Soprannominato il "Cannibale di Milwaukee" (Milwaukee Cannibal) o il "Mostro di Milwaukee" (Milwaukee Monster),. fu il responsabile di 17 omicidi effettuati tra il 1978 e il 1991 con metodi particolarmente cruenti. Fu condannato nel 1992 alla pena dell'ergastolo per poi essere ucciso due anni dopo da Christopher Scarver, un detenuto affetto da schizofrenia.
Biografia Infanzia e adolescenza Jeffrey Dahmer nacque il 21 maggio 1960 a Milwaukee,, come figlio primogenito di Lionel Harbert Dahmer (1936-2023), all'epoca studente di lontane origini tedesche e gallesi iscritto alla facoltà di chimica alla Marquette University, e Joyce Annette Flint (1936-2000), un'istruttrice di telescriventi di origini norvegesi ed irlandesi.
Visse, malgrado alcuni problemi di salute dovuti ad un'ernia inguinale, un'infanzia tranquilla fino all'età di sei anni, quando la sua famiglia si trasferì a Doylestown, Ohio. A partire da quell'età, Dahmer iniziò a sviluppare un carattere chiuso e apatico,. sia per l'eccessiva lontananza di suo padre Lionel a causa dei suoi continui impegni accademici, che per la grave forma di depressione di cui ai tempi soffriva la madre Joyce, già ipocondriaca da molti anni, motivo per cui necessitava di cure costanti e passava gran parte delle sue giornate a letto. In un'occasione Joyce arrivò a tentare il suicidio tramite l'assunzione di Equanil. Di conseguenza, nessuno dei due genitori dedicò molto tempo al figlio, che in seguito ricordò di essersi più volte sentito "incerto sulla solidità della famiglia" fin dalla tenera età, ricordando peraltro le numerose liti domestiche tra i suoi genitori durante i primi anni di vita.
Quando Joyce partorì per la seconda volta, nel dicembre del 1966, lasciò che fosse Jeffrey a scegliere il nome del suo fratellino, che fu chiamato David, costui, dopo i mostruosi delitti e il clamore mediatico sul fratello serial killer cambierà definitivamente dal 1991 generalità vivendo anonimamente.
Dal 1968 in poi, il piccolo Jeffrey incominciò a collezionare resti di animali morti che usava seppellire nel bosco situato dietro l'abitazione dei genitori a Bath Township, in Ohio,. dove la famiglia si era trasferita pochi mesi prima. Due anni più tardi chiese al padre cosa sarebbe successo alle ossa di pollo qualora fossero state immerse nella candeggina; il padre, orgoglioso di quella che credeva essere una semplice curiosità scientifica del figlio, gli mostrò come sbiancare e conservare ottimamente gli scheletri di animali come topi e scoiattoli. Nel 1975, Jeffrey decapitò la carcassa di un cane che era stato investito da un'auto, per poi inchiodarne il corpo a un albero e impalarne il teschio su un bastone nel bosco dietro casa sua..
A tredici anni cominciò inoltre a coltivare fantasie sessuali in cui l'oggetto del suo desiderio erano persone morte, e a subire scherzi a scuola..
Adolescenza Nel 1976 s'iscrisse alla Revere High School, dove iniziò presto a consumare regolarmente grandi quantità di alcolici nelle ore diurne, spesso nascondendo le bottiglie di scotch all'interno della giacca che indossava a scuola. Era visto dagli insegnanti come uno studente educato e molto intelligente, malgrado tuttavia fosse piuttosto silenzioso durante le lezioni.
Nel 1977, dopo aver scoperto che la moglie lo tradiva con un altro uomo, il padre Lionel lasciò la famiglia per stabilirsi provvisoriamente in un motel poco distante; Joyce e David andarono ad abitare a Chippewa Falls, mentre Jeffrey, una volta compiuti i 18 anni di età, decise di fare ritorno nella vecchia casa di famiglia in Ohio. Quando raggiunse la pubertà, Dahmer capì di essere gay, scegliendo tuttavia di non dirlo ai suoi genitori per risparmiare loro un ulteriore motivo di disagio familiare.
Il primo omicidio
Il 18 giugno 1978, subito dopo il divorzio dei genitori e in seguito al conseguimento del diploma della scuola superioreThe psychology of lust murder, pag. 76, Dahmer mise in atto il suo primo omicidio. La sua prima vittima fu Steven Hicks, un autostoppista di 18 anni (ne avrebbe compiuti 19 quattro giorni dopo). In quell'occasione l'assassino invitò il giovane nella casa dei genitori rimasta vuota, gli offrì una birra, gli fece ascoltare della musica e finì per ucciderlo, colpendolo alla nuca con un manubrio di e soffocandolo dopo un accenno di reazioneThe psychology of lust murder, pag. 77. Successivamente gli si mise a cavalcioni, vi si masturbò sopra e smembrò il cadavere. Dahmer dapprima disciolse nell'acido alcuni pezzi di carne per gettarli nel gabinetto, quindi frantumò le ossa di Hicks con una mazza da baseball, poi le nascose in sacchi per l'immondizia che seppellì nel bosco situato dietro casa e, infine, gettò la collana di Steve e il coltello usato per smembrarne il corpo nelle acque del fiume Cuyahoga..
Subito dopo il delitto, Dahmer si iscrisse all'Università statale dell'Ohio, che abbandonò dopo soli tre mesi., a causa della scarsa frequenza alle lezioni e dell'alcolismo.. Il 10 gennaio 1979, non volendo cercare un lavoro, fu sollecitato dal padre ad arruolarsi volontario nell'esercito, così prima si reclutò nella base di Fort McClellan ad Anniston, in Alabama, e poi si addestrò come specialista medico presso Fort Sam Houston di guarnigione a San Antonio, in Texas. Il 13 luglio dello stesso anno venne assegnato a Baumholder, nella Germania Ovest, dove servì con l'incarico di soccorritore militare all'interno del 2º Battaglione, 68º Reggimento Corazzato dell'8ª Divisione di Fanteria. Trascorsi due anni di servizio, nel marzo 1981 fu dimesso per via del suo sempre più grave alcolismo e in seguito a un episodio di insubordinazione per il quale insieme a lui furono puniti anche tutti gli altri membri del plotone, gesto che lo portò a subire un duro pestaggio da parte dei suoi commilitoni.. Ricevette tuttavia un congedo onorevole, dato che i suoi superiori ritenevano che i problemi che Dahmer aveva nell'esercito non sarebbero stati applicabili alla vita civile.
Tornato negli Stati Uniti, Dahmer fu dapprima spedito nella base militare di Fort Jackson, nella Carolina del Sud, per poi stabilirsi a Miami Beach (dove lavorò in una banca del sangue presso un ospedale). Nel 1981 Lionel lo mandò a vivere a casa di sua nonna Catherine Jemima Hughes (1904-1992) a West Allis.; ella era infatti l'unico membro della famiglia a cui mostrava affetto e, sotto la sua influenza, il padre sperava che Jeffrey smettesse di bere, trovasse un lavoro e iniziasse a vivere in modo responsabile..
Inizialmente, tale sistemazione con la nonna sembrò proseguire nel migliore dei modi: il giovane la accompagnava in chiesa, svolgeva volentieri le faccende domestiche e fu assunto come flebotomo presso il Milwaukee Blood Plasma Center per dieci mesi, prima di essere licenziato. Dahmer rimase disoccupato per oltre due anni, spendendo quei pochi soldi che gli dava la nonna in alcolici e sigarette.
Durante questo periodo, Dahmer continuò a coltivare le proprie passioni sciogliendo nell'acido scoiattoli morti e custodendo nell'armadio manichini rubati.. Nel 1985, peraltro, mentre era seduto a leggere alla Biblioteca di West Allis, un ragazzo gli lanciò un bigliettino nel quale si offriva di praticargli una fellatio;. sebbene Dahmer non abbia mai risposto al messaggio, quell'evento contribuì a far risvegliare in lui le sue fantasie di dominio e sopraffazione, portandolo a frequentare sempre con maggior insistenza i bar gay della città e passare tempi prolungati nei bagni degli uomini.
Gli altri delitti
Il 20 settembre 1987 Dahmer incontrò in un bar gay Steven Tuomi, un ragazzo di 25 anni con lontane ascendenze finlandesi originario di Ontonagon, in Michigan: dopo aver assunto consistenti quantità di alcolici, Jeffrey uccise la propria vittima in una stanza di albergo all'Ambassador Hotel di Milwaukee, ne chiuse il cadavere in una valigia acquistata per l'occasione per poi portarlo nella cantina della casa di sua nonna, dove ebbe con esso rapporti sessuali. Infine, il cadavere fu smembrato e i resti gettati tra i rifiuti. Sette mesi più tardi uccise Jamie Doxtator, un quattordicenne di origini nativo-americane che frequentava i locali gay della città in cerca di una relazione: dopo averlo attirato con un'offerta di $50 per posare per una foto di nudo, Dahmer lo strangolò sul pavimento della cantina, per poi gettare i resti di Jamie nella spazzatura.
Il 24 marzo 1988 Dahmer massacrò Richard Guerrero, un ragazzo bisessuale di 22 anni di origini messicane, anch'egli incontrato in un bar gay (anche se la famiglia della vittima ribadì più volte la sua estraneità a tale ambiente): egli dapprima lo drogò con una massiccia dose di sonniferi, poi lo soffocò con un cinturino di pelle, sbarazzandosi successivamente del corpo.
Nel settembre 1988 fu allontanato da casa della nonna a causa del suo comportamento erratico, dei continui rumori molesti e dei terribili odori provenienti dalla cantina. Si trasferì in un appartamento di Milwaukee situato vicino alla fabbrica di cioccolata in cui lavorava; in quello stesso mese adescò Somsack Sinthasomphone., un ragazzo laotiano di tredici anni, promettendogli dei soldi per un servizio fotografico. La vittima riuscì però a sfuggire all'aggressore e a denunciarne le violenze. Grazie alla denuncia, Dahmer fu arrestato e accusato di violenza sessuale.. In attesa del processo (che lo condannò a dieci mesi di ospedale psichiatrico, nonostante l'accusa avesse chiesto l'incarcerazione), Dahmer in seguito tornò a vivere a casa della nonna. Qui massacrò Anthony Sears, incontrato in un circolo gay: anche in questo caso la vittima fu drogata, strangolata e in seguito violentata.
L'appartamento a North 25th Street Il 14 maggio 1990, subito dopo aver ottenuto la libertà condizionata., Jeffrey si trasferì dalla casa di sua nonna a West Allis all'appartamento n°213 presso il 924 dell'edificio Oxford, situato sulla 25esima strada a nord di Milwaukee, in una zona presidiata prevalentemente da minoranze etniche ed alto indice di criminalità. Dahmer portó con sé la testa mummificata e i genitali di Sears. Da allora in poi intensificherà la propria attività omicida uccidendo, in poco più di un anno (in un periodo che va da giugno 1990 a luglio 1991), dodici persone con gli stessi metodi utilizzati per le vittime precedenti. Va sottolineato che dopo il terzo omicidio compiuto nell'appartamento 213 (quello di David Thomas, nel settembre 1990), Dahmer non uccise più nessuno per quasi cinque mesi, anche se in almeno cinque occasioni tra l'ottobre 1990 e il febbraio 1991 tentò senza successo di adescare giovani uomini nel suo appartamento. Sempre in quel periodo, in diverse occasioni, Dahmer confidò all'agente di sorveglianza di aver avuto pensieri suicidi.
Omicidi del 1991
In questo periodo non fu mai scoperto né dai vicini di casa (i quali lamentavano tuttavia strani rumori e odori nauseabondi provenienti dal suo appartamento), né dalla polizia, che pure era riuscita a entrare nell'appartamento in seguito a un tentativo di fuga da parte della futura vittima Konerack Sinthasomphone (fratello minore del ragazzo laotiano che Dahmer aveva adescato anni prima). Il ragazzo era riuscito a liberarsi e a ricevere soccorso da parte di due donne che chiamarono la polizia.: Dahmer riuscì tuttavia a convincere gli agenti che Sinthasomphone (pesantemente intossicato da alcol e droghe) fosse il suo fidanzato, allontanatosi in seguito a una banale lite. Quando gli agenti se ne andarono, Dahmer uccise, violentò, smembrò e mangiò parzialmente la vittima.