La provincia di Belluno è una provincia italiana del Veneto di abitanti, con capoluogo Belluno.

Il territorio, amministrativamente il più vasto della regione, è totalmente montano e si estende per nel settore delle Alpi Sud-orientali.

Secondo l'indagine annuale de Il Sole 24 Ore, la provincia di Belluno si è classificata al primo posto fra le province italiane per qualità della vita nel 2017, replicando il primato del 2009 e migliorando altresì le posizioni del 2008 e 2007 che la avevano vista comunque al secondo e quarto posto.

Geografia fisica

Posta nella parte settentrionale della regione, la provincia, estesa ed interamente montana con le sue valli alpine tra Dolomiti, Alpi Carniche e Prealpi Venete, si suddivide in nove regioni storico-geografiche:

Agordino, corrispondente all'alto e medio bacino del torrente Cordevole escluso Fodom; Livinallongo e Colle, corrispondente ai comuni di Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia; Alpago, corrispondente al bacino del torrente Tesa e gravitante attorno al lago di Santa Croce; Ampezzo, comprendente il comune di Cortina d'Ampezzo; Cadore, corrispondente alla valle del Boite (con l'eccezione d'Ampezzo), la val d'Ansiei e parte dell'alto bacino del Piave; Comelico, estremo nord del Cadore, corrispondente all'alta valle del Piave (con l'eccezione di Sappada) e alla valle del torrente Padola; Feltrino, territorio compreso tra il Piave e il torrente Cismon; Bellunese (in senso stretto) coincidente con la valle del Piave da Castellavazzo fino a Lentiai (in sinistra Piave) e Sedico (in destra Piave); Zoldo, identificabile con la valle percorsa dal torrente Maè.

Confini La provincia di Belluno confina a nord con l'Austria (Tirolo e, per pochi chilometri, Carinzia), a est con il Friuli-Venezia Giulia (ex province di Udine e Pordenone), a sud con le province venete di Treviso e Vicenza, a ovest con il Trentino-Alto Adige (province di Trento e Bolzano). Ad eccezione dei settori sudoccidentale e centro-orientale, i confini amministrativi sono in larga parte coincidenti con quelli del bacino del Piave.

Orografia Gran parte della provincia è occupata dalle Dolomiti, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, con le vette delle Tofane, delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Pelmo, del Monte Civetta, della Moiazza, del monte Antelao, del Cristallo, del gruppo delle Marmarole, del Sorapis, dei Cadini di Misurina, della Croda Rossa d'Ampezzo, del Sella della Marmolada e delle Pale di San Martino (queste ultime tre al confine con il Trentino-Alto Adige).

Nella parte più meridionale sorge la catena delle Prealpi bellunesi con il Col Visentin, il monte Cesen, il Monte Grappa, il Col Nudo. Nella parte meridionale della provincia si estende la Valbelluna, la valle più ampia e maggiormente abitata della provincia in cui sorge anche il capoluogo e sulla quale si stagliano, a sud a ed est, le citate Prealpi Bellunesi e, a nord, le prime vette dolomitiche del Gruppo della Schiara, ricomprese nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Di seguito vengono elencate le principali cime oltre i 3000 m s.l.m., limitandosi nel caso di più cime appartenenti allo stesso gruppo alla cima più elevata.

CimaQuota (m s.l.m.)Gruppo Punta Penia 3348 Marmolada Antelao 3264 Antelao Tofana di Mezzo 3244 Tofane Cristallo 3221 Cristallo Civetta 3220 Civetta Punta Sorapiss 3205 Sorapiss Vezzana 3192 Pale di San Martino Pelmo 3168 Pelmo Piz Boè 3152 Sella Croda Rossa d'Ampezzo 3146 Croda Rossa d'Ampezzo Croda dei Toni 3094 Croda dei Toni Cima Undici 3092 Popera

Passi e valichi In virtù della conformazione montana, numerosi sono i passi e i valichi che permettono i collegamenti tra il bellunese e le province confinanti oppure interni. Nel settore settentrionale i collegamenti con la provincia di Bolzano sono garantiti dai passi Campolongo, Valparola (nell'Agordino), Cimabanche (Ampezzo) e Monte Croce di Comelico (Comelico); ad est quelli con la provincia di Udine dai valichi di Cima Sappada (sito in territorio friulano a seguito del passaggio del comune di Sappada al Friuli-Venezia Giulia), Forcella Lavardet e passo della Mauria mentre per raggiungere il pordenonese attraverso la Valcellina è necessario percorrere il passo di Sant'Osvaldo, sito però in territorio friulano. A sud, la Sella di Fadalto e il passo di San Boldo ed il Passo di Praderadego, poco conosciuto, raggiungibile salendo da Gus e svoltando a destra una volta arrivati a Carve, garantiscono i collegamenti con il trevigiano e la pianura veneta (vi sono però anche collegamenti attraverso la valle del Piave privi di valichi). Ad ovest i passi Valles, San Pellegrino (situato però in provincia di Trento), Pordoi e Fedaia consentono di raggiungere il Trentino.

All'interno della provincia rivestono importanza i passi Giau e Falzarego (tra Ampezzo e Agordino), Duran e Staulanza (tra Agordino e Zoldo), Cibiana (tra Zoldo e Cadore), Forcella Aurine (interna all'Agordino) e Tre Croci (tra Cadore e Ampezzo). Alcuni dei passi citati, situati nella parte settentrionale della provincia, superano i 2000 m s.l.m.: PassoAltezza (m s.l.m.)Collegamento Passo Pordoi 2239 Arabba (Livinallongo del Col di Lana), Canazei Passo di Giau 2232 Cortina d'Ampezzo, Selva di Cadore Passo di Valparola 2192 Passo di Falzarego, Alta Badia Passo di Falzarego 2117 Livinallongo del Col di Lana, Cortina d'Ampezzo Passo Fedaia 2057 Rocca Pietore, Canazei Passo Valles 2032 Falcade, Predazzo

Idrografia La provincia ricade per la maggior parte (92,8%)Scheda del fiume Piave sul sito dell'ADBVE. nel bacino del Piave: dei 63 comuni, solo 3 (Arsiè, Fonzaso e Lamon, appartenenti al bacino del Brenta) non ricadono almeno parzialmente in tale area. La rimanente parte della provincia si estende parzialmente anche sui bacini di Adige, Livenza e Tagliamento.

Il Piave è il principale corso d'acqua che attraversa la provincia, sia per portata, ampiezza di bacino e lunghezza, sia per la rilevanza economica che il fiume ha avuto nel corso dei secoli per le popolazioni rivierasche. Altri corsi d'acqua importanti sono, ordinati secondo la portata media, il Cordevole, il Boite, l'Ansiei e il Maè, tutti tributari del Piave. A questi va aggiunto il Cismon, che attraversa il Feltrino e confluisce poi nel Brenta.

Numerosi sono anche i laghi, sia naturali che artificiali (questi ultimi realizzati tutti prima del 1963, anno in cui la strage del Vajont bloccò i programmi per la costruzione di nuovi impianti). Tra i laghi naturali figurano quello di Misurina, Alleghe e Santa Croce (questi ultimi due sono di origine naturale, ma in seguito sono stati chiusi da dighe artificiali per permettere il controllo del deflusso e aumentarne la capacità d'invaso); tra i laghi artificiali vi sono quelli di Auronzo, del Centro Cadore, di Fedaia, del Mis, della Stua e del Corlo.

Clima

Rete di monitoraggio La rete di rilevazione delle grandezze meteorologiche nella provincia di Belluno è composta da 50 stazioni meteorologiche automatiche gestite dall'ARPA Veneto che inviano i dati ai centri di Teolo e Belluno. A questa rete va aggiunta la rete nivometeorologica, che consta di 10 stazioni che trasmettono i dati al centro di Arabba. Vi è infine un progetto, che coinvolge l'ARPA Veneto ed altri enti ed associazioni amatoriali, che effettua il monitoraggio di numerose doline del Triveneto: è nell'ambito di questo progetto che nel dicembre 2010, nelle Pale di San Martino è stata registrata la temperatura minima registrata in Italia di -48,3 °C. A queste si affianca una fitta rete di stazioni meteorologiche amatoriali.sito dell'ARPA Veneto

Descrizione climatica Classificazione climatica Dei 60 comuni della provincia, 59 ricadono in zona F, mentre Borgo Valbelluna appartiene alla zona E. Il comune con il valore più elevato di gradi giorno è Zoppè di Cadore (4891) mentre quello con il valore minimo è Borgo Valbelluna (2879).sito dell'ARPA Veneto

Temperatura La provincia di Belluno presenta, in virtù della conformazione orografica, caratteristiche climatiche assai diverse da zona a zona. Per quanto riguarda le temperature, viene di seguito fatta una distinzione in base alla quota.sito dell'ARPA Veneto Fondovalle, fino a 700 m s.l.m. In queste aree il clima è meno rigido rispetto alle zone prettamente montane, segnando il passaggio da quello oceanico (Cfb) a quello continentale umido (Dfb). . Nella stagione invernale le temperature minime vanno regolarmente sotto zero mentre i giorni di ghiaccio non sono molto frequenti e solitamente concentrati a gennaio e febbraio. In estate, specialmente nei fondovalle, le temperature possono superare i 30 °C, mentre la media delle massime è compresa tra i 24 e i 28 °C delle zone più calde (bassa Valbelluna, Feltrino e Longaronese). Valli interne, da 700 a 1500 m s.l.m. In queste zone il clima è continentale umido (Dfb). Gli inverni sono piuttosto rigidi, localmente anche a quote inferiori ai 1000 m s.l.m. (come ad esempio Santo Stefano di Cadore), con temperature medie minime nei mesi più freddi che possono raggiungere i -10 °C; la media minima scende sotto lo zero da novembre a marzo (localmente aprile, come Sappada). In estate le medie massime oscillano tra i 19 e i 24 °C e le giornate di calura si registrano solo nelle stazioni alle quote più basse. Valli tra 1500 e 1900 m s.l.m. In questi territori il clima è continentale freddo (Dfc). Gli inverni sono lunghi, con precipitazioni nevose che possono avvenire da settembre a maggio. Nei mesi invernali sono frequenti le giornate di ghiaccio, le temperature medie minime annuali possono essere inferiori a 0 °C. Le estati sono brevi, con possibili giorni di ghiaccio anche in giugno e agosto; la temperatura media minima è compresa tra 7 e 10 °C, mentre la massima oscilla a seconda delle zone da 16 a 20 °C. Alta montagna. Sopra i 1900 m s.l.m. c'è il clima freddo della tundra di altitudine (ET); ad eccezione delle attività turistiche localizzate in corrispondenza dei principali passi, non vi sono più insediamenti abitati permanentemente. Gli inverni sono lunghi e con temperature medie massime inferiori a 0 °C da dicembre a febbraio-marzo. Le estati sono fresche, con temperature notturne che a 1900–2200 m s.l.m. sono comprese tra 6 e 8,5 °C e che, oltre i 3000 m, possono essere inferiori allo 0; la media delle massime difficilmente supera i 15 °C alle quote più basse mentre non supera i 5 alle quote più elevate.

Valutando la medie annuale, le escursioni termiche sono più marcate nelle valli (10-12 °C) che in quota (6-7 °C) e nella stagione calda che in quella fredda. A livello di microclima, è possibile trovare località con valori estremi delle temperature minimi molto bassi se rapportati alla quota: ad esempio, nel 2005, vennero registrati -35 °C in Cansiglio (loc. Valmenera, ad quota di circa 900 m s.l.m.) in tali ambiti si registrano escursioni termiche molto ampie, con variazioni di temperatura repentine in pochi minuti.

Precipitazioni Le precipitazioni, in accordo con il regime caratteristico delle Alpi, sono piuttosto scarse nel periodo invernale e più abbondanti nel periodo estivo, con un massimo autunnale meno marcato nel settore nordoccidentale. A livello di provincia, le precipitazioni risultano più abbondanti nel settore prealpino (Feltrino, Alpago) con accumuli annuali che raggiungono i 1600–1800 mm e con massimi mensili tra ottobre e novembre di 200–250 mm. Spostandosi verso nord gli accumuli scendono a 1300 mm, con punte minime tra Ampezzano e alto Agordino inferiori ai 1100 mm. I giorni di pioggia sono compresi ovunque tra 105 e 115 per anno.sito dell'ARPA Veneto

Storia

Protostoria