Fondatore e presidente di Bolivia e della Grande Colombia, nazione che ha cercato di affermarsi come confederazione politico-militare in America Latina, Bolívar fu considerato per le sue azioni e le sue idee come El hombre de América ("L'uomo d'America"), e una delle più importanti figure della storia politica e culturale dei paesi latinoamericani, nella maggior parte dei quali viene considerato un eroe. Ha ricevuto riconoscimenti in varie parti del mondo, con statue, monumenti, parchi, piazze e vie a lui dedicati. Inoltre, le sue idee e gli ideali politico-sociali hanno portato alla nascita di una corrente chiamata bolivarismo.

Biografia Infanzia e giovinezza

Bolívar nacque a Caracas (Venezuela) il 24 luglio 1783, quartogenito di Juan Vicente Bolívar y Ponte e di María de la Concepción Palacios y Blanco, entrambi di famiglia aristocratica spagnola di origine basca. Nel 2012 il direttore del Centro de Documentación de Canarias y América (Cedocam), Manuel Hernández, tornò dal Venezuela con i risultati della perizia genetica completa e, secondo questa perizia, Bolívar avrebbe come antenati diretti il banchiere genovese Cristoforo da Ponte2012- estudio elaborado por encargo del Instituto Genealógico de Venezuela realizado por el director del Centro de Documentación de Canarias y América (Cedocam), Manuel Hernández. (da qui gli sarebbe venuto il cognome Ponte) che nel XIV secolo, a seguito della conquista genovese delle isole Canarie, era divenuto il proprietario di una zona delle isole e fondatore di alcune città su Tenerife, e Jana Gutiérrez, una donna guancia aborigena delle CanarieUn estudio confirma que Simón Bolívar tenía sangre guanche | Canarias7..

Rimase presto orfano (il padre morì nel gennaio 1786 e la madre nel luglio 1792, entrambi per tubercolosi) e per testamento divenne suo legittimo tutore il nonno materno, don Feliciano PalaciosManuel Pérez Vila Simón Bolívar, el Libertador., che era malato; per questo motivo i fratelli Bolívar furono affidati ai due zii materni.

Bolívar fu educato da diversi insegnanti, tra i quali si ricordano Simón Rodríguez (presso cui fu costretto ad abitare per qualche tempo) alla Escuela Pública del Cabildo (municipio coloniale) di Caracas e poi Andrés Bello – la cui influenza fu notevole in termini di ideali e di stile di vita – alla Academia de Matemáticas..

Il 14 gennaio 1797, a nemmeno 14 anni, Simón Bolívar entrò nel Batallón de Milicias de blancos de los Valles de Aragua, del quale alcuni anni prima era stato colonnello suo padre.

Nel 1799 si trasferì in Spagna per completare gli studi. Vi sposò María Teresa Rodríguez del Toro y Alaysa nel 1802, ma in occasione di un breve rientro in Venezuela nel 1803, la donna si ammalò di febbre gialla e morì. L'evento traumatizzò Bolívar al punto che giurò sul Monte Sacro di non risposarsi mai più, come gesto di fedeltà alla moglie scomparsa..

Sempre nel 1803 venne iniziato alla massoneria, nella loggia Lautaro a Cadice.

Bolívar ritornò in Europa nel 1804 e rimase diverso tempo a Parigi, dove condusse una vita agiata, frequentando personalità tra cui Alexander von Humboldt, con il quale mantenne poi una relazione epistolare, e conobbe Napoleone, dal quale rimase inizialmente affascinato, per poi discostarsene perché questi, a suo parere, aveva tradito gli ideali della Rivoluzione francese..

Nel 1805, durante un soggiorno a Roma, prese una ferma decisione e giurò al suo amico Rodríguez che avrebbe liberato il VenezuelaAndrea Wulf, L'invenzione della natura. Le avventure di Alexander Von Humboldt, l'eroe perduto della scienza, trad. di Lapo Berti, pag 141, LUISS University Press, 2017, ISBN 978-88-6105-262-8..

Nel 1807 Bolívar tornò in Venezuela, dove permaneva uno stato di agitazione dopo la repressione di un tentativo d'insurrezione di Francisco de Miranda..

Intanto in Europa il 19 marzo 1808, sotto la crescente pressione francese, il re Carlo IV di Spagna aveva abdicato a favore del figlio Ferdinando, ma il 5 maggio a Baiona entrambi furono costretti a cedere il trono a Napoleone, che incoronò il fratello Giuseppe re di Spagna e delle colonie. La notizia giunse in Sudamerica, dopo che tentativi di rivolta alla corona di Spagna erano già avvenuti a Río de la Plata, Charchas, La Paz e Quito; tra il popolo nativo si diffuse quindi ancor più l'idea della necessità di una sovranità popolare libera dalla dipendenza europea, non avendo più la Spagna un governo legale ed essendo stato il re incarcerato..

Al servizio della Prima Repubblica (1810-1812)

Nel 1809 il ventiseienne Bolívar rientrò nella sua proprietà di Aragua, rifiutando apertamente di partecipare alla formazione della Giunta di governo del Venezuela; questo rifiuto fu motivato dalla convinzione del comandante che la costituenda giunta non avrebbe goduto dell'indipendenza necessaria per operare. La Giunta, costituita il 19 aprile 1810, pose Bolívar a capo di una delegazione incaricata di recarsi nel Regno Unito insieme con Andrés Bello e Antonio Lopez Mendez in cerca di sostegno e collaborazione. Dal Segretario di Stato per gli affari esteri Richard Wellesley ottenne l'amichevole neutralità britannica e rientrò in Venezuela il 5 dicembre dove, cinque giorni dopo, fece tornare il generale indipendentista Francisco de Miranda, già combattente nella Rivoluzione americana e nella Rivoluzione franceseHasta la Independencia Venezuelatuya.com..

Dichiarazione d'indipendenza Il Venezuela si ritrovò ben presto sconvolto dalla guerra civile: le province erano infatti divise tra coloro che riconoscevano l'autorità della nuova Giunta e coloro che rimanevano fedeli alla reggenza della Spagna. La situazione divenne ancor più tesa dopo che un congresso nella capitale riconobbe l'indipendenza del Venezuela il 5 luglio 1811, invitando il popolo alla ribellione contro gli spagnoli..

Il primo impiego militare attivo di Bolívar fu sotto il comando di Miranda, in veste di ufficiale, per sedare le rivolte realiste. Il 13 agosto le truppe agli ordini di Miranda sconfissero i ribelli di Valencia; Bolívar partecipò all'azione e, promosso sul campo colonnello, fu inviato ad annunciare la vittoria al governo di Caracas. Il 21 dicembre il governo fece approvare una costituzione, che Bolívar criticò perché copiata pedissequamente da quella degli Stati Uniti. Il terremoto del 26 marzo 1812 e la sconfitta dell'inesperto Bolívar per mano dei realisti a Puerto Cabello il 30 giugno portarono alla caduta della Prima Repubblica. Il 26 luglio il comandante militare della Giunta, Francisco de Miranda, si arrese, mettendo fine alla breve vita della Prima Repubblica..

La restaurazione realista Gli accordi della capitolazione della Repubblica, approvati dal generale spagnolo delle forze realiste Juan Domingo de Monteverde, ma mai firmati da Miranda, garantivano l'amnistia e il diritto di emigrazione a tutti i gerarchi repubblicani, se essi ne avessero fatto richiesta. Nonostante tutto, la grave confusione in cui versava il paese fece sì che nessuno avesse certezze riguardo al reale contenuto dell'accordo; pertanto Bolívar, sentendosi tradito, il 30 luglio catturò a tradimento Miranda insieme con altri comandanti militari, e lo consegnò alle autorità spagnole. In cambio ricevette un salvacondotto che egli utilizzò per imbarcarsi per Curaçao il 27 agosto..

L'esilio e la Seconda Repubblica (1812-1814) Campaña Admirable

A Curaçao Bolívar venne a sapere che Monteverde aveva infranto la promessa e, anziché garantire l'esilio ai repubblicani, aveva deciso di arrestarli e far confiscare i loro beni per contrastare il pesante deficit accumulato dal governo negli anni di guerra. Irritato da queste notizie, scelse di tornare a occuparsi della causa patriottica; nell'ottobre 1812 arrivò a Cartagena, città che l'anno precedente si era proclamata indipendente, unendosi con altre quattro province per formare le Province Unite di Nuova Granada.. Bolívar scrisse il Manifesto di Cartagena, apparso il 15 dicembre sui muri e divulgato di casa in casa, che conteneva l'analisi politica e militare della caduta della Prima Repubblica venezuelana, esortava la Nuova Granada a non commettere gli stessi errori e proponeva rimedi alle divisioni coloniali in favore dell'obiettivo comune dell'indipendenza. Poco dopo esortò il governo alla riconquista di Caracas, chiese e ottenne di prestare servizio come ufficiale nelle truppe del Governo di Cartagena, con le quali risollevò il suo prestigio, combattendo i realisti neo-granadini in diverse città lungo la frontiera con il Venezuela; il 28 febbraio 1813 ottenne una grande vittoria contro gli spagnoli a Cúcuta. Le brillanti vittorie culminarono con l'agognata riconquista di Caracas, nella quale Bolívar entrò il 6 agosto 1813; due giorni dopo veniva ripristinata ufficialmente la repubblica. I successi militari gli fruttarono la cittadinanza neo-granadina e il rango di brigadiere, oltre alla fedeltà e all'ammirazione degli ufficiali neo-granadini..

Restaurazione della repubblica e successiva caduta L'ingresso di Bolívar a Caracas fu accompagnato dal tripudio della folla, da cui il soprannome El Libertador con cui tuttora viene ricordato. Monteverde era diventato assai impopolare per non aver mantenuto nessuna delle promesse fatte in sede di armistizio. Inoltre il suo governo fu caratterizzato dalle atrocità commesse dalle sue truppe, abituate a torturare e uccidere civili anche se solo sospettati di aver collaborato con le forze repubblicane.

Tuttavia Bolívar non poteva contare sull'appoggio degli aristocratici, in quanto la maggior parte di essi aveva ormai abbandonato l'idea dell'indipendenza a causa del rapido tracollo della Prima Repubblica e delle ripercussioni subìte. Inoltre molti rimproveravano a Bolívar di essersi unilateralmente posto a capo di una giunta militare, senza garantire libere elezioni.

La Seconda Repubblica ebbe egualmente vita breve, poiché fallì nel convincere gli strati sociali più bassi della popolazione. Infatti, mentre a Caracas veniva acclamato, nelle regioni interne la parte rurale della popolazione, formata dai cosiddetti Llaneros, ovvero gli abitanti dei Los llanos, particolarmente celebri in quegli anni per la loro velocità di spostamento e la loro ferocia in combattimento, si schierò contro il governo.. Il generale realista Juan Manuel Cajigal approfittò della situazione per invadere il paese, portando dalla sua parte i Llaneros grazie a José Tomás Boves, che sconfisse due volte Bolívar, infliggendo numerose perdite al suo esercito e costringendolo ad abbandonare Caracas, da lui conquistata il 16 luglio 1814..

Simón Bolívar e i suoi uomini si rifugiarono a oriente, ricongiungendosi a quelli di Santiago Mariño, ma, in netta inferiorità numerica, furono nuovamente sconfitti ad Aragua de Barcelona il 17 agosto 1814. Bolívar, salvatosi miracolosamente nella battaglia, fu arrestato insieme con Mariño dai due comandanti repubblicani e suoi subordinati José Félix Ribas e Manuel Piar, poiché considerati disertori, visto che avevano abbandonato la terraferma per dirigersi a Isla Margarita a bordo di una nave del corsaro italiano Giovanni Bianchi, al servizio dei repubblicani. Nei confusi eventi successivi riuscì comunque a espatriare assieme a Mariño e l'8 settembre i due, dopo aver lasciato il Venezuela, arrivarono a Cartagena, nuovamente in esilio nelle Province Unite di Nuova Granada. Il destino punirà Ribas per quel gesto: nonostante la morte di Boves nella battaglia di Urica, il suo esercito venne sconfitto e presto cadde nelle mani dell'esercito realista che per rappresaglia, lo fucilò, friggendone la testa nell'olio ed esponendola poi all'entrata di Caracas..

Secondo esilio nei Caraibi (1814-1816) Difesa e partenza da Nuova Granada