La gazzella di Peters (Nanger petersii ) è una specie appartenente al complesso di specie delle gazzelle di Grant e al genere Nanger all'interno della famiglia dei Bovidi. È diffusa nell'Africa orientale, soprattutto nel Kenya costiero, e vive in paesaggi di savana aperta. In origine tutte le gazzelle di Grant erano considerate appartenenti a un'unica specie. Studi genetici condotti all'inizio del XXI secolo le hanno però suddivise in tre linee indipendenti.

Descrizione La gazzella di Peters è una gazzella di piccole dimensioni e complessivamente più scura rispetto alle altre forme del complesso delle gazzelle di Grant. La lunghezza testa-corpo varia generalmente tra 155 e 166 cm, con un'altezza al garrese compresa tra 75 e 95 cm. La coda misura 20-28 cm. Il peso corporeo presenta un marcato dimorfismo sessuale: i maschi raggiungono in media 55-80 kg, mentre le femmine si attestano tra 35 e 45 kg. Anche la lunghezza delle corna è differenziata, con valori di 50-80 cm nei maschi e di 30-43 cm nelle femmine.

La colorazione del mantello è fulvo-brunastra e relativamente scura; una larga banda bruno-fulva si estende dal collo fino alla coda, dividendo in due la macchia bianca del posteriore. Questa caratteristica consente di distinguere facilmente la specie dalla gazzella di Grant, che presenta invece una macchia caudale bianca molto più ampia, separata da una stretta striscia scura. In N. petersii la macchia bianca del posteriore è più stretta e più corta rispetto alle altre forme di gazzella di Grant, estendendosi solo fino all'ano. Le strisce pigali sono ben sviluppate.

Le strisce facciali appaiono attenuate; sopra l'occhio è presente una banda biancastra, mentre sul muso si osserva una macchia nasale bruna. Le corna sono relativamente corte e quasi diritte, divergendo solo leggermente verso l'esterno.

Distribuzione e habitat La gazzella di Peters è una specie endemica dell'Africa orientale, con un areale naturale limitato al Kenya e alla Somalia. In Kenya è presente soprattutto nella parte nord-orientale e costiera del paese, con una distribuzione che si estende dalla valle del fiume Tana fino all'area del Parco nazionale di Tsavo Est. In Somalia la specie occupa prevalentemente le regioni sud-orientali, dove rappresenta una delle gazzelle tipiche delle pianure costiere e subcostiere. L'areale complessivo risulta relativamente ristretto e frammentato, caratteristica che contribuisce alla vulnerabilità della specie.

La specie predilige ambienti aridi e semi-aridi, in particolare aree di semideserto e savane aperte. Vive soprattutto in pianure con vegetazione rada, caratterizzate da erbe basse, arbusti sparsi e copertura arborea limitata, che permettono una buona visibilità dell'ambiente circostante e facilitano la fuga dai predatori. Questi habitat, soggetti a forti variazioni stagionali delle precipitazioni, favoriscono uno stile di vita adattato allo sfruttamento opportunistico delle risorse vegetali disponibili.

Biologia La struttura sociale è flessibile e varia a seconda della stagione e dello stato riproduttivo. I gruppi familiari possono essere costituiti da sole femmine, da femmine con i piccoli, da gruppi di maschi scapoli oppure, al di fuori della stagione riproduttiva, da branchi misti contenenti individui di entrambi i sessi. Le femmine con neonati e i maschi territoriali tendono invece a rimanere isolati e non partecipano ai gruppi principali.

La dieta è generalista: la specie si nutre preferenzialmente delle parti vegetali più verdi e tenere disponibili, comprendendo erbe, foglie di arbusti, erbe basse e germogli, con variazioni stagionali legate alla disponibilità delle risorse.

I principali predatori includono il ghepardo e il licaone, mentre i piccoli sono particolarmente vulnerabili agli sciacalli. Al di fuori della stagione riproduttiva, le gazzelle formano gruppi misti; durante il periodo degli amori, invece, i maschi adulti diventano fortemente territoriali. Essi delimitano il proprio territorio mediante accumuli di sterco e marcature urinarie e lo difendono da tutti gli altri maschi maturi. Le interazioni iniziano generalmente con esibizioni minacciose e possono degenerare in combattimenti violenti tra maschi confinanti.

I maschi territoriali cercano di trattenere le femmine all'interno dei propri territori attraverso posture ed esibizioni, ma non inseguono le femmine quando queste entrano nei territori di altri maschi. La specie è dotata di eccezionali capacità di corsa e può raggiungere velocità molto elevate, fino a circa 97 km/h, caratteristica fondamentale per sfuggire ai predatori nelle savane aperte.

Riproduzione La gestazione in Nanger petersii dura in media circa 198 giorni e ogni parto dà generalmente alla luce un solo piccolo. Lo svezzamento avviene intorno ai sei mesi di età, mentre la maturità sessuale viene raggiunta approssimativamente a 18 mesi. L'aspettativa di vita in natura può raggiungere i 14 anni.

Le nascite mostrano un picco stagionale nei mesi di gennaio e febbraio. Al momento del parto, la femmina si allontana temporaneamente dal branco per cercare un luogo ben nascosto, dove mettere al mondo il piccolo al riparo dai predatori. Le femmine che hanno partorito di recente tendono a rimanere vicine tra loro, probabilmente come strategia di protezione collettiva. I neonati rimangono immobili e ben mimetizzati per i primi giorni di vita; quando sono in grado di camminare, seguono la madre e si uniscono nuovamente a un branco.

Tassonomia

Sistematica di Nanger (Bibi, 2013) La gazzella di Peters ricevette il suo nome scientifico nel 1884 dallo zoologo tedesco Albert Günther, che la descrisse come Gazella petersi. La località tipo, Gelidja, si trova nei pressi della foce del fiume Tana nell'Oceano Indiano. Oggi la specie è assegnata al genere Nanger, che appartiene alla sottofamiglia Antilopinae della famiglia dei Bovidi, e alla tribù Antilopini. Le gazzelle del genere Nanger si distinguono dagli altri generi affini (Gazella, Eudorcas e Antilope) per una corporatura relativamente più grande, formando con essi un gruppo strettamente imparentato. Ulteriori differenze riguardano la conformazione della macchia dorsale ("specchio"), che nelle specie di Nanger si restringe lateralmente, nonché l'estensione del rinario, che arretra meno che in Gazella ma più che in Eudorcas. Inoltre si osserva una tendenza alla riduzione del disegno del mantello. Dal punto di vista scheletrico si notano crani relativamente lunghi, una regione preorbitale poco sviluppata e alcuni caratteri distintivi delle corna e della dentatura.

Sistematica delle gazzelle di Grant (Lorenzen et al., 2008) Nella maggior parte delle classificazioni, al genere Nanger vengono assegnate, oltre alle gazzelle di Grant, altre due specie: la gazzella di Sömmerring (Nanger soemmerringii) e la gazzella dama (Nanger dama). Numerosi studi molecolari mostrano che queste ultime due sono più strettamente imparentate tra loro, mentre le gazzelle di Grant costituiscono il gruppo fratello. Alcune analisi, tuttavia, avvicinano maggiormente le gazzelle di Grant alla gazzella di Sömmerring. Per lungo tempo le gazzelle di Grant furono considerate un'unica specie, denominata scientificamente Nanger granti, con varie sottospecie, tra cui le più note erano la gazzella di Peters (N. g. petersii) e quella di Bright (N. g. notatus). Studi genetici del 1996 e del 2008 mostrarono un'elevata variabilità genetica e la presenza di tre linee monofiletiche, di cui almeno due (la meridionale e la settentrionale) senza segni di ibridazione. Gli autori proposero quindi di considerarle specie distinte, ipotesi estesa anche alla gazzella di Peters per il suo isolamento geografico e le marcate differenze morfologiche. In questo modo le gazzelle di Grant formano un complesso di specie. Nel 2011 Colin P. Groves e Peter Grubb elevarono formalmente le tre linee al rango di specie. Studi successivi hanno confermato tale interpretazione. Analisi del 2021 indicano che la gazzella di Peters si separò dalla linea ancestrale comune nel passaggio tra il Pleistocene medio e superiore, circa 134.000 anni fa, mentre la gazzella di Grant e quella di Bright si separarono circa 96.000 anni fa. È stata inoltre individuata una popolazione ibrida tra la gazzella di Grant e quella di Peters nell'area del Parco nazionale di Mkomazi, nella Tanzania nord-orientale.

Conservazione La gazzella di Peters è una specie minacciata principalmente dall'espansione delle attività agricole, che agisce sia direttamente attraverso la perdita e la frammentazione dell'habitat, sia indirettamente tramite la competizione con il bestiame domestico in rapido aumento. L'incremento delle superfici coltivate e dei pascoli riduce infatti le aree di savana aperta e semideserto idonee alla specie, limitando la disponibilità di risorse alimentari e di siti sicuri per la riproduzione.

A queste pressioni si aggiungono il declino delle popolazioni causato dalla caccia e dallo sviluppo intensivo delle zone costiere, in particolare nelle regioni del Kenya orientale e della Somalia sud-orientale. L'insieme di questi fattori ha determinato una contrazione dell'areale e una riduzione numerica delle popolazioni, rendendo necessarie misure di conservazione mirate per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie.

Attualmente la popolazione complessiva è costituita da 1.500-2.500 esemplari e la IUCN (che valuta la specie come una sottospecie della gazzella di Grant) la classifica come «specie in pericolo» (Endangered)

Note

Altri progetti

Categoria:Bovidi Categoria:Fauna endemica del Kenya Categoria:Fauna endemica della Somalia Categoria:Taxa descritti nel 1884