Biografia Nel 1960 Wanda Miletti, alla morte del marito Salvatore Ferragamo, prende la direzione dell'azienda di famiglia, occupandosi anche dei loro sei figli.

Ferruccio è il primo dei figli maschiAlberto Mazzuca. op. cit., p. 108. e dopo gli studi entra in azienda affiancando la madre e la sorella maggiore Fiamma nella gestione dell'azienda. Nel 1970 diventa direttore generale, incarico che manterrà fino al 1984 quando viene nominato amministratore delegato. Durante il suo mandato fa realizzare tutti i prodotti, ovvero scarpe, abbigliamento, accessori, all'esterno da quelli che chiama "partner produttivi"Alberto Mazzuca, op. cit. p. 111. con un indotto di persone in tutta Italia.

Mantiene l'incarico sino al 2006, anno in cui l'azienda è affidata a manager esterni. Con il ruolo di presidente porta l'azienda a quotarsi in Borsa, supervisionando l'offerta pubblica iniziale nel 2011.

A lui si deve l'introduzione di una regola per gestire la continuità della partecipazione familiare nell'azienda: dato l’alto numero di discendenti, vengono richiesti specifici requisiti di studi e competenze, con un massimo di tre nipoti ammessi in azienda per generazione.Alberto Mazzuca, op. cit. p. 112.

Nell'aprile 2021 lascia la presidenza del gruppo al fratello Leonardo, rimanendo nel consiglio di amministrazione della Holding Ferragamo Finanziaria.

Ferruccio Ferragamo si è impegnato anche in altri settori; poiché considera "Firenze la città più bella del mondo"Alberto Mazzuca. op. cit., p. 113. si interessa di arte (patrocinando i restauri della Fontana del Nettuno dell’Ammannati in Piazza della Signoria a Firenze, di otto sale della Galleria degli Uffizi e delle statue nella piazza medicea e davanti a Palazzo Vecchio). Si interessa anche di cause umanitarie e sociali (una partnership con l’ospedale pediatrico Meyer con un finanziamento di 1,5 miliardi in tre anni).

È stato presidente di Polimoda dal 2008 al 2026 ed è attualmente vicepresidente di Fondazione Careggi, organizzazione no-profit costituita nel 2012 dall’azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze.

Vita privata È proprietario della tenuta del Borro (prima dei Medici, poi di Amedeo d'Aosta), 1100 ettari nell'Aretino: ha restaurato l'intero borgo recuperandone i fasti.Alberto Mazzuca, op.cit., p.112 Nella tenuta lavorano due dei figli, Salvatore e Vittoria.

Onorificenze e riconoscimenti

2004, premio Ernst&Young, Imprenditore dell’anno per la categoria “Quality of life”

2008, Premio Boccaccesca

2026, Laurea honoris causa in Scienze e Tecnologie Agrarie dell’Università degli Studi di Firenze

Note

Bibliografia Alberto Mazzuca, I numeri uno del made in Italy, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano, 2005 ISBN 88-8490-796-9

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