Protagonista del design e della cultura italiana del ‘900, insieme al marito Tobia Scarpa (figlio dell'architetto Carlo), ha iniziato la loro lunga collaborazione nel 1959, durante il corso di arredamento di Franco Albini, con il progetto di una poltroncina. Così la Pigreco per Gavina - primo progetto insieme, prima sedia insieme - venne al mondo proprio come una figlia: frutto di una fiammella d'amore che ardeva e stava accesa su una nuova idea di artigianato.

Biografia Originaria di Montebelluna e appartenente ad una delle famiglie più note, Afra Bianchin nasce il 28 marzo del 1937. Abitava a Trevignano in una villa in mezzo alla campagna con i genitori e tre fratelli, Alfio, Anzio e Alberta.

La madre, Emma Canel, gestiva una nota locanda, posta per cavalli del paese.

Laureata allo IUAV di Venezia nel 1969 insieme al marito Tobia, ha condiviso con lui dozzine di celebri progetti, in particolare nel settore dei mobili, affermandosi come esponenti “di un’architettura e di un design eleganti e ricercati sia nelle forme sia nella scelta dei materiali” (Treccani). Senza aderire a tendenze e mode passeggere, ma “perseguendo piuttosto un’idea di prodotto durevole e corretto”, Afra e Tobia Scarpa hanno partecipato alla nascita della società Flos (1960), per la quale hanno in seguito realizzato numerose lampade (Fantasma, Biagio, Papillona, Pierrot).

Molte le committenze di rilievo (tra le altre B&B, Cassina, Fabbian, Gavina, Stildomus, Veas); nella loro produzione di poltrone, sedie e divani, spiccano le poltrone Coronado (1966), con l’innovativo utilizzo del poliuretano.

Oltre al prodotto industriale, l’attività dei coniugi Scarpa ha contribuito in modo determinante “alle nuove esigenze di organizzazione e rappresentazione delle imprese venete e lombarde” (Cattaneo).

Vincitori del Compasso d’Oro nel 1970, hanno instaurato un sodalizio professionale con la Benetton, per la quale hanno realizzato il maglificio di Paderno (1964), gli stabilimenti di Castrette di Villorba (1980 e 1993), il restauro e la nuova funzionalità di Villa Spineda a Venegazzù (1999) e molti punti vendita (attività svolta anche per C&B, Geox, Unifor).

Gli Scarpa hanno progettato anche numerosi restauri in ambiente veneto, “ricercando una sintesi tra la continua sperimentazione di soluzioni innovative e l’approfondita conoscenza delle tecniche costruttive tradizionali”.

Morì il 30 luglio 2011.https://www.adi-design.org/gioielli-gli-scarpa-per-sanlorenzo.html

Vita privata Afra Bianchin è stata la moglie del collega Tobia Scarpa, conosciuto all'università, fino alla sua morte, avvenuta nel 2011. Si sposano ancora studenti e vanno a vivere in un primo momento in Rio Marin, a Venezia, nella casa di Nini e Carlo, genitori di Tobia. A Venezia nel 1961 nasce Sebastiano, il loro primo figlio. Dopo aver vissuto per qualche anno a Montebelluna, nella grande casa/negozio della famiglia Bianchin, nel 1970 Tobia, Afra, Sebastiano e Carlotta (la secondogenita) si trasferiscono in campagna a Trevignano, dove hanno costruito la casa che era stato il progetto della loro tesi di laurea. Con Tobia ha avuto tre figli, Sebastiano e Niccolò, morti in due incidenti automobilistici diversi, e Carlotta.

Descritta da chi la conobbe come una donna dotata di intelligenza acuta e di una spiccata concretezza, orgogliosissima delle sue origini. Insieme, infatti, i due architetti hanno aperto il loro primo studio nella città natale di lei.

Stile L'obiettivo, da Afra stessa definito la cosa più divertente, era quello di stupire sempre, facendo oggetti che venivano considerati impossibili o non commerciali e che poi alla fine si dimostravano vincenti.

Il lavoro di design della coppia è composto da architettura e oggetti di uso quotidiano, tra cui mobili, abbigliamento, design degli interni e lavoro del vetro. Nelle loro progettazioni si sono concentrati sulle possibilità tecniche ed estetiche dei materiali usati.

I complementi d’arredo di Afra e Tobia si contraddistinsero per semplicità ed eleganza, sempre accompagnate però dall’estetica moderna e ricercata. Quando progettarono il divano Bastiano nel 1962 per Gavina (acquisita più avanti dalla Knoll) volevano offrire sedute sofisticate ed eleganti, ma allo stesso tempo casual e confortevoli.

Opere (elenco parziale)

Restauro di Villa Spineda, Venegazzù, Treviso (Italia), 1999 Sedia Veronica - Casas, 1991 Casa Daolio - 1990 Lampade Papillona e Pierrot - Flos, 1977 e 1990 Sedia Libert - Meritalia, 1989 Casa Molteni, Padova (Italia), 1985 Sistema di contenitori Torcello e letto Accademia - Stildomus, 1964 e 1981 Magazzino robotizzato Benetton, 1980 Studio distributivo e di arredo degli uffici Istat e Inps, 1979 Casa Lorenzin, Abano Terme (Italia), 1976 Arredamento dello show-room B&B, New York (USA), 1976 Palazzina per uffici Maxaito, Novedrate (Italia), 1976 Poltrona Bonanza e sedia Africa - B&B, 1970 e 1975 Progetto di arredo per l’Hotel Danieli, Venezia (Italia), 1972 Casa Scarpa, Trevignano (Italia), 1969 Poltrona Model 917 e sedia Soriana - Cassina, 1963 e 1969 Applique Foglio, 1966 Poltrona Coronado – B&B, 1966 Lampade Fantasma e Biagio - Flos, 1962 e 1968 Fabbrica di maglieria Benetton, Paderno di Ponzano (Italia), 1964 Divano Bastiano e letto Vanessa - Gavina, 1961-62

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Studenti dell'Università IUAV di Venezia