Il grosso veneziano era una moneta veneziana largamente diffusa nei commerci con gli stati esteri. Fu emessa nella Repubblica di Venezia a partire dal 1192 durante il governo del doge Enrico Dandolo
Storia
Il grosso matapan Nel IX secolo per poter commerciare agevolmente con il Sacro Romano Impero la Repubblica di Venezia fu costretta a dare il via alla coniazione del denaro, una piccola moneta d'argento su cui si basava l'intera monetazione carolingia. Progressivamente però le zecche iniziarono svalutare il denaro coniandolo con leghe di qualità via via inferiore. Arrivati alla fine del XII secolo il denaro non poteva più essere considerato una moneta valida per i grandi commerci, così su richiesta dei mercanti veneziani il doge Enrico Dandolo, insediatosi nel 1192, decise di attuare una drastica riforma monetaria..
Svalutato ulteriormente il denaro, il doge decise di introdurre a Venezia il grosso, una moneta caratterizzata da una lega di argento relativamente puro e dal peso di 2,2 grammi che al cambio valeva 24 denari (oppure 2 soldi). A dispetto del denaro il grosso veneziano mantenne invariato il suo contenuto d'argento per lungo tempo, tanto che già nel 1204 il grosso veniva convertito in 26 denari, inoltre generò una nuova unità di conto, la libra grossorum dal valore di 240 grossi, ovvero di 6240 denari a loro volta convertibili in 26 lire. Con questa purezza e queste specifiche nella seconda metà del XIII secolo il grosso iniziò ad essere accettato a livello internazionale e fu coniato ininterrottamente fino al 1356 durante il dogato di Andrea Dandolo..
La moneta fu soprannominata grosso matapan, dove matapan è una parola veneziana che probabilmente deriva dall'arabo mautabān.
Il grosso tra il XIV e il XV secolo La coniazione dello zecchino d'oro iniziata nel 1284 rese il grosso una moneta di importanza internazionale via via minore, così, a dieci anni dall’ultima coniazione, il doge Andrea Contarini nel 1382 riprese a battere moneta, riducendo la quantità di argento contenuta e apportando alcuni cambiamenti stilistici. L'iconografia fu ulteriormente modificata dal doge Antonio Venier, che coniò questo nuovo grosso contenente meno argento tra il 1400 e il 1423. Il grosso fu ulteriormente svalutato, riducendone il peso, nel 1423 dal doge Francesco Foscari; cambiò nome in "grossetto" e continuò ad essere coniato in questa forma fino al 1471.
Monete +ImmagineDescrizioneAnni diconiazioneParametri tecniciDrittoRovescioPesoDiametroComposizione intorno al doge Giovanni Dandolo che insieme a San Marco sorregge il vessillo ducale a tre codeCristo pantocratore seduto in trono sormontato dalla scritta sopralineata 1192 – 1356 intorno al doge Andrea Contarini che rivolto verso San Marco e ornato dal corno ducale sorregge con lui il vessillo ducale a tre codeCristo pantocratore seduto in trono sormontato dalla scritta sopralineata e affiancato da una stella a cinque punte e una 1382 – 1400Argento 952‰ intorno al doge Antonio Venier che rivolto verso San Marco e ornato dal corno ducale sorregge con lui il vessillo ducale a tre code, i due sono tra due stelle a sei punte intorno a Cristo pantocratore seduto in trono1400 – 1423Argento 912‰ intorno al doge Francesco Foscari che rivolto verso San Marco e ornato dal corno ducale sorregge con lui il vessillo ducale a tre code, i due sono tra le lettere che indicano il mastro di zecca Natale Corner intorno a Cristo pantocratore seduto in tronoArgento 912‰
Note
Bibliografia
Voci correlate
Monete di Venezia Grosso (moneta) Ducato (moneta) Economia della Repubblica di Venezia
Altri progetti
Categoria:Monetazione di Venezia Categoria:Monete d'argento Categoria:Monetazione medievale