881, il monastero di Kandy fu l'unico noviziato silvestrino attivo al mondo.
Colpito da infermità nel 1878, rientrò in patria e si stabilì nel monastero di Santo Stefano del Cacco, presso il quale morì l'anno successivo in seguito a un ictus cerebrale. Fu sepolto al Verano.
Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Papa Benedetto XIII Papa Benedetto XIV Papa Clemente XIII Cardinale Marcantonio Colonna Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B. Cardinale Giulio Maria della Somaglia Cardinale Carlo Odescalchi, S.I. Cardinale Costantino Patrizi Naro Vescovo Carlo Giacinto Valerga, O.C.D. Vescovo Ilarione Sillani, O.S.B. Silv.
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Categoria:Benedettini italiani Categoria:Vescovi partecipanti al Concilio Vaticano I