Biografia
Infanzia e giovinezza
Tatiana – chiamata familiarmente Tania – era la secondogenita di Apollon Aleksandrovič Schucht e di Julija Grigor'evna Ghirschfeld. Il padre aveva lontane ascendenze tedesche grazie a un avo paterno proveniente dalla Sassonia., la madre, figlia del celebre avvocato di Pietroburgo Grigorij Ghirschfeld, aveva frequentato dei corsi femminili, gli stessi seguiti più tardi da Nadežda Krupskaja – che avrebbe sposato Lenin –, e il cognato di Apollon, Osip, aveva studiato con Lenin all'università di Kazan'.. In gioventù, concluso il ginnasio, Apollon seguì le orme del padre venendo ammesso alla prestigiosa Scuola di Cavalleria Nikolaevskoe. Qui attraverso un compagno di studi conobbe una coppia di socialisti, lesse testi di studiosi e filosofi progressisti e rimase affascinato dai valori rivoluzionari, iniziando in seno all’esercito, soprattutto fra gli ufficiali giovani, un’attività clandestina al fine di formare dirigenti pronti all’azione insurrezionale. Sospettato e messo sotto sorveglianza dalla polizia, decise di lasciare l’esercito e si diede da fare per costituire dei piccoli circoli nei quali veniva studiata la teoria rivoluzionaria. In uno di quegli incontri segreti conobbe Julija che sposò nell'aprile del 1885..
Tatiana nacque a Samara nel 1887, dove la famiglia si era trasferita. Ma le attività clandestine del padre e i suoi contatti con il populismo russo di carattere socialista furono scoperte e Apollon venne dapprima imprigionato e poi relegato in Siberia a Tomsk.. Ottenuto dopo un certo tempo il permesso di lasciare il confino, dapprima gli Schucht ritornarono a Samara dove il padre strinse un sodalizio con Lenin; poi, nel 1894, la famiglia di Apollon si trasferì in Svizzera.. A casa i coniugi si occupavano della formazione culturale delle figlie, parlando loro di letteratura e di scienze e trasmettendo alle giovani l'amore per la musica colta e per quella popolare russa.. Dopo Zurigo e Ginevra fu la volta di Montpellier dove la primogenita Nadine conseguì nel 1905 il diploma di pianoforte e tre anni dopo la laurea in Lettere – avendo inoltre frequentato la Facoltà di Scienze –, divenendo infine una insegnante di francese a Tiflis, l’odierna Tbilisi..
In tale stimolante ambiente familiare e in questa temperie culturale crebbe Tatiana Schucht che, influenzata dall'ingegno duttile ed eclettico della sorella maggiore, volle seguirne l'esempio: a Montpellier studiò violoncello,. frequentò e completò i corsi di pedagogia, e il 15 ottobre 1908 maturò il «diploma primario superiore» per l'insegnamento di lingua e letteratura francese agli stranieri presso l'Università. S'iscrisse anche alla facoltà di Medicina, sebbene dalle ricerche condotte sui registri degli studenti consultabili nell'archivio storico della suddetta facoltà, il suo nome non compaia. In quello stesso 1908 la famiglia si trasferì a Roma, dove Tatiana si iscrisse alla facoltà di Scienze e allo stesso tempo seguì insieme alla sorella Eugenia le lezioni di disegno all'Accademia di Belle Arti. e tornò a frequentare la facoltà di Medicina; conseguì la laurea in Scienze ma non quella in Medicina, non avendo superato tutti gli esami richiesti.
Dopo qualche anno, a varie riprese tutti i membri della famiglia Schucht ritornarono in Russia, tranne Tatiana che decise di rimanere a Roma. dove fu docente di scienze naturali e di matematica dal 1912 al 1924 all’istituto Crandon, nel quale la formazione era di stampo metodista. La Schucht dette anche lezioni private, lavorò come assistente alla Stazione di pescicoltura, dal 1914 fu nella redazione dell'Istituto agrario internazionale di Roma e si interessò in concreto di patologie malariche nei bambini anche presso istituti specializzati.. Fra il 1915 e il 1916 lavorò come infermiera al Policlinico Umberto I, forse collaborando con Raffaele Bastianelli e con il professor Vittorio Puccinelli, dei quali seguiva le lezioni universitarie e coi quali rimase in buoni rapporti anche in seguitoCfr. . Fra le sue carte è conservata una lettera d'amore in francese, datata 20 marzo 1916, probabilmente mai spedita, per un destinatario ignoto che potrebbe essere stato un medico dell'équipe di Bastianelli, se non lo stesso Bastianelli o PuccinelliCfr. .
L'incontro con Gramsci Da quando Apollon aveva lasciato l'Italia, i contatti tra Tania e la sua famiglia erano divenuti molto sporadici, se non interrotti addirittura. Ci è pervenuta infatti solo una lettera datata 8 ottobre 1922 nella quale, scrivendo in risposta a una missiva del padre, la donna fornisce informazioni scarne e generiche sulla propria vita.
Nel 1922 il leader comunista italiano Antonio Gramsci, durante una sua permanenza in Russia, entrò in contatto con la famiglia Schucht, avendo dapprima una breve relazione sentimentale con Eugenia e subito dopo legandosi in modo definitivo a Giulia; quest'ultima divenne la sua compagna di vita. A Gramsci, nello stesso 1922, fu chiesto di trovare Tania quando fosse rientrato in Italia; ma il ritorno fu possibile non prima della fine di maggio del 1924; egli era stato dapprima ricoverato a Mosca e poi, raggiunto da un mandato di arresto italiano (spiccato nel gennaio del '23), dovette attendere di essere eletto deputato per poter usufruire dell'immunità parlamentare e così tornare in patria.
Tania aveva cambiato spesso domicilio negli anni, restando però sempre nell'area compresa tra il Policlinico Umberto I e il Quartiere Coppedè, ospite per lo più di antibolscevichi e, di tanto in tanto, della famiglia della sua amica Nilde Perilli. Fu proprio da lei che Gramsci iniziò le sue ricerche. La Perilli lo informò che Tania era ricoverata al Policlinico, nella clinica di Bastianelli, senza che avesse una particolare patologia; Gramsci scrisse il 22 giugno a Giulia di avere finalmente l'indirizzo di Tania, ma quando ebbe modo e tempo di andare al Policlinico venne a sapere che non era più lì e che, come riferì alla moglie il 21 luglio, era «partita per i bagni, chi diceva a Pescara e chi in Toscana»; in effetti Tatiana era a Pescara e vi sarebbe rimasta fino ad ottobre. Tania sapeva che il marito della sorella la stava cercando, ma cercava di fuggirlo e disdisse alcuni degli appuntamenti presi attraverso la Perilli. Gramsci non si diede per vinto, anche perché a seguito della ripresa delle relazioni diplomatiche tra l'Italia e l'URSS aveva potuto constatare che Tania era «conosciuta all'Ambasciata russa» presso la quale si era registrata.
Il 16 gennaio 1925 Gramsci informò la moglie che conosceva finalmente l'indirizzo di Tania, «a duecento metri di distanza» dalla sua nuova abitazione in via Morgagni, e che sarebbe andato presto a trovarla. Intanto poteva dirle che la donna non se la passava molto bene e che l'avrebbe aiutata a trovare un'occupazione più rispondente alle sue capacità e meglio retribuita. Le ricerche andarono a buon fine grazie all’intervento di un certo Stucevski che trovò il recapito di Tatiana fra gli indirizzi di una sua amica., e i due ebbero così modo di incontrarsi il 1º febbraio.
Gramsci riferì a Giulia che Tania era politicamente «molto più vicino a noi di quanto mi avevano fatto credere» e che però criticava il governo sovietico per «la libertà di stampa negata agli "esserre"Si tratta dei membri del partito social-rivoluzionario russo, detti "ėsery", dalla sillabazione in lingua russa delle iniziali SR. e i patimenti che in alcune prigioni devono soffrire una certa IsmailiaIl riferimento è a Aleksandra Adolf'ovna Izmajlovič (1878-1941), compagna della Spiridonova e con lei nella prigione di Akatuj in Siberia fino al 1917. Al tempo dell'incontro tra Tania e Gramsci, nel 1925, erano entrambe in esilio a Kaluga. [...] e la Spiridonova: vorrebbe lavorare per i soviet, ma le hanno fatto credere che i rappresentanti a Roma dei soviet sono tutte canaglie corrotte e non vorrebbe avere niente di comune con loro».
Dopo l'incontro con Gramsci, la donna, persuasa dal dirigente comunista a entrare nell’apparato dell'URSS, trovò un impiego presso l’Ambasciata sovietica di Roma, pur continuando, secondo quanto riferisce Nilde Perilli, a lavorare all’istituto Crandon.. La corrispondenza fra Tania e la sua famiglia in Russia ricominciò, e dalle sue lettere della primavera del 1925 si apprende che fra lei e Gramsci si era instaurata una collaborazione stretta: Tania aveva cominciato a fare per lui delle traduzioni dal russo, fra cui quelle di un capitolo della Teoria del materialismo storico di Bucharin, testo che Gramsci avrebbe poi utilizzato per le dispense della scuola di partito; i due cognati considerarono l'ipotesi di affittare insieme un appartamento e Tania iniziò anche a lavorare come traduttrice per il partito italiano.
Nell'ottobre 1925, accompagnata dalla sorella Eugenia, Giulia raggiunse Gramsci a Roma col figlio Delio, nato nel 1924; fino all'estate 1926 Tatiana visse in un appartamento in via Trapani con le due sorelle e col bambino; nel settembre 1926 tornò a vivere in via Musa con la famiglia dell'esule socialrivoluzionario Isaak SchreiderCorrispondenti e familiari, in .
L'assistenza a Gramsci prigioniero
Una lettera di Tania ai familiari in Russia, scritta poco dopo l'arresto di Gramsci, contiene un resoconto degli ultimi giorni di libertà del deputato comunista e degli avvenimenti che portarono alla sua cattura; in essa Tania cercava di rassicurare circa l'assistenza del partito italiano e l'efficacia delle pressioni che il governo sovietico avrebbe potuto esercitare su quello fascista per ottenere un prossimo rilascio di suo cognato. Il PCd'I diede incarico a Tania di recuperare e mettere al sicuro libri e carte di Gramsci. Dal dicembre 1926, anche grazie al suo impiego presso l'Ambasciata sovietica, la Schucht diventò, secondo un biografo, «il principale canale di smistamento delle lettere di Gramsci ai familiari e viceversa».
Nel maggio 1927 Tania si trasferì a Milano per assistere Gramsci che era recluso a San Vittore, e cominciò a lavorare per la Rappresentanza commerciale dell'URSS. Dall'inizio dell'anno si era iscritta al Partito comunista sovietico. Fra il settembre 1927 e il gennaio 1928 Tania ebbe frequenti colloqui in carcere col cognato; il loro primo incontro ebbe luogo solo il 5 settembre, perché in precedenza Tania si era ammalata ed era stata ricoverata all'ospedale Fatebenefratelli. A gennaio 1928 si ammalò ancora e fu nuovamente ricoverata fino a maggio. Nei primi anni della prigionia di Gramsci, la posizione economica di Tania si era rinsaldata grazie all’impiego di interprete al settore esportazioni e di curatrice della corrispondenza presso la Rappresentanza commerciale, e questo le permise di inviare alla famiglia in Russia rimesse finanziarie che contribuirono all’acquisto di una nuova casa..
A settembre 1928 trovò impiego alla Delegazione commerciale sovietica a Milano; lo stesso mese incontrò Piero Sraffa. Il giovane economista era vicino al PCd'I ed era amico personale di Gramsci e di Palmiro Togliatti; con lui Tania collaborò strettamente nell'assistere materialmente e moralmente Gramsci fino alla morte di quest'ultimo.