Impero senza confini (The Emperor's Exile) è un romanzo storico di Simon Scarrow ambientato nel 57 d.C., pubblicato in Italia nel novembre del 2021 dalla casa editrice Newton Compton.

È il diciannovesimo romanzo della Eagles of the Empire Series con protagonisti Macrone e Catone.

Trama

È il 57 d.C. quarto anno di regno dell'Imperatore Nerone. Il prefetto Catone e il centurione Macrone sono appena rientrati a Roma dopo aver affrontato le difficoltà delle campagne svolte sul confine orientaleEventi narrati nei due romanzi precedenti Lunga vita all'impero e Il traditore di Roma.. In una locanda vengono a sapere che nella loro assenza sono mutate molte cose, ed in particolare Agrippina non è più nelle grazie di Nerone, che l'ha cacciata dal palazzo imperiale, e Pallante è stato accusato di cospirazione e a breve verrà processato. Per Catone il ritorno a casa è più problematico di quanto si potesse aspettare, in quanto egli viene convocato da Burro, il Prefetto della Guardia pretoriana, che gli comunica che gli verrà tolto il titolo di tribuno e il comando della coorte, assegnato temporaneamente a Macrone, in attesa della conclusione delle indagini che stanno valutando il suo operato in Armenia.

Dopo pochi giorni viene convocato alla presenza dell'imperatore Nerone, che conferma la perdita del grado e il comando della coorte, ma fortunatamente senza nessun aggravante. Il senatore Seneca, consigliere personale di Nerone, concede a Catone un'occasione per riabilitarsi: in pratica comanderà la scorta dell'amante di Nerone, Claudia Atte, che verrà mandata in esilio in Sardegna, ove Catone assumerà il comando della guarnigione locale e potrà portare con sé cinque uomini della coorte pretoriana. Il piccolo gruppo agli ordini di Catone, costituito dai migliori volontari della sua ex coorte, comprende i centurioni Plancino, Porcino e Metello e gli opti Pelio e Cornelio, gli ultimi due promossi anch'essi a centurioni da Catone per l'occasione. Si aggiunge al gruppo anche ApollonioCatone conosce Apollonio di Perga in occasione della sua missione come ambasciatore presso la corte del re dei Parti. Apollonio lo accompagnerà e sarà il suo assistente. Le vicende sono narrate nel romanzo Il traditore di Roma., ex spia di Corbulone ed ora assistente di Catone, ma Macrone viene invece tagliato fuori su specifica richiesta di Catone, e una volta lasciato l'esercito parte con Petronilla per la Britannia per godersi l'importante congedo di fine servizio che comprende anche l'assegnazione di un terreno fuori le porte di CamulodunumL'odierna Colchester nel Regno Unito. Per quanto riguarda Lucio, Catone decide di lasciarlo a Roma assegnandogli un tutore.

Salpato da Ostia Catone ed il suo seguito, a cui si è aggiunta Claudia Atte con le guardie del corpo germaniche, giunge ad OlbiaL'odierna Olbia in Sardegna. in due giorni ma è costretto a rinunciare a sbarcare per poi raggiungere CaralesL'odierna Cagliari in Sardegna., a causa di una grave pestilenza in corso in tutto il sud dell'isola, e sbarca presso TibulaL'odierna Santa Teresa Gallura in Sardegna., all'estremo nord, dove si presenta al governatore Scurra, che qui ha spostato la sua residenza, ed al suo assistente Deciano Cato, e assume il comando militare dell'isola.

Come prime attività, grazie anche al supporto dei centurioni al suo seguito, comincia a riorganizzare le coorti che ha trovato in pessimo stato e a ranghi incompleti e per ripristinare l'efficienza dei contingenti di cavalleria, sequestra circa cento cavalli in diverse ville tra cui quella di Claudia Atte, che a differenza degli altri proprietari glieli concede senza problemi. Si occupa quindi di rifornire adeguatamente i forti ed esplora il limite dei territori conquistati dai briganti. Riorganizzata la guarnigione sotto il suo controllo, Catone pianifica di affrontare le tribù dei Balari e degli Iliensi per riportare la provincia sotto il controllo romano, ma mentre soggiorna a Tharros vi giunge una nave in porto e visto che l'equipaggio è in evidente difficoltà, Catone sale a bordo per poi rendersi conto che i marinai sono stati tutti colpiti dall'epidemia. Il centurione Galero, anch'egli gravemente malato, lo informa che il prefetto Vestino era a bordo, proprio per recarsi ad incontrare Catone, ma è stato uno dei primi a morire come centinaia di cittadini di Calares che è gravemente flagellata dall'epidemia. Catone quindi vieta all'imbarcazione di approdare a Tharros e ordina al comandante Aleksandros di tornare a Carales e comunicare alla guarnigione di chiudere le porte della città ed il porto per isolarla. Catone stesso viene contagiato e si chiude in una torre di avvistamento per trascorrervi la quarantena; Claudia Atte lo assiste per tutto il periodo della guarigione e tra loro sorge una forte simpatia. Una volta ripresosi, Catone riprende il comando delle operazioni e comincia ad attuare il piano per annientare i briganti. Saranno gli uomini sotto il suo diretto comando a pressare da sud ed ovest i briganti mentre la flotta presidierà gli approdi costieri a est e il prefetto Tadeo bloccherà le vie di fuga a nord portando la sua coorte da Tibula a Caput TyrsiL'odierna Buddusò in provincia della Gallura in Sardegna.

Catone quindi, assieme ad Apollonio, sposta la sua coorte nell'entroterra fino alla fortezza di AugustisL'odierna Austis in provincia di Nuoro in Sardegna., che rappresenterà il perno della sua missione. Assegnato ad Apollonio ed ai suoi esploratori il compito di perlustrare tutti i dintorni di Augustis, Catone comincia ad organizzare gli uomini per raggiungere e rifornire gli altri avamposti. Nel frattempo una banda di briganti assale la villa di Claudia Atte, ormai presidiata solo dalle guardie germaniche, e dopo aver eliminato la scorta liberano gli schiavi e fanno prigioniera la proprietaria.

Mentre si reca a portare i rifornimenti ad un avamposto, Catone si imbatte in un giovane brigante di nome Calgarno, che fatto prigioniero confessa che i briganti sono sulle tracce del contingente romano. Catone e il centurione Massimiliano riescono a portare all'interno dell'avamposto ciò che rimane del convoglio dopo diversi assalti da parte dei briganti, che quindi cingono d'assedio il piccolo avamposto. Tramite abili stratagemmi, i due riescono a prolungare la resistenza dell'avamposto il tempo necessario per inviare segnali di fumo alla fortezza da cui erano partiti, e attendono quindi i rinforzi mentre perdono quasi tutti gli uomini del loro contingente, ma alla fine vengono sopraffatti dai briganti, e rimasti gli unici due superstiti vengono fatti prigionieri dal capo dei rivoltosi Benico. Mentre questi ragiona su che tipo di riscatto possa ottenere per il prefetto, sopraggiunge in soccorso Apollonio con la sua coorte, al che Benico riesce ad ottenere una via di fuga in cambio della liberazione di Catone e Massimiliano. Quindi Catone e Massimiliano si riuniscono ai loro compagni e mentre Benico ed i suoi uomini si allontanano velocemente verso i boschi, Massimiliano ed un gruppo di suoi cavalieri li insegue e riesce a massacrare quasi tutti. Solo Benico e pochissimi altri sfuggono, e viene ritrovato ancora vivo, e messo agli arresti, il giovane Calgarno. La violenta resistenza nell'avamposto lascia i suoi strascichi su Catone che riporta una grave ferita all'occhio sinistro, che copre per forza di cose con una benda.

I romani torturano nuovamente Calgarno, e riescono a sapere dove si trova la base dei briganti, contemporaneamente Catone viene informato dei saccheggi nelle campagne di Tharros e di Claudia che è stata fatta prigioniera. Inoltre l'epidemia ha colpito anche Augustis e dopo aver messo in quarantena anche questa cittadina Catone fa muovere le sue truppe nelle valli indicate da Calgarno con ormai un duplice obiettivo, annientare i briganti e salvare Claudia. Riescono quindi a trovare l'accesso della valle che porta al covo dei briganti, ma poiché l'accesso è stretto e ben difeso, le operazioni per irrompere nel villaggio divengono più lunghe ed ardue del previsto. Grazie alle informazioni fornite da un pastore di nome Milopo, Catone e Apollonio riescono a percorrere un sentiero secondario, e sconosciuto anche ai briganti, che giunge al limitare delle mura del covo. Mentre Massimiliano e i suoi uomini tengono impegnati i briganti all'ingresso del covo, Catone e Apollonio irrompono dal retro e riescono a liberare Claudia, per scoprire che il covo dei briganti è ormai da giorni flagellato dal morbo e gran parte degli occupanti sono anche già morti. Claudia, che si era contagiata con Catone prima di essere rapita, ne è stata la portatrice che ha fatto diffondere il virus tra i briganti.

Catone e i suoi annientano quindi i briganti e fanno ritorno a Roma, dove in gran segreto Catone nasconde a casa sua Claudia, di cui si è innamorato. Relazionato Seneca sull'andamento della missione, a cui aggiunge che Claudia è morta a causa del morbo davanti ai suoi occhi nella fortezza dei briganti, rifiuta una promozione nel corpo dei pretoriani per volersi riprendere totalmente dai postumi dell'epidemia di cui anche lui era stato contagiato. Viene quindi a sapere da Seneca che la morte di Claudia è per lui un sollievo in quanto stava per autorizzarne l'uccisione. Catone quindi non trova altra soluzione che lasciare Roma con Apollonio, Claudia, suo figlio Lucio e il cane Cassio, con l'intento di recarsi in Britannia e ricongiungersi con Macrone.

Personaggi Nel romanzo vi sono quaranta personaggi.

Lucio Cornelio Macrone: Primo centurione della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Quinto Licinio Catone: Prefetto della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Nerone: Imperatore Romano dal 54 d.C. Licinia Petronilla: Moglie di Macrone. Lucio Licinio: Figlio di Catone e della defunta Giulia. Cassio: Cane randagio, meticcio, salvato da Catone ed ora a lui affezionato. Lucio Anneo Seneca: Senatore, mentore di Nerone. Sesto Afranio Burro: Prefetto della Guardia Pretoriana, consigliere di Nerone. Claudia Atte: Amante di Nerone. Crotone: Maggiordomo responsabile della proprietà di Catone. Apollonio di Perga: Agente segreto, uomo scaltro ed ambiguo ora al servizio di Catone. Polleno: Schiavo in servizio nella proprietà di Catone, in precedenza appartenuto al senatore Seneca. Ignazio: Centurione della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Oleario Rianario Probita: Armatore, proprietario di un'impresa di spedizioni per Sardegna e Corsica. Boro Pomponio Scurra: Governatore della provincia di Sardegna. Gaio Metrico Porcino: Centurione della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Metello: Centurione della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Plancino: Centurione della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Pelio: Optio della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Promosso centurione da Catone. Cornelio: Optio della Seconda coorte della Guardia Pretoriana. Promosso centurione da Catone.

Locullo: Decurione al servizio del governatore Scurra. Deciano Cato: Consigliere di Scurra. Tadio: Prefetto della Quarta coorte ausiliaria illirica. Vestino: Prefetto della Sesta coorte ausiliaria gallica. Bastillo: Prefetto dell'ottava coorte ausiliaria ispanica. Massimiliano: Centurione anziano della Sesta coorte ausiliaria gallica. Galero: Centurione anziano dell'ottava coorte ausiliaria ispanica. Aleksandros: Comandante della nave contagiata che prova ad attraccare a Tharros. Stephanos: Marinaio della nave contagiata del comandante Aleksandros. Pinoto: Magistrato della città di Augustis. Fabio: Optio al comando della guarnigione di Augustis. Lupis: Soldato ausiliario, ex cacciatore. Calgarno: Brigante. Amelio: Soldato di cavalleria della Sesta coorte ausiliaria gallica. Micone: Optio della Sesta coorte ausiliaria gallica. Barcano: Capo dei mulattieri al seguito della Sesta coorte ausiliaria gallica. Vespillo: Mulattiere, ex pugile. Benico: Capo dei Briganti.