Sermide (Sèrmad in dialetto basso mantovano e dialetto ferrarese) è il capoluogo comunale del comune di Sermide e Felonica (provincia di Mantova, Lombardia), di cui costituisce uno dei due municipi insieme a Felonica.
Fino al 28 febbraio 2017 ha costituito un comune autonomo. Il centro abitato è attraversato dal 45º parallelo, la linea che sarebbe equidistante fra il Polo nord e l'Equatore se la Terra fosse una sfera perfetta.
Storia
Le origini e i secoli medievali La teoria più accreditata sull'origine di Sermide fa risalire la fondazione del borgo alla calata dei Sarmati, un popolo di stirpe iranica proveniente dell'Europa orientale che fra il IV e il VI secolo d.C. discese nella penisola italica, mettendosi al servizio degli imperatori romani con compiti di salvaguardia e di difesa dei tratti più vulnerabili delle Alpi e del fiume Po, minacciati dai barbari. La mancanza di fonti impedisce di tracciare un quadro più definito dei secoli dell'alto Medioevo: un documento del re longobardo Astolfo, risalente al 749, indica la concessione all'abbazia di Nonantola dei diritti di pesca in loco Sarmata ed Bondeno. Due secoli dopo, saranno i vescovi di Mantova che, investiti di diversi territori padani da parte dei sovrani del Sacro Romano Impero, otterranno il controllo dell'area sermidese.
Già prima del 1000 il borgo godeva di una qualche forma di fortificazione ma fu solo dopo la rotta di Ficarolo del 1152 che, in seguito agli sconvolgimenti dovuti all'apertura del nuovo ramo del Po, Sermide acquisì una notevole importanza strategica, ritrovandosi ad essere l'estremo caposaldo orientale di un territorio mantovano reso più facilmente attaccabile da parte di Ferrara. Nel 1238 la famiglia mantovana dei Callarosi (o Calorosi), in fuga dalla propria città, con il supporto degli Estensi occupò il castello di Sermide e lo mantenne per due anni, prima di venirne scacciata dai mantovani e dai loro alleati. Nel 1331 Sermide passò ai Gonzaga, ma a seguito di una guerra conclusasi in modo umiliante per i mantovani fu ceduta a Ferrara nel 1358, venendo tuttavia riconquistata tre anni dopo. Nei decenni seguenti il castello fu ampliato e rinforzato, con la costruzione di un palazzo destinato ad ospitare i signori di Mantova; il secolo successivo, tuttavia, vide i rapporti fra Mantova e Ferrara distendersi progressivamente e l'importanza strategica della fortificazione sermidese scemare di conseguenza. A partire da questi anni iniziò a prosperare a Sermide una comunità ebraica.
Dal Rinascimento al Seicento Con il matrimonio fra Francesco II Gonzaga e Isabella d'Este i rapporti fra Ferrara e Mantova si consolidarono ulteriormente: Sermide era punto di passaggio obbligato sul fiume Po, unica via di comunicazione fra i due stati. Il marchese fu artefice dell'impianto, nella corte sermidese di Roversella, di un allevamento di cavalli che acquisì presto grande importanza e notevole prestigio in EuropaMalacarne G., Il mito dei cavalli gonzagheschi. Alle origini del purosangue, Verona, Promoprint, 1995., ma dovette cedere alle richieste di papa Giulio II che tramite il cardinale Sigismondo Gonzaga pretese lo smantellamento del castello di Sermide, per meglio proteggere i suoi domini. Il fortilizio verrà parzialmente riarmato negli anni successivi ma a metà del Seicento era ormai ridotto completamente in rovina. In questi anni, e soprattutto dopo l'elevazione del mantovano a Ducato, si moltiplicarono le famiglie nobili che furono investite di terre nel sermidese, allo scopo di garantirsene la fedeltà. Il XVII secolo vide l'Italia diventare campo di battaglia delle principali potenze europee, che ridussero gli stati regionali al ruolo di comprimari in grado di sopravvivere solo grazie ad una efficiente diplomazia. La guerra di successione di Mantova e del Monferrato fu tragica per Sermide: nel 1630 il borgo venne occupato e saccheggiato dalle truppe alamanne, le quali portarono con sé un'epidemia di peste che fu causa di un migliaio di decessiMenani G. [Gè], I nostri antenati, in Sermidiana, a partire dal n° 4, 1986-87.. Nel 1650 si stabilirono in paese alcuni frati cappuccini: il convento sarà soppresso in età napoleonica, ma ancora oggi sopravvive la piccola chiesa.
Il Settecento e l'età napoleonica La Guerra di successione spagnola decretò la cacciata dei Gonzaga da Mantova ed il passaggio del ducato sotto il controllo della corona asburgica. Gli austriaci diedero impulso ad un processo di modernizzazione economica e amministrativa, ma dovettero affrontare l'opposizione di un ceto nobiliare che non aveva nessuna intenzione di rinunciare ai privilegi fondiari e fiscali accumulati nel corso dei secoli e che, gravando sulle spalle dei contadini, avevano portato all'esplosione del brigantaggio e delle attività di contrabbando. Solo nel 1777 con Maria Teresa d'Austria si riuscì ad arrivare alla riorganizzazione complessiva del territorio mantovano, con l'uniformazione dei regolamenti comunali ed una vasta opera di censimento. Sermide divenne il capoluogo del XVI distretto in cui era stato suddiviso il ducato, e che comprendeva anche Felonica, Carbonara, Magnacavallo e Poggio Rusco. L'8 giugno 1796 uno squadrone di cavalleria napoleonica occupò il paese: negli anni successivi l'area divenne zona di passaggio per gli eserciti impegnati nelle guerre napoleoniche, subendo i conseguenti saccheggi e violenze. Nonostante l'instabilità di questo periodo, furono gli anni in cui si radicarono quelle idee illuministe e liberali che tanta importanza avrebbero avuto nel corso dell'Ottocento sermidese.
Prima guerra di indipendenza italiana Durante la prima guerra di indipendenza (1848–1849) Sermide insorse contro gli occupanti austriaci (come fecero le città di Milano, Brescia, Venezia e molte altre). La reazione dei marescialli Radetzky e Von Welden fu spietata: il 29 luglio 1848 le truppe austriache annientarono la resistenza dei sermidesi, saccheggiarono il centro storico e bruciarono molte case.
Le vittime di quel disastro furono quattro solamente, essendo gli abitanti fuggiti. Fra i morti vi furono Carlo Vincenzi, trucidato presso il pagliaio alla Corte Mastino, il villico Antonio Bertolasi ed un giovanotto israelita, Grego Amos, colto mentre stava nascosto in una canna di camino. Cremonini Antonio fu invece ferito da archibugiata in un occhio e miracolosamente scampò. Il borgo fu messo a sacco, e sessantaquattro case furono incendiate con apparecchi d’acqua ragia, con i quali gli austriaci erano avvezzi bruciare le loro vittime.
II danno sofferto in fabbricati, mobili od altro fu calcolato un milione di lire austriache, che il governo promise di rimborsare ma che non pagò mai. Il 10 settembre 1899, re Umberto I decorò Sermide con una medaglia d'oro e la insignì del titolo di città.
Prima guerra mondiale Le operazioni di guerra non coinvolsero Sermide, tuttavia si contarono 152 sermidesi morti al fronte. Per onorarli, si eresse nel 1925 in piazza IV Novembre (allora piazza Boara) un monumento ai caduti. Tra i caduti vi fu il sermidese colonnello conte Antonio Gioppi, morto sul Pasubio alla testa dei suoi soldati nel 1916 (decorato con medaglia d'oro).
Il 24 ottobre 1917 un blitz dell'allora capitano Erwin Rommel a capo dei suoi alpini del Württemberg aprì un varco nel fronte italiano a Caporetto. L'effetto fu una rotta dell'esercito italiano. Le truppe austro-tedesche dilagarono verso Venezia mentre l'esercito italiano era allo sbando: migliaia di soldati ripiegarono per la pianura padana e diversi giunsero anche a Sermide.
La strategia difensiva che ne seguì prevedeva la creazione di una prima linea difensiva sul Piave e di una seconda lungo il Po, fino al Mincio. Ciò comportò il dislocamento di migliaia di soldati italiani lungo il Po (- soltanto a Sermide). La linea del Piave riuscì a bloccare gli austro-tedeschi. Gli ultimi militari italiani del presidio di Sermide se ne andarono a metà del 1919.
Seconda guerra mondiale Il 10 giugno 1940 l'entrata in guerra dell'Italia diede inizio al richiamo alle armi anche di ragazzi di Sermide, arruolamenti che andarono via via moltiplicandosi con l'intervento delle Regie Forze Armate sui diversi fronti. L'8 settembre 1943, l'armistizio con gli anglo-americani e, il 23 settembre 1943, la costituzione di un nuovo governo a Salò capeggiato da Benito Mussolini, portarono alla nascita della Repubblica Sociale Italiana, comprendente anche il territorio di Sermide. Con la formazione delle Forze Armate della RSI, che impose la coscrizione obbligatoria, presero il via gli arruolamenti e l'affiancamento alle forze tedesche che già erano state dislocate sul territorio e che trovavano alloggio in edifici pubblici e privati.
Sermide divenne obiettivo tattico nel luglio 1944 quando il nodo ferroviario venne inserito tra gli obiettivi anglo-americani nell'ambito dell'operazione “Strangle”, cioè una serie di missioni di bombardamento aereo aventi lo scopo d'interrompere le vie di approvvigionamento, soprattutto ferroviarie, dalla Germania e dal Nord Italia verso il fronte italiano. Sabato 8 luglio 1944 alle ore 10 una incursione aerea colpì la stazione e il deposito ferroviari provocando la morte del capodeposito.
Sermide ridivenne obiettivo tattico nel luglio 1944, quando le forze anglo-americane in avanzata verso gli Appennini settentrionali decisero di ostacolare nuovamente i rifornimenti al fronte italiano provenienti da nord mediante l'interruzione sistematica di tutti i ponti lungo il fiume Po. L'Operazione Mallory Major prese il via il 12 luglio 1944, ma solo il giorno seguente, giovedì 13 luglio alle 9:30, il ponte in chiatte di Sermide divenne obiettivo di una missione di bombardamento aereo, durante la quale però lo sgancio delle bombe risultò anticipato e venne colpita la località Barche, provocando la morte di 16 civili e di un militare tedesco, ferendo una ventina di persone e lasciando il ponte intatto. Sabato 15 luglio 1944 alle ore 9 una nuova missione di bombardamento aereo colpì il ponte in chiatte di Sermide, data che vide anche l'interruzione di molti degli altri ponti sul fiume.
Per ovviare alla mancanza di ponti e all'impossibilità di ricostruirli a causa delle frequenti incursioni aeree anglo-americane, i tedeschi decisero di optare per la costruzione di traghetti e teleferiche. Proprio in questo periodo Sermide venne elevata ad importante centro per il Genio Militare tedesco e numerosi reparti sia tedeschi che della RSI vi risultano essere stati costituiti. Le nuove opere vennero costruite e mantenute grazie anche all'Organizzazione Todt, che attinse personale mediante reclutamento coatto di civili, molti dei quali si presentarono per sanare la loro posizione di renitenza alla leva.
In questo periodo iniziarono anche le ricognizioni aeree armate anglo-americane condotte durante le ore notturne da aerei denominati dalla popolazione “Pippo” e durante le ore diurne da cacciabombardieri. Spesso, questi ultimi, attaccavano obbiettivi di opportunità, quando quelli principali risultavano di difficile individuazione o palesemente distrutti da azioni precedenti. Martedì 5 settembre 1944 alle ore 8 un'incursione diurna in pieno centro del paese provocò 9 morti civili e molti feriti a seguito dello sgancio di alcune bombe che distrussero in particolare un forno.