La città di Ancona è stata nel corso dei secoli oggetto di attenzione da parte di pittori, registi, scrittori, poeti; per alcuni è stata fonte di ispirazione, mentre altri l'hanno scelta come sfondo per le proprie opere. Si riportano qui gli episodi più significativi di questo fenomeno.
Ancona nella pittura e nella scultura
Le opere che rappresentano vedute di Ancona o di suoi luoghi e monumenti sono elencate nelle sezioni sottostanti, ciascuna dedicata ad un'epoca artisticaPer quanto riguarda i pittori del Quattrocento e del Cinquecento, l'elenco è tratto da: Pietro Zampetti, Marche, collana Itinerari dell'Espresso, editoriale l'Espresso, 1980..
In queste sezioni, le opere di artisti locali sono presenti solo se essi sono di notorietà almeno nazionale; le opere di artisti noti solo a livello locale sono invece elencate più avanti, nella sezione "Opere di artisti locali".
Arte romana Maestro delle imprese di Traiano: Scena 79 della colonna TraianaSono diversi i criteri di numerazione adottati per descrivere le scene della Colonna Traiana. La numerazione qui usata è quella di Salomon Reinach. La stessa scena, secondo i criteri di altri autori, è la nº 79 (C. Cichorius, Die Reliefs der Trajanssäule, Berlino 1896-1900) oppure la nº 139 (S. Settis, A. La Regina, G. Agosti, V. Farinella, La Colonna Traiana, Torino 1988)., Partenza da Ancona della flotta imperiale per la Seconda Guerra Dacica (115 d.C., Roma). Si tratta del più antico panorama della città.
È possibile identificare tutti gli elementi presenti: il tempio posto sulla cima della collina è il tempio di Venere, noto attraverso Catullo e Giovenale, i cui resti sono visibili al di sotto dell'attuale duomo; il tempio colpito dalle onde è il tempio di Diomede, noto attraverso ScilaceA. Coppola “I due templi greci di Ancona”, in “Esperia”, n° 3 pubblicato nell'anno 1993 (pagg. 189-192); del colonnato è stato ritrovato un tratto nei pressi del Museo Archeologico Nazionale ed è stato interpretato come recinzione del foro cittadino, che si affacciava sul mare con una terrazza; il molo e l'Arco di Traiano sono ancora ottimamente conservati nel porto attuale di Ancona; dell'edificio ad archi sono stati recentemente ritrovati i resti, interpretati come parte dei cantieri navali di età traianea .
Rinascimento e Manierismo miniatura|upright=1.8|Giovanni Bellini, Vittore Belliniano e Lorenzo Lotto, Martirio di San Marco (1526, Scuola Grande di San Marco, Venezia); particolare con il Duomo (con la mezzaluna sulla sommità della cupola) e il colle Guasco Carlo Crivelli, Visione del Beato Gabriele Ferretti (1485-1489, Galleria Nazionale, Londra), con veduta della campagna nei pressi della Chiesa di San Francesco ad AltoVedi la pagina seguente: ; Vittore Carpaccio, San Giorgio e il drago (1502, Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, Venezia); nell'angolo in alto a destra è rappresentato il duomo; Ancona qui serve per rappresentare Silene di Libia; Tiziano, Noli me tangere (1502 circa, Galleria Nazionale di Londra); è rappresentata Porta CapodimonteIn questo caso l'identificazione non è condivisa da tutti: vedi Mario Tarelli Porta Capodimonte in una tela di Tiziano? Ancona 1945.. Pinturicchio, Papa Pio II arriva per la Crociata al porto di Ancona, tra il 1502 e il 1507 (Libreria Piccolomini nella cattedrale di Siena). È visibile il molo nord, il fianco dell'Arco di Traiano e il Duomo; quest'ultimo non è rappresentato nelle sue reali forme; Vittore Carpaccio, Ritratto di cavaliere (1510, Collezione Thyssen-Bornemisza, Madrid), da molti identificato nel duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere, con veduta del rione di Capodimonte, con le strade parallele oggi note con i nomi di via Cialdini, via Astagno e via PodestiPietro Zampetti, Itinerari per le Marche, Editoriale L'Espresso, 1980.. Vittore Carpaccio, Predica di santo Stefano (1514, Museo del Louvre, Parigi); il dipinto è ambientato in una Gerusalemme fantastica, in cui c'è una rappresentazione dell'Arco di TraianoDi Carpaccio esiste anche un panorama di Ancona dal titolo Porto di Ancona dorica, realizzato a china e conservato al British Museum; di veda: Pietro Zampetti, Itinerari per le Marche, Editoriale L'Espresso, 1980.. Giovanni Bellini, Sacra Conversazione 'Giovannelli' (1516, Galleria dell'Accademia, Venezia); sullo sfondo c'è il rione di Capodimonte visto dal porto; Giovanni Bellini, Vittore Belliniano e Lorenzo Lotto, Martirio di San Marco (1526, dipinto per la Scuola Grande di San Marco e conservata alle Gallerie dell'Accademia di Venezia); sullo sfondo il Duomo (con la mezzaluna sulla sommità della cupola) e il colle Guasco; Ancona qui serve per rappresentare Alessandria d'Egitto. Giovanni Bellini, Crocifissione (1530, Collezione della Cassa di Risparmio, Prato); sullo sfondo il Duomo e panorama del colle GuascoOltre che la torre di piazza dei Signori a Vicenza e il campanile di Santa Fosca in Cannaregio a Venezia. Si veda: . Antonio Danti, Veduta della città e del porto di Ancona, tra il 1580 e il 1583 (Musei vaticani, Galleria delle carte geografiche, Roma). Oltre alle carte geografiche di tutte le regioni italiane, sono rappresentate anche vedute aeree dei quattro porti principali dell'epoca; nel caso di Ancona, il punto di vista scelto è il centro del porto. Andrea Lilli, Veduta di Ancona (1590-1599, Pinacoteca civica Francesco Podesti), lacerto della pala d'altare Madonna che incorona S. Nicola da Tolentino, smembrata dopo il 1860, che si trovava nella chiesa di Sant'Agostino. Anche in questo caso la città è vista da un punto di vista situato al centro del porto, cosa che permette di avere un quadro completo dell'aspetto urbano dell'epocaCatalogo generale dei Beni Culturali, Veduta di città. Gerolamo Gambarato La storia di Ancona, (1578-1585, Venezia, Sala del Maggior Consiglio al Palazzo Ducale); il papa giunge al porto di Ancona accompagnato dall'Imperatore Federico Barbarossa e dal doge e dona a questo un ombrello d'oro. Galleria di opere rinascimentali e manieriste
Barocco, Neoclassicismo, Romanticismo miniatura|upright=1.5|Arco trionfale, del Domenichino (1607-1610), riproducente l'Arco di Traiano di Ancona con l'iscrizione modificata Domenichino, Arco di Trionfo (1607-1610, Galleria del Prado, Madrid) .. Come modello è preso l'Arco di Traiano, sia pur con l'iscrizione modificata. Antonio Balestra, Veduta di Ancona (1690 circa, collezione privata). Luigi Vanvitelli, Porta del Molo nuovo (1732 circa, Ancona, Museo della città). Raffigura il molo nuovo e l'Arco Clementino e sullo sfondo il Lazzaretto Luigi Vanvitelli, Veduta del Lazzaretto dalla parte che si introducono le mercanzie (1732 circa, Ancona, Museo della città). Raffigura il Lazzaretto e, sullo sfondo il molo nuovo con l'Arco Clementino Giovanni Battista Piranesi, Arco di Traiano (1748) Si tratta di un'incisione raffigurante non solo l'arco, ma anche la banchina circostanteLa stampa fa parte di Alcune Vedute di Archi Trionfali ed altri monumenti innalzati da Romani parte de quali se veggono in Roma e parte per l'Italia, pubblicato per la prima volta nel 1748.. Claude-Joseph Vernet, Il Porto di Ancona (1775-80, Museo dell'Hermitage). Il dipinto, come molti altri dello stesso pittore, trasfigura artisticamente il paesaggio; sono visibili l'Arco di Traiano, la Lanterna e il colle Guasco, tutti con proporzioni modificate. Jakob Philipp Hackert, Veduta del porto di Ancona con l'Arco di Traiano e la Lanterna (acquaforte, 1777 circa)Paolo Bembo Jacob Philipp Hackert pittore di marina, riportato alla pagina .. L'immagine nopn è presente nella galleria sottostante, ma nell'incipit di questa voce. Jan Chrystian Kamsetzer, Veduta del porto di Ancona e dell'Arco di Traiano, (1780, Museo nazionale di Cracovia)Katarzyna Plater, nata Sosnowska, Il mio viaggio in Italia - Diario degli anni 1785–1786 (p. 122) e Mura della città e Arco di Traiano. Il primo dipinto del pittore tedesco raffigura il molo traianeo visto dall'interno del porto, con l'Arco di Traiano e l'Arco Clementino; il secondo raffigura il molo visto dal bacino dei cantieri. Francesco Podesti, Giuramento degli Anconitani (1844-1847, Pinacoteca civica Podesti, Ancona), già caratterizzante la Sala Consiliare del ComuneIl dipinto era stato realizzato per la sala consiliare del Municipio, che fino al 1945 ebbe sede nel Palazzo degli Anziani; nel 1884, fu trasferito nella Pinacoteca Civica appena inaugurata e ne seguì gli spostamenti nelle sue varie sedi. Dopo la Seconda guerra mondiale, con il trasferimento della sede comunale a Palazzo del Popolo, il dipinto fu collocato nuovamente nella Sala del Consiglio. Nel 2011 il Consiglio comunale ha riportato la propria sede nel Palazzo degli Anziani, ma il dipinto del Podesti, anziché tornare alla sua sede originaria, fu trasferito in Pinacoteca.Palermo Giangiacomi, Storia di Ancona, Ancona 1927; Michele Polverari, Ancona Pontificia. L'Ottocento. Un inventario urbano, Ancona 1994; Michele Polverari, Francesco Podesti, Ancona 1996; . Il dipinto raffigura l'episodio centrale dell'Assedio di Ancona del 1173, con Stamira e Giovanni da Chio; sono rappresentati il Duomo, l'Arco di Traiano e il Palazzo degli Anziani. Théodose du Moncel (1850, collezione privata) - Vue d'Ancône (litografia - Veduta di Ancona). Nel 1843 Moncel iniziò un viaggio attraverso Svizzera, Germania, Italia, Grecia e Turchia; nel 1846 apparvero le prime opere dedicate ai suoi viaggi, illustrate con litografie. Carlo Bossoli ebbe l'incarico dal principe Eugenio di Savoia di illustrare le battaglie che portarono all'unità d'Italia dal 1859 al 1861, oggi esposte al Museo nazionale del Risorgimento italiano di Torino; tra questi dipinti una serie è dedicata all'assedio di Ancona del 1860. NellInvestimento d'Ancona si vedono le truppe sarde che preparano l'assedio e, sullo sfondo, un panorama della città, con il Duomo e la Cittadella. Christian Peter Wilhelm Stolle, Arco di Traiano ad Ancona (1873), dipinto in cui, oltre al monumento, è illustrata l'attività sulla banchina. George Clarkson Stanfield, Veduta del porto di Ancona. (olio su tela, post 1850). La veduta, presa dal bacino dei cantieri, rappresenta il Molo Clementino visto dal bacino dei cantieri navali e l'Arco di Traiano.
Galleria di opere barocche, neoclassiche e romantiche
Opere di artisti locali Nel XVIII secolo, il pittore cremasco Giuseppe Pallavicini, naturalizzato anconitano, con l'aiuto del figlio Filippo decorò i soffitti delle sale interne dal Palazzo Benincasa con vedute di Ancona, che testimoniano l'aspetto della città e la vita quotidiana del popolo e della nobiltà nel SettecentoPolverari Michele, Le arti ad Ancona nel Settecento, edito da Pinacoteca Comunale di Ancona e Casa Editrice Nuove Ricerche, Ancona, 1999. .
Nella seconda metà del XIX secolo, alcuni pittori paesaggisti hanno lasciato diverse vedute della città, ora conservate alla Pinacoteca Podesti e al Museo della Città. In particolare si ricordanoL'elenco è tratto da: Bell'Italia, n. 25 maggio 1998, Editoriale Giorgio Mondadori, articolo Tutta de horo massiccio.: Filippo Boni, Veduta notturna del molo di Ancona con l'Arco di Traiano (1850-1887) Filippo Boni, Entrata di Vittorio Emanuele II ad Ancona, derivante da una composizione di Francesco Hayez, dalla quale era stata ricavata anche una cartolinaDel dipinto di Hayez, oltre a questa, ne esiste un'altra copia, di R. Barretta, conservata al Castello di Racconigi. La cartolina esiste un esemplare nella Civica Raccolta Stampe Bertarelli di Milano. Si veda: ; Catalogo generale dei Beni Culturali Filippo Boni, La Lanterna dopo lo scoppio della polveriera Filippo Boni, Veduta del molo nord Barnaba Mariotti, Veduta dalla collina di Posatora Barnaba Mariotti, Veduta del porto di Ancona Barnaba Mariotti, Veduta dell'arsenale con l'Arco di Traiano Barnaba Mariotti, Veduta di Porta Càlamo dall'interno della città Barnaba Mariotti, Le mura di Porta Càlamo dall'esterno della cittàGalleria di opere di artisti locali