Campione olimpico dei 200 metri piani ai Giochi di e due volte campione europeo (1974 e 1978), è stato il primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72, stabilito durante le Universiadi di Città del Messico, che costituisce ancora oggi il record europeo. Ha detenuto inoltre, dal 1979 al 2018, il record italiano dei 100 metri piani con il tempo di 10"01 (record europeo fino al 1984).
Soprannominato La Freccia del Sud (nomignolo analogo a quello di un famoso treno espresso che collegava Milano con la Sicilia), è l'unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive, dal 1972 al 1984. In virtù della sua carriera sportiva, è stato insignito dell'ordine olimpico nel 1997 e introdotto nella Hall of Fame della FIDAL.
Laureatosi quattro volte, dopo la carriera agonistica svolse attività politica e scrisse molti saggi su vari argomenti, esercitando le professioni di avvocato e commercialista.
Biografia Pietro Mennea nacque a Barletta il 28 giugno 1952. Dopo le scuole medie s'iscrisse a ragioneria, ottenendo il diploma nel 1971. Successivamente proseguì gli studi all'ISEF di Cassino (FR), allora succursale della sede aquilana, ottenendo il titolo, con lode, presso la sede di Napoli nel 1975.
Si laureò, con lode, a Bari una prima volta in Scienze politiche, su consiglio di Aldo Moro, allora ministro degli Esteri. Conseguì poi anche le lauree in Giurisprudenza con voti 104/110 (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), Scienze motorie e sportive (Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara, convertendo il suo diploma ISEF) e Lettere (Università degli Studi di Salerno). Era sposato dal 1996 con Manuela Olivieri, avvocato e giornalista; non ebbero figli.
Nel 2000 il nome di Mennea tornò agli onori delle cronache quando l'Università degli Studi dell'Aquila, presso cui aveva partecipato a un concorso per la cattedra di sistematica, regolamentazione e organizzazione dell'attività agonistica presso la Facoltà di Scienze motorie, gli propose l'assunzione, dato che si era classificato primo in graduatoria; ma, giudicando la posizione di professore a contratto incompatibile con la carica di membro del Parlamento europeo, gli chiese le dimissioni da deputato. La vicenda provocò polemiche e interrogazioni parlamentari. Tuttavia il Governo Amato II, rappresentato dall'allora sottosegretario di Stato per l'Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica Luciano Guerzoni, diede ragione all'Università.
Mennea è stato poi docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la facoltà di scienze dell'educazione motoria dell'Università "Gabriele d'Annunzio".
Nel 2006 diede vita, insieme con la moglie, alla "Fondazione Pietro Mennea", ONLUS di carattere filantropico che, attraverso progetti specifici, effettua donazioni e assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping.
Oltre alla carriera sportiva, operò come insegnante di educazione fisica, avvocato, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista. Fu, per alcuni mesi, anche direttore generale della squadra di calcio della Salernitana nell'annata 1998-1999.
Nel 2010, insieme con la consorte (avevano uno studio a Roma, ubicato vicino al Tribunale Civile), si occupò di class action negli Stati Uniti per difendere alcuni risparmiatori italiani finiti nel crac della Lehman Brothers.
Morì il 21 marzo 2013, tre mesi prima del suo sessantunesimo compleanno, in una clinica di Roma, per un tumore al pancreas. Dopo la camera ardente aperta nella sede del CONI, il funerale si è svolto nella basilica di Santa Sabina. È sepolto nel cimitero Flaminio a Roma.
Carriera sportiva Tesserato per l'AVIS Barletta, iniziò l'attività agonistica nelle competizioni nazionali nel 1968 quando a ottobre prese parte al trofeo "Vele dello Sport", organizzato dal Corriere dello Sport a Termoli. Trasferitosi a Formia, dove era allenato dal marchigiano Carlo Vittori, Mennea iniziò una lunga carriera atletica internazionale nel 1971 quando esordì ai campionati europei con un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri piani.
La sua olimpiade di esordio fu quella del 1972 a Monaco di Baviera, nella quale fu bronzo nei 200 metri dietro al sovietico Borzov e allo statunitense Black. Fu la prima di quattro finali olimpiche nella stessa specialità.
Ai campionati europei del 1974 Mennea vinse l'oro nei 200 metri davanti al pubblico di casa di Roma e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Nel 1975 a Nizza vinse i 200 m in Coppa Europa.
Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal. Riuscì a qualificarsi per la finale dei 200 m, ma vide l'oro finire nelle mani del giamaicano Don Quarrie, mentre lui finì ai piedi del podio, quarto. Lo stesso risultato, mancando di poco il bronzo, venne raggiunto nella staffetta 4×100 metri. Nel 1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, ugualmente vinta. In quell'anno si aggiudicò anche l'oro nei 400 metri piani agli Europei indoor.
Nel 1979 Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi che si disputavano sulla pista di Città del Messico, a un'altitudine di 2248 metri sul livello del mare. Sfruttando il minore attrito offerto dall'aria rarefatta, oltre che una folata di vento a favore di 1,8 m/s, un valore vicino al limite massimo consentito dal regolamento, Mennea vinse i 200 metri piani con il tempo di 19"72, facendo registrare il nuovo record mondiale: esso resistette per quasi 17 anni, fino ai trial statunitensi per i Giochi olimpici del 1996, quando Michael Johnson fermò il cronometro sul tempo di 19"66. A dimostrazione di quanto le condizioni ambientali in Messico fossero favorevoli, sette degli otto finalisti migliorarono il proprio primato personale, con una media di 38 centesimi di secondo. Lo stesso Mennea, infatti, prima di allora non aveva mai corso sotto i 20". Nell'altura del Messico poi migliorò di ben 18 centesimi anche il proprio primato personale sui 100 metri, stabilendo il nuovo record europeo con 10"01 (0.9 m/s di vento a favore), tempo che ha rappresentato il record italiano fino al 22 giugno 2018 quando venne migliorato da Filippo Tortu. Mennea detenne anche la miglior prestazione mondiale a livello del mare dal 1980 al 1983, con 19"96, tempo stabilito nella sua città natale, Barletta. Sempre nel 1979 a Torino vinse i 100 m in Coppa Europa.
In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz'altro uno dei favoriti per l'oro olimpico dei 200 metri piani ai Giochi di , anche alla luce del boicottaggio della compagine statunitense. Nonostante avesse vinto la propria semifinale, Mennea si vide assegnare in finale la corsia più esterna (l'ottava), con il neo-campione olimpico dei 100 metri piani Allan Wells al suo fianco in settima corsia e il campione olimpico in carica Don Quarrie in quarta. Andò peggio al vincitore dell'altra semifinale, il cubano Silvio Leonard, a cui toccò la prima corsia. In finale, Wells diede prova di un ottimo avvio di gara e dopo pochi passi sorpassò Mennea, presentandosi in testa all'uscita di curva con un vantaggio di oltre due metri sull'italiano; ma proprio sul rettilineo conclusivo Mennea si rese protagonista di una rimonta insperata e, dopo aver recuperato alcune posizioni, riuscì sopravanzare il britannico negli ultimi metri, aggiudicandosi la vittoria per due centesimi di secondo (20"19 a 20"21), mentre Quarrie chiuse al terzo posto con un solo centesimo di vantaggio su Leonard (20"29). Nella stessa rassegna olimpica vinse anche la medaglia di bronzo nella staffetta 4×400 metri insieme a Stefano Malinverni, Mauro Zuliani e Roberto Tozzi.
Dopo il trionfo olimpico a Mosca, tra agosto e settembre dello stesso anno Mennea si sottopose ad un vero e proprio tour de force sui 200 metri piani, disputando otto gare nell'arco di cinquantatré giorni e vincendole tutte con distacchi notevoli. La prima tappa fu il Golden Gala di Roma, che proprio il 5 agosto 1980 aprì i battenti con la prima edizione: davanti al pubblico dello Stadio Olimpico, Mennea confermò la sua supremazia sulla distanza stabilendo la migliore prestazione mondiale dell'anno con un perentorio 20"01 e precedendo nell'occasione il bronzo olimpico di Mosca Don Quarrie (20"40) e gli statunitensi Wiley (20"70) e Taylor (20"78). Il 17 agosto seguente, nella sua città natale di Barletta, scese per la terza volta sotto i 20 secondi facendo registrare un sensazionale 19"96, tempo che rappresentò la migliore prestazione mondiale ottenuta al livello del mare (in precedenza appartenuta a Valerij Borzov con il 20"00 di Monaco '72). Vinse quindi tutti gli appuntamenti stagionali rimanenti, dimostrando grande continuità di rendimento: il 22 agosto al Memorial Van Damme di Bruxelles (20"05), il 31 agosto a Rieti (20"12), il 10 settembre a Bologna (20"29), il 13 settembre al Palio Città della Quercia di Rovereto (20"07), il 20 settembre a Tokyo (20"03) e il 27 settembre a Pechino (20"03).
Il 5 marzo 1981 annunciò il suo ritiro dalle gare, concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi (25 agosto 1982) e l'anno dopo prese parte agli Europei di Atene, gareggiando però solo nella staffetta 4×400 m che chiuse al sesto posto.
Il 22 marzo 1983 stabilì la miglior prestazione mondiale (manuale) dei 150 metri piani, con 14"8 sulla pista dello stadio di Cassino: questo primato è ancora imbattuto, in quanto il tempo di 14"35, stabilito il 17 maggio 2009 da Usain Bolt a Manchester, è stato ottenuto su pista rettilinea.
Successivamente partecipò alla prima edizione dei campionati mondiali che si svolse a Helsinki, dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 m e quella d'argento con la staffetta 4×100 m. Un anno dopo, scese in pista nella sua quarta finale olimpica consecutiva dei 200 m piani, primo atleta al mondo a compiere tale impresa. In quest'occasione terminò al settimo posto e, a fine stagione, si ritirò dalle competizioni per la seconda volta (4 dicembre 1984).
Ancora una volta, Mennea fece il suo ritorno alle gare (10 agosto 1987) e gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie. In quest'edizione dei Giochi fu alfiere portabandiera della squadra azzurra durante la cerimonia d'apertura.
In un'intervista del 1987 al quotidiano italiano la Repubblica ha dichiarato che nel 1984, durante i Giochi olimpici di , un fisioterapista americano, il professor Kerr, gli propose un trattamento di doping. Tornato in Italia si sottopose a due iniezioni di somatotropina (nota come ormone della crescita), ma la crisi di coscienza che ne scaturì fu tale da indurlo a ritirarsi dall'attività agonistica: «Ho capito che nella mia vita stavo cercando tutto tranne che quello». Anche se l'uso di tale sostanza è vietato nelle competizioni odierne, non lo era all'epoca per i regolamenti della IAAF.