Biografia Anita Pittoni nacque a Trieste da Angelina Marcolin (Trieste 1880-1940), una ricamatrice, e da Francesco (Cormons 1876 – Feldhof 1917), un ingegnere che lavorava presso l’Ufficio tecnico del Comune. Anita era la prima di quattro fratelli: Bruno (1902-1960), Franco (1904-1941) e Gracco (1908-1910). La famiglia abitava in via Nuova (l’attuale via Mazzini) e nel 1909 si trasferì in piazza Vico 2
Dopo aver frequentato il Liceo femminile di Trieste rinunciò agli studi universitari a causa delle precarie condizioni economiche della famiglia e, dopo un breve matrimonio, alla fine degli anni '20 iniziò a frequentare lo studio fotografico delle sorelle Wanda e Marion Wulz, mettendo in luce il suo talento artistico. Nel dicembre del 1929 presentò la sua prima mostra personale a Roma presso la galleria di Anton Giulio Bragaglia, dove espose murales, tele decorative e costumi scenici, utilizzando materiali poveri. Dal 1929 iniziò a scrivere articoli sull'arte per la rivista Domus fondata da Gio Ponti. Nel 1936 ricevette la Medaglia d'oro della Mostra dell'Artigianato a Milano, e l'anno dopo vinse il Gran Prix dell'Esposizione universale di Parigi.
Durante la seconda guerra mondiale la sua carriera si interruppe, per poi riprendersi brevemente dal 1947 al 1948, quando la legislazione sul lavoro a domicilio non le permise più di svolgere la sua professione a causa dell'esosa tassazione. Ad aggiungersi a questa situazione vi fu inoltre il precario contesto sociopolitico triestino e la mancanza di un'identità comune. Ciò portò Anita Pittoni a fondare la casa editrice Lo Zibaldone nel 1949: fu sostenuta da Giani Stuparich, Virgilio Giotti, Umberto Saba, Pier Antonio Quarantotti Gambini, Luciano Budigna, cui si aggiunsero nel 1955 i giovanissimi poeti Sergio Miniussi e Claudio Grisancich. Nel 1946 rivelò la sua produzione letteraria inaugurata negli anni '30 e tenuta nascosta fino ad allora: pubblicò infatti due racconti sul settimanale Domani di Venezia. Collaborò con svariate riviste come Umana, La Fiera Letteraria, Il Piccolo, Il Gazzettino, La Nazione e Il Giornale, e dal 1951 al 1956 prese parte alla rubrica Cose di casa nostra di Radio Trieste.
Con la sua casa editrice pubblicò alcune sue opere, come Le stagioni (1951), El passeto (1966), A casa mia, La città di Bobi, nonché il racconto Passeggiata armata (1971). Inaugurò inoltre un salotto letterario presso la sua casa, al quale partecipavano sia personalità della classe intellettuale triestina che altre provenienti dal resto di Italia che si recavano occasionalmente in città. Dopo la morte del suo collega e compagno di vita Giani Stuparich, Pittoni gli dedicò il Centro di Studi Triestini da lei fondato, il quale custodisce archivi e fonti storiche e bibliografiche. Le difficoltà finanziarie la videro costretta ad interrompere la sua attività editoriale nel 1971, ma negli ultimi anni di vita riuscì tuttavia a pubblicare alcuni articoli su Il Piccolo. Morì in solitudine all'ospedale La Maddalena di Trieste nel 1982. Nel 1996 la città di Trieste le ha dedicato un busto al Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, opera dello scultore Nino Spagnoli, la prima donna ad essere ricordata in quel luogo.
Note
Bibliografia Sandra Parmegiani, Far libri. Anita Pittoni e lo Zibaldone, Trieste 1995 Walter Chiereghin et alii, Ricordando Anita Pittoni. Atti della giornata di studio, Trieste, Istituto giuliano di storia, cultura e documentazione, 2013 Diana De Rosa, Scatti di follia, Trieste, Comunicarte Edizioni, 2025 Claudio Grisancich, Quasi un’autobiografia in Conchiglie, Trieste, Lint, 2011 Bruno Maier, Scrittori triestini del Novecento, Trieste, Lint, 1968 ed. 1991 Anita Pittoni, Note autobiografiche (conversazione al Soroptimist giugno 1951) in Bruno Maier, Due scritti inediti di Anita Pittoni in «Archeografo triestino», vol. CI/1993 Fabrizia Ramondino, Passaggio a Trieste, Torino, Einaudi, 2000 Pino Roveredo, Capriole in salita, Trieste, Lint, 1996; Milano, Bompiani, 2000 Silvia Zetto Cassano, Foresti, Trieste, Comunicarte Edizioni, 2016 Marilì Cammarata (a cura di), Anita Pittoni, straccetti d’arte: stoffe di arredamento e moda di eccezione, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 1999. Rossella Cuffaro (a cura di), Anita Pittoni. Un’artista tra futurismo, avanguardie e modernità, Fondazione CRTrieste, 2023. Roberto Curci - Gabriella Ziani, Scrittrici a Trieste fra ’800 e ’900, Trieste, Edizioni Lint, 1993. Gabriella Norio (a cura di), Penso a te, che sei tutt’uno con la poesia di tuo padre. Lettere inedite di Anita Pittoni e Linuccia Saba (1957-1966), Macerata, Biblohaus, 2020. Scrittori triestini del Novecento, Trieste, Circolo della cultura e delle arti di Trieste, 1968.
Collegamenti esterni Su Anita Pittoni vedi anche il percorso letterario (con audio) che parte dal Giardino Pubblico di Trieste https://www.cizerouno.it/perlirami/pittoni/
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