thumb|upright=1.4|Il "messaggero" celeste, illustrazione di Gustave Doré thumb|Virgilio parla con i demoni, Giovanni Stradano (1587) Dite è una città immaginaria che Dante Alighieri descrive nella cantica dell'Inferno nella Divina Commedia. Comprende i cerchi dal sesto al nono.

Descrizione Quando Dante e Virgilio, il suo maestro, giungono al cospetto della città di Dite: "Il foco etterno ch’entro l’affoca le dimostra rosse, come tu vedi in questo basso inferno"Inferno, canto VIII versi 72-75. questa appare loro come una città recintata da alte mura collegate da diverse torri. La città è circondata dalla palude dello Stige descritta come: "Questa palude che ’l gran puzzo spira, cigne dintorno la città dolente, u’ non potemo intrare omai sanz’ira"Inferno, canto IX versi 31-33..

A guardia della città ci sono dei diavoli che impediscono a Dante di entrare e acconsentono a parlare solamente a Virgilio:

Sugli spalti appaiono poi le Erinni e Virgilio avverte Dante:

A un certo punto viene in loro soccorso qualcuno che ritengono sia un "messaggero" mandato dal cielo:

Una volta entrati, nella parte più profonda trovano i fraudolenti, gli eretici, gli epicurei e coloro che si sono macchiati di peccati di violenza contro il prossimo:

Prosegue poi il viaggio negli altri gironi dell'Inferno.

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