Pacific Ocean Areas (POA) fu la designazione data al comando supremo degli Alleati per la gestione delle operazioni belliche nel teatro dell'Oceano Pacifico della seconda guerra mondiale. Creato nell'aprile 1942 sotto il comando dell'ammiraglio Chester Nimitz, l'area di competenza del POA si estendeva su gran parte dell'Oceano Pacifico, dalle acque delle Isole Aleutine a nord a quelle della Nuova Zelanda a sud, e dalle coste del Giappone a ovest a quelle delle Hawaii a est; il comando era a sua volta suddiviso in tre sottocomandi responsabili per le operazioni nel Pacifico settentrionale, centrale e meridionale. Benché composto anche da contingenti provenienti da altri membri degli Alleati, la massima parte delle risorse belliche del comando era fornita dagli Stati Uniti d'America.

Il POA era complementare al comando alleato per il Pacifico sud-occidentale (South West Pacific Area o SWPA) sotto il generale statunitense Douglas MacArthur, responsabile per le operazioni in Australia, Arcipelago malese e Isole Salomone; la creazione di due comandi separati per il teatro bellico dell'Oceano Pacifico fu una decisione di compromesso, visto che né lo United States Army né la United States Navy erano disposti ad accettare un comando unificato affidato a un esponente della forza armata opposta. La cooperazione tra i due comandi, come pure i rapporti tra i comandi della US Navy e dello US Army in seno allo stesso POA, furono spesso una questione di attrito e discussione tra gli alti ufficiali degli Stati Uniti.

Tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943 il POA di Nimitz diresse le prime controffensive alleate nei confronti dell'Impero giapponese, come la campagna di Guadalcanal e la campagna delle isole Aleutine; a partire dalla fine del 1943, invece, le forze di Nimitz aprirono un fronte di conflitto con i giapponesi nel Pacifico centrale, portando vittoriosamente a termine la campagna delle isole Gilbert e Marshall e la campagna delle isole Marianne e Palau e avvicinandosi allo stesso Giappone. Le ultime operazioni videro l'appoggio alla liberazione delle Filippine a opera delle forze di MacArthur, l'occupazione delle isole Vulcano e Ryūkyū e l'avvio dei preparativi per l'invasione anfibia dello stesso Giappone. La resa del Giappone portò alla conclusione delle ostilità il 2 settembre 1945 e, di conseguenza, il POA fu sciolto.

Storia Le origini

Al momento dell'attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e dell'entrata degli Stati Uniti d'America nella seconda guerra mondiale non vi era nella regione dell'Oceano Pacifico alcun alto comando militare unificato, non solo per le forze degli Alleati nel loro complesso ma nemmeno per quanto riguardava le forze dei soli statunitensi. Le unità militari degli Stati Uniti facevano infatti capo a quattro comandi separati con quattro comandanti in capo diversi, divisi non solo sul piano geografico a seconda che fossero assegnati alle Filippine statunitensi o alle Hawaii ma anche con riferimento alla forza armata di appartenenza, fosse essa l'Esercito (United States Army) o la Marina (United States Navy): le forze di terra stanziate nelle Filippine (comprese le unità dell'aviazione dell'esercito, United States Army Air Forces o USAAF, all'epoca non ancora una forza armata autonoma) rispondevano agli ordini delle United States Army Forces in the Far East sotto il generale Douglas MacArthur, mentre quelle navali erano riunite nella United States Asiatic Fleet dell'ammiraglio Thomas C. Hart; nelle Hawaii invece le unità dell'Esercito rispondevano all'Hawaiian Department del generale Walter Short (sostituito, subito dopo l'attacco di Pearl Harbor, con il generale Delos Carleton Emmons), mentre la Marina aveva la propria United States Pacific Fleet sotto il controllo dell'ammiraglio Husband Kimmel (anch'egli rimpiazzato, all'indomani di Pearl Harbor, con l'ammiraglio Chester Nimitz). Ciascuno di questi quattro comandi era autonomo l'uno dall'altro, e per quanto la dottrina militare prebellica facesse spesso riferimento alla cooperazione congiunta nelle operazioni tra Esercito e Marina le due forze armate erano divise da gelosie e rivalità reciproche; la necessità di un comando congiunto era avvertita, ma nulla in tal senso era stato fatto negli anni precedenti la guerra per via di questa competizione.

Un primo tentativo di creare un comando unificato nel Pacifico si ebbe ai primi di gennaio 1942, quando i governi alleati acconsentirono alla creazione di un American-British-Dutch-Australian Command (ABDA Command) sotto il generale britannico Archibald Wavell con l'incarico di gestire tutte le forze degli Alleati (terrestri, aeree e navali) schierate a difesa dei possedimenti europei nella zona del Sud-est asiatico, divenuti il principale teatro dell'offensiva scatenata dall'Impero giapponese; poche settimane dopo, alla fine di gennaio, venne attivato l'ANZAC Area sotto l'ammiraglio statunitense Herbert F. Leary, un comando territoriale incaricato di proteggere con forze aeree e navali l'Australia orientale e la Nuova Zelanda nonché le rotte di comunicazione tra queste e gli Stati Uniti, minacciate dai primi attacchi giapponesi alla regione della Nuova Guinea e isole vicine. Questi comandi ebbero vita breve: le schiaccianti vittorie giapponesi nella campagna della Malesia e nella campagna delle Indie orientali olandesi decretarono il fallimento della missione dell'ABDA Command, formalmente sciolto da Wavell il 25 febbraio 1942; cosa dovesse succedergli era del resto già da giorni oggetto di discussioni tra i governi di Londra e Washington.

Britannici e statunitensi concordarono sul fatto che, con la conquista giapponese delle Indie orientali olandesi e della Malesia britannica, le forze degli Alleati erano state separate in due e che quindi occorressero due distinti comandi per la loro direzione: uno per la regione del Subcontinente indiano e uno per quella dell'Oceania. Tanto il presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt quanto il primo ministro britannico Winston Churchill concordarono sull'assegnare il primo comando alla responsabilità del Regno Unito e il secondo a quella degli Stati Uniti, decisione formalizzata poi il 24 marzo 1942 dal Combined Chiefs of Staff (il massimo organo di coordinamento militare anglo-statunitense); la linea di divisione partiva dalle coste dell'Indocina e correva attraverso lo stretto della Sonda, lasciando Sumatra e la terraferma asiatica ai britannici e il resto del Sud-est asiatico agli statunitensi..

Ancora prima che questa decisione venisse formalizzata, gli alti comandi militari statunitensi, riuniti nel Joint Chiefs of Staff (JCS), si erano impegnati in discussioni sull'organizzazione del comando statunitense per l'Oceano Pacifico; uno dei punti dirimenti della questione riguardava la scelta del o dei comandanti: Roosevelt aveva lasciato intendere la sua predilezione per la nomina di un unico comandante supremo di tutte le forze statunitensi nel teatro, soluzione condivisa da molti dei pianificatori ma rivelatasi impossibile da attuare. Il nodo riguardava il fatto che il primo candidato a una simile carica di comandante supremo non poteva che essere il generale MacArthur: ufficiale di grande esperienza e in precedenza capo di stato maggiore dell'Esercito, MacArthur godeva dell'appoggio incondizionato del presidente, dei vertici dell'US Army e dell'opinione pubblica tanto statunitense quanto australiana. La nomina di MacArthur era tuttavia unanimemente avversata dai vertici della Marina: la guerra nel Pacifico era considerata fondamentalmente una questione di primario interesse navale e anfibio, e gli alti comandi della US Navy non avevano alcuna intenzione di subordinare il controllo delle loro flotte a un ufficiale dell'Esercito; il timore era che MacArthur, dotato di una concezione limitata riguardo all'uso delle forze navali e aeree, le avrebbe impiegate in maniera scorretta e al di fuori delle loro funzioni. Il candidato della Marina per la carica di comandante supremo, ovvero l'ammiraglio Nimitz, non era tuttavia sufficiente forte per poter prevalere: all'inizio del 1942 Nimitz era ancora una personalità relativamente sconosciuta, non ancora dotata della popolarità e del prestigio che avrebbe accumulato nel corso della guerra, ed era dotato inoltre di un'anzianità di servizio considerevolmente inferiore a quella di MacArthur..

La formazione del POA

L'unico modo di uscire dall'impasse fu quello di istituire due comandi separati per il teatro del Pacifico, uno guidato da MacArthur e uno da Nimitz, subordinati direttamente al JCS, soluzione su cui infine concordarono il capo di stato maggiore dell'Esercito generale George Marshall e il suo omologo della Marina ammiraglio Ernest King. Furono necessarie altre discussioni per concordare il confine tra le due zone: gli ufficiali dell'US Army proposero come divisione una linea congiungente il nord delle Filippine all'arcipelago delle Samoa, affidando tutti i territori a sud di questa linea (in pratica le zone di competenza del disciolto ABDA Command e dell'ANZAC Area) al controllo di MacArthur e tutti quelli a nord a quello di Nimitz. I vertici della Marina proposero confini più ristretti per la zona di MacArthur, sostenendo che la protezione delle linee di comunicazione tra l'Australia e gli Stati Uniti dovesse essere affidata al controllo esclusivo della US Navy in quanto problema prettamente navale: il comando di MacArthur, deputato nell'ottica della Marina alla sola difesa dell'Australia, sarebbe quindi dovuto limitarsi all'Australia stessa e alle sue zone di approccio diretto, rappresentate dalle Indie olandesi, dalla Nuova Guinea e dalle isole vicine (Arcipelago di Bismarck e Isole Salomone), lasciando invece le Filippine e la maggior parte dell'ANZAC Area (la Nuova Zelanda e gli arcipelaghi della Nuova Caledonia, Nuove Ebridi, Figi e Samoa) al controllo di Nimitz; l'area di competenza di Nimitz sarebbe poi stata ulteriormente suddivisa in tre sottocomandi, con responsabilità rispettivamente sul Pacifico settentrionale, centrale e meridionale. La questione fu risolta nel corso di una riunione del JCS il 9 e 16 marzo 1942: per evitare uno stallo che avrebbe richiesto l'intervento del presidente per essere risolto, il generale Marshall acconsentì infine ad adottare la suddivisione proposta dalla Marina, ottenendo però che, per «questioni psicologiche», le Filippine fossero ricomprese nella zona di competenza di MacArthur..

Ottenuta dal Combined Chiefs of Staff anglo-statunitense l'ufficializzazione dell'assegnazione del Pacifico alla competenza degli Stati Uniti, il JCS autorizzò la formazione dei due alti comandi il 30 marzo 1942, istituendo simultaneamente il South West Pacific Area (SWPA) assegnato a MacArthur e il Pacific Ocean Areas (POA) di Nimitz. La decisione ottenne l'approvazione finale di Roosevelt il giorno successivo, ma per l'assunzione concreta del comando da parte dei due ufficiali designati fu necessario ottenere l'assenso dei governi delle altre nazioni alleate coinvolte: britannici e olandesi sollevarono solo obiezioni minime e diedero il loro beneplacito nella prima settimana di aprile 1942, mentre per ottenere l'assenso di australiani e neozelandesi, poi concretizzatosi il 18 aprile, fu necessaria l'assicurazione che i loro interessi, in particolare per quanto riguardava l'impiego delle loro forze armate fuori dai confini nazionali, sarebbero stati garantiti dal presidente Roosevelt davanti al JCS. Questo perché, a differenza dell'ABDA Command dove ogni nazione coinvolta aveva la sua parte di rappresentanza e responsabilità, tanto il SWPA quanto il POA erano comandi a guida e composizione statunitense, e tanto MacArthur quanto Nimitz rispondevano delle loro azioni solo davanti al JCS (del resto spesso chiamato a dirimere le controversie tra i due, in particolare per l'allocazione delle risorse belliche e l'assegnazione delle priorità dell'azione)..