La traduzione della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza ha contribuito a diffondere nel mondo la letteratura per ragazzi. La dimensione internazionale che viene attribuita alla letteratura per l'infanzia e l'adolescenza e la funzione di apertura culturale che le viene attribuita spiegano l'importanza che acquisisce la traduzione in questo settore. Negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale, si fa strada l'idea che i libri che i libri per l'infanzia e l'adolescenza possano svolgere un ruolo importante nell'instaurazione di relazioni pacifiche tra i popoli. L’idea secondo la quale i libri rivolti a bambini e ragazzi possano permettere la scoperta di nuovi mondi e favorire così l'intesa tra i popoli è ben testimoniata da Paul Hazard, il quale, nel volume Les livres, les enfants et les hommes sottolinea che i libri destinati ai bambini permettono ai piccoli lettori di scoprire altre culture, alimentando la solidarietà tra i popoli, oltre le barriere naturali e le frontiere nazionali.

È su questi principi che si basa l’organizzazione internazionale IBBY. Fondata da Jella Lepman nel 1953 a Zurigo come International Understanding through Children’s Books, IBBY consta di sedi in 80 paesi del mondo, ed è promotrice di numerose iniziative che mirano a diffondere la letteratura per l'infanzia e per l'adolescenza nel mondo e a costruire ponti tra le nazioni. La più nota tra queste iniziative è rappresentata dal Premio Hans Christian Andersen, considerato il più prestigioso riconoscimento destinato ad autori ed illustratori di libri per bambini e ragazzi, tanto da essere denominato il “piccolo premio Nobel”. Tra le numerose attività promosse da IBBY si evidenziano anche iniziative relative all'accesso ai libri a bambini di paesi colpiti da guerre, calamità naturali, e povertà (IBBY Children in Crisis Fund), alla promozione della lettura tra bambini e ragazzi (IBBY-Asahi Reading Promotion Award), all'inclusione delle disabilità (Collection of Books for Young People with Disabilities), all'accoglienza (Silent Books), all'interculturalità (IBBY Honour List). IBBY Honour List in particolare, è un progetto che evidenzia la rilevanza della traduzione nella letteratura per l'infanzia e l'adolescenza: i libri ritenuti più adeguati per la loro potenzialità a favorire la comprensione tra diverse culture vengono proposti ad una pubblicazione internazionale attraverso la traduzione in più lingue. I libri giudicati annualmente migliori da tutti i paesi aderenti ad IBBY vengono accolti nella Biblioteca Internazionale della Gioventù di Monaco, considerata come la più importante biblioteca internazionale. La Biblioteca, fondata anch’essa da Jella Lepman, propone un altro importante premio per la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, il James Krüss Prize.

Se negli anni sessanta, anche grazie ad IBBY, emerse per la prima volta l'interesse accademico nei confronti della letteratura giovanile (l'Università di Padova figura tra gli atenei pionieristici nel proporre una disciplina specializzata), solo in tempi recenti essa raggiunge la piena legittimazione. Sostenuta dalla costante crescita editoriale, che la rende uno dei segmenti maggiormente redditizi, la letteratura per l'infanzia e l'adolescenza attira una sempre maggiore attenzione a livello internazionale. La traduzione di libri per l'infanzia e l'adolescenza beneficia di questa crescente attenzione: di fronte all'aumento delle traduzioni di libri per l'infanzia e l'adolescenza negli ultimi anni, un aumento che viene definito esponenziale, si moltiplicano le monografie dedicate alla traduzione per l'infanza e l'adolescenza, i numeri monografici in riviste di traduttologia, e i convegni internazionali che hanno come oggetto la traduzione di libri per l'infanzia e l'adolescenza.

Definizione di traduzione per l'infanzia e l'adolescenza Quando parliamo di traduzione di opere per l'infanzia e l'adolescenza, intendiamo la traduzione di opere che vengono definite come tali sulla base della prospettiva di chi le scrive, chi le pubblica o chi le legge. Solo in tempi recenti, essa ha assunto la valenza di un vero e proprio ambito traduttologico.

La traduzione della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza deve tener conto delle caratteristiche della letteratura da cui emana, ovvero:

la comunicazione asimmetrica che si presuppone tra l'adulto (emittente) e il destinatario (bambino); il doppio pubblico, che comprende sia i bambini nel loro ruolo di lettori e ascoltatori, sia gli adulti nel loro ruolo di consumatori, critici, mediatori e lettori (ad alta voce).. La presenza di questo duplice destinatario è particolarmente problematica per il traduttore. Diversi studiosi sostengono che il traduttore sia costretto a fare una scelta esclusiva a proposito del lettore a cui rivolgersi.

La relazione asimmetrica adulto-bambino interessa tutti gli adulti coinvolti nella produzione, distribuzione e ricezione della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza: autori, editori, redattori e specialisti di marketing, genitori, insegnanti e così via. Nelle prime traduzioni di libri per l'infanzia e l'adolescenza, si sono riscontrate varie forme di adattamento, spesso anonime. Gli adattamenti sono spesso di tipo culturale, in quanto vengono rimossi o sostituiti elementi specifici della cultura perché giudicati troppo difficili per i bambini, o semplicemente inadatti al giovane pubblico di riferimento. Ciò avviene per esempio con i realia, ma l'dattamento può anche riguardare temi tabù come la sessualità, la nudità, la violenza e la morte. Nel fare ciò, coloro che adattano il testo, esprimono (consapevolmente o meno) una specifica immagine del bambino, che deriva sia dal loro personale contesto situazionale, sia dal più ampio contesto culturale, ovvero sia dalla loro infanzia e dalle loro esperienze di vita con i bambini, sia dai valori che la loro società o gruppo sociale cerca di trasmettere alle giovani generazioni.. Katharina Reiss, linguista e traduttrice tedesca, ha individuato tre fattori come principali cause che spiegano il ricorrere dell'adattamento nella traduzione di libri per l'infanzia e l'adolescenza: la competenza linguistica imperfetta del giovane lettore, la sua conoscenza limitata del mondo e i tabù. L’adattamento può inoltre essere motivato dalla volontà di rendere il libro più appetibile all’acquisto da parte di un pubblico internazionale; può anche riflettere la volontà dell’adulto di educare il bambino.

Le pratiche di adattamento riducono l'incontro con la diversità e cambiano la relazione che i destinatari avrebbero potuto stabilire tra le storie lette e le culture di origine, come hanno dimostrato alcuni ricercatori come Kaniklidou e House che si sono focalizzati sull'ideologia e hanno riportato molti esempi di filtraggio culturale. Secondo Alvstad, la manipolazione ideologica, paragonabile all'idea di "purificazione" di Klingberg costituisce, sotto certi punti di vista, una forma di censura del testo originale, in quanto la traduzione può subire un adattamento tale da deformarne il contenuto. Secondo Shavit, il fatto che la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza non sia canonizzata come altri tipi di letteratura rende il traduttore più libero di adattare e di manipolare. Questo spiega che versioni abbreviate o modificate del testo originale siano più frequenti nei libri per l'infanzia e l'adolescenza.

Dagli anni duemila si rileva un'attenzione crescente allo studio della traduzione di testi destinati alla letteratura per l'infanzia e l'adolescenza in una prospettiva di genere. I primi approcci a tale tipo di traduzione nascono negli anni ottanta da un gruppo di teoriche femministe che creano una scuola canadese sulla traduzione femminista; gli anni duemila, tuttavia, costituiscono il periodo in cui vengono prodotti in misura sempre maggiore contributi sulla traduzione in una prospettiva di genere. Sebbene gli studi in questa direzione stiano aumentando, va sottolineato che non esiste ancora un approccio teorico definito per affrontare la questione. Come già evidenziato, le traduzioni apportano il più delle volte cambiamenti ai testi originali, per diverse motivazioni e necessità. In una prospettiva di genere, questi adattamenti risentono del condizionamento che viene dal contesto storico-sociale, oltre che dal pubblico di riferimento. Le manipolazioni dei testi possono allora interessare temi che sono solitamente considerati come controversi o come tabù., come la sessualità. La traduzione può ridimensionare o addirittura censurare tali tematiche. Concretamente tutto ciò si è potuto tradurre nel ricorso a strategie di vario tipo, compreso l'inserimento di commenti moraleggianti da parte del traduttore.

Storia della traduzione per l'infanzia e l'adolescenza Anni sessanta e settanta Intorno agli anni sessanta, i primi studi sulla letteratura per l'infanzia e l'adolescenza in traduzione riflettono la valenza interculturale che le viene attribuita, in un'ottica di apertura all'alterità come strumento per favorire la comprensione internazionale. Questo è l'obiettivo dichiarato del volume curato da Lisa Christina Persson nel 1962. La bibliotecaria americana Virginia Haviland sosteneva con passione che i libri di altri paesi rappresentassero un arricchimento significativo per i giovani lettori negli Stati Uniti. Nella stessa ottica di Persson, Richard Bamberger sottolineava l'importanza delle traduzioni come strumento a sostegno della comprensione internazionale, per il tramite di quella che configurava come una vera e propria letteratura mondiale, che avrebbe permesso ai bambini di godere degli stessi piaceri nella lettura e di coltivare e condividere ideali e speranze.. È in questo contesto che prende avvio una riflessione critica e accademica sulla traduzione della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza. Le teorie traduttive proposte in questo periodo seguono in larga parte il cosiddetto approccio "source-oriented". Questo orientamento vede la traduzione libera e l'adattazione del testo come pratiche non rispettose dell'identità del testo letterario e, conseguentemente, da evitare.

Anni ottanta Gli anni ottanta vedono crescere l'interesse dei traduttologi nei confronti della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza. Nel 1980, Gideon Toury pubblica In search of a theory of translation. In questo volumen si propone per la prima volta un approccio descrittivo alla traduzione letteraria della letteratura infantile e adolescenziale. Al saggio di Toury segue, nel 1981, un articolo della traduttologa Zohar Shavit, che inaugura più ufficialmente l'approcio descrittivo e "target-oriented" verso la letteratura dell'infanzia e dell'adolescenza. Secondo il pensiero di Shavit, il traduttore può e deve manipolare il testo di partenza, prestando particolare attenzione a ciò che egli pensa siano le competenze di lettura e la conoscenza del mondo del lettore e a ciò che egli ritiene giusto da un punto di vista morale. Si può osservare un evidente stacco dalla teoria "source-oriented" degi anni sessanta e settanta: in questo caso la traduzione inizia a essere regolata sulla basa delle norme della cultura di arrivo.

Accanto a Toury e Shavit si colloca anche la traduttologa tedesca Katharina Reiβ che pone l'accento su tre caratteristiche essenziali della letteratura dell'infanzia e adolescenza, fino ad allora non ancora ampiamente evidenziate. In primo luogo, Reiβ sottolinea come esista un'asimmetria di età nella relazione tra il traduttore e il destinatario, di cui il primo dovrà cercare di tenere conto. A seguire, la traduttologa fa luce sulla pressione che i mediatori del libro possono esercitare sul traduttore che, conseguentemente, potrebbe essere portato a modificare la traduzione. Infine, Reiβ fa riferimento alle conoscenze del mondo da parte del lettore: vista la giovane età queste non potranno che essere di natura limitata.