Il lazzaretto di Crotone, noto anche come ex Lazzaretto e indicato dal Ministero della cultura con la denominazione Palazzo Ex Lazzaretto, è un edificio storico situato a Crotone, lungo viale Antonio Gramsci, nelle immediate vicinanze della chiesetta della Madonna del Carmine.

Il fabbricato è ricondotto dalla documentazione urbanistica comunale al «Convento di S. Maria del Carmelo (Ex Lazzaretto)» e viene descritto come una «struttura storica (secolo XVIII°)», dapprima destinata a funzioni conventuali e successivamente adibita a piccolo ricovero per malati; insieme alla chiesa del Carmine, l'ex Lazzaretto figura inoltre tra le principali strutture ancora esistenti riconducibili all'antico insediamento carmelitano di Santa Maria del Monte Carmelo.

Storia

Le origini del contesto religioso nel quale sorse il Lazzaretto precedono di alcuni secoli la documentazione relativa al fabbricato oggi superstite: la presenza dell'Ordine carmelitano a Crotone risulta infatti attestata almeno dal 1578, quando una donazione notarile destinò al monastero della Divae Mariae de Monte Carmelo una casa palaziata situata nella parrocchia cittadina di San Giorgio.

L'insediamento religioso sorgeva all'esterno delle mura di Crotone, in prossimità della costa e lungo l'antica direttrice verso Capo Colonna, e comprendeva la chiesa dedicata a Santa Maria di Monte Carmelo e un piccolo convento a due livelli, disposto sul lato destro dell'edificio di culto; non è tuttavia possibile stabilire una coincidenza cronologica tra la fondazione di questo primo complesso e la costruzione dell'immobile oggi conosciuto come ex Lazzaretto, poiché quest'ultimo viene datato soltanto in termini generali al XVIII secolo nella documentazione urbanistica contemporanea.

Il convento attraversò una fase di progressivo declino nel corso del XVII secolo: saccheggiato nel 1633, subì ulteriori devastazioni in seguito al terremoto del 1638 e fu infine soppresso nel 1652, nell'ambito dei provvedimenti promossi da papa Innocenzo X nei confronti dei piccoli insediamenti religiosi dotati di rendite insufficienti; nel 1669 il vescovo Girolamo Carafa assegnò quindi le risorse del convento al seminario di Crotone, mentre la vicina chiesa e la confraternita del Carmine continuarono a essere attive.

Le funzioni sanitarie L'ubicazione periferica rispetto all'abitato e la vicinanza al mare resero il settore del Carmine particolarmente adatto alle pratiche di isolamento sanitario legate al traffico marittimo: nel settembre 1696, dopo il naufragio dell'ammiraglia pontificia Sant'Alessandro presso Capo Colonna, i superstiti furono trattenuti nell'area del Carmine a causa del sospetto di peste.

Una denominazione esplicitamente legata alla funzione sanitaria compare nel 1748, quando alcuni marinai privi di patente di salute e passaporto vennero inviati al «lazzaretto della chiesa del Carmine»; nel 1778 è invece ricordato un «casino sito vicino detta marina chiamato del Carmine», anch'esso destinato alla contumacia di marinai, sebbene le diverse espressioni utilizzate nelle fonti non consentano di stabilire con certezza che il convento, il «casino del Carmine» e il lazzaretto corrispondessero sempre allo stesso corpo edilizio.

La funzione di isolamento sanitario è documentata anche in epoca più tarda: nell'agosto 1887, durante l'epidemia di colera, presso il Lazzaretto venne organizzato un ospedale per il ricovero e l'isolamento degli ammalati.

La consistenza dell'edificio è descritta con maggiore precisione in un inventario delle proprietà comunali del 1936, nel quale il «lazzaretto» risultava situato in contrada Carmine, nei pressi della spiaggia e del cimitero, ed era ricordato come locale utilizzato per l'isolamento in occasione delle epidemie; il fabbricato si sviluppava su due piani, con tre ambienti al pianterreno e cinque al livello superiore, ed era entrato nel patrimonio comunale in seguito all'acquisto dal commendatore Bruno.

Restauro e destinazione contemporanea Dopo la perdita delle originarie funzioni sanitarie, l'edificio è stato oggetto di interventi di recupero finalizzati alla conservazione e al riuso: tra il 1996 e il 1999 l'architetto Tommaso Tedesco seguì la progettazione e la direzione dei lavori relativi al restauro conservativo del «Convento di S. Maria del Carmelo (ex Lazzaretto)»; nei primi anni Duemila il recupero proseguì nel quadro degli interventi di riqualificazione del fronte mare, comprendendo anche la rimozione di superfetazioni e l'adeguamento degli spazi a nuove funzioni pubbliche.

L'edificio è oggi utilizzato da più enti e per differenti attività: una sua porzione ospita la sede operativa crotonese della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, mentre altri ambienti sono destinati alla celebrazione di matrimoni civili e allo svolgimento di iniziative culturali e sociali; il 3 aprile 2026, dopo un ulteriore intervento di riqualificazione, sono stati inoltre riaperti alcuni locali precedentemente inutilizzati, destinandoli a eventi culturali, attività artistiche e iniziative di aggregazione sociale.

Note

Bibliografia

Voci correlate Chiesetta della Madonna del Carmine Crotone Lazzaretto Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Architetture civili di Crotone Crotone