La legge di iniziativa popolare (in tedesco: Volksinitiative, in francese: initiative populaire, romancio: iniziativa dal pievel) è uno strumento sancito dalla legge svizzera che conferisce particolari diritti politici agli elettori a tutti i livelli istituzionali (federale, cantonale e comunale). La democrazia diretta svizzera trova espressione prevalentemente in due distinti strumenti fondamentali per l'esercizio diretto del potere politico: lo strumento dell'iniziativa popolare, tramite il quale il corpo elettorale può proporre e sancire l'adozione di nuove norme costituzionali, e lo strumento del referendum popolare, che permette al popolo di pronunciarsi in merito a leggi ordinarie già approvate dal Parlamento.

Questo articolo descrive le leggi di iniziativa popolare a livello federale.

Descrizione Con un'iniziativa popolare federale gli elettori svizzeri possono richiedere una revisione della Costituzione federale della Confederazione svizzera. È necessario distinguere tra:

iniziativa popolare di modifica totale della costituzione, iniziativa popolare di modifica parziale della costituzione sotto forma di testo già elaborato, iniziativa popolare di modifica parziale della costituzione sotto forma di proposta generica.

Nel caso della maggior parte delle iniziative popolari si tratta di iniziative di modifica parziale sotto forma di testo già elaborato.

Le iniziative popolari sono promosse dai cittadini, da gruppi di interesse, e da partiti politici, e non dal governo o dal Parlamento.

Dal 1891 fino all'agosto 2021 sono state proposte in totale 346 iniziative popolari, di cui 222 sono state sottoposte al voto popolare. Capita abbastanza raramente che l'elettorato svizzero approvi un'iniziativa popolare: dal 1891 è accaduto appena 23 volte. Nonostante ciò le iniziative popolari rappresentano un meccanismo di pressione e di rinnovamento fondamentale per la democrazia svizzera, dal momento che spesso anche solo la minaccia di un'iniziativa popolare può essere sufficiente a far sì che l'organo legislativo si mobiliti.

Procedura per iniziative popolari sotto forma di testo già elaborato Controllo preliminare Prima dell'inizio della raccolta delle firme per un'iniziativa popolare sotto forma di testo già elaborato è necessario sottoporre il testo dell'iniziativa alla Cancelleria federale per un controllo preliminare. La Cancelleria è inoltre responsabile per la traduzione del testo e per l'equipollenza dello stesso nelle diverse lingue ufficiali. Successivamente la Cancelleria controlla che siano rispettati tutti i criteri previsti in materia di titolo dell'iniziativa (che non deve essere ingannevole, tendenzioso o fraintendibile), composizione del comitato d'iniziativa (che deve essere costituito da un minimo di sette fino ad un massimo di ventisette membri), completezza della lista di firme (tra le altre cose, titolo e testo dell'iniziativa, nota sulle disposizioni penali, clausola di ritiro incondizionato) e pubblicazione dell'iniziativa nel Foglio federale.

Raccolta firme A partire dalla pubblicazione nel Foglio federale si fissa la scadenza di 18 mesi per la raccolta delle firme, durante la quale devono essere raccolte 100000 firme valide. Sebbene in passato si provvedesse alla raccolta firme direttamente presso i seggi elettorali, l'introduzione del voto per corrispondenza ha determinato la caduta in disuso per questa pratica. Oggigiorno molti comitati d'iniziativa organizzano piuttosto eventi di raccolta delle firme in strade e piazze oppure fanno distribuire le liste per posta. La raccolta viene spesso sostenuta anche tramite piattaforme online (sebbene viga sempre l'obbligo di stampare, firmare e far inviare per posta il documento pdf preaffrancato).

Conferma di diritto al voto Le liste devono poi essere inviate entro la scadenza per la raccolta delle firme ai comuni di residenza responsabili, i quali verificano l'effettivo diritto al voto dei firmatari e, se necessario, ne confermano la validità. Dal momento che, per esempio, firmatari che sono nel frattempo deceduti o che si sono trasferiti non possono essere confermati, si cerca di ottenere questi certificati di conferma al diritto di voto progressivamente nel corso dell'intera durata della raccolta di firme.

Consegna e riuscita dell'iniziativa Infine le liste devono essere sottoposte alla Cancelleria federale entro i termini previsti, nella loro interezza e separate per cantone. La Cancelleria si occupa poi di certificare il raggiungimento della quota necessaria di 100000 firme valide e quindi la riuscita dell'iniziativa, tramite comunicazione ufficiale nel Foglio federale. I comitati d'iniziativa solitamente organizzano la consegna delle firme di fronte al Parlamento a Berna.

Parere del Consiglio federale Le iniziative popolari che sono riuscite vengono discusse dal Consiglio federale entro un anno. Nel caso in cui il Consiglio decida di formulare un controprogetto, i tempi di consultazione possono essere estesi fino ad un anno e mezzo. Il parere dell'esecutivo viene infine presentato nel messaggio ufficiale del governo concernente l'iniziativa in questione. Questo messaggio si focalizza prima di tutto sulla validità dell'iniziativa, ovvero sui criteri di integrità di forma, integrità di materia, così come il rispetto dei vincoli posti dai trattati internazionali. Viene discusso anche il criterio tacito della realizzabilità effettiva dell'iniziativa. Successivamente vengono discusse le conseguenze, principalmente di natura giuridica, che l'adozione dell'iniziativa comporterebbe, accompagnate a volte da confronti internazionali. Viene anche riportato il parere degli esperti. Il messaggio è diretto al Parlamento e si conclude con la raccomandazione all'adozione oppure al respingimento dell'iniziativa.

Consultazioni parlamentari Al giudizio del Parlamento si deve giungere entro due anni e mezzo dalla consegna dell'iniziativa. Nel caso in cui almeno una delle due assemblee abbia adottato un controprogetto all'iniziativa popolare, questi tempi possono essere allungati fino a tre anni e mezzo. Per prima cosa si deve decidere sulla validità dell'iniziativa. Dal 2003 è inoltre possibile che l'iniziativa venga dichiarata non valida o nulla solo in parte. Fino ad agosto 2021 sono state annullate quattro iniziative ed in un caso è stata dichiarata non valida solo una parte dell'iniziativa. Nel caso in cui l'iniziativa venga dichiarata valida (anche solo parzialmente), il Parlamento determina il proprio papere sull'iniziativa scegliendo una delle seguenti opzioni:

Parere positivo senza controprogetto con controprogetto (disegno di riforma costituzionale alternativo) Parere negativo senza controprogetto con controprogetto (disegno di riforma costituzionale alternativo)

In ognuno di questi casi il parere del Parlamento ha l'esclusivo carattere di raccomandazione di voto all'elettorato. La decisione finale spetta in ultima istanza sempre e comunque all'elettorato.

Il testo dell'iniziativa non può essere modificato dal Parlamento, ad eccezione delle correzioni di errori di traduzione manifesti.

Voto popolare Il Consiglio federale sottopone l'iniziativa al voto popolare entro dieci mesi dalla deliberazione finale delle due camere, o al più tardi entro dieci mesi dalla scadenza stabilita dal Parlamento (nel caso in cui questo non sia in grado di rispettare le proprie scadenze). Affinché l'iniziativa ottenga l'approvazione di una revisione parziale della costituzione federale, è necessario il raggiungimento di una doppia maggioranza: la maggioranza nel voto popolare e la maggioranza dei voti nella maggior parte dei cantoni.

Procedura per iniziative popolari sotto forma di proposta generica Un'iniziativa popolare di modifica parziale della costituzione sotto forma di proposta generica impone al Parlamento l'obbligo di elaborare un disegno di legge di revisione costituzionale nello spirito del parere espresso dall'iniziativa stessa. Nel caso in cui il Parlamento sia di parere positivo, elabora la proposta e la sottopone al referendum obbligatorio popolare con doppia maggioranza (cioè un referendum che richiede la maggioranza nel voto popolare e la maggioranza di voti nella maggior parte dei cantoni). Nel caso in cui il Parlamento sia invece di parere negativo, sottopone l'iniziativa direttamente al voto popolare a maggioranza semplice. Con questo voto popolare non si tratta ancora di approvare un emendamento costituzionale, bensì solamente di far esprimere all'elettorato un parere preliminare sulla procedura iniziata. Se l'elettorato esprime un parere positivo, allora il Parlamento elabora la proposta e la sottopone al referendum obbligatorio popolare con doppia maggioranza.

La raccolta di firme e la riuscita dell'iniziativa sono disciplinati dalle stesse regole che disciplinano le iniziative popolari sotto forma di testo già elaborato. Nel caso delle scadenze, invece, vigono disposizioni speciali. Il consiglio federale ha l'obbligo di sottoporre il proprio parere (raccomandazione di voto positiva o negativa) al Parlamento entro un anno dalla consegna dell'iniziativa e il Parlamento deve pronunciarsi entro due anni dalla stessa. All'iniziativa non può essere opposto alcun controprogetto. Il Consiglio federale deve presentare al Parlamento una proposta di legge di revisione costituzionale entro un anno dall'approvazione del Parlamento o, nel caso in cui il Parlamento abbia rifiutato l'iniziativa, entro un anno dal risultato positivo del referendum popolare. Il Parlamento deve ratificare la proposta di revisione costituzionale entro due anni dalla sua approvazione e il voto popolare deve successivamente aver luogo entro dieci mesi.

Frequenza e problematicità Dal 1891 sono state sottoposte undici iniziative popolari sotto forma di proposta generica, l'ultima volta nel 1993 (iniziativa popolare "Per l'abrogazione dell'imposta federale diretta"). Quattro iniziative sono state rigettate dall'elettorato in sede di voto e cinque sono state ritirate. Due iniziative sono state approvate dal Parlamento, che si è quindi assunto l'incarico di elaborare un disegno di legge di revisione costituzionale. In entrambi i casi i disegni di legge così elaborati sono stati bocciati in sede di voto popolare.

L'esempio dell'iniziativa popolare "Servizio civile" mostra bene le problematicità di questa forma di iniziativa popolare. Il Parlamento nella sua proposta di legge si discostò talmente tanto dalla direzione proposta dall'iniziativa, che alla fine persino il comitato d'iniziativa raccomandò di rigettare la proposta. L'implementazione dell'iniziativa venne poi rifiutata nel voto popolare del 4 dicembre 1977. "Questo mette chiaramente in mostra, perché la proposta generica non viene utilizzata quasi per niente: le manca, a parità di numeri e firme necessarie, quei caratteri di obbligatorietà e di non modificabilità, che invece contraddistinguono le iniziative popolari con testo già formulato".

Iniziative popolari di modifica totale della costituzione Un'iniziativa popolare di modifica totale della costituzione è un particolare quesito referendario che viene sottoposto all'elettorato, con il solo requisito di maggioranza semplice. Nel caso in cui l'elettorato si pronunci favorevolmente, si procede alla rielezione di entrambe le camere del Parlamento, al fine di elaborare una nuova costituzione. Non esistono particolari regole per la gestione dell'iniziativa da parte del Consiglio federale o del Parlamento, sono pertanto applicabili le analoghe condizioni relative alle iniziative di revisione parziale.

Dal 1891 si è verificato solo una volta che un'iniziativa popolare di revisione totale è stata sottoposta al voto popolare, tuttavia l'iniziativa fu bocciata dall'elettorato nel voto referendario dell'8 settembre 1935.