La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia (SAB-LOM) è una delle 16 Soprintendenze istituite dal Ministero della cultura. Prima di assumere questa denominazione era definita Soprintendenza archivistica della Lombardia, ma con il decreto ministeriale 44, del 23 gennaio 2016Dlgs 23 gen. 2016, n. 44. (in https://storico.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_546837017.html ), le sono stati attribuiti compiti e funzioni della Soprintendenza ai beni librari della regione Lombardia, modificandone la denominazione.
L'attuale sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia è a Milano, in via Senato 10, presso il Palazzo del Senato, ex collegio elvetico, in cui ha sede anche l'Archivio di Stato di Milano.
Le principali funzioni della Soprintendenza sono tutela e vigilanza su archivi appartenenti ad enti pubblici territoriali e non territoriali, su archivi privati o singoli documenti di proprietà privata aventi particolare interesse culturale, infine beni bibliografici non statali situati nel territorio di competenza. Oltre queste funzioni, si occupa anche di promozione e valorizzazione sui beni vigilati.
Sede La sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia fu, dagli anni cinquanta del 1900, in Palazzo del Senato, ex collegio elvetico fondato nel 1579 da Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, con lo scopo di creare un centro per la formazione del clero secolare elvetico. L'edificio ha una lunga storia e vede l'inizio dei lavori nel 1608, con il cardinale e arcivescovo di Milano Federico Borromeo. La struttura subì moltissimi interventi tra il 1613 e il 1865, anno in cui venne adibita a sede per l'Archivio di Stato di Milano. Inizialmente l'Archivio di Stato condivise tali spazi con altre istituzioni, divenendo esclusivo nel 1886. Solo a seguito del restauro dovuto ai danni provocati dalla Seconda Guerra Mondiale, il palazzo poté accogliere gli uffici della Soprintendenza archivistica della Lombardia.
Dal luglio 2003 al giugno 2015, la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia ebbe sede in Palazzo Litta, situato in Corso Magenta, struttura emblematica per il periodo barocco a Milano. Attualmente questo luogo ospita il Segretario regionale del MiC per la Lombardia, il Polo Museale Regionale della Lombardia e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano.
Dal giugno 2015 la Soprintendenza archivistica tornò nella sede di Palazzo del Senato, nell'omonima via.
I Soprintendenti dal 1975
Giovanni Praticò, 1975 - 1978; Ugo Fiorina, 1978 - 1979; Giuseppe Scarazzini, 9 maggio 1979 - febbraio 1990; Andreina Bazzi, 1990 - aprile 2001; Marina Messina, 2001 - agosto 2009; Maurizio Savoja, 2009 - 2018; Annalisa Rossi, giugno 2018 - oggi.
Funzioni e compiti
Tutela e vigilanza Tutela e vigilanza sono le primarie funzioni che la Soprintendenza archivistica e bibliografica esercita in ambito regionale su complessi documentari e librari di grande varietà, aventi interesse storico ed in particolare su archivi e biblioteche.
Di enti pubblici territoriali, ossia:
regioni; province; comuni.
Di enti pubblici non territoriali, quali:
istituzioni scolastiche e università; aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere; INPS; INAIL; ACI; Banca d'Italia; agenzia delle entrate.
Per quanto riguarda i documenti di enti privati, deve essere stata effettuata la dichiarazione di interesse culturale, ai sensi del decreto legislativo 42, articolo 13Dgls 22 gen. 2004, n.42, art. 13: Dichiarazione dell’interesse culturale La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dell’interesse richiesto dall’articolo 10, comma 3. La dichiarazione non è richiesta per i beni di cui all’articolo 10, comma 2. Tali beni rimangono sottoposti a tutela anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica. (in https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/04042dl.htm ), affinché diventino beni culturali, ai sensi del decreto legislativo 42, articolo 10Dgls 22 gen. 2004, n.42, art. 10: Beni culturali Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Sono inoltre beni culturali: a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico; b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico; c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall’articolo 13: a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1; b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono interesse storico particolarmente importante; c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale interesse culturale; d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose; e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti, che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a): a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà; b) le cose di interesse numismatico; c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici, aventi carattere di rarità e di pregio; d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarità e di pregio; e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi carattere di rarità e di pregio; f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico; g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico; h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico; i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico od etnoantropologico; l) le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni. (in https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/04042dl.htm ).
Valorizzazione In coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 7Dgls 22 gen. 2004, n.42, art. 7 Funzioni e compiti in materia di valorizzazione del patrimonio culturale Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali principi le regioni esercitano la propria potestà legislativa. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l’armonizzazione e l’integrazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici. (in https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/04042dl.htm ), la funzione di valorizzazione si realizza su beni pubblici, operata dal Ministero, dalle regioni e dagli altri enti pubblici territoriali, secondo principi di coordinamento, armonizzazione ed integrazione delle attività relative.
Come progetti di valorizzazione, la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, sulla base di accordi o per propria iniziativa, si occupa di censire, riordinare e inventariare archivi pubblici e privati della regione, aventi particolare interesse storico, quali archivi di teatri, di architettura, d'impresa e di psicologia.
Intese e accordi Secondo un accordo tra il Ministero della Cultura e la Conferenza Episcopale Italiana del 18 aprile 2000DPR 16 mag. 2000, n. 189 in riferimento alla Conferenza Episcopale italiana del 18 aprile 2000. (in https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2000-07-10&atto.codiceRedazionale=000G0238&elenco30giorni=false), la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia si occupa di tutela e salvaguardia degli archivi e delle biblioteche degli enti ecclesiastici, ossia vescovili, capitolari e parrocchiali.
Procedimenti Come chiarito sul sito ufficiale della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, i procedimenti sono:
Dichiarazione di interesse storico; Scarto di beni archivistici e librari; Spostamento e trasferimento; Comodato, deposito e donazione; Prestito per mostre ed esposizioni; Restauro; Alienazione ed esportazione di beni archivistici e librari; Autorizzazione ai progetti.
Struttura La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia presenta tale struttura:
Direzione; Ufficio per le relazioni con il pubblico; Attività di vigilanza per area geografica; Coordinamento attività di vigilanza su particolari tipologie di archivi e coordinamento particolari tipologie di procedimento; Attività relative a beni librari, biblioteche pubbliche, ecclesiastiche e private; Mercato antiquario e Ufficio Esportazione; Uffici e servizi; Ispettore onorario.
Attività di valorizzazione La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia, compatibilmente con le risorse finanziarie, promuove, indipendentemente o tramite accordi con altre istituzioni, dei progetti legati al riordino, al censimento e all’inventariazione di archivi pubblici e privati, situati nella regione di azione, intendendo un senso di valorizzazione degli stessi.
Archivi dei teatri