LAfrica occidentale è un'area con grandi differenze geografiche, di biodiversità e di culture. Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud, con una sporgenza ad ovest, e questa parte sporgente può essere considerata l'Africa occidentale. Non è da confondere con il Maghreb (in arabo "occidentale").

Geografia La costa di questa parte di Africa è sul meridionale Oceano Atlantico, la maggior parte della quale nel senso est-ovest. Porzioni di questa costa erano conosciute con i nomi di Costa del Grano, Costa d'Oro e Costa d'Avorio. La tratta degli schiavi fu molto attiva in quest'area; la maggior parte degli afro-americani discende da schiavi trasportati dall'Africa occidentale.

Le zone costiere hanno per la maggior parte clima tropicale, e una cintura di foresta tropicale seguiva una volta la costa attraverso questa fascia. Il nord e le terre continentali sono occupate dalla savana e quindi addentrandosi dal Sahel.

Stati

In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, l'Africa occidentale è una delle macroregioni in cui è divisa l'Africa. Essa include 16 Stati: (Porto-Novo) (Ouagadougou) (Praia) (Yamoussoukro) (Banjul) (Accra) (Conakry) (Bissau) (Monrovia) (Bamako) (Nouakchott) (Niamey) (Abuja) (Dakar) (Freetown) (Lomé)

Gli Stati di quest'area (con l'ex potenza colonizzatrice che li controllava) confinanti con l'Atlantico, da nord-ovest a sud-est sono: Capo Verde (Portogallo) Mauritania (Francia) Senegal (Francia) Gambia (Regno Unito) Guinea-Bissau (Portogallo) Guinea (Francia) Sierra Leone (Regno Unito) Liberia (Regno Unito) Costa d'Avorio (Francia) Ghana (Regno Unito) Togo (Germania, Francia) Benin (Francia) Nigeria (Regno Unito)

I Paesi senza sbocco sul mare sono: Mali (Francia) Burkina Faso (Francia) Niger (Francia)

Nella definizione di Africa occidentale come macroregione ONU, è compresa anche Sant'Elena, un territorio del Regno Unito, situato nell'Oceano Atlantico. A volte anche il Camerun e il Ciad vengono considerati parte dell'Africa occidentale, mentre altre volte ne è esclusa la Mauritania.

I confini coloniali che si riflettono negli attuali confini fra le nazioni dell'area non tenevano conto dei gruppi etnici e delle linee culturali e spesso dividono singoli gruppi etnici tra due o più stati.

Geografia fisica L'Africa occidentale può essere suddivisa in tre zone geografiche principali disposte in senso orizzontale: una fascia settentrionale costituita dal deserto, un'area meridionale con boscaglia e foreste e una parte centrale semidesertica che va sotto il nome di Sahel.

Gran parte dell'Africa occidentale è composta da pianure leggermente ondulate con pochi rilievi montuosi. Tra i più importanti altopiani e catene montuose della regione vi sono la catena che si snoda lungo il confine tra Nigeria e Camerun (la cui vetta più elevata, il Chappal Wadi, misura 2418 m); l'Altopiano di Jos (1781 m) e i Monti Shebsi (2418 m) in Nigeria; il Monte Bintumani (1945 m) in Sierra Leone; il Massiccio dell'Aïr in Niger con il Monte Bagzane (2022 m); la zona che circonda il Monte Nimba (1752 m), al confine tra Guinea, Costa d'Avorio e Liberia; e infine le alture del Fouta Djalon (1538 m), che dalla Guinea occidentale si estendono fino al Senegal sud-orientale. Degne di note sono anche le vette delle isole vulcaniche di Capo Verde, la cui cima più alta è il Fogo (2839 m). Il Monte Camerun (4095 m), nello stato omonimo, è la montagna più alta dell'Africa occidentale.

Nonostante la zona montuosa non sia estesa, dalle montagne dell'Africa occidentale sgorgano diversi fiumi, tra cui il Niger. Altri grandi fiumi della regione sono il Senegal, che segna il confine con la Mauritania; il Gambia, che dà anch'esso il nome al paese che attraversa; il Casamance nel Senegal meridionale; il Volta in Ghana e Burkina Faso; e il Benue (uno dei principali affluenti del Niger) in Nigeria e Camerun.

L'Africa occidentale è delimitata da due straordinari ambienti naturali, il Sahara a nord e l'Oceano Atlantico a sud. Molte grandi città di questa regione - Dakar, Banjul, Bissau, Conakry, Freetown, Monrovia, Abidjan, Accra, Lomé, Cotonou, Porto Novo, Lagos e Douala - si susseguono lungo la costa atlantica come perle di una collana, e in alcune zone formano una distesa urbana senza soluzione di continuità, interrotta solo dai confini nazionali.

Storia

Storicamente, l'area è stata interessata da molti dei maggiori imperi africani, tra i quali l'Impero del Ghana, l'Impero del Mali e l'Impero Songhai. Fu una delle aree del mondo di vasta civilizzazione e la grande città di Timbuktu fu uno dei più importanti centri di commercio e di cultura del mondo antico. Stati prosperi e attivi culturalmente fiorirono in Africa occidentale per molti secoli, nonostante svariati fattori, tra cui la tratta degli schiavi, la desertificazione del Sahel, e soprattutto la spartizione dell'Africa da parte delle nazioni europee abbiano portato questi stati ad un graduale declino.

Preistoria

Studi archeologici a Mejiro Cave hanno appurato che esseri umani, probabilmente del gruppo dei pigmei, arrivarono in Africa occidentale attorno al 12000 a.C. Strumenti per la fabbricazione di pietre microlitiche sono state trovate nella zona della savana dove erano stanziate tribù pastorali avanzate, che utilizzavano scalpelli e lame di pietra e lance. Gli uomini delle tribù della Guinea e delle foreste non utilizzarono i microliti per secoli, ma prosperarono usando strumenti d'osso e di altri materiali. Durante il V millennio, quando gli avi dei moderni africani cominciarono ad entrare nell'area, iniziarono a svilupparsi degli insediamenti agricoli stabili, con prove dell'addomesticamento dei bovini e della coltivazione dei cereali. Attorno al 3000 a.C. un altro grande cambiamento avvenne nelle società dell'Africa occidentale, con l'invenzione di arpioni e ami da pesca primitivi.

Un'intensa migrazione degli allevatori di bovini del Sahel ebbe luogo nel III millennio a.C., e le comunità pastorali incontrarono le sviluppate comunità di cacciatori-raccoglitori della regione della Guinea. La selce era di più facile reperibilità nella zona e aveva reso l'uso dei microliti per la caccia molto più facile. La migrazione degli allevatori del Sahel fu probabilmente causata dalla desertificazione totale del deserto del Sahara durante tale millennio, che contribuì grandemente all'isolamento dell'Africa occidentale dai mutamenti tecnologici e culturali in Europa e nella costa mediterranea del nord Africa. Nonostante ciò, l'utilizzo sempre maggiore del ferro e la diffusione delle tecnologie per la sua lavorazione portarono ad un miglioramento nella costruzione di armi e permisero agli agricoltori di aumentare la loro produttività e di produrre quel surplus di prodotti agricoli che permetterà la nascita delle città-stato che saranno ricomprese negli imperi.

Nel 400 a.C. ci furono contatti con le civiltà mediterranee, in particolare con Cartagine e un regolare commercio di oro veniva condotto dai berberi del Sahara come annotato da Erodoto. Il commercio era molto limitato prima dell'utilizzo del dromedario, ma beni di provenienza mediterranea potevano arrivare fino al nord dell'attuale Nigeria. Si era sviluppato un fiorente commercio attraverso il quale gli abitanti dell'Africa occidentale esportavano oro, tela di cotone, ornamenti metallici e pellami verso nord attraverso le rotte dei commerci trans-sahariane in cambio di bronzo, cavalli, sale, tessuti e perline. Successivamente anche l'avorio, gli schiavi e le noci di kola furono oggetto di scambio.

L'età degli imperi

Fu proprio il commercio il motore che diede l'impulso all'ulteriore sviluppo delle civiltà dell'Africa occidentale. Mentre la siderurgia era giunta nell'area dell'attuale Nigeria intorno al V secolo d.C., dando origine alla civiltà di Nok, intorno all'VIII secolo una casta di re guerrieri (o Ghana) si impose nell'area degli attuali Senegal, Mauritania e Mali, fondando quello che è oggi conosciuto come Impero del Ghana, che prosperò grazie al controllo della parte meridionale delle principali rotte commerciali trans-sahariane, prima di essere distrutto da un'invasione almoravide nel 1052.

Tra i regni che lottarono per ripristinare l'egemonia sulla regione emerse nel 1240 il regno mandingo di Malel che, sotto la guida di Sundiata Keita, divenne l'Impero del Mali. Questo nuovo impero prosperò per molti secoli, raggiungendo il suo apogeo nel XIV secolo sotto Mansa Musa, e arrivando a controllare la maggior parte dell'Africa occidentale subsahariana. Nel XV secolo, i Songhai, un popolo che abitava ai confini orientali dell'impero, approfittarono di una serie di lotte dinastiche per invadere la maggior parte delle terre del Mali, dando il via all'ultimo dei grandi imperi dell'Africa occidentale, l'Impero Songhai, che fu a sua volta distrutto da un'altra invasione dal Marocco nel 1591.

In questo modo il Marocco intese prendere possesso direttamente delle importanti città carovaniere di Gao, Timbuktu e Djenné, nonché dei giacimenti auriferi e dei mercati del salgemma e degli schiavi. In seguiti i Bamana, popoli di etnia mandinka dediti all'agricoltura sotto la dominazione arabo-berbera, costituirono sulle rovine dei grandi imperi i due regni islamizzati di Kaarta e di Segou, entrambi avversati dai Tuklor provenienti dalla regione del Senegal. Nel 1659 tuttavia la dinastia sadiana del Marocco finì, e con essa l'unità del bacino del fiume Niger. Tuttavia nel frattempo l'importanza delle rotte carovaniere del Sahel era diminuita poiché si erano formate delle nuove rotte commerciali per lo sfruttamento delle risorse dell'Africa occidentale subsahariana, gestite dagli Europei, aventi come avamposti la costa del Senegal, il fiume Gambia e la costa del golfo di Guinea.

Età moderna Contatti con gli europei Terminata la Reconquista della Penisola Iberica, nel XV secolo le esplorazioni dei sovrani iberici proseguirono verso le coste dell'Africa Occidentale. Per iniziativa del re del Portogallo Manuele I l'Avventuroso, i Portoghesi installarono colonie commerciali nell'arcipelago di Capo Verde e alla foce del fiume Senegal, come la città di Dakar, e strinsero accordi con il popolo Wolof, che dal XIII secolo si era emancipato dalla sottomissione all'impero del Mali e grazie alla protezione dei Portoghesi divenne fiorente nel XV secolo. Le colonie portoghesi furono terminali per il commercio di schiavi malinké, che venivano catturati dai Wolof nella regione interna.

L'impero del Mali era a quel tempo insidiato anche a nord dai berberi Tuareg e ad est dalla competizione dell'impero Songhai per il controllo delle rotte carovaniere del Sahel, che rifornivano il Maghreb arabo di oro, rame, salgemma e avorio procacciati dal popolo Akan nella regione del golfo di Guinea. Gli Akan, il cui centro principale era Kumasi, nell'attuale Ghana, estraevano l'oro per gli Arabi del Maghreb, ma erano costretti a servirsi dell'intermediazione dell'impero del Mali. Gli Europei, pertanto, si insediarono in Africa occidentale per intercettare questi commerci alla fonte.

Circa dal 1549 i Portoghesi causarono la frammentazione del regno Wolof e penetrarono nell'entroterra risalendo il corso del fiume Gambia; ma già nel 1588 vendettero le loro basi ad alcuni mercanti inglesi. Nel 1618 il re d'Inghilterra Giacomo I concesse lo sfruttamento dell'Africa occidentale ad alcune compagnie britanniche, che si concentrarono prima in Gambia, in seguito soprattutto nella Costa d'Oro abitata dagli Akan. Questi ultimi, sotto la guida del clan Okoyo, si riunirono nella confederazione Ashanti fondando un impero che fino alla fine del XVII secolo contese alle Compagnie inglesi il controllo della regione.