Delfino di Jun'ichirō Koizumi ed esponente nazionalista della corrente più conservatrice del Partito Liberal Democratico, Abe è stato il più giovane Primo ministro del Giappone postbellico e quello rimasto più a lungo in carica: dal 26 settembre 2006 al 26 settembre 2007 e dal 26 dicembre 2012 al 16 settembre 2020.

Fu assassinato a colpi d'arma da fuoco l'8 luglio 2022 mentre stava partecipando ad un comizio elettorale nella città di Nara.

Biografia Formazione

Nato nel quartiere di Shinjuku a Tokyo, studiò scienze politiche presso l'Università Seikei, laureandosi nel 1977. Si trasferì in seguito negli Stati Uniti per studiare alla University of Southern California. Nell'aprile 1979 iniziò a lavorare per la Kobe Steel. Lasciò la ditta nel 1982 e intraprese una carriera nelle istituzioni di governo: capo assistente del ministro per gli affari esteri, segretario del presidente del Partito Liberal Democratico e, in seguito, del segretario generale dello stesso partito.

Eredità familiare Abe crebbe in una famiglia di tradizione politica: suo nonno Kan Abe e suo padre Shintarō Abe erano entrambi politici. Shintarō era a capo di una corrente del PLD, ebbe numerosi incarichi di governo e di partito e fu candidato per la carica di Primo ministro. Tuttavia fu implicato nello scandalo Recruit e, ammalatosi, morì nel 1991. La moglie di Shintarō, madre di Shinzō, era la figlia del Primo ministro Nobusuke Kishi, fratello di un altro Primo ministro, Eisaku Satō. Shinzō era dunque imparentato con politici di alto rango appartenenti a entrambi i rami della sua famiglia.

Carriera politica Abe venne eletto nel primo collegio della prefettura di Yamaguchi nel 1993, dopo la morte del padre avvenuta due anni prima, ottenendo il maggior numero di voti mai raggiunto in un'elezione in quella prefettura. Nel 1999 divenne Direttore della divisione per gli affari sociali e, dal 2000 al 2003, fu vicesegretario del governo nelle amministrazioni Mori e Koizumi. In seguito divenne segretario generale del Partito Liberal Democratico.

Abe fu inoltre a capo dei negoziatori inviati dal governo giapponese su incarico delle famiglie degli ostaggi giapponesi in Corea del Nord, e accompagnò Koizumi al suo incontro con Kim Jong-il avvenuto nel 2002. Ottenne popolarità a livello nazionale quando richiese che gli ostaggi giapponesi che erano in visita rimanessero in patria, sfidando così la Corea del Nord.

Il 31 ottobre 2005 fu nominato capo segretario del quinto governo Koizumi, prendendo il posto di Hiroyuki Hosoda.

Fu alla guida di un gruppo interno al PLD che lanciò un'inchiesta sull'«eccessiva educazione sessuale e sull'educazione che non tiene conto del sesso degli alunni». Tra gli elementi su cui questo gruppo focalizzò la propria attenzione ci furono i pupazzi con forme anatomiche e altro materiale curriculare «che non prendeva in considerazione l'età dei bambini», le politiche delle scuole che cancellavano le tradizionali feste per maschi e femmine e l'educazione fisica svolta con classi miste.

Il 20 settembre 2006 Shinzō Abe fu eletto presidente del PLD. I suoi principali contendenti erano Sadakazu Tanigaki e Tarō Asō. Yasuo Fukuda, che era stato inizialmente tra i candidati di spicco, scelse infine di non partecipare alla sfida. L'ex Primo ministro Yoshirō Mori, alla cui corrente appartenevano sia Abe che Fukuda dichiarò che la corrente tendeva pesantemente a favorire Abe. Sei giorni dopo, il 26 settembre, fu eletto Primo ministro raccogliendo 339 voti su 475 alla Camera dei rappresentanti (camera bassa) e 136 su 240 alla Camera dei consiglieri (camera alta).

Il 26 settembre 2012 Abe ritornò alla guida del PLD subentrando a Tanigaki.

Primo mandato da primo ministro (2006-2007)

Politica economica Nel campo economico Abe si impegnò generalmente a proseguire il percorso di riforma fiscale iniziato dal suo predecessore, Koizumi. Compì alcune mosse per sanare il bilancio giapponese, come ad esempio nominare Ministro delle finanze un esperto di politiche fiscali, Kōji Omi. Omi aveva in precedenza sostenuto la possibilità di aumentare le tasse nazionali sul consumo, sebbene Abe si fosse poi distanziato da questa posizione e avesse cercato di raggiungere il pareggio, principalmente attraverso tagli alla spesa pubblica.

Politica interna Abe cercò di rivedere o di reinterpretare l'articolo 9 della Costituzione del Giappone, per permettere al paese di avere un esercito de iure, e istituendo il Ministero della difesa nel 2007 in sostituzione della precedente Agenzia della difesa.

Nel gennaio del 2007 Abe annunciò di volere accantonare una precedente proposta di modifica della legge sulla famiglia imperiale, che avrebbe consentito alle femmine di ereditare il Trono del Crisantemo. La proposta di legge era motivata dal fatto che i due figli dell'imperatore Akihito non avevano ancora avuto figli maschi. Dopo la nascita di Hisahito di Akishino, le ipotesi di cambiamento delle norme di successione per consentire alla principessa Aiko (cugina di Hisahito e figlia unica dell'erede al trono Naruhito) di diventare imperatrice regnante vennero prima messe in discussione, poi di fatto accantonate. Nell'ultimo decennio, i sostenitori del cambiamento hanno criticato la legge attuale, sottolineando come l'anzianità di molti principi maschi e la perdita dello status imperiale per le principesse dopo il matrimonio mettessero a rischio la numerosità e la continuità della famiglia imperiale. Nel 2021, una commissione di esperti convocata dal quarto governo Abe per esprimersi sulla questione ha raccomandato di consentire alle donne di mantenere lo status imperiale dopo il matrimonio per mantenere le dimensioni della famiglia, ma non ha preso in considerazione la possibilità che la principessa Aiko succeda al trono, formulando un parere diametralmente opposto a quello di una analoga commissione convocata nel 2005 (prima della nascita di Hisahito).

Nel marzo 2007 Abe, insieme a diversi politici di destra, propose un disegno di legge volto a incoraggiare il nazionalismo e l'«amore per il proprio paese e città» tra i giovani giapponesi già nei libri scolastici.

Politica estera Abe dichiarò pubblicamente di riconoscere la necessità di migliori relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese e, insieme al ministro degli esteri Tarō Asō, cercò di organizzare un vertice con il presidente cinese Hu Jintao. Affermò inoltre che le relazioni tra i due paesi non dovessero più essere basate sulle emozioni.

Abe venne visto con favore dalla classe politica di Taiwan, con lo stesso presidente Chen Shui-bian che si disse felice della sua elezione. Parte del suo gradimento a Taiwan fu dovuto alla storia della sua famiglia: suo nonno Nobusuke Kishi era un sostenitore di Taiwan e il suo prozio Eisaku Satō fu l'ultimo Primo ministro a visitare Taiwan mentre era in carica.

Dimissioni Abe si dimise il 12 settembre 2007, poco dopo la sconfitta del PLD alle elezioni della camera alta della Dieta, adducendo anche problemi di salute dovuti ad una rettocolite ulcerosa.

Secondo mandato da primo ministro (2012-2014) Il 30 agosto 2009, il Jimintō subì una pesante sconfitta alle elezioni per la camera bassa, finendo all'opposizione. In seguito agli interventi poco efficaci di contrasto alla crisi economica, l'imminente sorpasso economico da parte della Cina, l'instabilità dell'esecutivo (in tre anni i Democratici nominarono tre governi diversi, dopo quattro governi nominati dal PLD nei quattro anni precedenti) e l'impreparazione del governo nel gestire il disastro nucleare di Fukushima, il Partito Democratico (centro-sinistra) – al governo per la prima volta dalla sua nascita (nel 1998) – perse più di dieci milioni di voti alle elezioni anticipate del 2012 garantendo così il ritorno al governo del centro-destra, dopo soli tre anni di opposizione. Il Partito Liberal Democratico dell'ex primo ministro Abe vinse le elezioni anticipate del 2012 ottenendo 294 dei 480 seggi. La camera bassa della Dieta lo rielesse Primo ministro il 26 dicembre 2012. Poco dopo la vittoria, Abe ribadì la sovranità giapponese sulle isole Senkaku, per le quali è a tutt'oggi in corso una disputa territoriale nei confronti di Cina e Taiwan.

Il gabinetto inaugurato nel dicembre 2012 fu il più lungo e il più stabile nella storia giapponese del dopoguerra, con una durata di 617 giorni senza cambi di ministri, fino al settembre 2014 quando Abe gestì un rimpasto di governo con l'obiettivo dichiarato di promuovere più donne alle cariche ministeriali. Il gabinetto rimescolato raggiunse il record di 5 ministri-donna, lo stesso del primo governo Koizumi. La maggior parte delle figure chiave, come il vice primo ministro Tarō Asō e il capo di gabinetto del segretario Suga, furono mantenute in carica. Tuttavia, Abe spostò il ministro della giustizia Sadakazu Tanigaki fuori dal gabinetto, designandolo segretario generale dell'LDP. Il 20 ottobre 2014, due delle donne promosse durante il rimpasto, il ministro della giustizia Midori Matsushima e il ministro del commercio Yūko Obuchi, furono costrette a dimettersi a causa di scandali separati, entrambi connessi alle elezioni. Abe si scusò con gli elettori e si assunse la piena responsabilità dell'accaduto.

Politica economica (Abenomics)

Nella primavera 2013 la stampa internazionale parlò di Abenomics riguardo alla serie di riforme volte a rivitalizzare l'economia del Giappone.

L'iniziativa si compose fondamentalmente di tre direttrici: politica monetaria, politica fiscale e strategie di crescita. Nello specifico, deprezzamento dello Yen al fine di incentivare l'export giapponese continuamente minacciato da quello cinese, tasso di interesse fissato in negativo (per disincentivare il risparmio), politica monetaria espansiva per aumentare l'inflazione tanto da raggiungere e mantenere la soglia del 2% ed uscire dalla situazione di deflazione cronica, aumento di 1,5% della spesa pubblica (raggiungendo l'11,5% nel deficit pubblico).

Nell'immediato termine, i benefici dell'economia giapponese furono stati indiscutibili. Nel primo quadrimestre del 2013 il tasso di crescita annuale del Giappone si attestò attorno al 3,5% mentre il mercato della borsa valori crebbe del 55% in brevissimo tempo; l'avanzo commerciale crebbe di trecento miliardi di yen grazie all'aumento del 12% delle esportazioni. Nonostante ciò, dopo questo primo balzo, l'indice Nikkei sperimentò un improvviso periodo ribassista tra maggio e luglio 2013 rimanendo comunque in positivo rispetto alla quotazione che aveva ad aprile 2013.

Inoltre, le critiche che più furono state mosse contro la politica aggressiva giapponese riguardavano i salari reali, che vedevano, nell'aumento dell'inflazione in coppia ad un aumento meno che proporzionale dei salari nominali, una riduzione del potere d'acquisto dei giapponesi. Il Governo rispose che attraverso una maggiore competitività (ricerca e sviluppo unite a una riforma del sistema fiscale) sarebbe stato in grado di contrastare questa tendenza.

Politica interna Il ritorno di Abe a capo del governo vide un rinnovato tentativo di minimizzare le atrocità del tempo di guerra in Giappone nei libri di testo scolastici, una questione che aveva contribuito alla sua caduta. Nel 2013 Abe sostenne la creazione del programma Super Global Universities (スーパーグローバル大学創成支援 Sūpā gurōbaru daigaku sōsei shien). Questo è un programma decennale per aumentare la frequenza di studenti internazionali nelle università giapponesi e assumere più docenti stranieri. C'era anche un finanziamento per le università selezionate per creare programmi universitari di solo inglese.

Nel 2014 Abe stanziò milioni di dollari del bilancio statale, per sostenere i programmi che aiutano singoli individui a trovare potenziali compagni/e. Questi programmi intitolati "Programmi di sostegno al matrimonio" furono avviati nella speranza di aumentare il tasso di natalità, in calo in Giappone dalla metà degli anni sessanta.

Politica estera