La lucabindiite (simbolo IMA: Lbd) è un minerale molto raro del gruppo omonimo; appartiene alla famiglia degli "alogenuri" e possiede composizione chimica K(As2O3)2Cl.

Etimologia e storia La lucabindiite prende il nome in onore del professore di mineralogia ed ex responsabile della sezione di mineralogia del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze Luca Bindi.

Classificazione Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2011 e pubblicata nel 2013, la lucabindiite non compare nella nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.

Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la lucabindiite è elencata nella classe "3. Alogenuri" e da lì nella sottoclasse "3.D Ossialogenuri, idrossialogenuri e alogenuri doppi correlati"; questa viene suddivisa più finemente in base alla composizione del minerale, in modo tale che la lucabindiite possa essere trovata nella sezione "3.DC Con Pb (As,Sb,Bi), senza Cu" dove forma il sistema nº 3.D Cin attesa di assegnazione di un numero di gruppo insieme a gajardoite, cuatrocapaite-(NH4), cuatrocapaite-(K), napoliite e torrecillasite.

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la lucabindiite viene invece elencata nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "arseniti (con As3+)"; qui è nella sezione degli "arseniti con struttura ad anello [As4O8]4-" dove forma il sistema nº IV/J.09 insieme a torrecillasite, gajardoite e stenhuggarite.

Abito cristallino La lucabindiite cristallizza nel sistema esagonale nel gruppo spaziale P6/mmm (gruppo nº 191) con i parametri di cella a = 5,2386(7) Å e c = 9,014(2) Å, oltre a possedere 1 unità di formula per cella unitaria.

Origine e giacitura La lucabindiite è stata trovata attorno a una fumarola attiva, dove si presentava come incrostazione sulla breccia piroclastica. I minerali associati sono arsenolite, clorammonio, solfuri ricchi di arsenico e zolfo.

Il minerale è molto raro ed è stato trovato solo in pochissimi siti: la miniera di Torrecillas a Iquique (in Cile); presso il vulcano Ėbeko sull'isola di Paramušir (oblast' di Sachalin, Russia); nella fumarola "Bocca Grande" della solfatara di Pozzuoli (in Campania, Italia) e, sempre in Italia, la sua località tipo, il cratere "La Fossa" () sull'isola di Vulcano (in Sicilia).

Forma in cui si presenta in natura La lucabindiite si presenta in cristalli esagonali lamellari di dimensioni fino a ~ 1 mm. Il minerale è trasparente con lucentezza vitrea; è incolore, ma può essere anche bianco, così come è bianco il colore del suo striscio.

Chimica Un'analisi quantitativa della lucabindiite è stata eseguita utilizzando la spettroscopia a dispersione di energia a causa della piccola dimensione del campione pari a 100 µm spalmato su un film di carbonio spesso 30 nm. La formula chimica ottenuta da questo metodo è [(K0.51(NH4)0.49]Σ=1.00As4.00O5.93(Cl0.48Br0.40F0.19)Σ=1.07 sulla base di 7 anioni.

Note

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