__NOTOC__ La seconda stagione della serie televisiva Imma Tataranni - Sostituto procuratore, composta da 8 episodi, è stata trasmessa in prima visione e in prima serata su Rai 1 divisa in due parti: la prima dal 26 ottobre al 9 novembre 2021, la seconda dal 27 settembre al 13 ottobre 2022.

nº Titolo Prima TVPrima parte 1 Mogli e buoi 26 ottobre 2021 2 Via del riscatto 2 novembre 2021 3 Dai sassi alle stelle 8 novembre 2021 4 Un mondo migliore di questo 9 novembre 2021Seconda parte 5 Il peso dell'anima 27 settembre 2022 6 La doppia vita di Mister E. 29 settembre 2022 7 Angelo o diavolo 6 ottobre 2022 8 La donna che perse la testa 13 ottobre 2022

Mogli e buoi Diretto da: Francesco Amato Soggetto di: Mariolina Venezia, Salvatore De Mola e Pier Paolo Piciarelli Scritto da: Salvatore De Mola, Pier Paolo Piciarelli e Francesco Amato

Trama Non appena torna a casa dopo una vacanza a Parigi col marito Pietro e la figlia Valentina per tranquillizzare quest'ultima dopo la sua rottura con Samuel, Imma riceve una chiamata: il corpo di Angelo Saraceno, ucciso con un colpo di arma da fuoco (probabilmente con un fucile) in pieno petto, viene trovato in un abbeveratoio per il bestiame lungo un sentiero della transumanza. Imma e il procuratore Alessandro Vitali apprendono da un contadino che da giovane Angelo aveva raggiunto il fratello maggiore Santino negli Stati Uniti facendo entrambi fortuna nel campo della ristorazione, e dove Angelo importava prodotti caseari dall'Italia. Al tour guidato dai mandriani, nessuno dei partecipanti, seppur professionisti del settore, conosceva Angelo.

Imma informa la moglie americana di Angelo della morte del coniuge. La donna spiega che stavolta, diversamente dal solito, aveva deciso di accompagnare Angelo in Basilicata per la transumanza, anche perché ultimamente lo aveva visto depresso, forse perché era oggetto di invidie a causa del suo successo economico. Imma e il maresciallo Capozza parlano con Alba, il cui marito Rocco era un caro amico di Angelo, tanto che quest'ultimo era stato il loro testimone di nozze qualche giorno prima di partire per l'America. Angelo non aveva venduto la sua casa, e quando tornava in America erano gli stessi Rocco e Alba a occuparsene. Quando Imma menziona dei fori di proiettile sul muro della casa, Rocco conferma di aver sentito qualche tempo prima nella notte degli spari provenire dalla casa di Angelo, ma non era riuscito a scoprire chi aveva sparato. Imma dice a Diana di chiamare il maresciallo La Macchia per chiedergli se ha scoperto qualcosa su Angelo e di indagare su Domenico Fracalvieri, detto Minguccio, proprietario del caffè Colombia.

Nel frattempo, Imma partecipa al processo contro Saverio Romaniello, che era pronto a seppellire tonnellate di rifiuti tossici con la complicità di amministratori e imprenditori locali: l'accusa è di tentato disastro ambientale in complicità con la criminalità organizzata, oltre a quella di essere il mandante degli omicidi di Don Mariano e di Pasquale Iannuzzi, testimone chiave grazie al quale Don Mariano aveva scoperto tutto il suo piano criminale.

La moglie di Angelo si reca in Procura e mostra a Imma una fotografia del marito insieme a un certo Alfonso Acito, ricordandosi che tanto tempo prima le aveva detto che «quando aiuti qualcuno, quello ti odia perché si sente inferiore». La Macchia interroga infruttuosamente Fracalvieri, ma un cliente ubriaco del bar gli racconta che sei anni prima Acito era sommerso dai debiti: Angelo gli aveva comprato tutto permettendogli di ripagarli, ma ad Alfonso non era rimasto niente, quindi fu costretto ad arrangiarsi e iniziò a provare rancore.

Calogiuri, che dopo il bacio scambiato con Imma alla parata della Madonna della Bruna aveva chiesto di andare in missione in Sudamerica, torna a Matera. Dai tabulati telefonici di Saraceno risulta che la sera in cui è stato ucciso aveva ricevuto una telefonata dal caffè Colombia, verso mezzanotte e quindici, perciò l'assassino potrebbe avergli dato un appuntamento all'abbeveratoio: Acito era un assiduo frequentatore del bar e possedeva un fucile da caccia, il che lo rende un indiziato. Mentre si dirigono da Rocco, Calogiuri confessa a Imma che il bacio che si sono scambiati tempo prima è stata la cosa più bella per lui e prova a baciarla nuovamente, ma Imma gli dice che è stato un errore che non deve ripetersi. Rocco ammette ai due di aver visto Acito scaricare il fucile sulla facciata della casa di Saraceno, dopo di che lo aveva immobilizzato, ma mentre stava per chiamare i Carabinieri Angelo si era affacciato alla finestra e gli aveva detto di lasciarlo perdere perché lo aveva perdonato; Acito era scoppiato a piangere e Rocco ne aveva avuto pena. Imma e Calogiuri vengono accompagnati alla chiesa dove si trova Alfonso da Peppino, il figlio sordo di Rocco e Alba che aiuta il padre a far pascolare il bestiame.

Alfonso spiega che da ragazzo Angelo era povero, ma che quando era tornato per acquistare i suoi averi lo aveva visto molto cambiato, soprattutto nello sguardo, molto cattivo, e definisce i soldi prestatigli da lui «i soldi del demonio»: la sera prima di accettarli, essendo molto devoto, Acito si era rivolto alla Madonna, ma nonostante il consiglio di non prenderli alla fine aveva accettato il denaro e aveva finito per rovinarsi. Dichiara di non aver chiamato Saraceno dal bar, ma gli viene comunque sequestrato il fucile.

Dopo il funerale di Angelo, con l'aiuto del padre che gli fa da interprete, Peppino spiega a Imma, Calogiuri, Alba e la moglie dell'uomo che qualche giorno prima di essere ucciso era stato affrontato da un gruppo di allevatori alla festa di inizio della transumanza: non era abbastanza vicino da leggere il loro labiale, ma li aveva visti molto aggressivi, in particolare Felice Natale, un noto attaccabrighe. Quella sera Rocco non era presente perché non si sentiva bene e non aveva saputo di questa discussione, così Peppino era rimasto con Angelo, che lo aveva riaccompagnato a casa. Calogiuri scopre che il giorno dopo l'omicidio Felice è scomparso lasciando la mandria a suo fratello, ed è attualmente irreperibile. Dall'analisi dei RIS risulta che il fucile di Acito è a pallettoni, mentre quello che ha ucciso Saracino è a palla singola, quindi Imma ha fatto bene a scarcerarlo.

Durante una cena con i suoceri, Imma scopre che Pietro ha intenzione di lasciare il lavoro di tecnico informatico per aprire un club di musica jazz, e gli consiglia, piuttosto che rischiare di perdere il posto fisso, di prendersi qualche mese di aspettativa. Intanto Valentina inizia a frequentare il compagno di scuola Giovanni.

Calogiuri e Jessica arrestano Felice. Egli spiega che Angelo voleva far comprare ai mandriani il mangime per le vacche da un uomo americano di sua conoscenza, «quelle porcherie tutte sintetiche che fanno fare più latte», e anche se in Italia è illegale lui lo faceva entrare sottobanco. Nessun allevatore voleva saperne, perciò Angelo aveva detto che invece ce n'erano altri che non vedevano l'ora di fare affari con lui, e che li avrebbe rovinati. Angelo era uno dei loro migliori clienti, e perdere lui significava perdere quasi la metà degli affari, e quando gli allevatori non vendono nessuno li aiuta, neanche l'Europa. Felice conferma di aver minacciato Angelo, ma giura di non averlo ucciso, e infatti si scopre che la notte dell'omicidio stava insieme a una prostituta.

Imma e Calogiuri interrogano nuovamente Alfonso, poiché in realtà non voleva vendere le sue vacche ad Angelo, ma quest'ultimo sei anni prima aveva acquistato un terreno che Alfonso usava come punto d'appoggio durante la transumanza per far riposare il bestiame; Angelo lo aveva acquistato anche se non gli serviva, infatti aveva messo gli occhi sui possedimenti di Alfonso già da ragazzo. Una sera Angelo, particolarmente triste, gli aveva confidato di sentire la mancanza di un figlio. Diana spiega a Imma che Saraceno era stato contattato da un fabbro di campanacci che lo aveva chiamato tre volte, l'ultima il giorno dell'omicidio. Potrebbe trattarsi del padre di Alba, ufficialmente morto ma che dal contratto della compagnia telefonica risulta vivo (ma ciò potrebbe spiegarsi con il fatto che a volte le compagnie telefoniche non cancellano i contratti quando i titolari muoiono).

Alba ammette di essere stata lei a telefonare a Saraceno usando il cellulare di suo padre defunto chiedendogli di comprare le vacche del marito, a insaputa di quest'ultimo, per dare un futuro diverso al figlio Peppino. Qualche settimana prima Rocco aveva avuto una specie di infarto e il medico gli aveva consigliato di cambiare vita, o perlomeno di smettere con la transumanza, ma Rocco non aveva voluto, per questo lei non gli aveva fatto parola della questione. Era stato sempre questo medico a dire ad Alba che c'era una speranza per ridare l'udito a Peppino, e aveva ordinato un esame del DNA per verificare se la sordità del ragazzo fosse ereditaria, perché in quel caso non si poteva fare niente. Imma suppone, come Calogiuri, che Peppino sia in realtà figlio di Angelo, e che Rocco ne sia al corrente perché da ragazzi Alba e Angelo erano inseparabili. Calogiuri ottiene dal giornalista Pino Zazza un documentario sui lucani che hanno avuto successo nel mondo, e in un servizio su Santino Saraceno viene intervistato anche suo figlio Robert, un giovane sordomuto, il che avvalora la tesi dell'ereditarietà. La moglie di Angelo conferma che anche il marito, come il cognato, era portatore sano di sordità recessiva.

Alba confessa a Imma che amava Angelo, ma che aveva ubbidito a suo padre e si era sposata, e Angelo era partito per gli Stati Uniti, non prima di aver passato la notte con lei. Angelo aveva capito che Peppino era figlio suo ma non ne avevano mai parlato in tutti quegli anni. Rocco non aveva compreso la realtà dei fatti fino all'arrivo del medico, altrimenti non avrebbe trattato Angelo come un fratello. Nonostante questo, Alba aveva acconsentito all'esame perché pensava che prima o poi la verità doveva uscire, tuttavia Rocco era venuto a sapere come stavano le cose ma aveva deciso di non dire nulla. Angelo era arrivato a 50 anni e voleva un figlio a tutti i costi perché lui e la moglie non ne avevano avuti.

Rocco spiega che da giovane ammirava Angelo per la sua resilienza, ma che negli ultimi tempi era diventato molto arrogante. Un giorno gli aveva detto di voler comprare la sua mandria, ma Rocco avrebbe continuato a occuparsi di Peppino, anche se non era suo figlio, perché «i figli sono di chi si prende la responsabilità». Angelo voleva portare via Peppino, come aveva vagamente accennato ad Alfonso la sera della transumanza. Rocco è costretto ad ammettere di aver chiamato Angelo dal caffè Colombia per capire se aveva veramente intenzione di portare Peppino in America, ottenendone la certezza. Prima di essere arrestato, Rocco chiede a Imma e Calogiuri di andare in spiaggia, dove si lava le mani con l'acqua del mare e spiega che ogni anno, a fine percorso, gli allevatori giungono lì e vi rimangono fino alla fine dell'inverno. Quella è la sua vita, e Rocco temeva che Peppino avrebbe potuto preferirne una fatta di agi e lusso che solo Angelo poteva offrirgli, anziché scegliere di continuare a condurre una vita molto umile come la loro. Rocco non ci aveva più visto dalla rabbia e gli aveva sparato.