Lo stadio Pier Luigi Penzo, già campo di Sant'Elena, è uno stadio calcistico di Venezia.
Ubicato sull'Isola di Sant'Elena, nella laguna veneziana, è dedicato alla memoria dell'aviatore Pier Luigi Penzo;Pier Luigi Penzo (Venezia, 5 maggio 1896 – Valence, 29 settembre 1928), aviatore, perì in un incidente aereo di ritorno da una missione di salvataggio all’equipaggio del dirigibile Italia; in termini di capienza, è la maggior arena sportiva scoperta della città di Venezia.
Ospita le gare casalinghe del Venezia Football Club, principale sodalizio cittadino. È il secondo impianto più antico d'Italia dedicato alla pratica del calcio tra quelli in uso, alle spalle del solo stadio Luigi Ferraris di Genova.
Settori dello stadio Lo stadio presenta una struttura a pianta rettangolare: a seguito degli ultimi interventi di ristrutturazione condotti tra il 2017, il 2018 e il 2024 gli spalti possono accogliere fino a 12.048 spettatori (tutti a sedere in posti numerati dotati di seggiolino), suddivisi in quattro settori indipendenti e non raccordati:
Tribuna (1.981 posti) Distinti (3.940 posti) Curva Sud (3.544 posti) Curva Nord (1.583 posti) Curva Ospiti (1.000 posti)
Tribuna
La tribuna è suddivisa in d'onore, VIP e laterale), 1.981 posti, sorge lungo Fondamenta Sant'Elena e il Rio di Sant'Elena. Le ristrutturazioni l'hanno portato a essere l'unico settore dell'impianto con struttura in muratura, nonché l'unico dotato di copertura; costituisce l'ingresso principale dello stadio e ne accoglie al suo interno i locali tecnici e di servizio. Peculiarità di tale struttura è la collocazione delle postazioni per gli operatori della stampa, ubicate al di sopra della tettoia.
Distinti Il settore Distinti, 3.940 posti, (dal 2016 ridenominati Distinti Valeria Solesin, in memoria della studentessa veneziana rimasta uccisa negli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi), sorgono sul lato opposto rispetto alla tribuna.
Curva Sud
Il settore Curva Sud, 3.544 posti, solitamente il settore caratterizzato dai prezzi più popolari, è normalmente occupato dai gruppi della tifoseria organizzata veneziana, è il cuore della tifoseria arancioneroverde. I gruppi esistenti sono Puma offender, Brigate lagunari, Banda Spericolata, Ventisei Giugno Ottantasette, Tredici Maggio. Curva Nord
Il settore Curva Nord, 1.583 posti, è anche questo un settore sempre dedicato alla tifoseria locale veneziana. In Curva Nord esistono delle realtà provenienti dall'ex Curva Sud.
Curva Ospiti Il settore Curva Ospiti, 1.000 posti, è il settore dello stadio dedicata alla tifoseria ospite; si trova affiancato alla Curva Nord.
Storia XX secolo Il "campo di Sant'Elena" (ubicato nelle immediate vicinanze dell'omonima chiesa) fu utilizzato già durante l'autunno 1910; contestualmente la inaugurava il 2 ottobre il campo dell'ex ippodromo della CIGA al Lido di Venezia..
Il 7 settembre 1913, dopo i lavori necessari per la costruzione di quelle che le fonti del tempo definirono "ampie e signorili tribune"Dalla Gazzetta di Venezia del 24 agosto 1913 che lo cita così., il campo fu inaugurato con la cerimonia della rottura di una bottiglia contro uno dei pali, officiata dalla signorina Ines Taddia.. Seguì una partita inaugurale, contro il .
Lo stadio disponeva inizialmente della pista d'atletica leggera e di un'unica piccola tribuna coperta in legno, ubicata sul lato occidentale del campo da gioco. A metà anni venti da tale struttura si provvide ad elaborare una tribuna stabile in muratura, cui si aggiunse negli anni trenta un nuovo settore, i popolari, sul lato opposto del rettangolo.
L'ampliamento e adeguamento delle strutture con capienza totale di spettatori, su progetto dell'ingegner Bruno Guadagnini con costo complessivo di lire , fu presentato dalle autorità fasciste il 21 novembre 1926 su una pagina del Gazzettino illustrato ridenominando il campo in "Campo sportivo fascista di Sant'Elena"... L'inaugurazione ufficiale avvenne l'8 maggio 1927, ma la partita inaugurale fu disputata solo 2 settimane dopo ospitando e battendo il Deutscher Praga 5 a 3.
Non si conosce la data esatta del cambio di denominazione a "Campo Comunale Pier Luigi Penzo", che avvenne fra il 1928 ed il 1931Già nella Gazzetta di Venezia dell' si parla «[...] del pubblico che ha gremito oggi in modo imponente lo Stadio «Pier Luigi Penzo» [...]»; cfr. , presumibilmente dopo il decennale della celebrazione della vittoria nella prima guerra mondiale. .
Nell'estate del 1939 un'ulteriore opera di ristrutturazione ed ampliamento venne implementata per adeguare lo stadio ai canoni strutturali della Serie A, cui il Venezia era frattanto stato promosso: nell'occasione la tribuna centrale e i popolari vennero allungati verso nord e sud con l'aggiunta di propaggini di forma ricurva ed ulteriormente ampliati con posti parterre, sfruttando al massimo lo spazio disponibile a ridosso dei bordi del campo di gioco. Vennero inoltre costruite le prime curve sui lati corti del campo, sotto forma di basse strutture posticce (cinque/sei livelli) in legno.
Altri interventi si resero necessari ad inizio e metà anni sessanta, allorché il Venezia rientrò nella massima serie nazionale: nell'occasione venne ulteriormente ampliato il settore dei popolari mentre le curve vennero ricostruite più capienti in legno e tubolari d'acciaio. In questo modo (complici le regole poco restrittive in materia di sicurezza e limiti di afflusso del pubblico) lo stadio raggiunse la sua massima capienza: in occasione della partita di campionato Venezia- del 1966 vennero staccati 26.000 biglietti totali.
Il l'impianto ospitò un incontro della nazionale di rugby a 15 dell'Italia, contro la e terminato con la vittoria degli Azzurri con il punteggio di 22 a 14.
L'11 settembre 1970 una violenta tromba d'aria si abbatté sull'Isola di Sant'Elena, danneggiando gravemente lo stadio: dato lo scarso rendimento della formazione veneziana in quegli anni, i danni vennero riparati solo parzialmente, riducendo la capienza a poco più di posti totali.
Nei primi anni 1980, mentre il Venezia tendeva essenzialmente ad ascendere e discendere tra i campionati dell'Interregionale e della Serie C2, lo stadio venne nuovamente ristrutturato: si provvide a chiudere il settore dei popolari, divenuto pericolante a seguito di una pluriennale assenza di manutenzione, che venne di fatto sostituito da una nuova tribuna in tubolari d'acciaio (i distinti) posizionata sopra la pista d'atletica. In tale occasione i gruppi della tifoseria organizzata veneziana, che fino ad allora avevano occupato quest'area degli spalti, decisero di trasferirsi nella curva nord (che venne a sua volta ricostruita con strutture prefabbricate metalliche).
Nel 1987, a seguito della fusione tra e voluta da Maurizio Zamparini, il club unitario che ne nacque (che transitoriamente si chiamò ) si trasferì allo stadio Francesco Baracca (ubicato nella località di terraferma): nell'occasione alcune delle suddette tribune posticce vennero smontate dal Penzo (che rimase inutilizzato) e rimontate al Baracca.
Nel 1991, a seguito della promozione del in Serie B, lo stadio Penzo venne preferito al Baracca e quindi radicalmente ristrutturato al fine di poter accogliere le partite del campionato cadetto; gli interventi furono comunque a carattere provvisorio a causa dell'intenzione dichiarata del club di costruire un nuovo stadio in quel di Tessera, presso l'aeroporto Marco Polo (poi mai tradottasi concretamente). Si provvide a smantellare la pista di atletica, ad abbattere i vecchi popolari (chiusi da ormai dieci anni) e a riposizionare i distinti più ravvicinati al terreno di gioco. La maggiore trasformazione riguardò le curve, che vennero ricostruite in tubolari e portate ad una capienza di spettatori, con una sensibile sopraelevazione rispetto al resto degli spalti. La capienza complessiva dello stadio raggiunse quindi i posti, che nel decennio successivo andarono più volte tutti esauriti.
Nelle stagioni 1998–1999, 1999–2000 e 2001–2002 lo stadio ospitò le partite del Venezia in Serie A.
Terzo millennio A seguito dell'uscita di scena di Maurizio Zamparini, il entrò in una fase di difficoltà economiche che condussero nel 2005 al fallimento e alla rifondazione del club, che successivamente militò stabilmente in Serie C. A fronte di ciò, la capienza dello stadio venne dapprima limitata a posti e poi nel 2007 (dovendo ottemperare ai nuovi regolamenti sulla sicurezza) a posti: in tale occasione si provvide infatti a ridurre le dimensioni delle curve e dei distinti.
Il primo decennio del XXI secolo vide l'impianto ridursi in condizioni di sempre maggiore degrado, a fronte del quale si seguitò a ridurre la capienza degli spalti. Nel luglio 2012 una nuova tromba d'aria abbattutasi su Sant'Elena fece crollare i muri di recinzione dietro la curva sud e danneggiò le gradinate degli spalti; a seguito di ciò, un mese dopo si provvide a rinnovare parzialmente i seggiolini, sicché lo stadio poté nuovamente ottenere l'idoneità per la Lega Pro (obbligando comunque il Venezia a giocare la prima gara casalinga stagionale, in Coppa Italia, allo stadio Rino Mercante di Bassano del Grappa).
Sul finire della stagione 2012-2013, nel mese di giugno lo stadio viene nuovamente dichiarato inagibile allorché si scoprì un cedimento del terreno alla base di una delle torri dell'impianto di illuminazione: l'attuazione dell'intervento di risanamento costrinse nuovamente il Venezia ad emigrare, disputando le gare interne allo stadio Piergiovanni Mecchia di Portogruaro.
Nel biennio 2015-2016, a seguito di un ulteriore fallimento e rifondazione del club arancioneroverde, la cordata di imprenditori capeggiata dall'avvocato statunitense Joe Tacopina che ne ha rilevato la proprietà ha finanziato un intervento di risanamento delle strutture dello stadio: in tale circostanza è stata rinnovata la barriera tra gli spalti e il campo di gioco, sono state risanate le tribune intervenendo sulle opere edilizie e sostituendo i seggiolini danneggiati, nonché riadattati i locali di servizio e gli arrediAUGURI AL NOSTRO STADIO! - veneziaunited.com, 7 ago 2016. Parallelamente è stata annunciata la ripresa del proposito di edificare un nuovo stadio, più moderno e capiente, nel quadrante di TesseraTacopina: "Pronto a investire altri 19 milioni, col nuovo stadio 10mila posti di lavoro" - veneziatoday.it, 19 ott 2016, l'iter per il quale è partito il 24 luglio 2018 con la presentazione presso gli uffici comunali del progetto di fattibilitàNuovo stadio - veneziafc.it.Ulteriori lavori si sono resi necessari nell'estate 2017, allorché la promozione del Venezia in Serie B ha imposto un nuovo adeguamento infrastrutturale: si è dunque provveduto a riorganizzare e dotare di tornelli i varchi d'accesso (al fine di filtrare il pubblico e controllare elettronicamente i biglietti), potenziare l'impianto di videosorveglianza, ampliare e ammodernare la tribuna stampa (dotata di cablaggio in fibra ottica e di nuove postazioni per giornalisti e telecronisti), adeguare i locali tecnici (spogliatoi, sale delegati, sala stampa), il sistema di condizionamento dell'aria e l'impianto di illuminazione. L'intervento, progettato dallo studio d'architettura Carrer ed implementato a cura della società Venezia FC, è costato circa 300 000 euro. Parallelamente il municipio ha rinnovato la concessione dell'arena agli arancioneroverdi fino al 2022, dietro pagamento di un canone annuo base pari a circa 25 000 euro. In previsione del protrarsi dei lavori, il Venezia ha indicato come campo interno provvisorio per l'inizio della stagione 2017-2018 lo stadio Friuli di UdineIl Venezia pensa già alla Serie B: depositata deroga per giocare allo Stadio Friuli - calcioefinanza.it, 15 giu 2017; la concessione dell'omologazione già nel mese di luglio ha tuttavia evitato la necessità di trasferimento.