Biografia

L'attività nella Resistenza Laureato in Lettere all'Università di Roma nel 1941, con il nome di battaglia Spartaco fu militante comunista e partecipò alla Resistenza romana nei Gruppi di Azione Patriottica (GAP), dirigendo una delle due reti dei GAP centrali che operavano nella città di Roma, a sua volta composta dai GAP "Antonio Gramsci" (comandante: Mario Fiorentini) e "Carlo Pisacane" (comandante: Rosario Bentivegna). Nel marzo 1944 fu tra gli organizzatori dell'attentato di via Rasella, eseguito da una dozzina di partigiani dei due gruppi sotto il suo comandoIntervista a Rosario Bentivegna..

Alla fine di aprile del 1944 Carlo Salinari fu catturato dai fascisti della banda Koch, a seguito di una delazione del gappista Guglielmo Blasi che, arrestato durante un furto, si era messo al servizio di Koch (oltre a Salinari, le delazioni di Blasi condussero alla cattura di Franco Calamandrei, Raul Falcioni, Duilio Grigioni, Luigi Pintor e Silvio Serra). Koch consegnò Salinari ai tedeschi il 25 maggio, ma probabilmente - e per ragioni mai chiarite - omise di avvertirli del ruolo che lo stesso Salinari aveva avuto nell'azione di via RasellaSecondo lo storico Gabriele Ranzato, il silenzio di Koch con i tedeschi è privo di spiegazioni esaurienti. Ranzato comunque esclude la possibilità di «un qualche patto di scambio» fra i comunisti e Pietro Koch, e scrive che «non è neppure molto credibile che egli potesse aver stretto un accordo più circoscritto con il PC romano, riguardante, vista l'imminenza della conquista alleata di Roma, la sua possibilità di lasciare la città indisturbato con la sua banda in cambio della salvezza dei gappisti suoi prigionieri». Sempre secondo Ranzato, una «pura ipotesi, che può presentare qualche consistenza solo per analogia, è che il silenzio di Koch sia stato comprato. È provato infatti che molti uomini della sua banda furono rapaci predatori e ricattatori, e anche lui stesso dovette ricavare somme consistenti da estorsioni e malversazioni». Cfr. . Salinari rimase prigioniero dei tedeschi in via Tasso fino alla liberazione di Roma. Per la sua attività partigiana egli fu decorato al valor militare con due medaglie d'argento.

Suo fratello Giambattista fu anch'esso uno studioso di Lettere e un partigiano.

L'attività politica e letteraria Salinari insegnò nelle Università di Palermo, di Cagliari dove fu anche preside della Facoltà di Magistero, di Milano, di Salerno e di Roma "La Sapienza", dove nel 1977 fu preside della Facoltà di Lettere. Responsabile della Sezione culturale del Partito comunista, nel 1954 fondò con Antonello Trombadori la rivista "Il Contemporaneo" e presto si allontanò dall'estetica crociana per avvicinarsi a quella marxista. Fu severamente critico nei confronti di Ragazzi di vita di Pier Paolo PasoliniP. Friedrich, Pier Paolo Pasolini, Twayne, Boston, 1982, pag. 14, benché convinto assertore del neorealismo, e scrisse in proposito numerosi saggi e articoli che verranno in parte raccolti nei volumi La questione del realismo (1960) e Preludio e fine del realismo in Italia (1967).

Studioso del decadentismo, compì numerosi studi su D'Annunzio, Pascoli, Fogazzaro e Pirandello. Fra le sue numerose opere, si ricordano Miti e coscienza del decadentismo italiano (1960), Storia popolare della letteratura italiana (1962) e commenti al Decamerone di Boccaccio (1963), a Boccaccio, a Manzoni, a Pirandello.

È stato direttore della rivista il Calendario del Popolo dal 1966 al 1977.

Omaggi A Carlo Salinari è cointitolato l'Istituto Comprensivo di Montescaglioso, sua città natale.

Onorificenze

Note

Bibliografia

Voci correlate Gruppi di azione patriottica Attentato di via Rasella Pier Paolo Pasolini il Calendario del Popolo

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