Arruolatosi nella United States Navy nel 1914, partecipò alla prima guerra mondiale e si guadagnò una Navy Cross. Diplomatosi in ingegneria, negli anni venti alternò il servizio su navi da guerra con quello in istituti di formazione militare, compreso il Naval War College; nel decennio successivo completò due mandati da istruttore alla United States Naval Academy di Annapolis, per poi comandare in successione una divisione di cacciatorpediniere e una squadriglia, che comandò nei primi mesi della guerra contro l'Impero giapponese. Nel 1942 contribuì alla pianificazione dell'operazione Torch e nell'estate 1943 fu al comando di uno dei gruppi navali incaricati di sbarcare truppe americane in Sicilia; ebbe inoltre parte importante nel difficile sbarco a Salerno del successivo settembre. Riassegnato al fronte del Pacifico, assunse il comando di una delle componenti d'assalto anfibio della United States Fifth Fleet che guidò con perizia nelle operazioni contro le Marshall (gennaio-febbraio 1944) e nella rioccupazione di Guam (luglio-agosto 1944). Fu poi trasferito al comando del Task group 77.9, sottoposto alla United States Seventh Fleet, che guidò nell'invasione del Golfo di Lingayen del gennaio 1945 e nei mesi successivi. In estate fu coinvolto nell'organizzazione dell'operazione Downfall, in ultimo annullata con la resa giapponese e la fine della guerra. Comandante in capo delle forze navali americane dispiegate in Europa dal settembre 1946 al dicembre 1950, fu direttore del Naval War College nei tre anni successivi, dopodiché lasciò il servizio militare e divenne rettore della Long Island University. Vicino alla pensione, morì nell'incidente aereo di Jamaica Bay con la moglie.

Biografia L'ingresso in marina e i primi anni di servizio Richard Lansing Conolly nacque il 26 aprile 1892 nell'allora cittadina di Waukegan, in Illinois. In giovane età s'iscrisse all'United States Naval Academy di Annapolis e ne uscì nel 1914 con il brevetto di aspirante guardiamarina: fu assegnato alla nave da battaglia pre-dreadnought , a bordo della quale completò la sua prima crociera all'estero. Nel maggio 1915, tornato negli Stati Uniti, fu inserito nell'equipaggio dell'incrociatore corazzato per addestrarsi nell'impiego dei tubi lanciasiluri, attività che lo tenne occupato sino a novembre; fu quindi riassegnato alla Virginia e poi (marzo 1916) alla nave da battaglia : su tale unità rimase comunque appena due mesi, dato che in maggio nuovi ordini lo fecero transitare a bordo del cacciatorpediniere . Lo Smith era stato da poco reintrodotto in servizio per rafforzare i pattugliamenti della costa orientale statunitense e salvaguardare la neutralità di Washington nella prima guerra mondiale; in particolare, Conolly prese parte a numerose uscite nella zona di Boston. All'inizio del 1917, inoltre, toccò con la nave i porti di New Orleans, Key West e New York in una campagna di reclutamento per la riserva della United States Navy. Con l'ingresso ufficiale degli Stati Uniti nel conflitto, lo Smith fu assegnato al teatro di guerra dell'Atlantico: a bordo del cacciatorpediniere, Conolly partecipò a diverse missioni di scorta a convogli navali prima con base alle Azzorre e poi a Brest, le cui acque erano particolarmente pericolose a causa dell'attività degli U-Boot; Conolly fu spesso in prima linea nel soccorso dei naufraghi. Nell'agosto 1918 trasbordò con altri otto uomini sul trasporto silurato USS Westbridge per coordinarne il salvataggio e pilotarlo manualmente al sicuro a Brest distante 400 miglia, aiutato da alcuni rimorchiatori: per questa azione fu decorato con la Navy Cross.

Alla conclusione delle ostilità nel novembre 1918, Conolly fu rimpatriato e subito s'iscrisse alla Navy Postgraduate School di Annapolis. Al contempo studiò alla Columbia University, che gli elargì una laurea magistrale in ingegneria..

Gli anni venti e trenta Nel novembre 1922 Conolly tornò al servizio in mare come membro dell'equipaggio della moderna nave da battaglia , con la quale partecipò a regolari navigazioni e sessioni d'addestramento; nel marzo 1924 fu trasferito alla più datata nave da battaglia , sulla quale accumulò eguali esperienze. Nel settembre 1925 fu inviato alla Naval Academy in qualità di istruttore, posto che ricoprì per quasi due anni prima di essere assegnato all'incrociatore leggero (giugno 1927), con il quale prese parte a regolari esercitazioni. Nell'agosto 1929 ebbe il suo primo comando in mare, ovvero il cacciatorpediniere ; nel frattempo le sue capacità non erano passate inosservate e, perciò, nel 1930 fu avviato al Naval War College per affinare le sue doti. Nel prestigioso istituto si richiedeva, agli studenti, di impegnarsi nelle materie prettamente militari così come di affrontare questioni afferenti alla sicurezza nazionale. Conolly produsse un elaborato dal titolo A Study of Conditions which Affect Certain Fundamental Policies of the United States in Central America and Caribbean Area, nel quale delineava le complesse vicende politiche in quella macroarea dal 1900 al 1930 e avanzava forti dubbi sulla convenienza degli svariati interventi militari messi in atto da Washington per sostenere (o soffocare) i cambiamenti avvenutivi: «"Utilità" fu la scusa avanzata [per le ingerenze] e solo il tempo potrà dire se i risultati a breve termine giustifichino la perdita di amicizia e reputazione [...] Siamo persino in competizione, ora, per accordarci i favori economici dei paesi latino-americani». Il giovane ufficiale sostenne, anzi, che tali azioni avessero alimentato risentimento e timore nelle deboli nazioni latinoamericane, con un generale contraccolpo negativo per la strategia difensiva e l'economia statunitensi. Affrontò infine l'importanza economica del canale di Panama e la sua preziosità in caso di vaste operazioni militari nel Pacifico occidentale..

Nel maggio 1931 Conolly superò gli esami finali e rimase per due anni al Naval War College come istruttore. Nel maggio 1933 fu assegnato con funzioni amministrative al comando della Scuoting Force (la squadra di incrociatori incaricata di ricognizione e primo contatto con flotte nemiche) inquadrata nella United States Pacific Fleet, per poi passare alla nave da battaglia e tornare infine, nel giugno 1936, alla Naval Academy di Annapolis per un secondo mandato da istruttore. Nel maggio 1939 fu nuovamente riassegnato al servizio in mare in qualità di comandante della 7ª Divisione cacciatorpediniere, cui seguì la nomina alla testa della 6ª Squadriglia cacciatorpediniere nell'ottobre 1941: fu concordemente elevato al grado di capitano di vascello. Il reparto, posto alle dipendenze della Task force 8 del viceammiraglio William Halsey, era articolato su due divisioni ognuna con quattro unità più la nave ammiraglia , sulla quale Conolly issò le proprie insegne.

La seconda guerra mondiale Da Pearl Harbor a Salerno Il 7 dicembre 1941 Conolly e le sue navi non si trovavano a Pearl Harbor quando si scatenò l'attacco giapponese; infatti la TF 8 era ubicata a sud-ovest delle Hawaii e stava rientrando alla base dopo aver lasciato dodici velivoli della portaerei all'isola di Wake: rappresentò dunque una parte delle modeste forze rimaste alla Flotta del Pacifico americana.. Sotto la guida energica degli ammiragli Ernest King e Chester Nimitz, la TF 8 e altre due squadre (una ciascuna per le portaerei , ed Enterprise) mossero a fine gennaio 1942 verso occidente per effettuare raid di disturbo alle posizioni giapponesi più esposte o appena occupate: Conolly partecipò con i suoi cacciatorpediniere ai rapidi attacchi, proteggendo la preziosa portaerei e conducendo anche qualche bombardamento costiero.. Tornata a Pearl Harbor e ridenominata Task force 16, la formazione affiancò nel marzo-aprile la Task force 18 centrata attorno alla nuova , selezionata per portare a tiro di Tokyo e altre importanti città giapponesi un piccolo gruppo di bombardieri bimotori North American B-25 Mitchell per un bombardamento di rappresaglia: Conolly ebbe così una parte minore nella difficile operazione, sempre con compiti di scorta ravvicinata allEnterprise.. Riguadagnata la base di Pearl Harbor, fu riassegnato allo stato maggiore navale di Washington appena prima della cruciale battaglia delle Midway, lasciando il comando della 6ª Squadriglia; nella capitale fu inserito nell'Ufficio operazioni e contribuì alla progettazione dell'operazione Torch, una delle prime grandi azioni anfibie degli Alleati. Conolly, anzi, era tra i pochissimi convinti della fattibilità dell'operazione e del suo successo. Nei mesi trascorsi all'Ufficio operazioni si segnalò per essere «robusto e geniale, scrupoloso e metodico» e, in particolare, emerse la sua spiccata capacità nella pianificazione.