Può essere considerata come una delle maggiori cantanti liriche della storia e, insieme a Rosmunda Pisaroni, come il maggior contralto rossiniano dell'Ottocento.Caruselli, I, p. 297. Secondo Rosenthal e Warrack, «è da considerare uno dei massimi contralto nella storia dell'opera» (I, p. 13).

Biografia I primi anni in Italia NataPur avendo vissuto lontano dalla città natale non perdeva mai occasione di ricordarla. Quando lo zar di Russia la ebbe ospite la Alboni così si espresse: «Altezza Imperiale, sono nata in un luogo tutto circondato dal verde e che non si può scordare: Città di Castello.» da un funzionario della dogana pontificia, sesta di sette figli, si trasferì da bambina in diverse località dell'Umbria e della Romagna, per stabilirsi infine a Cesena. Secondo il racconto fatto dalla stessa Alboni, all'età di cinque anni, a Perugia, era stata portata ad assistere al Mosè di Rossini, ricevendone una tale impressione da imparare a cantare immediatamente, e poi ripetere per anni, nelle riunioni di famiglia, la grande preghiera degli Ebrei, Dal tuo stellato soglio.

Pur avendo dimostrato fin dall'inizio di essere portata per il canto, la piccola Marietta dovette vincere l'ostilità dei genitori nei confronti dell'ipotesi di intraprenderne seriamente lo studio, ma trovò l'appoggio determinante del fratello maggiore Leopoldo. Questi, che sapeva qualcosa di musica, le insegnò di nascosto, insieme ad un amico, i primi rudimenti della materia, e soprattutto la fece iscrivere ad una società di mutuo soccorso per esordienti, che estraeva annualmente a sorte un premio di cento lire destinato ad uno dei soci. La piccola Marietta ebbe il colpo di fortuna di essere la vincitrice, praticamente all'indomani della sua iscrizione, e, con la somma ora a sua disposizione, il fratello riuscì a indurre il padre, "e non senza qualche fatica", ad acquistarle una spinetta e a farle prendere lezioni di canto presso il maestro di cappella della cattedrale, Antonio Bagioli.

Visti i progressi rapidamente compiuti dalla bambina, nel 1839, grazie all'incasso di un concerto sponsorizzato dal Bagioli e organizzato dal fratello, fu possibile raccogliere il denaro necessario per farle presentare richiesta di ammissione al Liceo Musicale di Bologna, di cui era appena divenuto "consulente perpetuo onorario" (per essere presto promosso direttore) Gioachino Rossini, in persona. In questa sua posizione, il grande compositore tenne praticamente a battesimo la giovane Alboni, iniziando quel rapporto reciproco di profonda stima e amicizia che sarebbe durato per tutta la loro vita. La sottopose personalmente al test di ammissione, ma, probabilmente a causa dei suoi consueti problemi nervosi, cacciò sul momento la bambina dicendo che urlava come una vinaia. Sennonché, dopo lo scatto, procurato probabilmente dall'imperizia della piccola nella gestione della voce, confessò alla "signorina Pélissier" (allora sua convivente, e poi futura moglie) di aver "udito or ora la più bella voce di contralto" che avesse mai sentito in vita sua, e la fece ovviamente ammettere, con un trattamento didattico particolare, nella scuola.Del resto Rossini non fu mai prodigo di aperti elogi sul canto dell'Alboni, che però ebbe modo di ricordare: «A dire il vero Rossini, anche nei giorni della sua vecchiaia non ha mai fatto complimenti sul mio canto. Ma egli mi ha sempre mostrato il più grande rispetto e io non avevo bisogno dei suoi elogi per sapere quale fosse il suo giudizio su di me (...) E molto più tardi , a Parigi, quando egli dava le sue serate alla Chaussée d'Antin, ... egli non concedeva ad alcuno, quando cantavo alla sua presenza, di accompagnarmi al piano, e quando glielo facevo notare egli rispondeva vivacemente: «Io accompagno solo l'Alboni».

Ecco come egli mostrava la sua deferenza nei confronti della sua antica allieva del Liceo» (Pougin, pp.23-25). Non solo, ma quando il denaro raccolto con il concerto fu giunto alla fine e il padre dovette comunicare a Marietta che non aveva più fondi per mantenerla nel capoluogo emiliano, Rossini intervenne personalmente e convinse l'impresario del Teatro Comunale di Bologna ad ingaggiare la giovane studentessa per una tournée del suo Stabat mater nell'Italia settentrionaleNaturalmente fu Rossini stesso ad insegnarle la parte, e più tardi l'Alboni racconterà di aver continuato a cantarla per tutta la vita "con i cambiamenti che egli mi fece fare" (Pougin, 2001, p. 25). e a garantirle una paga mensile che la sollevò finalmente dalle sue angustie finanziarie. Dopo aver conseguito il diploma del conservatorio a sedici anni, con il primo premio di canto, il 3 ottobre 1842 Marietta Alboni poté così fare il suo esordio teatrale da comprimaria, a Bologna, con la parte di Climene nella Saffo di Giovanni Pacini, a cui fecero seguito, poco dopo, Maffio Orsini nella Lucrezia BorgiaL'opera fu data per la verità sotto il titolo (ad usum delphini) di Eustorgia da Romano, dove il personaggio di Orsini era ribattezzato Mario Oldini (Lelio Burgini, Cesena ha più dolci ricordi, in Pougin, 2001, p. 120; cfr. anche il libretto dell'edizione rappresentata a Bologna l'anno precedente, Eustorgia da Romano, tragedia lirica con prologo, e Caterina Howard, azione mimica in sei parti, da rappresentare nel Gran Teatro Comunitativo di Bologna, L'autunno del 1841, Bologna, Alla Volpe, s.d., accessibile come "ebook-gratis" in ). di Gaetano Donizetti e la première della Sibilla,Rappresentazione non riferita direttamente da Pougin, ma da Lelio Burgini nel già citato saggio Cesena ha più dolci ricordi, p. 120 (cfr. anche Casaglia ). opera del poco noto compositore parmense, Pietro Torrigiani (1810-1885).

L'interessamento di Rossini era però lungi dall'affievolirsi, e, "mentre ella faceva il suo modesto debutto a Bologna", l'influente compositore era entrato in trattative con Bartolomeo Merelli, direttore, all'epoca, sia della Scala di Milano che del Theater am Kärntnertor di Vienna, riuscendo ad ottenere per la giovane esordiente un ingaggio triennale di prim'ordine: il lauto contratto fu firmato dallo stesso Rossini, "come mandatario di Eustachio Alboni", padre di Marietta, che era ancora minorenne. Il suo debutto scaligero ebbe luogo, il 30 dicembre dello stesso anno 1842, come Neocle nella versione italiana dell'Assedio di Corinto,Pougin non indica il ruolo interpretato, ma si tratta sicuramente di quello di Neocle, trasposto per contralto nell'edizione italiana dell'opera (cfr. Pougin, 2001, p. 26, dove è riportata un'affermazione diretta dell'Alboni: neanche la cantante, per la verità, fa il nome preciso del personaggio, ma il suo ricordo del "bel costume di giovane Greco" che le avevano confezionato, è più che sufficiente ad individuare la parte; tale affermazione rende inaffidabile la risultanza riportata da Gherardo Casaglia secondo cui il ruolo eseguito sarebbe stato quello femminile minore di Ismene; cfr. anche a cui seguì, dopo soli otto giorni, di nuovo il ruolo di Maffio Orsini.

Entro la fine della stagione di carnevale 1844, la diciassettenne Alboni si era già esibita come Leonora nella Favorita,Per la precisione, sia l'opera nel suo insieme, sia di conseguenza il personaggio della protagonista, erano ridenominati, in questa versione italiana del capolavoro donizettiano, Elda (William Ashbrook, Favorite, La, in Sadie, II, p. 141). come Pierotto nella Linda di Chamounix e, tanto per gradire, aveva partecipato a tre prime assolute, L'ebrea di Pacini, l'Ildegonda di Marco Aurelio Marliani (1805-1849) e la Lara di Matteo Salvi.

Terminata la stagione invernale a Milano, Merelli inviò la giovane cantante a Vienna dove debuttò ancora come Pierotto, con grande apprezzamento da parte dello stesso Donizetti, all'epoca in servizio presso la corte asburgica, e, a partire da questo momento, ella continuò a fare la spola tra le due città, esibendosi anche in altre località dell'Italia settentrionale. Essendo una fanciulla, per di più ancora minorenne, l'Alboni viaggiava accompagnata da due dei suoi fratelli più anziani, Teresa e il già nominato Leopoldo.Fonte del presente paragrafo (se non diversamente indicato in nota): Pougin, 2001, cap. II.

La fama europea

La reputazione che l'Alboni ben presto si fece con queste sue prime apparizioni fu tale da indurre il direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo, Aleksandr Mikhailovich Gedeonov (1790-1867), a chiedere a Merelli la cessione della giovane cantante per la stagione 1844/45. Tale cessione fu concretizzata con soddisfazione dell'Alboni, sia sul piano economico, sia su quello artistico: nella capitale russa avrebbe trovato, tra le altre stelle del momento,Tra cui il precursore dei baritoni moderni Antonio Tamburini e l'ultima erede in attività della dinastia dei García, Pauline Viardot. il suo idolo Giovanni Battista Rubini, dal quale sperava di poter trarre insegnamenti utili. A San Pietroburgo l'Alboni aggiunse al suo repertorio il personaggio di Gondi della Maria di Rohan di Donizetti e soprattutto quello di Arsace della Semiramide di Rossini. Alla fine della stagione, di fronte al tentativo di Gedeonov di lesinare sui suoi compensi, la giovanissima cantante, estremamente suscettibile, ma anche consapevole delle sue possibilità, se ne andò letteralmente sbattendo la porta, e si ritrovò senza scrittura, insieme ai due fratelli poco più grandi lei, nell'estremo nord dell'Europa. «Seppur diciannovenne non esitò un sol momento a farsi impresario di se stessa, ciò significa intraprendere a sue spese, rischio e pericolo una grande tournée artistica, senza avere alcun piano, senza un preciso obiettivo, in pieno azzardo, in paesi che non conosceva e dove non aveva relazione alcuna. Darà concerti qui e là, spettacoli musicali in costume, recite in teatri, in città grandi e piccole, dovunque la spingerà l'occasione misurando tutte le grandi strade, andando a destra e a sinistra, prima a Praga, poi a Berlino, poi ad Amburgo e di nuovo a Berlino, raggiungendo infine, nell'apice dell'azzardo, la Polonia, l'Ungheria, l'Austria, il tutto in compagnia del fratello e della sorella, che non l'abbandonarono mai e finirono per essere, in qualche modo, come guardie del corpo».Pougin, 2001, p. 31.