Indagine sulla parapsicologia è stato un programma televisivo in cinque puntate, ideato, realizzato e condotto da Piero Angela e trasmesso su Rete 1 dal 1° al 29 aprile 1978. Dalla serie venne poi tratto lo stesso anno un libro, Viaggio nel mondo del paranormale, e ispirò la fondazione del CICAP nel 1989.
Produzione
L'inchiesta venne ideata e prodotta in un periodo nel quale l'interesse dell'opinione pubblica per il paranormale era particolarmente acceso e la parapsicologia era considerata una disciplina sul punto di dimostrare la propria credibilità. Il lavoro di indagine e di verifica intrapreso da Angela ritenne di metterne in luce la mancanza di riscontri scientifici. Il lavoro di ricerca di Angela durò oltre un anno nel quale egli intervistò personalmente scienziati e ricercatori che si occupavano di parapsicologia come Joseph B. Rhine, Russell Targ, Harold Puthoff, Martin Johnson (direttore del laboratorio di parapsicologia all'Università di Utrecht, in Olanda), Wilhelm Tenhaeff oltre che personalità della scienza critiche sull'argomento come Burrhus Skinner, Isaac Asimov, Paul Kurtz, Charles Edward M. Hansel e, in particolare, James Randi, un celebre prestigiatore che da tempo si dedicava a riconoscere presunti inganni e illusioni dei sedicenti parapsicologi come Uri Geller, noto per riuscire a piegare i cucchiaini, o Ted Serios, che affermava di riuscire a fotografare il proprio pensiero. Randi venne coinvolto nell'inchiesta per spiegare al pubblico, replicandoli, i trucchi di celebri medium lanciando inoltre una sfida mettendo in palio 10.000 dollari per chiunque riuscisse a dimostrare, in condizioni di controllo, una qualunque facoltà paranormale. In un successivo programma di Piero Angela, sempre realizzato insieme a James Randi, decine di sedicenti veggenti, medium, guaritori o altro avrebbero provato invano a dimostrare le proprie presunte facoltà paranormali.
Nel 1989 l'inchiesta venne ritrasmessa, ampliata a sette puntate, all'interno del programma Il mondo di Quark, con il titolo Indagine critica sulla parapsicologia.
A pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa di Piero Angela, la Rai ha reso disponibili su RaiPlay i cinque episodi originali del 1978.
Accoglienza e critiche L'inchiesta venne trasmessa la prima volta in seconda serata (intorno alle 22:00), ottenendo circa sei milioni di telespettatori.
Gianni Rodari su Paese Sera scrisse: «Si parla di cose lette, sentite dire, osservate altrove o da altri. Nessuno mostra mai niente in diretta... Il giorno in cui la parapsicologia potrà mostrare dei fatti certi e indiscutibili, gli addetti ai lavori avranno diritto di sgridarci se in loro presenza non riusciremo a restare seri. Fino a quel giorno, Piero Angela ha non solo il diritto, ma il dovere addirittura di essere più incredulo di San Tommaso e più galileiano di Galileo».
Emilio Servadio invece, una delle principali autorità nel campo della parapsicologia in Italia, criticò duramente la trasmissione, ritenendo assurdo che la disciplina venisse contestata da un giornalista televisivo, nonché da vari scienziati suppure autorevoli nei propri settori, ma del tutto ignoranti sulla reale ricerca internazionale sui fenomeni paranormali.«Io rispetto costoro quando discettano di materie per le quali hanno conseguito titoli accademici: ma che un fisico in cattedra, o un astronomo, entri in merito alle manifestazioni di percezioni extrasensoriali o ai fenomeni di poltergeist senza averli studiati, è semplicemente inammissibile» (Emilio Servadio, da un'intervista di Renzo Allegri, La parapsicologia non è un quiz, sulla rivista Gente n. 17, 29 aprile 1978, pp. 44-48).
In ambito religioso, di fronte alle accuse che Piero Angela aveva rivolto anche ai miracoli o alle guarigioni di Lourdes, il gesuita Vittorio Marcozzi replicò sulla Civiltà Cattolica: «Piero Angela estende il suo scetticismo a tutti i fenomeni straordinari, e lo fa con una superficialità sconcertante. […] Egli divide, con una certa autosufficienza, gli uomini in "credenti" e "non credenti". I credenti sarebbero, in buon italiano, i creduli, perché vogliono credere e non perché i fatti esigono una spiegazione razionale. Egli si dichiara obiettivo, ma in realtà è scientista, […] esige la ripetizione del fenomeno per essere sicuro che è autentico. Ma ciò, se vale per alcuni settori della scienza, come la fisica, la chimica e la biologia, non è valido per altri settori, per esempio per alcuni fenomeni dell'astronomia e tutti i fatti psichici».
I parapsicologi Massimo Inardi e Giovanni Iannuzzo scrissero un saggio di contro-analisi per ribattere alle cinque puntate del documentario, sostenendo come l'inchiesta di Angela non fosse stata neutrale, ma basata su una tesi precostituita, che cercava esclusivamente le prove e i testimoni utili a dimostrare l'inesistenza del paranormale tra i ciarlatani e i finti medium, ai quali veniva ridotta l'intera categoria, o che presentava una visione fallimentare dell'opera dei laboratori, sebbene nonostante l'oggettiva difficoltà di comprovare certi fenomeni, vi fossero numerosi indizi e testimonianze su di essi impossibili da ignorare.
Angela aveva chiesto all’ufficio opinioni della RAI di condurre un'indagine statistica sui telespettatori prima e dopo aver visto la trasmissione al fine di verificare il livello di fiducia del pubblico nei confronti dei fenomeni come la telepatia o l'astrologia. Venne verificato che la credenza nei fenomeni paranormali si era dimezzata. Tempo dopo, tuttavia, il sondaggio venne ripetuto una terza volta, verificando che il livello di credenza era tornato ai livelli precedenti la trasmissione.
Note
Bibliografia
Voci correlate Quark (programma televisivo)
Collegamenti esterni