La cattedrale di San Pietro è stato il duomo della città di Alessandria, in Piemonte, e sede vescovile della diocesi omonima. La cattedrale fu edificata tra il 1170 e il 1175, e si ergeva originariamente nella porzione sud-orientale della Platea Maior, rinominata definitivamente dopo la seconda guerra mondiale in piazza della Libertà.

La sua costruzione - iniziata in un'epoca immediatamente successiva all'istituzione urbana, per convenzione fissata il 3 maggio 1168 - segna l'avvio di un processo edilizio e culturale di lunga durata. Attraverso i secoli, la cattedrale ha subito una serie di significative trasformazioni: ampliamenti, rinnovamenti e molteplici adattamenti hanno continuato a modellarne l'aspetto fino alla sua demolizione, avvenuta tra febbraio e luglio del 1803. All'indomani della Battaglia di Marengo, Napoleone ne decretò la fine ordinandone la demolizione.. Non fu ritenuta idonea, anzi eccessivamente "ingombrante", nell'ambito della riorganizzazione funzionale urbana della città voluta dall'imperatore francese.

Nonostante la sua scomparsa fisica, la cattedrale di Alessandria merita un'attenzione speciale sotto il profilo storico e culturale. Ha rappresentato un punto di congiunzione tra gli interessi civici e quelli ecclesiastici, riflettendo la storia plurisecolare della comunità alessandrina. È stata uno dei testimoni principali delle risorse culturali e artistiche di Alessandria, raccontando, attraverso la sua stessa struttura e le sue vicissitudini, la vita e le trasformazioni della città.

Ricostruire l'aspetto e la storia di un monumento ormai perduto non è impresa semplice, soprattutto per quanto riguarda i periodi più remoti, le cui fonti sono spesso incomplete o alterate da leggende e devozioni. L'unico modo per avvicinarsi ad una comprensione dell'aspetto fisico originale della cattedrale è attraverso le iconografie che sono sopravvissute, le testimonianze di viaggiatori o osservatori diretti e le descrizioni dettagliate fornite dalle relazioni delle visite pastorali. Questi documenti, benché limitati, permettono di offrire uno sguardo, seppur parziale, sulla grandezza e l'importanza che la cattedrale un tempo possedeva.

In definitiva, la cattedrale di Alessandria, nonostante la sua assenza nel tessuto urbano contemporaneo, rimane un simbolo potente della storia alessandrina e un luogo di memoria collettiva.

Storia Contesto storico-geografico: la fondazione della città di Alessandria

Tra l'VIII e il X secolo il territorio che vide nascere la città di Alessandria si presentava ancora scarsamente abitato, con l'eccezione di alcune curtes regiæ che ricalcavano gli insediamenti più antichi: Forum (Villa del Foro), Roboretum (Rovereto), Bergolium (Bergoglio), Marenghum (Spinetta Marengo) e Gamondium (Gamondio, in seguito Castellazzo Bormida).

A questi si aggiungevano centri autonomi come Solerium (Solero), Quargnentum (Quargnento) e Felizzano. La struttura amministrativa e politica dell'epoca non permise un significativo sviluppo culturale e sociale degli abitanti che però mantennero gli scambi commerciali con i vicini centri abitati accrescendo esperienza e ricchezza. i centri abitati citati si formarono e crebbero ulteriormente fino poi a creare quella che verrà fondata e chiamata Alessandria.

È importante sottolineare che, di fatto, Alessandria esisteva già ancor prima della sua fondazione formale. I vari centri abitati dell'agro avevano già avviato numerose relazioni con i territori confinanti: acquisto di terreni, alleanze e accordiSi ricordi, ad esempio, il patto militare e commerciale che il comune di Gamondio strinse con la Repubblica di Genova nel 1146.. Nello stesso periodo, e forse anche antecedente, vennero anche edificate alcune chiese tra le quali - la più importante - quella di Santa Maria di Castello nel cuore di Roboretum. Già agli albori della sua nascita, Alessandria favorì della strategica posizione alla confluenza tra i fiumi Tanaro e Bormida.

La città di AlessandriaNei primi vent'anni della sua storia la città presenta nelle fonti quattro diverse denominazioni: Alessandria, Cesarea, Palea, Rovereto, oltre alla designazione generica, abbastanza frequente, di civitas nova o nova civitas, ed alla più rara designazione di urbs nova, (). Il Ghilini nei suoi vuole erroneamente che la nascita della città sia avvenuta il 22 aprile 1168, e cioè lo stesso giorno della fondazione di Roma: « [...] пеl qual giorno Romolo diede principio alla fabrica della Città di Roma [...]». Il Ghilini commette più di un errore: la fondazione di Roma è ufficialmente fissata il 21 aprile, e - in realtà - il nome Cesarea venne imposto dall'imperatore nella Reconciliatio Cæsareæ del 1183 (), che ben presto venne abbandonato dagli stessi abitanti come un elemento estraneo alla loro coscienza ed individualità collettiva, (). si fondò in un primo momento dall'unione demica di Gamondium, Marenghum e Bergolium. Questo si evince nel testo dei reclami contro Cremona del 1184 dell'imperatore Federico Barbarossa ove indica i promotori e autori della fondazione della nuova città: «de tribus locis, Gamunde vicelicet et Meringin et Burgul». Non è descritto il nome del luogo dell'incontro, anche se pare già indicato con una certa precisione nella specificazione del sito sul Tanaro dove il trasferimento fu più breve: Bergoglio.. Ai tre luoghi citati si aggiunsero in seguito Roboretum, Solerium, Forum, Vuilije (Oviglio) e Quargnentum. In questo le popolazioni furono supportate, economicamente, dalla Repubblica di Genova e dai comuni della Lega Lombarda in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.

La città di Alessandria sorse dunque rapidamente, ma in un contesto di generalizzata illegalità.: la sua fondazione non era stata né autorizzata né approvata dall'Impero. La città emerse anche in violazione dei diritti del marchese del Monferrato e dei marchesi del Bosco, occupando territori di loro proprietà o possesso senza avere alcun titolo legale per tale occupazione. Anche nei confronti della Chiesa, la situazione di Alessandria era complessa: non poteva costituirsi come un'unica comunità di fedeli sotto la giurisdizione della Sede Apostolica. Era piuttosto un insieme di gruppi civici, ciascuno dei quali manteneva le proprie affiliazioni pievane, parrocchiali e diocesane, a seconda dei luoghi di provenienza dei suoi abitanti. I più delicati, come si vedrà in seguito, sono proprio i problemi di natura ecclesiastica: nell’area alessandrina confluiscono infatti i limiti di cinque diocesi di solida tradizione. e sul territorio insistono i diritti e i possessi di importanti enti religiosi.

Fra Giacomo di Acqui nella sua "Chronica Aquensia" afferma.: « [...] Causa autem quare Alexandria fuit facta est ista, quia Marchiones Montisferrati gravabant illa loca, quæ se simul posuerunt, quæ sunt Rovetum, Marenchum, Gamondium et Bergolium»In italiano: "La ragione per la quale fu fondata Alessandria è la seguente: i Marchesi di Monferrato opprimevano quei luoghi che si unirono insieme, ovvero Roveto, Marengo, Gamondio e Bergoglio."..

La data ufficiale di fondazione di Alessandria è il 3 maggio 1168, anche se in quel momento la città ha già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica e amministrativa definita.

XII secolo: fondazione La necessità di costruire la cattedrale non ebbe puramente un significato religioso, ma anche civile, politico e strategico. Un luogo di incontro di popolazioni differenti e di stratificazione di interessi diversi. Come già evidenziato la fondazione della città e la costruzione della cattedrale ebbero vicende contemporanee, l'altra conseguenza dell'una. Partendo dalla fondazione di Alessandria, tra le molte condizioni che accesero il processo sinecistico che diede vita ad Alessandria, si possono ricordare: il nome, "Alessandria", confermato in seguito, fu assunto in onore di papa Alessandro III, ampio sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa; la Repubblica di Genova che finanziò la fondazione della città per proteggere le proprie vie commerciali; la diocesi di Milano che diede protezione in chiave anti imperiale; i poteri sul territorio che sentirono la necessità di una affermazione di autonomia nei confronti dei marchesi del Monferrato del Bosco.

Come si evince dagli Atti Municipali dei Fabbricieri della cattedrale., l'atto di fondazione della città sancisce anche la volontà di edificare la cattedrale: «et così tutti insieme fu stabilito si facesse la Chiesa Cathedrale». Le prime notizie, dunque, risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando fu eretta, tra il 1170 ed il 1175, una prima chiesa. dedicata a san Pietro apostolo: «et del subito si diede aviso à Sua Santità, il quale mandò fosse intitolato Santo Pietro».

La città dunque affrontò il bisogno di consolidare la propria struttura amministrativa e religiosa per affermare il suo status di entità politica e territoriale indipendente. Questo corso implicava il riconoscimento da parte di una figura di autorità superiore e l'istituzione di una plebs civitatis organizzata attorno ad una ecclesia major., punto cardinale sia spirituale che civico. Il processo di stabilimento dell'autorità ecclesiastica ad Alessandria si svolse in due fasi distinte, fondamentali per la legittimazione e lo sviluppo della città come centro di potere indipendente. La prima fase si concretizzò con l'atto di donazione al papa di un terreno per l'edificazione della cattedrale; la seconda fase fu la creazione della diocesi.

Atto di donazione «Anno Milleno centino terqueviceno,his iunctis octo fuit Alexandria facta,et fù dalli otto Luoghi divisa in quatro quartiericioè Gamondio, Marengho, Roboreto, Bergoglioet insieme con li elletti di Quargnento, Solario, Villeforis, Uvilij,li quali tutti sono li otto luoghi,et così tutti insieme fù stabilito si facesse la Chiesa Cathedrale [...]et del subito si diede aviso à Sua Santità,il quale mandò fosse intitolato Santo Pietro»«Anno millecentosessantotto,uniti questi otto luoghi fu fondata Alessandria,e fu divisa dagli otto luoghi in quattro quartieri,cioè Gamondio, Marengo, Rovereto, Bergoglio,insieme con gli eletti di Quargnento, Solero, Villa del Foro, Oviglio,che tutti insieme costituiscono gli otto luoghi,e così, tutti uniti, si stabilì di edificare la Chiesa Cattedrale [...][...] e immediatamente si diede avviso a Sua Santità,il quale ordinò che fosse intitolata a San Pietro.» () L'atto di donazione della chiesa da parte dei consoli alessandrini è presente nel Liber Crucis della città. Si tratta di una copia del XIII secolo, come evidenzia Francesco Gasparolo nella sua edizione critica del 1889., ove segnala che Amizone Butraffo, podestà coevo, ordinò ai notai di ricopiare in un codice tutti i documenti e gli atti importanti della storia del Comune. Tra questi venne ricopiato anche il De ficto dando domino papeIn italiano: Il tributo da dare al Papa.. che verte, appunto, sulla donazione della chiesa, destinata a divenire cattedrale, sulla fedeltà della città al papa e sulla istituzione di una tassa da versare ogni anno il giorno di San Martino.