Come scoperta portoghese della rotta marittima per l'India (pt. Descoberta do caminho marítimo para a Índia) s'intende il primo viaggio registrato direttamente dall'Europa all'India passando per il capo di Buona Speranza. La spedizione che lo condusse, poi nota come Prima Armata d'India (pt 1.ª Armada da Índia), era comandata dell'esploratore Vasco da Gama e fu allestita per ordine di re Manuele I del Portogallo nel 1495-1499. Considerato uno dei viaggi più notevoli dell'Età delle scoperte, aprì la cosiddetta "Carreira da Índia" (it. "Rotta per l'India"), oggi nota come "Rotta del Capo", e avviò la presenza marittima e commerciale portoghese nell'oceano Indiano (Goa Velha, Kochi, Indie orientali, ecc.)..
Antefatto
Fu Giovanni II del Portogallo (regno 1481-1495) a iniziare a premere per l'identificazione e la messa in atto d'una rotta marittima che collegasse direttamente l'Europa con l'Asia, più precisamente l'India, passando per il capo di Buona Speranza. La motivazione era duplice: da una parte, garantirsi una fornitura di spezie a costi meno sostenuti, dall'altra assicurare al Regno del Portogallo un nuovo monopolio sul commercio delle spezie. La mossa sarebbe stata il degno coronamento dei decenni di esplorazioni marittime e investimenti nella marineria che la Corona portoghese, dai tempi di Enrico il Navigatore (1394-1460), aveva promosso gettando le basi dell'Impero portoghese.
Le spezie (cannella, zenzero, chiodi di garofano, pepe e curcuma) erano da sempre considerate l'oro delle Indie orientali: prodotti difficili da reperire in Europa, trasportati lungo estesissime rotte carovaniere e secolare monopolio dei mercati italiani (specialmente Venezia e Genova). Nel 1453, con la conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani, il commercio di Venezia e Genova si ridusse notevolmente. Il vantaggio dei portoghesi di stabilire una nuova Via delle Spezie si prefigurò come un'allettante fonte di reddito per la Corona.Non ci si limitò però a considerare lo una rotta marittima oceanica lungo le coste d'Africa. Intorno al 1481, infatti, João Afonso di Aveiro tentò un'esplorazione del regno del Benin e raccolse informazioni sul semi-leggendario principe Ogané il cui regno si trovava molto più a est. Si pensava che fosse cristiano e che godesse di grande rispetto e potere. Si diceva che il regno del Benin, dove Ogané aveva il suo quartier generale, fosse distante venti lune (250 leghe stando alle stime di João de Barros). Eccitato dalla notizia, re Giovanni II inviò, nel 1487, Frei António de Lisboa e Pedro de Montarroio a localizzare in Oriente nuove informazioni che potessero trovare il Prete Gianni, che sembravano corrispondere, dopotutto, alla descrizione che ne derivò il principe Ogané. La missione si arenò a Gerusalemme, dove i due portoghesi, ignorando la lingua araba, risolsero di tornare a casa perché troppo spaventati per proseguire. Re Giovanni non demorse e, con gran cura e segretezza, preparò nuovi e più capaci esploratori: Afonso de Paiva, di Castelo Branco, e Pêro da Covilhã. Paiva e Covilhã attraversarono Valencia, Barcellona, Napoli, Rodi, Alessandria, Il Cairo e Aden, ove le loro strade si separarono: Paiva si diresse in Etiopia e Covilhã in India. Nessuno dei due tornò ma le informazioni necessarie a re Giovanni giunsero a Lisbona, fornendo il supporto per l'epica avventura marittima, a questo punto l'unica praticabile, che si prospettava. Il re risolse infatti di procedere via nave lungo le coste africane per trovare un passaggio meridionale per l'oceano Indiano. Incaricò all'uopo Bartolomeo Diaz, il 10 ottobre 1486, di navigare intorno al capo di Buona Speranza. Diaz, che avrebbe poi aiutato nella costruzione delle navi São Gabriel e São Rafael utilizzate da Gama, doppiò il capo nel 1488 e dichiarò ch'era possibile raggiungere l'India facendo il giro dell'Africa. I portoghesi furono quindi in grado di realizzare un immenso profitto utilizzando le proprie navi per recuperare le spezie. Il piano di viaggio prevedeva la messa in sicurezza del percorso. Per questo, era necessario installare stazioni commerciali (pt. feitorias) fortificate lungo la strada. La missione affidata all'ammiraglio della spedizione, rifornito all'uopo di doni e credenziali diplomatiche oltre che di semplici attrezzature nautiche, era di stabilire contatti commerciali con i sovrani stranieri che avrebbe incontrato.
Il progetto di re Giovanni fu abbastanza osteggiato dagli Stati generali del regno: durante le Cortes de Montemor-o-Novo del 1495 si assistette a una forte opposizione della nobiltà all'ambizioso progetto del sovrano. I notabili infatti si accontentavano del commercio già instaurato con la Guinea e il Nordafrica e temevano le sfide poste dal mantenimento di eventuali territori d'oltremare e il costo connesso all'apertura e al mantenimento delle rotte marittime. Questa posizione è incarnata nel personaggio del Vecchio di Restelo che appare in "I Lusiadi" (pt. Os Lusíadas), spesso considerata l'opera più importante della letteratura portoghese, opera del poeta epico portoghese Luís de Camões, che si oppone all'imbarco dellArmada.
Ma non fu durante il regno di Giovanni II che questo progetto, osteggiato dalla Corte, prese corpo. Accadde solo ai tempi del suo successore, il re Manuele I, che tra l'altro non condivideva l'opinione generale che le rotte marittime fossero un buon, se non il migliore, mezzo per dominare il commercio con l'Oriente. Manuele risolse comunque di farsi tedoforo del sogno del congiunto e proseguì nell'allestimento d'una flotta da porsi al comando di Vasco da Gama. Nel suo disegno originale, re Giovanni aveva scelto Stefano da Gama, padre di Vasco, quale ammiraglio ma al momento dell'attuazione del piano, sia Stefano sia il re erano deceduti..
La spedizione salpò infine l'8 luglio 1497 e si concluse due anni dopo con il rientro delle navi che portarono la notizia del loro successo garantendo al Portogallo una prestigiosa posizione marittima.
La flotta
Nome della nave Capitano Ufficiali Appunti 1. São Gabriel (nau) D. Vasco da Gama Pero d'Alanquer (pilota)Gonçalo Álvares (maestro di bordo)Diogo Dias (scrivano) Nave ammiraglia 2. São Rafael (nau) D. Paolo da Gama João da Coimbra (pilota)João de Sá (scrivano) Vice-ammiraglia 3. São Miguel (caravella) Nicolau Coelho Pero Escolar (pilota) Álvaro de Braga (scrivano) Passata alla storia con il soprannome di Berrio 4. incerto (nave dei rifornimenti) Gonzalo Nunes Destinata ad essere smantellata sulla costa africana Questo elenco di capitani si basa principalmente su: Historia di Fernão Lopes de Castanheda,. Décadas di Barros. e Chronica di Damião de Góis..
Gli ufficiali erano tutti navigatori esperti e lo stesso Bartolomeo Diaz, veterano della navigazione d'alto mare nell'oceano Atlantico, accompagnò la spedizione per la prima tratta sino a Capo Verde. Tra i marinai (pt. marinheiros) c'erano due interpreti, Fernão Martins e Martim Afonso de Sousa e due frati, João Figueira e Pêro da Covilhã. In tutto, gli equipaggi erano composti da 170 uomini.
Vasco da Gama e i suoi capitani disponevano di portolani della costa africana conosciuta fino ad allora, quadranti, astrolabi di varie dimensioni, tavole con calcoli – come le effemeridi di Abraham Zacuto – bussola e filo a piombo. Durante la spedizione, la latitudine fu determinata dall'osservazione solare, come affermato da João de Barros. Una delle quattro navi era deputata al trasporto di generi alimentari sufficienti per tre anni: biscotti, fagioli, carne secca, vino, farina, olio di oliva, sottaceti e articoli di farmacia. Inoltre erano previsti continui rifornimenti lungo la costa dell'Africa. Ogni nave aveva un capitano (pt. capitão) e un pilota (pt. piloto), tranne la nave dei rifornimenti che aveva solo il capitano. Due navi avevano anche uno scriba o uno scrittore. La nave ammiraglia di Vasco da Gama, la São Gabriel, trasportava l'ammiraglio (pt. capitão-mor, lett. "capitano maggiore").
I rapporti del diario di bordo delle navi riportano molte esperienze uniche. Inoltre è stata trovata una ricca flora e fauna. Nei pressi della St. Helenabaai si stabilirono contatti con tribù che mangiavano leoni marini, balene, carne di gazzella e radici; camminavano ricoperti di pelliccia e le loro armi erano semplici lance di legno di Zambujo e corna di animali. Videro tribù che suonavano flauti rustici in modo coordinato, il che fu uno spettacolo sorprendente per gli europei. Lo scorbuto (carenza di vitamina C) aveva colpito l'equipaggio. Attraversarono il Mozambico con palme che producevano noci di cocco. Nonostante le avversità di un viaggio di questa portata, l'equipaggio mantenne la curiosità e il coraggio per raggiungere l'impresa e andare d'accordo con le persone che ha incontrato. Per prendere il ritmo, hanno fatto irruzione nelle navi in cerca di piloti. Con i prigionieri, il capitano generale poteva commerciare o metterli al lavoro. Si sa, grazie al filosofo umanista portoghese Damião de Góis, che durante il viaggio furono sistemati cinque padrões (pilastri di pietra coronati da una croce, con un'iscrizione e lo stemma del Portogallo): il "São Rafael", nel fiume Quelimane; il São Jorge (Mozambico); lo "Spirito Santo" a Malindi; il "Santa Maria" a Ilhéus, e il "São Gabriel" a Calicut. Questi monumenti avevano lo scopo di affermare la sovranità portoghese in questi luoghi in modo che altri esploratori arrivati in seguito non prendessero per sé la terra come scoperte.
Il viaggio di andata
8 luglio 1497 - la spedizione parte da Lisbona. per Capo Verde (attuale Senegal) scortata da Bartolomeo Diaz, diretto a Elmina. Giunti a Santiago (Capo Verde) il 27 luglio, i Portoghesi si riorganizzano: Diaz prosegue per Elmina, mentre Gama issa le vele il 3 agosto e punta al cuore dell'Atlantico per eseguire la prima volta do mar che lo condurrà in Sudafrica.
7 novembre 1497 - dopo novantasei giorni di navigazione in mare aperto,. Vasco da Gama approda a St. Helenabaai (Sudafrica), dove sosta per rifornirsi d'acqua. Riparte il 16 novembre per il capo di Buona Speranza che supera il 22 novembre, gettando l'ancora a Mossel Bay il 25 novembre. Il carico della nave rifornimenti viene a questo punto distribuito tra le altre e il veliero viene smantellato perché non più in condizione di navigare. Durante la sosta, l'ammiraglio posiziona un padrão che però gli indigeni distruggono poco dopo, sotto gli occhi degli europei appena salpati (8 dicembre).
25 dicembre 1497 - dopo diciassette giorni di navigazione sfavorevole contro forti venti contrari, Vasco da Gama avvista le coste del Natal, da lui così chiamato per la concomitante data del giorno di Natale.
11 gennaio 1498 - Vasco da Gama raggiunge il Sud del Mozambico ed effettua una sosta per rifornirsi d'acqua (acquata) presso il "Río do Cobre". Riparte il 16 gennaio e inizia a percorrere il canale del Mozambico. Raggiunge Sofala ma non vi si ferma. Presso Quelimane colloca il padrão "São Rafael" e (25 gennaio) concede all'equipaggio, esausto e piagato dallo scorbuto, una sosta presso quello che l'ammiraglio definì il "Río dos Bons Sinais" ("fiume dei buoni segnali"), perché fu lì che ricevette le prime informazioni che sarebbe stato sulla buona strada e che in seguito avrebbe trovato piloti in grado di guidarlo. Riprende il mare il 24 febbraio.