Biografia Le origini Di origine operaia, Pierre Pucheu è stato ammesso al concorso dell'École normale supérieure. All'età di venticinque anni,Alfred Fabre-Luce, Journal de la France 1939-1944, Fayard, 1969, p. 585. lasciò il mondo umanistico per unirsi a quello industriale dove la sua carriera lo portò successivamente alle Fonderie di Pont-à-Mousson (oggi Saint-Gobain), poi al Comptoir sidérurgique de France dove coordinò le esportazioni dei produttori siderurgici francesi in tutta Europa. In questa posizione, si occupò del finanziamento di diversi gruppi fascisti con denaro proveniente principalmente dal Comité des forges.

Nel 1934 entrò a far parte del gruppo Croix-de-feu del colonnello de La Rocque, da cui si dimise nell'estate del 1935, dopo la bocciatura del suo rapporto "Vers une économie nouvelle", nel quale attacca sia il capitalismo che il comunismo e sostiene la causa "per una terza via in cui i lavoratori e i sindacati sarebbero stati coinvolti nel processo decisionale".Gilles Antonowicz, L'Enigme Pierre Pucheu, Nouveau monde, 2018, p. 30.

Successivamente si unì al Partito Popolare Francese (PPF) che Jacques Doriot aveva appena fondato, dove fu membro dell'ufficio politico. Si dimise nell'autunno del 1938, criticando Doriot per la sua approvazione degli accordi di Monaco e la sua raccolta di fondi nascosti dal governo fascista italiano,Victor Barthélemy, Du Communisme eu fascisme,Albin Michel, p. 141, et Claude Popelin, Arènes politiques, Fayard, 1974, p. 127. senza però menzionare i fondi provenienti dalla Germania nazista.

Si allontanò quindi dalla vita politica per assumere nel 1939 la gestione degli stabilimenti Japy, dipendenti dal gruppo Worms, e diventando presidente del Comptoir sidérurgique de France. Alla fine del 1940 divenne presidente del Comitato Organizzatore per le macchine da ufficio, e poi di quello delle industrie meccaniche, incaricato dei contatti con i servizi ufficiali tedeschi.

Ministro del governo di Vichy Pucheu entrò nel governo dell'ammiraglio Darlan il 25 febbraio 1941 in compagnia di diversi altri "tecnocrati" (François Lehideux, Jacques Barnaud), vicini alla banca di Worms. Nominato Segretario di Stato per la produzione industriale, il suo rapporto con l'occupazione della Germania è stato variamente apprezzato dagli storici.

Secondo Robert Aron, promotore della "tesi della spada e dello scudo", «rallenta l'esecuzione degli ordini della Wehrmacht».Robert Aron, Histoire de Vichy, Fayard, 1954, p. 387. Espresse anche la sua ostilità nei confronti della Germania opponendosi alla firma dei protocolli di Parigi in cui l'ammiraglio Darlan accettò di concedere aiuti militari ai tedeschi in Africa.Gilles Antonowicz, L’Énigme Pierre Pucheu, op. cit., pp. 75-80.

Secondo altre fonti, al contrario, Darlan poté contare su Pucheu e su quelli come lui più determinati a collaborare attivamente con la Germania. Già prima della guerra, come agente del cartello dell'acciaio, cercò di promuovere la cooperazione tra le industrie pesanti tedesche e francesi. Non era solo incline, ma anche determinato a unirsi al nemico. Nella produzione industriale, supervisionò la spedizione in Germania dei prodotti manifatturieri,Pour plus de détail voir «La contribution économique de l'Afrique du Nord française à l'Axe» (département de la guerre économique, section du blocus et du ravitaillement), Rapport 12 septembre 1942. lavorando allo stesso tempo anche da intermediario (come Bichelonne) per il trasferimento delle fabbriche francesi sotto la proprietà o il controllo tedesco: così facendo ne avrebbe beneficiato direttamente, in modo sostanziale, uscendone rafforzato nella propria attività.

La sua ambizione lo spinge ad accettare nuove funzioni. «Il mio interesse nella vita è limitato agli estremi, afferma un giorno all'ambasciatore svizzero. Finirò sul gradino più alto o al più basso, oppure di morte violenta. Per me, non c'è altra via d'uscita».Walter Stucki, La Fin du régime de Vichy, La Baconnière, 1947. Il 18 luglio 1941, fu nominato Segretario di Stato per gli Interni, poi promosso Ministro per tale carica il 11 agosto. Si confronta subito con gli attentati perpetrati contro i soldati tedeschi dai comunisti, entrati nella resistenza dopo la rottura del patto Molotov-Ribbentrop del 22 giugno 1941. Il primo attacco, in cui il colonnello Fabien uccide l'aspirante Moser nella metropolitana di Barbès, è avvenuto il 21 agosto 1941. Per evitare le rappresaglie annunciate dai tedeschi, Pucheu propose la creazione di una sezione speciale della Corte d'Appello di Parigi e della Corte di Stato che condanni a morte i sei attivisti comunisti con una legge retroattiva, per atti che, all'epoca in cui furono commessi, sarebbero stati punibili solo con cinque anni di carcere. Aveva creato, con decreto del 6 ottobre 1941, un servizio di polizia anticomunista. I tedeschi lo consideravano l'uomo più affidabile:Archives OSS rapport «Portrait d'un collaborationniste à double sens», 23 juillet 1943. in quel momento era il ministro anticomunista, quello la cui funzione è rassicurare l'occupante sulla sicurezza mentre sta attaccando verso est e nei confronti della Francia che ha, almeno potenzialmente, il partito comunista più forte al di fuori dell'URSS e della Cina.

A fine ottobre, per rappresaglia nei confronti dell'assassinio avvenuto a Nantes del tenente colonnello Holtz, capo della Kommandantur, i tedeschi decidono di fucilare 100 ostaggi, 50 subito, e 50 se gli autori dell'attentato non vengono scoperti entro le 48 ore successive. Pucheu interviene poi per "ottenere dai tedeschi la scelta preferibilmente verso militanti comunisti comprovati".Mémoire du capitaine Beigbeder au général de Gaulle, 21/07/1943, cité par Gilles Antonowicz, L’Énigme Pierre Pucheu, op. cit., p. 175.

I servizi del ministro dell'Interno del governo di cooperazione di Pétain, Pierre Pucheu, offrirono un elenco di 61 nomi, per lo più di ostaggi comunisti. «per evitare di lasciare uccidere cinquanta buoni francesi».La formule prêtée à Pucheu se trouve rapportée dans Henry du Moulin de Labarthète, Le Temps des illusions, éditions du Cheval aîlé, 1946, p. 354-355. Dei 27 fucilati a Châteaubriant, le liste di Pucheu ne contavano 17. Guy Môquet non era nelle liste di Pucheu, sono stati i tedeschi ad aggiungerlo secondo la propria politica sugli ostaggi..Marc Ferro, Pétain, ed. Fayard, Paris, 1987, p. 789 ; rééd. Hachette littérature, coll. «Pluriel», Paris, 2009, p. 789 , p. 345:

Nel complesso, i tedeschi si congratulano per la sua azione:"Le esecuzioni francesi continueranno ad avere più effetto delle esecuzioni tedesche; è auspicabile rafforzare il potere del ministro degli Interni francese".Y. Lecouturier, ibidem, p. 108.

Per evitare il proliferare di attentati (attentati condannati da de Gaulle che, pur plaudendo ai "ragazzi coraggiosi" che li commettono, li considera inopportuni) e altre rappresaglie di ostaggi seguite da esecuzioni capitali, Pucheu rintraccia spietatamente i colpevoli. La polizia riuscì in particolare ad arrestare sette membri del gruppo responsabile dell'attentato di Nantes, che sono stati consegnati al tribunale militare tedesco (competente a processare gli autori di atti lesivi delle truppe di occupazione), processati al Palazzo Borbone il 6 marzo 1942, condannati a morte e fucilati (sarà lo stesso per gli altri 27 membri del gruppo responsabile per l'attacco in cui il 1º marzo, uccisero una sentinella tedesca, e furono giudicati nell'aprile 1942 alla Maison de la Chimie).

Pucheu diventa allora la "bestia nera" dei comunisti, che vedono in lui il braccio armato della repressione tedesca:"I capi comunisti che in piena coscienza moltiplicano le insidie sul cammino del governo del maresciallo commettono una grave colpa che li escluderà da qualsiasi perdono".Y. Lecouturier, ibidem p. 110

Allo stesso tempo, però, nella zona franca, altrettanto spietatamente rintraccia le spie tedesche o i francesi che lavorano per i tedeschi, arrestati dalla Direction de la surveillance du territoire guidata dal suo vice, il comandante Henri Rollin, sulle informazioni fornite dai servizi di controspionaggio del colonnello Paul Paillole (637 agenti tedeschi vengono arrestati nella zona franca o in Nord Africa sotto il suo ministero, dando luogo a 119 condanne a morte pronunciate dai tribunali militari della zona franca o dell'Africa Francese del Nord, di cui 37 sono seguite da esecuzioni).Gilles Antonowicz, L’Énigme Pierre Pucheu, op. cit., pp. 100-117, 417Simon Kitson, Vichy et la chasse aux espions nazis, Autrement, 2005. Secondo Angelo Tasca (politico socialista italiano convertito al regime di Vichy), "faceva di tutto per silurare la Légion des volontaires français (LVF)", che reclutava nuove leve francesi per andare a combattere a fianco dei tedeschi sul fronte russo e vietava le riunioni del PPF di Doriot e del LVF (nella zona franca). Nel frattempo, provò senza successo a gennaio e febbraio 1942 ad allacciare legami con la resistenza non comunista, e in particolare con le reti dell'Alleanza e del Combat: non doveva assolutamente passare nella Resistenza, anzi; già nel 1942 cercava contatti con gli americani. Diethelm riporta il contatto tra lui e i circoli gollisti della rete di combattimento. Era sensibile alle opinioni americane sul Maghreb dove si era recato in viaggio nel marzo 1942. Ad Algeri elogia la politica di integrazione con l'Europa del Maresciallo (le infiltrazioni americane erano già note). Questo gli valse di essere rifiutato nella squadra di Laval per ordine dei tedeschi che ora lo consideravano un agente americano.

Dopo aver lasciato il governo Pucheu lasciò il governo al ritorno di Laval, il 18 aprile 1942. Lungi dal cessare le sue attività politiche, a settembre scrisse un rapporto per il maresciallo Pétain in cui castigava «la politica inutilmente umiliante» portata avanti da Laval con il suo ritorno al potere. «Lo sforzo bellico del Reich - scrisse - presto riconoscerà solo le cieche leggi della necessità. Di fronte alle illimitate esigenze in cui sarà progressivamente condotto nei nostri confronti, un governo francese rassegnato a piegarsi assumerà ogni giorno di più, di fronte al proprio Paese e di fronte al resto del mondo, l'apparenza e la realtà di un governo al servizio dello straniero». Invitò Pétain a «negoziare in segreto con gli Alleati» per stabilire con loro la data del loro sbarco nel Nord Africa francese, sbarco che ritiene imminente, in modo da «preparare un'operazione aeronavale su larga scala su Tolone per consentire alla flotta francese di fuggire con il minimo rischio».