Leader S.p.A., in precedenza Leader Distribuzione, è stata un'azienda italiana specializzata nella distribuzione di videogiochi e relativo hardware.

Attiva dal 1984 come affiliata all'editrice britannica Mastertronic, divenne Leader nel 1987 e in quel decennio si confermò il maggiore distributore italiano del settore, rimanendo tra i più importanti fino agli anni duemila,. per poi chiudere nel 2012.

Storia Origini e ascesa L'azienda venne fondata dall'inglese John Holder, laureato in filosofia e psicologia all'Università di Leeds. Conobbe la futura moglie qualche anno prima durante una vacanza in Italia e in seguito si trasferì a Varese.

Secondo quanto racconta Holder, nei primi anni '80 lavorava già in Italia, con la famiglia ancora in Inghilterra, per la sua prima società, la Arton s.r.l. che si occupava di importazione ed esportazione. Recatosi per lavoro in un piccolo negozio di Varese, zona dove aveva vari contatti, gli fu suggerito di importare videogiochi dall'Inghilterra. La distribuzione dei primi titoli, tra cui giochi della Imagine Software, ebbe un discreto successo, e in breve Holder decise di focalizzarsi sui videogiochi. Poiché il suo socio non era d'accordo, Holder avviò una nuova azienda, per occuparsi della distribuzione esclusiva dei giochi dell'editrice britannica Mastertronic. Infatti, qualche mese dopo la nascita della Mastertronic (1984), Holder era stato positivamente colpito dalla loro politica dei videogiochi a basso costo. Dopo aver allargato il commercio ai joystick, importando modelli a microswitch, vennero contattate varie marche di software proponendo di fare prezzi entro le 20.000 lire, e molte aderirono.

Holder stabiliva contatti diretti con varie software house britanniche, ad esempio la Quicksilva. Faceva da loro rappresentante ufficiale e venditore nella zona di Varese. Qualche mese dopo la nascita della Mastertronic, la sua azienda prese uno stand alla Fiera di Milano ed estese i propri contatti italiani, creando una filiera distributiva che copriva tutto il Nord Italia. La Mastertronic italiana aveva una struttura commerciale veloce, che riusciva a far arrivare i giochi in Italia in contemporanea con l'uscita britannica.

Holder fu rappresentante ufficiale italiano di Mastertronic dal 1984 per circa un anno e mezzo. Però vendere i giochi a basso costo non eliminava il problema della pirateria, dato che i pirati potevano vendere anche i giochi di fascia alta a prezzi ugualmente bassi. L'azienda perciò iniziò a estendere il parco titoli a produttori di primo piano, come Ocean Software, U.S. Gold, Activision e Domark. A questo punto però non le fu più concesso di usare il nome Mastertronic per commercializzare la concorrenza. Dato che l'azienda era divenuta leader del mercato italiano, si decise di prendere proprio il nome Leader, ufficializzato nel 1987. La ragione sociale era Leader Distribuzione s.r.l..

Riguardo alla data di fondazione, la Leader dichiarava la propria nascita a Varese nel 1984. Presumibilmente si riferisce alla Mastertronic s.a.s. di Varese, che debuttò sul mercato italiano a settembre 1984 con vari giochi economici a 7.900 lire. I giochi erano distribuiti dalla Arton, che figurava allo stesso indirizzo. Altre fonti affermano che Holder fondò la Mastertronic Italia nel 1986. In quell'anno in effetti ci fu un trasferimento della sede Mastertronic a Casciago, a un indirizzo che rimase sede della Leader per diversi anni.

Negli anni '80, commercializzando giochi per computer come Commodore 64, Amiga e PC, secondo Holder vendere copie di un titolo rappresentava già un grande successo per la Leader. C'erano eccezioni, ad esempio Formula One Grand Prix arrivò all'eccezionale cifra di copie.

Verso la fine degli anni '80 si affermò il primo concorrente che poteva minacciare il predominio della Leader, la CTO. Nel 1989 ci fu una grande crescita di queste aziende e la Leader era faticosamente riuscita a conquistare oltre il 70% del mercato italiano, seguita dalla CTO con il 20%. Il catalogo della CTO era più limitato, ma poté distribuire per Simulmondo e soprattutto Electronic Arts, e nel 1990 riuscì a sottrarre alla Leader la sua collaborazione con la LucasArts.

Leader istituì la S.C. s.r.l., che aveva sede a poche decine di metri dal suo capannone, con il compito di acquisire regolari licenze su prodotti esteri da rivendere alle riviste italiane, da cui il nome, sigla di Software Copyright. Nel 1989 nacque il progetto di rendere la S.C. un editore di giochi originali sviluppati in Italia ed esportabili (l'opposto di ciò che faceva la Leader). Dal 1990 la S.C. pubblicò videogiochi italiani con il marchio Idea.

Nel 1992 la sede della Leader venne trasferita da Casciago a Gazzada Schianno. Nel 1993 l'azienda, da s.r.l., divenne una società per azioni.La ragione sociale citata dalla stampa cambia intorno a fine 1993, ad es.:Leader Distribuzione s.r.l. in Leader Distribuzione s.p.a. in

Nel corso degli anni '90 l'azienda instaurò collaborazioni con grandi editori internazionali, come Eidos, Activision (con la quale c'era un contratto di esclusiva già dal 1988) e Vivendi Universal Games. Nel 1998 un importante accordo con Microsoft riconfermò Leader tra i maggiori operatori in Italia, portandola quasi al 50% di quota di mercato del software per PC.

Intorno al 1997 l'azienda aveva creato tre divisioni interne per ogni segmento di prodotti trattato: Games per i videogiochi di punta; Family per prodotti multimediali come software educativi ed enciclopedie; Classic per riproporre successi del passato; oltre al settore hardware.

Localizzazioni in italiano Dato che molti utenti, specialmente negli anni '80, non erano pratici con l'inglese, fin dall'inizio Holder considerò importante la localizzazione in italiano dei prodotti, almeno per quanto riguarda il manuale di istruzioni. La Leader se ne occupò direttamente, facendo stampare confezioni e manuali in italiano. Successivamente richiese ai produttori originali di farlo.

Con l'affermarsi di generi come avventure e giochi di ruolo, che contengono testi mediamente molto più lunghi rispetto ai semplici giochi d'azione, le cose si fecero più complesse. Valeva la pena investire nelle localizzazioni solo per i giochi più promettenti. Leader garantiva la traduzione se il produttore garantiva la vendita di un certo numero di copie. Secondo Holder un gioco tradotto, rispetto a un originale, vendeva mediamente 4-5 volte di più.

Negli anni '80 era praticamente impossibile per l'azienda trovare traduttori professionali in questo ambito. Dagli anni '90 si diffusero nel Regno Unito le prime società di localizzazione in varie lingue, e qualche anno dopo avvenne anche in Italia. Con le società britanniche la Leader ottenne generalmente risultati poco soddisfacenti. Tornò quindi a occuparsi di fornire una traduzione qualificata, o almeno richiedeva di poter verificare prima le traduzioni. In seguito, con l'arrivo di aziende italiane come Synthesis (poi acquisita da Keywords Studios), l'attività fu assegnata a queste.

Lotta alla pirateria Ai tempi della collaborazione con Mastertronic, Leader faceva da distributore per circa 500 negozi italiani e per ogni gioco vendeva sempre circa un migliaio di copie. Poi Holder capì la probabile correlazione: in pratica, tipicamente un negozio acquistava due copie, perché una veniva esposta in vetrina e l'altra si usava nel retrobottega per farne copie pirata da vendere.

Per combattere la pirateria era necessario anzitutto convincere l'editore originale a fare prezzi ridotti, in modo da poter tenere basso il prezzo di rivendita in Italia, non superando mai le 15.000 lire. La qualità del materiale doveva poi essere superiore alle copie pirata, con bella copertina e manuale in italiano. Per l'autunno 1987 la Leader annunciò un ulteriore abbassamento dei prezzi dei giochi di punta, iniziando dal Commodore 64, a 12.000 lire per le cassette e 18.000 lire per i dischi (dai precedenti 18.000/25.000); secondo la rivista Zzap! era circa 2.000 lire più di quanto costasse una copia pirata. All'epoca una riduzione simile aveva fatto triplicare le vendite in Spagna. Holder sostiene che l'azienda riuscì a convincere quasi tutti i negozi che vendere l'originale presentasse meno problemi. Tuttavia con la successiva esplosione dell'Amiga e dei floppy da 3,5" la situazione divenne ingestibile.

La Leader iniziò anche a prendere di petto il problema della pirateria, facendo causa alle aziende che distribuivano software pirata. Molti anni dopo, Holder ammette di pentirsi di queste azioni, perché probabilmente il problema si sarebbe risolto da solo col tempo. A partire dal 1985, entro settembre 1987 l'azienda aveva già intentato 5-6 cause contro i grandi pirati; a quella data nessuna causa si era ancora conclusa formalmente, ma in due casi il pirata era venuto a patti impegnandosi a non copiare la Leader e a pagare un risarcimento simbolico. Contro la Ital Video di Bologna, che secondo Holder copiava le loro stesse cassette, Leader perse la causa nel 1989 per mancanza di prove nell'ispezione fatta in sede; subì anzi una controcausa per diffamazione e dovette pagarne i danni molti anni dopo. Almeno un'altra causa fu persa nel 1993 per concorrenza sleale contro la Computer One, della quale la Leader aveva ingiustamente diffamato come illegittima l'importazione parallela.

L'inizio fu difficile poiché la legge non tutelava i distributori ufficiali. Col tempo sono nate varie associazioni di tutela del software. La prima rilevante fu la Assoft (Associazione Italiana per la Tutela del Software, fondata aprile 1985), ma secondo Holder (1987) entrava nell'ambito legale solo quando più aziende erano danneggiate dal pirata. Nel 1993 fu emanata la specifica legge italiana che tutelava direttamente il copyright del software. Così, entro qualche anno, il fenomeno della pirateria a livello industriale scomparve: i numeri si ridussero, ma ancora molti negozi producevano copie nel retrobottega. Dopo il 1993, Leader faceva parte dell'Assoft, come anche la Microsoft, e se aveva bisogno delle vie legali non agiva più come singola azienda contro singoli negozi, ma come associazione.

A un certo punto venne coinvolta anche la SIAE, ma Holder ritiene che fu un grosso errore: aumentò il lavoro, senza risolvere problemi. Con l'introduzione del bollino SIAE anche per i software, si finì per multare solo i negozi (che non danneggiavano la Leader) se qualcosa era senza bollino, mentre la pirateria all'esterno era ignorata.

Console Con l'affermarsi delle console, inizialmente i distributori di software in Italia erano quasi del tutto esclusi. In pratica i giochi Nintendo erano in mano solo alla Mattel e quelli Sega solo a Giochi Preziosi. Nel 1991 la Mindscape contattò la Leader per offrirle i propri prodotti, che Mattel aveva deciso di non distribuire, così Leader entrò in questo nuovo mercato. Mattel si rivelò comunque un oppositore, e influenzò negativamente i rivenditori riguardo ai giochi Mindscape; dopo una breve attività nel 1992-1993, Leader abbandonò il settore Nintendo. Leader distribuì anche diversi titoli per Mega Drive negli ultimi due anni commerciali della console, quando Giochi Preziosi era meno interessata, in particolare giochi della EA Sports come FIFA Soccer 96.

Holder ammette che la Leader fece errori di valutazione dell'andamento del mercato, in particolare sottovalutò l'arrivo della console PlayStation. Dal 1995 i tempi pioneristici del settore videogiochi erano ormai terminati e il ruolo del distributore divenne più convenzionale. Alla fine altre società come la Halifax presero quell'importante fetta del settore console.

Dopo il lancio della PlayStation 2 la Leader si rafforzò molto nell'ambito console, ottenendo tra l'altro di distribuire editori specializzati come Midway Games, Rage Software, 3DO e BAM.