Il soccorso agli ebrei durante l'Olocausto durante la seconda guerra mondiale è stato portato avanti da alcune persone e gruppi che aiutarono ebrei ed altri perseguitati a sfuggire alle persecuzioni condotte dalla Germania nazista; un esempio ben noto è Oskar Schindler. Dal 1953 l'Ente nazionale per la memoria della Shoah (Yad Vashem) ha riconosciuto 26.973 persone come Giusti tra le nazioni.
Cronologia sintetica Primavera 1942: Nasce il Gruppo di lavoro (Working Group) di Bratislava con il rabbino Michael Ber Weissmandl e Gisi Fleischmann come leader. Il rabbino Weissmandl e il Working Group in generale avviano i negoziati con i tedeschi e, dopo il pagamento di un riscatto di dollari e di tangenti, i trasporti dalla Slovacchia si fermano per due anni. 21 maggio 1942: Il rapporto del BundIl "Bund" era un gruppo socialista ebraico in Polonia. sull'assassinio di ebrei viene inviato a Londra e trasmesso dalla BBC il 2 giugno 1942. 27 luglio 1942: Ignacy Schwarzbart, membro ebreo del governo polacco in esilio a Londra, invia un cablogramma al Congresso ebraico mondiale di New York descrivendo l'assassinio di massa degli ebrei nel ghetto di Varsavia da parte dei tedeschi. Fine estate 1942: Il rabbino Solomon Schonfeld convince il Colonial Office a permettere agli ebrei di trovare un rifugio sicuro presso le Isole Mauritius. Agosto 1942: Gerhart Riegner invia un cablogramma a Stephen Wise in USA e a Sidney Silverman a Londra (entrambi membri del Congresso ebraico mondiale) descrivendo il piano dei tedeschi per la "Soluzione finale" (Silverman era anche membro del Parlamento). 2 settembre 1942: Yitzchak e Recha Sternbuch inviano un cablogramma che descrive la "Soluzione Finale" alla Vaad Hatzalah di New York. Estate-autunno 1942: Jan Karski, ufficiale dell'esercito polacco non ebreo e affiliato alla resistenza polacca, viene introdotto di nascosto per due volte nel ghetto di Varsavia e forse nel Campo di sterminio di Bełżec. In seguito riferì quanto osservato con una relazione dettagliata inviata a Londra al Ministro degli Esteri Anthony Eden. Nel 1943 informò il Presidente Roosevelt, che si disinteressò della questione. Autunno 1942: Il rabbino Weissmandl avvia i negoziati con i tedeschi nell'ambito del Piano Europa. I nazisti dichiarano di accettare di bloccare i trasporti provenienti dalla maggior parte dei Paesi in cambio di una cifra pari a circa 2 milioni di dollari con un anticipo del 10%. Sfortunatamente l'offerta non fu presa sul serio.Quest'ultimo tradimento viene spesso occultato, la tipica scusa addotta è che era illegale trasferire denaro ai tedeschi. Gli apologeti "dimenticano" opportunamente che i diplomatici che salvarono gli ebrei agirono "illegalmente". Yad Vashem definisce il Piano Europa "un trucco nazista". Fine 1942: Dopo aver appreso delle atrocità in Europa, il leader dell'Irgun Hillel Kook e il suo gruppo di emissari (shlichim) in America mettono in secondo piano gli obiettivi sionisti, si dedicano al salvataggio dei loro fratelli e formano il Comitato di emergenza per salvare il popolo ebraico in Europa (Emergency Committee to Save the Jewish People of Europe o "Gruppo Bergson"). Il rabbino Solomon Schonfeld convince molti leader della Chiesa britannica e parlamentari ad approvare una mozione che consente agli ebrei che riescono a sfuggire ai nazisti e ai fascisti di trovare un rifugio temporaneo nell'Impero britannico. Molti appoggiano il piano, ma omettono la Palestina come potenziale rifugio e il piano viene ostacolato dalla lobby sionista locale. 2 febbraio 1943: La Germania perde la battaglia di Stalingrado, punto di svolta nella guerra. 9 marzo 1943: Prima rappresentazione dello spettacolo "We Shall Never Die" di Ben Hecht al Madison Square Garden di New York, organizzato dal Gruppo Bergson davanti a persone. Dopo un'altra rappresentazione newyorkese, lo spettacolo fu replicato a Washington, Filadelfia, Boston e Los Angeles. Le rappresentazioni previste in altre città furono ostacolate dalla leadership ebraica americana. Luglio 1943: Jan Karski si incontrò di nuovo con Roosevelt e informò il giudice ebreo della Corte Suprema Felix Frankfurter, il Segretario di Stato Cordell Hull, William Joseph Donovan (a capo dell'OSS, Office of Strategic Service, in tempo di guerra), Stephen Wise e altri, tra cui personalità di Hollywood. I suoi rapporti furono generalmente ignorati. Più tardi scrisse: "Nessuno ha fatto abbastanza". 6 ottobre 1943: Marcia dei rabbini ortodossi a Washington con Hillel Kook. Gennaio 1944: Il Presidente Roosevelt è costretto dal Gruppo Bergson, dal Segretario al Tesoro Henry Morgenthau, dal suo team e anche dai rabbini ortodossi a istituire il War Refugee Board, che contribuì al salvataggio di oltre ebrei. 19 marzo 1944: Occupazione dell'Ungheria da parte della Germania. 7 aprile 1944: Wetzler (Jozef Lánik) e Rosenberg (Rudolf Vrba) fuggono da Auschwitz. Fine aprile 1944: Distribuzione iniziale dei Protocolli di Auschwitz. Il dottor Rezsö Kasztner visita Bratislava, chiede e ottiene una copia anche in lingua ungherese. Maggio 1944: Anche Arnost Rosin e Czeslaw Mordowitz fuggono da Auschwitz e vengono interrogati dal Working Group di Bratislava. 15 maggio 1944: Iniziano le deportazioni giornaliere di ebrei ungheresi verso Auschwitz. 20 giugno 1944: George Mantello ottiene una copia dei Protocolli di Auschwitz dal diplomatico rumeno Florian Manoliu, che a sua volta lo aveva ricevuto da Miklós (Moshe) Krausz a Budapest. Mantello riassume e pubblicizza immediatamente il rapporto (24 giugno). Giugno 1944: Inizio della campagna di stampa svizzera, delle prediche nelle chiese e delle proteste popolari contro la barbarie dell'Europa. 7 luglio 1944: Il reggente ungherese Miklós Horthy blocca i trasporti dall'Ungheria dopo aver ricevuto pesanti minacce da parte dei leader degli alleati.
Stati Albania
A differenza di molti altri paesi dell'Europa orientale sotto l'occupazione nazista, l'Albania rappresentò per gli ebrei un rifugio sicuro, grazie anche alla popolazione mista musulmana e cristiana, oltre ad una lunga tradizione di tolleranza. Alla fine del 1938 era l'unica in Europa a concedere ancora visti agli ebrei attraverso l'ambasciata a Berlino. Dopo l'occupazione nazista dell'Albania, il paese si rifiutò di consegnare la piccola popolazione ebraica ai tedeschi, a volte anche fornendo alle famiglie ebree documenti falsi. Durante la guerra circa ebrei vi cercarono rifugio; molti si ripararono nelle zone rurali, dove erano protetti dalla stessa popolazione locale. Alla fine della guerra il numero degli ebrei risultò maggiore rispetto al periodo prebellico, rendendo l'Albania l'unico paese in Europa in cui la popolazione ebraica aumentò durante la seconda guerra mondiale. Su un totale di duemila ebrei solo cinque ebrei albanesi morirono per mano dei nazisti: furono scoperti dai tedeschi e deportati a Pristina.
Tra febbraio e marzo del 1939 il re Zog I di Albania concesse asilo a 300 rifugiati ebrei prima di essere rovesciato dai fascisti italiani nell'aprile dello stesso anno. Quando gli italiani chiesero al governo fantoccio albanese di espellere i rifugiati ebrei, i leader albanesi si rifiutarono, e negli anni successivi altre 400 persone trovarono asilo in Albania.
Durante la guerra alcune zone del Kosovo e della Macedonia occupate dalle forze dell'Asse furono annesse all'Albania, e in questi territori furono catturati e poi uccisi circa 600 ebrei.
Refik Veseli fu il primo albanese a ricevere il titolo di Giusto tra le nazioni. Dichiarò che tradire gli ebrei "avrebbe disonorato il suo villaggio e la sua famiglia. Come minimo la sua casa sarebbe stata distrutta e la sua famiglia bandita". Il 21 luglio 1992 fu riconosciuto come Giusto tra le nazioni Mihal Lekatari, un partigiano di Kavajë. Lekatari è noto per aver rubato documenti d'identità in bianco dal comune di Harizaj e averli distribuiti con nomi musulmani ai rifugiati ebrei.
Nel 1997 Shyqyri Myrto fu premiato per aver salvato gli ebrei con il premio Courage to Care della Lega Antidiffamazione, consegnato a suo figlio Arian Myrto. Nel 2006 fu posta una targa in onore della compassione e del coraggio dell'Albania durante l'Olocausto nell'Holocaust Memorial Park a New York, alla presenza dell'ambasciatore albanese presso le Nazioni Unite. Al 1º gennaio 2022 i Giusti albanesi individuati e onorati da Yad Vashem sono 75 (settantacinque).
Belgio
Nell'aprile del 1943 alcuni membri della Resistenza belga bloccarono il ventesimo convoglio per Auschwitz, liberando 231 prigionieri. Diversi governanti locali fecero il possibile per ostacolare il processo di registrazione degli ebrei voluto dai nazisti. Molte persone salvarono i bambini nascondendoli in case private e collegi, come Marie e Emile Taquet che sistemarono decine di ragazzi ebrei in una scuola o in casa. Dei circa ebrei presenti in Belgio nel 1940 si stima che furono deportati e solo circa sopravvissero.
Il reverendo Bruno Reynders, un monaco cattolico, sfidò i nazisti, seguendo la direttiva di Papa Pio XII per salvare gli ebrei: collaborò con gli orfanotrofi locali, le suore cattoliche e la Resistenza belga per creare false identità ai bambini ebrei i cui genitori li avevano lasciati volontariamente nel tentativo di salvarli dalla deportazione nei campi di sterminio. Padre Bruno rischiò la vita per aver tenuto fede ai suoi valori e aver salvato le vite di circa 400 bambini ebrei. È onorato come un righteous gentiles da Yad Vashem.
Padre Joseph André fu un altro prete cattolico che assicurò dei nascondigli sicuri a bambini e adulti ebrei presso famiglie belghe, orfanotrofi e altre istituzioni.
Bolivia Tra il 1938 e il 1941 circa ebrei ottennero i visti per la Bolivia nell'ambito di un programma di visti agricoli. Anche se la maggior parte si trasferì nei paesi limitrofi (Argentina, Uruguay, Cile), alcuni rimasero e diedero vita ad una comunità ebraica in Bolivia.
Bulgaria
La Bulgaria entrò a far parte delle potenze dell'Asse nel marzo del 1941, partecipando all'invasione della Jugoslavia e della Grecia. I territori della Grecia, Macedonia e altre nazioni occupate dalla Bulgaria durante la seconda guerra mondiale non erano considerate bulgare: erano amministrati dalla Bulgaria pur non avendo voce in capitolo sugli affari di queste terre.
Il governo alleato nazista della Bulgaria, guidato da Bogdan Filov, assistì pienamente e attivamente all'Olocausto nelle aree occupate. A Pasqua del 1943 la Bulgaria radunò una gran parte degli ebrei in Grecia e Jugoslavia, li trasportò attraverso la Bulgaria e li consegnò per il convoglio tedesco verso Treblinka, dove quasi tutti furono uccisi. Il governo bulgaro deportò dalla Grecia e dalla Macedonia una percentuale più alta di ebrei rispetto agli occupanti tedeschi nella regione.
La partecipazione attiva della Bulgaria all'Olocausto non interessò però il territorio prebellico, e dopo le varie proteste dell'arcivescovo Stefan di Sofia e l'intervento di Dimităr Pešev la prevista deportazione degli ebrei bulgari (circa ) fu interrotta, per poi negare la deportazione nei campi di concentramento. La Bulgaria fu ufficialmente ringraziata dal governo di Israele nonostante fosse stata un'alleata della Germania nazista.Dr Michael Bar-Zohar, Beyond Hitler's Grasp: The Heroic Rescue of Bulgaria's Jews. .