L'assedio del castello di St Andrews fu un assedio operato da un gruppo di protestanti al castello di St Andrews dopo l'uccisione del cardinale David Beaton. Questi si insediarono nel castello e vennero assediati dal reggente di Scozia, il conte di Arran, e dalle sue truppe. Per 18 mesi le forze scozzesi non riuscirono a sfondare l'assedio al castello, ma alla fine i ribelli dovettero arrendersi per intervento della flotta francese (alleata con gli scozzesi) che iniziò a bombardare il castello dal mare. I membri della guarnigione protestante, incluso il predicatore John Knox, vennero fatti tutti prigionieri, portati in Francia e imbarcati come schiavi sulle galee della marina francese.
L'assassinio del cardinale Il castello di St Andrews era divenuto la residenza del cardinale David Beaton e della sua amante, Marion Ogilvy. La feroce opposizione mossa da Beaton al matrimonio tra Maria di Scozia e il principe Edoardo, figlio ed erede di Enrico VIII d'Inghilterra, aveva fatto scoppiare quello che divenne nota come "brutale corteggiamento", una vera e propria guerra tra Scozia e Inghilterra.
Nel 1546, David Beaton fece imprigionare il predicatore protestante George Wishart nella Sea Tower del castello e poi lo fece condannare al rogo di fronte alle mura del castello il 1º marzo di quello stesso anno. Gli amici di Wishart, incluso un gruppo di protestanti ben introdotti nella città di Fife, iniziarono a cospirare assieme a Enrico VIII e al suo ambasciatore Ralph Sadler per catturare o assassinare Beaton.
Sabato 29 maggio 1546, venne messo in atto il piano: Norman Leslie, il conte di Rothes e tre altri uomini, travestiti da muratori impegnati in lavori di riparazione al castello, riuscirono a introdursi nella struttura. James Melville e i suoi compagni dissero di avere un appuntamento col cardinale. William Kirkcaldy di Grange e altri otto uomini entrarono al castello dal ponte levatoio e si unirono a John Leslie di Parkhill, raggiungendo Ambrose Stirling, il guardiaporta, trafiggendolo con una spada e gettando il suo corpo nel fossato.
I finti muratori sotto la supervisione di Kirkcaldy si assicurarono che l'amante del cardinale, Marion Ogilvy, avesse lasciato il castello prima di agire. Robert Lindsay di Pitscottie scrisse in seguito che fu Peter Carmichael a uccidere il cardinale nella sua camera o sulla scalinata a spirale all'interno del complesso, nella torre est. Dopo aver compiuto l'assassinio, il gruppo appese il corpo del cardinale alla finestra del parapetto di fronte al castello perché servisse da monito per gli altri che si opponevano alla causa dei protestanti.State Papers Henry VIII, vol. 5, part IV part 2, (1836), p. 560, James Lindsay to Wharton, 29 May: Sanderson, Margaret H. B., Cardinal of Scotland, John Donald (1986), 226–228.
Il figlio del reggente di Scozia, James Hamilton, III conte di Arran, si trovava ostaggio di Beaton al castello e venne quindi liberato dagli invasori. John Knox scrisse che i difensori, successivamente, ricoprirono il corpo di Beaton con sale, lo misero in una cassa di piombo e lo seppellirono nella Sea Tower del castello.Knox, John, History of the Reformation, vol.1 (1831), 61. David Lyndsay scrisse successivamente il dramma Tragedie of the Cardinall nella quale la voce del fantasma-cardinale pronuncia le seguenti parole in scozzese antico: "Thay saltit me, syne cloist me in a kist."Hadley Williams, Janet, ed., Sir David Lyndsay, Selected Poems, Glasgow (2000), 121.
I preparativi dell'assedio
A seguito dell'assassinio del cardinale, i protestanti cercarono rifugio nel castello. Tra questi vi erano: Norman Leslie, James Kirkcaldy di Grange, Henry Balnaves e il capitano John Borthwick. Il conte di Arran venne costretto a ritardare la sua risposta in quanto impegnato nell'assedio del castello di Dumbarton nella Scozia occidentale, che prese infine agli inglesi l'8 luglio 1546.Letters & Papers Henry VIII, vol.21 part 2 (1910) no.6
Il parlamento di Scozia a Stirling l'11 giugno 1546 emanò un proclama secondo il quale a qualsiasi scozzese era vietata la vendita di beni di rifornimento ai protestanti al castello St Andrews e Norman Leslie venne decretato come traditore. William Kirkcaldy di Grange negoziò con Enrico VIII d'Inghilterra, offrendo James Hamilton come ostaggio agli inglesi in cambio di aiuto. Nel settembre di quello stesso anno, Enrico VIII inviò dei rifornimenti agli assediati a bordo di sei navi comandate da William Tyrrell con il geniere militare Richard Lee.Letters and Papers Henry VIII, vol.21 part 2 (1910), no.122, 123, 134 (2). L'intervento diretto inglese nel confronto, ovviamente, peggiorò la già tesa situazione con la Scozia.
A St Andrews, secondo Pitscottie, inizialmente la guarnigione si diede a razziare la campagna circostante.quoted, Merriman, Marcus, Rough Wooings, (2000), 215 Il conte di Arran si preparò per un lungo assedio. I monasteri della Scozia ottennero l'ordine di pagare una tassa di 6000 sterline per coprire i costi di riparazione e mantenimento del castello conquistato, pena la confisca dei loro beni.Accounts of the Lord High Treasurer of Scotland, vol.8, (1908), 481–2 Norman Leslie e Kirkcaldy di Grange coi loro complici vennero tutti scomunicati per l'uccisione del cardinale. Il 24 novembre venne fatta pervenire copia di questa scomunica anche al castello.Accounts of the Lord High Treasurer of Scotland, vol.9 (1911), xiv, 35
L'assedio da parte del governo scozzese
Nell'ottobre del 1546 il conte di Arran e il consiglio privato scozzese s'incontrarono a St Andrews e vennero preparate le prime operazioni per l'assedio. Venne scavato un tunnel per minare la Fore Tower ed entrare nel castello. L'ambasciatore francese Odet de Selve riportò come in 18 giorni l'opera fu completata. I difensori a loro volta scavarono una contromina per beffare il nemico.Correspondance Politique de Odet de Selve (Paris, 1888), p. 54, 10 November 1546 Entrambi i tunnel vennero intagliati nella dura roccia e vennero riscoperti solo nel 1879 e oggi sono aperti al pubblico.Fawcett, Richard, & Tabraham, Chris, St Andrews Castle (Historic Scotland, 2001), pp. 6, 18–19.
L'artiglieria del conte di Arran venne diretta da Robert Hamilton di Briggis il quale da solo aveva speso 3756 sterline per pagare minatori e lavoratori all'opera.Accounts of the Treasurer, vol. 9 (Edinburgh, 1911), p. 138. Il conte di Arran intimò ai suoi nemici di consegnargli il castello e di rilasciare suo figlio, ma questi rifiutarono e pertanto il comandante dell'esercito scozzese puntò i suoi cannoni verso la Sea Tower e l'area della cappella a ovest. Per tutta risposta i difensori sparando uccisero il maestro cannoniere John Borthwick. Dopo due giorni di perdite, i cannoni del reggente erano quasi sprovvisti di cannonieri.State Papers Henry VIII, vol. 5, part IV part 2, (London, 1836), pp. 580–581.
Nel novembre, il conte di Arran venne a sapere che l'esercito inglese era in marcia per raggiungere il castello e chiese pertanto supporto alla città di Fife.Fraser, William, ed., Memorials of the family of Wemyss, vol. 3 (Edinburgh, 1888), p. 7, (letter 31 October 1546) Si fece inoltre inviare da Leith nel dicembre successivo le provviste necessarie a resistere, oltre a 60 lastre di piombo tratte dalla copertura del tetto della Great Hall di Holyroodhouse per produrre ulteriori munizioni.
La tregua del dicembre del 1546 Enrico VIII sapeva che gli uomini al castello di St Andrews erano in difficoltà e per questo scrisse personalmente al conte di Arran dal Nonsuch Palace il 20 dicembre 1546, chiedendo al reggente di Scozia di desistere dall'assedio, minacciando di inviare il suo esercito in piene forze.State Papers Henry VIII, vol. 5, part IV part 2 (London, 1836), pp. 572–584. Balnaves, Leslie e William Kirkcaldy ottennero ciascuno 100 sterline dal consiglio privato inglese.Dasent ed., Acts of the Privy Council (London, 1890), pp. 527, 556. Il cancelliere inglese, Thomas Wriothesley, disse ai diplomatici del conte di Arran a Londra, David Panter e Adam Otterburn, di chiedere anch'essi al reggente di desistere nel suo assedio, ma questi si rifiutarono asserendo che non fosse loro compito, ma inviarono comunque una nota di quanto accaduto al conte in Scozia.State Papers Henry VIII, vol. 5 (London, 1836), pp. 575–576, 21 December 1546.
A ogni modo, il 18 dicembre 1546, era già stata concordata una tregua. I negoziatori di Arran furono David Lyndsay, Henry Balnaves, il prevosto di Aberdeen, i conti di Huntly, Argyll e Marischal, e lord Gray, che parlarono fisicamente alle mura del castello. Gli assediati risposero di volere prima un'assoluzione ufficiale da parte del papa per il delitto commesso e poi si sarebbero arresi a buone condizioni. Ovviamente il conte di Arran non poteva permettere una cosa del genere e per questo si riunì coi suoi per trovare un modo per far cedere gli avversari che non fosse una vittoria per fame.Register of the Privy Council of Scotland, vol. 1 (Edinburgh, 1877), pp. 57–8. Henri Cleutin, consigliere diplomatico di Maria di Guisa gli consigliò di fingere di avere il documento e di costringere gli assediati a uscire per poi decapitarli immediatamente, ma la proposta venne trovata troppo cinica e disonesta.Calendar State Papers Foreign Elizabeth, 1559–1560 (London, 1865), p. 11.
Lo stallo La paventata invasione inglese non avvenne mai, ma Balnaves riuscì ad assicurarsi i servigi di due genieri militari italiani al servizio del re d'Inghilterra, Guglielmo Rosetti e Angelo Arcano.Merriman, Marcus, The Rough Wooings (East Linton, 2000), p. 227. Dopo la morte di Enrico VIII il 27 gennaio 1547, suo figlio Edoardo VI decise di non inviare gli uomini promessi dal padre in Scozia. Gli assediati continuarono a inviare richieste di aiuto alla corte inglese e vi si portarono personalmente anche via mare. L'ambasciatore scozzese Adam Otterburn ne registrò la presenza a Londra in diverse occasioni. Le navi inglesi promisero di inviare armi e rifornimenti, ma St Andrews venne bloccata dalla marina militare scozzese nel marzo del 1547 per intervento dell'ammiraglio Elmes.Calendar State Papers Scotland, vol. 1 (Edinburgh, 1898), p. 3, no. 8: Merriman, Marcus, The Rough Wooings (Tuckwell, 2000), 226
Gli assediati giunsero a suggerire al re inglese scrivere una lettera all'imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero affinché persuadesse il papa a non garantire l'assoluzione agli scomunicati in nessun caso; così facendo l'assedio sarebbe proseguito ulteriormente, dando così tempo a Edoardo VI di inviare un esercito adeguato in Scozia.State Papers Henry VIII, vol. 5, part IV part 2 (London, 1836), 583 Sebbene l'assoluzione arrivò nell'aprile del 1547, i castellani rifiutarono di arrendersi.Annie I. Cameron, Scottish Correspondence of Mary of Lorraine (SHS, 1927), 182.
L'assedio francese
La situazione di stallo creatasi terminò nel luglio del 1547 quando re Enrico II di Francia inviò una flotta di proprie navi a prendere il castello per conto del governo scozzese di cui era alleato. Le forze erano comandate dall'ammiraglio e geniere italiano Leone Strozzi che diresse un devastante bombardamento d'artiglieria sulla fortezza. Sulle navi si trovavano anche i cartografi Jean Rotz e Nicolas de Nicolay.
La flotta, che dovette circumnavigare buona parte dell'Inghilterra per giungere sino in Scozia, a nord, non venne attaccata dalla marina militare inglese che pure la individuò, ma pensò che fosse venuta per imbarcare Maria di Scozia. Il conte di Somerset rassicurò inoltre l'ambasciatore imperiale, François van der Delft, che se la flotta francese avesse osato attaccare anche solo un castello in Scozia, egli non avrebbe esitato a inviare 24 navi da guerra per bloccare St Andrews e il Firth of Forth.CSP Spain, vol.9 (1912) 122, 124–5, 127