Dueville (IPA /due'ville/, Doviłe in veneto, [do'vie]) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.
Il territorio del comune è attraversato dalla Strada provinciale 248 Schiavonesca-Marosticana, che unisce Vicenza a Bassano del Grappa, e comprende, oltre alla sede comunale, tre frazioni: Povolaro, la più grande, situata a sud est del capoluogo, Passo di Riva, a nord est e Vivaro, a sud ovest.
Le Sante patrone del capoluogo sono Santa Maria e Santa Fosca, ma la festa principale è la fiera di Sant'Anna, il mercoledì successivo la festa della santa che è il 26 luglio.
Geografia fisica Territorio Il comune di Dueville si trova a dieci chilometri a nord-est della città di Vicenza, attraversato dalla statale marosticana che da Vicenza porta a Marostica. Confina coi comuni di Montecchio Precalcino, Villaverla, Caldogno, Vicenza, Monticello Conte Otto e Sandrigo. A nord-est, poco a sud di Passo di Riva, è attraversato dall'autostrada A31 Valdastico.
Il territorio è totalmente pianeggiante. A ovest è presente l'area chiamata "Bosco di Dueville"', ricca di risorgive e dove si trovano le sorgenti del fiume Bacchiglioncello. Quest'ultimo si unisce tra Vivaro e Cresole col Leogra-Timonchio e il corso del fiume prende a questo punto il nome di Bacchiglione. Gli altri corsi d'acqua del territorio, a carattere torrentizio, sono l'Astico a nord-est, dove segna il confine col comune di Sandrigo, e l'Astichello, formato dall'unione di una serie di canalette a Montecchio Precalcino e che taglia il territorio duevillese da nord a sud, fino al comune di Monticello Conte Otto.
Origini del nome L'origine del nome "Dueville" non è ancora appurata con certezza, ma probabilmente si riferisce all'unione di due villaggi che si trovavano nel territorio (forse uno autoctono e uno longobardo), dando vita ad un paese più grande, o alla presenza di molte ville nel territorio circostante. Un'altra discussa etimologia vuole che il nome derivi dal latino Villa de duabus villis ossia un villaggio formato dall'unione di due nuclei abitativi, poiché il territorio poteva essere inteso come punto d'incontro fra due centuriazioni romane (Thiene e Marostica). La parola villa comincia ad essere usata a fine medioevo, quando il termine latino vicus (villaggio) viene sostituito. Quindi villa e vicus indicano un agglomerato di case che formano un nucleo abitativo; oggi si utilizza per lo stesso concetto la parola paese. Il termine villico indicava fino ad un solo secolo fa, l'abitante del vicus/villa/paese di campagna, quindi di solito un agricoltore, che poteva anche essere un lavoratore qualsiasi.
La frazione "Povolaro" deve il nome alla presenza dei pioppi, "povoła" in Lingua veneta. Il nome latino del pioppo è Populus nigra o alba a seconda del colore del sottofoglia. Poiché però il territorio era anticamente paludoso in alcune aree, il toponimo potrebbe anche derivare dal termine greco arcaico per palude, da cui padus, palù, polesine, polesella e tutte le varianti relative. Bisogna pensare che l'idrografia è totalmente cambiata solo dal 1820, quando la rotta ad est del Timonchio, portò a creare una palude ad est di Caldogno, mentre prima l'alveo era quello che da Capovilla scendeva a Vicenza tramite l'attuale via Bozzi, via Cà Alta e via Summano; le due ultime indicano già di per sé un'altura, perché tale rimase l'ex alveo pensile sassoso del Timonchio, utilizzato come strada carrabile non fangosa di campo, quando le acque ruppero la minima riva esistente. Il piano d'alveo era di circa 3 metri sul piano medio di campagna, oggi spianato dai cavatori di "stabilizzato" stradale o industriale, ma ancora presente in alcuni punti del territorio calidonense.
Il nome della frazione "Passo di Riva" si riferisce al vicino torrente Astico, in quanto per andare verso nord era necessario guadarlo, cioè "passare la riva", data la mancanza di un ponte.
Il toponimo "Vivaro" deriva dal latino vivarium, indicante un recinto o un'area per l'allevamento di animali o pesci vivi, da cui la parola italiana vivaio per indicare la coltivazione di piante destinate alla vendita. È ipotizzabile la presenza di un importante allevamento di animali che poi venivano venduti al mercato.
Storia
Epoca preromana Nella preistoria tutto l'alto vicentino era coperto di foreste, percorse da fiumi e da torrenti. Nel territorio di Dueville, a valle della zona delle risorgive, si aprivano vaste paludi verso est e sud, probabilmente disabitate e malsane, mentre la parte a nord era ricoperta in parte dai ghiaioni dell'Astico. Vista la conformazione del territorio si può supporre che il territorio di Dueville fosse percorso da bande nomadi, nonostante non siano mai state rinvenute testimonianze archeologiche anteriori all'epoca romana.
In una prima fase il territorio a sud del vicentino venne occupato dagli Euganei, poi dagli Etruschi. Solo più tardi arrivarono i Veneti, popolo indoeuropeo di provenienza nordica, forse baltica, che si insediò anche nel territorio pedemontano, portatore di una civiltà basata soprattutto sull'allevamento dei cavalli. I veneti solevano percorrere piste naturali come i fiumi, e queste includevano le valli del Leogra, dell'Astico e del Brenta a Vicenza. Su tale direttrice nacque probabilmente l'abitato di Dueville; non esistono, tuttavia, testimonianze sicure.
Nel 90 a.C. il territorio fu conquistato dai romani e annesso alla provincia della Gallia Cisalpina.
Epoca romana Situata una decina di chilometri a nord della città romana di Vicetia, Dueville era solcata da varie strade, di cui la più importante era la via dell'Astagus, che attraversava tutto il territorio comunale da sud a nord: essa era un'importante arteria commerciale da cui confluivano le merci provenienti da nord verso Vicetia.
A conferma della presenza romana nel territorio di Dueville, sono state trovate alcune testimonianze archeologiche: nel 1783 furono rinvenuti tre sepolcri romani formati da quadroni in cotto con iscrizioni latine; otto anni dopo, un altro sepolcro fu scoperto presso la località Sant'Anna (Ca' Scudella), mentre a Vivaro fu rinvenuto un cippo allungato con la scritta Via Priv. P. C. Attiliorum. Tuttavia, i due più importanti siti del territorio si trovano l'uno fra Povolaro e Vivaro, l'altro in via Sant'Anna e via Corvo: sono stati trovati manufatti, resti di mura, monete.
In documenti del 1300 è riportata l'esistenza di una fortificazione romana: si presume che essa potesse essere ubicata in via Grumello (forse da grumus, rialzamento del terreno) o in via Reonda (forse da rotunda); quest'ultima rappresenta una conformazione circolare che può ricordare una fortificazione o una torre.
Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, nel 476 d.C., e dopo le vicissitudini legate ai regni romano-barbarici, il territorio fu conquistato dai Bizantini con la Guerra greco-gotica, ma fu subito perso per la discesa dei Longobardi nel nord Italia.
Alto medioevo
La rilevanza archeologica di Dueville, nonostante l'importanza del territorio già in epoca romana, è tuttavia legata all'epoca longobarda. La zona settentrionale dell'attuale capoluogo divenne infatti in questa epoca il cimitero del paese che si trovava più a nord, probabilmente verso Montecchio Precalcino e faceva parte del Ducato di Vicenza.
A Dueville, infatti sono stati ritrovati i resti di più necropoli. Nel 1911 furono ritrovate 15 tombe, in cui furono rinvenuti 12 coltelli, 4 spade, 8 scramasax, 2 cuspidi da lancia, 1 umbone, 4 armille, 1 anello d'oro, 2 vasi di ceramica e una prestigiosa crocetta d'oro. Non era il primo caso di ritrovamenti del genere in questa zona; anche nel vicino comune di Montecchio Precalcino ci sono stati ritrovamenti simili, che testimoniano la forte presenza di questo popolo nella zona. Nel 1954 sono stati effettuati gli scavi di altre quattro tombe in località Belvedere e quattro in via IV Novembre. Tutte le tombe si trovavano a circa di profondità. Notevole il ritrovamento della crocetta d'oro, ora esposta al museo di S. Corona a Vicenza.
Sono state rinvenute altre vaste necropoli a volte estese oltre il territorio comunale o in territori di proprietà privata. Nel 1993 furono scoperti altri due lotti, ancora allo studio, nella cosiddetta Area Ronzani (in via Matteotti), contenente più di 200 sepolture: si tratta quindi di una necropoli molto estesa, fra le più importanti d'Italia per quanto riguarda l'epoca longobarda. Si presume che in quest'area possano rinvenirsi in futuro altre vaste necropoli. Quest'area contiene tombe generalmente di gente povera, mettendo in evidenza episodi di vita quotidiana, ma non mancano fibule d'argento, scramasax (spade), pugnali ed altro materiale riferibile ai guerrieri oppure anche anelli; vi sono inoltre sepolture di bambini. Ogni tomba conteneva un pettine d'osso, dei coltelli e, nelle tombe femminili, dei bracciali di bronzo. Un importante sito contiene una tomba con un muretto di sostegno di ciottoli al cui interno è stata rinvenuta la sepoltura di un animale (probabilmente un cavallo): da come si evince dal sito studiato, essa era stata probabilmente già saccheggiata in epoca medievale.
La presenza longobarda nel territorio è testimoniata anche da vari toponimi di tale origine, come S. Fosca, S. Maria Etiopissa e S. Michele. Si deve inoltre sottolineare che il sito archeologico longobardo di Dueville testimonia la modalità d'insediamento nel Nord Italia della popolazione longobarda: infatti il villaggio longobardo era situato a poche centinaia di metri da quello dei più antichi abitanti (forse da qui il nome del paese). Altro importante sito risalente all'epoca longobarda (o forse precedente) è l'abbazia benedettina di Santa Maria Etiopissa, situata in località Pilastroni. La chiesetta esistente fu donata dai nobili Da Vivaro ai monaci dell'Abbazia di Pomposa e ciò favori la costruzione di un monastero benedettino attiguo, i cui monaci si occupavano, durante l'Alto Medioevo, della bonifica del territorio e della conversione dei Barbari.
Alla caduta dei longobardi il territorio di Vicenza divenne parte del Sacro Romano Impero. Fu devastato dagli Ungari, trovando stabilità sotto la dinastia degli Ottoni, quando divenne una signoria vescovile.
Basso medioevo Nel XII secolo fu fondato il comune di Vicenza (secondo gli storici nel 1147) e il territorio di Dueville divenne parte del suo contado. Dopo le vicissitudini che la città di Vicenza dovette soffrire nei secoli XIII e XIV, il territorio divenne per breve tempo parte del Ducato di Milano e fu in questo periodo che giunsero a Vicenza i membri della famiglia che di più avrebbe influenzato Dueville: i Monza. Essi, originari di Milano, si stabilirono nella città Berica, avviando lucrosi commerci con raggio d'azione fino a Venezia; nel 1396 Alberto Monza ottenne la cittadinanza della Serenissima, che nel 1404 ottenne la dedizione del territorio vicentino. Questa famiglia borghese era composta da mercanti (soprattutto di lane e tessuti), notai, proprietari terrieri, bancari, investitori; alcuni di essi giunsero a essere membri del Gran Consiglio di Vicenza; i Monza divennero quindi una fra le dieci più importanti famiglie della città.
I Monza acquistarono quindi il territorio di Dueville: risiedevano a Vicenza, ma utilizzavano il loro possedimento fondiario per costruirvi tenute signorili di svago e per le coltivazioni agricole.
Età moderna A Dueville i Monza potevano esercitare un potere quasi assoluto e divennero i signori incontrastati del territorio. Poche altre famiglie di Vicenza potevano esercitare un potere simile, come i Bissari a Costabissara, i Traverso a Alonte e i Pisani a Bagnolo. Essi esercitavano poteri di origine feudale: l'amministrazione della giustizia fino a cinque lire, la facoltà di redigere estimi, l'amministrazione fiscale, l'elezione dei rappresentanti della comunità, i diritti di caccia e pesca e le decime.